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Daniwella Felicità e passione in cucina

DOLCI

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I dolci sono la mia passione, realizzati grazie all’utilizzo d’innumerevoli ingredienti.
I dolci variano molto non solo negli ingredienti ma anche nei metodi di cottura che vanno dalla frittura al forno, fino a quelli che invece non vanno cotti affatto.
Le ricette dei dolci sono probabilmente quelle con le quali si può giocare maggiormente di creatività e che in un certo senso danno anche più soddisfazione e piacere nella realizzazione.

TORTA MIMOSA

4.0 stars based on 35 reviews Prep time: 30 min Cook time: 1 hour Total time: 1 hour 30 min Yield: 1 9" pie (8 servings) Ingredients: Thinly-sliced apples: 6 cups White sugar: 3/4 cup ... Directions: 1. Cut and peel apples 2. Mix sugar and cinnamon. Use additional sugar for tart apples. ...

torta mimosa

Ingredienti per il Pan di Spagna 

5 uova medie a temperatura ambiente

150 g di zucchero semolato

200 g di farina 00

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema

 500 ml di latte

100 g di zucchero semolato

50 g di farina 00

2 uova medie

1 bustina di vanillina

la scorza di 1 limone grattugiato

Ingredienti per decorare

 500 ml di panna fresca da montare

3/4 cucchiai di rum da pasticceria

3 fettine di ananas sciroppato

400 ml circa di sciroppo d’ananas (quello che ricavate dal barattolo)

3 fiori e 3 foglie di ostia

zucchero a velo q.b.

12 porzioni

Diario di bordo
Io festeggerò l’8 marzo 2019 con le mie cognate a casa e per l’occasione prepareremo alcune delle ricette che sono sul mio blog a tema festa della donna. Evviva noi donne sempre in tutti i 365 giorni dell’anno. Un forte abbraccio da Daniwella.

1 H e 50 min

La torta mimosa è il dolce che si prepara per l’otto marzo, il giorno della festa della donna. Il nome è legato al suo all’aspetto, tanti pezzetti di Pan di Spagna disposti sulla superficie a ricordare appunto la forma del fiore della mimosa. Questa che leggerete è la mia versione fatta con un Pan di Spagna di veloce esecuzione e riempito con una crema diplomatica, bagnato con sciroppo d’ananas e pezzetti di ananas all’interno della crema. Se volete provare la mia versione avete a disposizione tutti gli step fotografici.

la ricetta passo passo

consigli

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

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Enjoy #daniwella

 
TORTA MIMOSA
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La torta mimosa è il dolce che si prepara per l’otto marzo, il giorno della festa della donna. Il nome è legato al suo all’aspetto, tanti pezzetti di Pan di Spagna disposti sulla superficie a ricordare appunto la forma del fiore della mimosa. Questa che leggerete è la mia versione fatta con un Pan di Spagna di veloce esecuzione e riempito con una crema diplomatica, bagnato con sciroppo d’ananas e pezzetti di ananas all’interno della crema. Se volete provare la mia versione avete a disposizione tutti gli step fotografici. Io festeggerò l’8 marzo 2019 con le mie cognate a casa e per l’occasione prepareremo alcune delle ricette che sono sul mio blog a tema festa della donna. Evviva noi donne sempre in tutti i 365 giorni dell’anno. Un forte abbraccio da Daniwella.
 
 

Dose : per 12 porzioni
Preparazione : 1 ora circa
Cottura : 50 minuti
Stampo : cm 24 di dm

Ingredienti per il Pan di Spagna : 5 uova medie a temperatura ambiente, 150 g di zucchero semolato, 200 g di farina 00, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di sale.

Ingredienti per la crema : 500 ml di latte, 100 g di zucchero semolato, 50 g di farina 00, 2 uova medie, 1 bustina di vanillina, la scorza di 1 limone grattugiato,

Ingredienti per decorare : 500 ml di panna fresca da montare, 3/4 cucchiai di rum da pasticceria, 3 fettine di ananas sciroppato, 400 ml circa di sciroppo d’ananas (quello che ricavate dal barattolo) , 3 fiori e 3 foglie di ostia, zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE :

Preparate il Pan di Spagna. Setacciate farina e lievito. In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero e la vanillina per circa 5 minuti. A parte montate a neve gli albumi con un pizzico di sale.

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Incorporate gli albumi montati al composto di uova e zucchero, alternando con la farina.

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Versate il tutto in una tortiera imburrata di cm 24 di diametro e cuocete a 175° per 45/50 minuti.

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Mentre la torta cuoce preparate la crema. Cliccate qui per vedere il procedimento, ma usate le dosi e gli ingredienti scritti sopra. Fate raffreddare completamente il Pan di Spagna e la crema.

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Tagliate in 3 dischi il Pan di Spagna ormai freddo.

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Fate a cubetti il disco centrale. Scavate leggermente l’interno degli altri due dischi e mettetelo da parte insieme ai cubetti. Scolate con le mani il succo eccedente dalle fettine di ananas sciroppato, dopo di che tagliatelo a cubetti. Montate la panna fresca.

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Riprendete la crema ormai fredda e toglietene circa 100 g, e usate il resto. Mescolatela con le fruste per qualche secondo. Aggiungete 4/5 cucchiai di panna montata e il rum.

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Bagnate la base della torta con il succo d’ananas.

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Riempite con la crema e sistemate sopra la crema i pezzetti di ananas sciroppato.

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Coprite con la superficie della torta e bagnate nuovamente con il succo d’ananas.

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Ricoprite con la panna montata rimasta e i cubetti di Pan di Spagna tagliati in precedenza.

Spolverate con abbondante zucchero a velo e decorate con i fiorellini. Fate riposare in frigorifero per almeno 1 ora o fino al momento di servire.

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I MIEI CONSIGLI :

Per decorare la superficie potete usare frutta fresca come le fragole, o frutta candita come delle belle ciliege rosse. O ancora fiorellini e foglie di ostia come ho fatto io e degli ulteriori ciuffi di panna montata, spaziate con la fantasia.

In corso d’opera mi sono resa conto che la crema era tanta, quindi non l’ho usata tutta. Quella che mi è avanzata equivaleva a circa 100 g, ecco il motivo per cui sopra trovate scritto di toglierne quel quantitativo.

Questo modo di fare il Pan di Spagna lo trovo ottimo, è una perfetta scorciatoia perché permette di dimezzare di molto i tempi della montatura delle uova ottenendo allo stesso tempo ottimi risultati.

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Potete variare anche la frutta che usate per il ripieno della torta, fragole al posto dell’ananas o addirittura le pesche sciroppate. E volendo osare di più, con l’ananas potete mettere delle gocce di cioccolato, sempre se vi piace l’accostamento.

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BISCOTTI ALLA CANNELLA

BISCOTTI ALLA CANNELLA

INGREDIENTI per 500gr.

150 g di burro morbido
150 g di zucchero
4 tuorli
350 g di farina tipo 1
un pizzico di sale
1 cucchiaio abbondante di cannella

 

Diario di bordo
Io mi sono divertita a prepararli con la mia amica Valeria e sua figlia Agata di 10 anni a dicembre scorso, ma ho poi avuto difficoltà nel pubblicarli in quel periodo, e siccome sono troppo buoni e troppo belli non potevo aspettare il prossimo Natale per pubblicarli, motivo per cui li trovate ora online a febbraio. Chi mi segue su Facebook avrà visto il video che ho fatto ad Agata mentre stava decorando i suoi biscotti alla cannella, lei per l’occasione ha scelto di decorarne alcuni con la pasta di zucchero e altri li ha lasciati al naturale. Io l ho immortalata in alcune fasi del procedimento. Lei ha collaborato addirittura scattandomi alcune foto quando io ero impossibilitata, dietro mio suggerimento ha realizzato delle foto fantastiche. Brava Agata 10 e lode per te.

3o minuti

4 persone

Questi biscotti alla cannella li ho trovati davvero deliziosi. Potete preparare questi dolcetti in qualunque occasione, quando avete voglia di un biscottino speziato da accompagnare ad una tazza di tè caldo nei giorni più freddi dell’autunno e dell’inverno, regalatevi una coccola, perché questi biscotti alla cannella sono in grado di fare proprio questo. l’INVERNO E’ ANCORA IN CORSO, per questo ho deciso di pubblicare la ricetta anche se sono passate le festività natalizie. Date a questi biscotti la forma che desiderate.

la ricetta passo passo

ECCO LE VARIANTI FATTE DALLE MIE "ASSISTENTI SPECIALI"

i miei consigli

La ricetta è tratta dal libro “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi.

Buon appetito!

 

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

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BISCOTTI  ALLA CANNELLA 

Questi biscotti alla cannella li ho trovati davvero deliziosi. Potete preparare questi dolcetti in qualunque occasione, quando avete voglia di un biscottino speziato da accompagnare ad una tazza di tè caldo nei giorni più freddi dell’autunno e dell’inverno, regalatevi una coccola, perché questi biscotti alla cannella sono in grado di fare proprio questo. l’INVERNO E’ ANCORA IN CORSO, per questo ho deciso di pubblicare la ricetta anche se sono passate le festività natalizie. Date a questi biscotti la forma che desiderate. Io mi sono divertita a prepararli con la mia amica Valeria e sua figlia Agata di 10 anni a dicembre scorso, ma ho poi avuto difficoltà nel pubblicarli in quel periodo, e siccome sono troppo buoni e troppo belli non potevo aspettare il prossimo Natale per pubblicarli, motivo per cui li trovate ora online a febbraio. Chi mi segue su Facebook avrà visto il video che ho fatto ad Agata mentre stava decorando i suoi biscotti alla cannella, lei per l’occasione ha scelto di decorarne alcuni con la pasta di zucchero e altri li ha lasciati al naturale. Io l ho immortalata in alcune fasi del procedimento. Lei ha collaborato addirittura scattandomi alcune foto quando io ero impossibilitata, dietro mio suggerimento ha realizzato delle foto fantastiche. Brava Agata 10 e lode per te.

Dose : per 20/22 biscotti circa
Preparazione : 30 minuti
Cottura : 8/10 minuti

Ingredienti :

150 g di burro morbido
150 g di zucchero
4 tuorli
350 g di farina tipo 1
un pizzico di sale
1 cucchiaio abbondante di cannella

PREPARAZIONE :

Con una forchetta amalgamate il burro con lo zucchero in una ciotola.

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Aggiungete i tuorli e lavorate finché il composto non diventa spumoso.

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Versate  la cannella, la farina e il sale.

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Mescolate con una forchetta fino a che siano stati assorbiti tutti i liquidi, dopo di che rovesciate l’impasto su un piano di lavoro e impastate velocemente.

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Date all’impasto la forma di una palla. Rimettete in una ciotola coprendo con una pellicola. Lasciate riposare 30/40 minuti in frigorifero.

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Passato il tempo, stendete l’impasto in una sfoglia non troppo sottile, con le formine ritagliate dei biscotti con le formine.

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   Poggiate i biscotti sopra una teglia rivestita di carta forno.

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Mettetela in forno preriscaldato a 190/200° per 8/10 minuti.

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Fate raffreddare i biscotti completamente. I biscotti sono pronti per essere mangiati.

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Colorate e decorate a piacere i vostri biscotti. Agata ha scelto la pasta di zucchero per alcune forme. Altre le ha lasciate al naturale.

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Anche Valeria ha decorato le sue forme preferite. Un 10 e lode anche per te mia cara amica.

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Buon divertimento a tutti.

La ricetta è tratta dal libro “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi.
I MIEI CONSIGLI : Aumentate la dose della cannella se vi piace il suo aroma. Sperimentate per capire quanto aggiungerne di più.
 
Oltre alla cannella potete aggiungere anche dello zenzero in polvere.
Se non volete decorarli potete lasciarli così al naturale o spolverati di zucchero a velo.
 
Date a questi biscotti la forma di cuori, stelle, fiori e altro ancora. Sono biscotti buoni da fare tutto l’anno.  Divertitevi anche voi con i vostri bambini magari a decorarli con una glassa colorata all’acqua o ghiaccia reale. Se volete appenderli all’albero, basterà praticare un piccolo forellino fatto con una cannuccia e il gioco è fatto.
 
Agata si è divertita a mille e io ancora di più. Si vede ?????
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Buon appetito!

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CASTAGNOLE

castagnole

INGREDIENTI

400 g di farina
2 uova
80 g di zucchero
30 g di olio e.v.o.
30 g di anice
la scorza grattugiata di 1 limone
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
800 ml di olio di semi di arachide per friggere
zucchero a velo q.b.

Diario di bordo
Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio. Un bacio a tutti e alla prossima.

6o minuti

40/50 castagnole

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

CASTAGNOLE 

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale. Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio.
Un bacio a tutti e alla prossima.
Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura: 15 minuti circa  

Ingredienti:

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400 g di farina 2 uova 80 g di zucchero 30 g di olio e.v.o. 30 g di anice la scorza grattugiata di 1 limone mezza bustina di lievito per dolci 1 pizzico di sale 800 ml di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola mettete la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, la scorza di limone grattugiato e il sale. Mescolate.
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Fate un cratere alcentro e versate le uova, l’olio e il liquore. Partendo dal centro sbattete gli ingredienti liquidi eppoi attirate verso il centro la farina ai lati.
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Incorporate pian piano la farina .

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Appena i liquidi saranno stati assorbiti, cominciate ad impastare con le mani rovesciando il composto sopra una spianatoia.

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Lavorate fino ad avere un panetto, copritelo con la pellicola trasparente e fatelo riposare per 30 minuti.

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Passati 30 minuti, ricavate dall’impasto 4 pezzi. e da questi ricavate dei bastoncini, dividete i bastoncini in pezzetti e formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.

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Da questi ricavate dei bastoncini da cui ritagliare dei pezzetti.
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Formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.
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Mettete a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti, e quando è pronto friggete in due tre riprese  alla volta, dovranno dorarsi lentamente in un paio di minuti circa.

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Scolatele su carta assorbente.

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Quando avete finito di cuocere tutte le castagnole spolverizzatele con dello zucchero a velo.

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I miei consigli :  Se vi  piace potete passare le castognole nel liquore alchermes, e dopo passarle nello zucchero semolato.

Per decorare potete anche usare lo zucchero semolato al posto dello zucchero a velo. In tal caso appena scolate le castagnole ripassatele nello zucchero, cambiandolo ogni tanto perché lo zucchero assorbe molto olio. Per capire quando l’olio è arrivato alla giusta temperatura per friggere, mettete uno stuzzichino di legno di quelli lunghi dentro l’olio, quando vedrete delle piccolissime bollicine intorno allo stuzzichino vuol dire che l’olio è caldo al punto giusto e potete cominciare a friggere. Se invece avete un termometro da cucina la temperatura che dovrà segnare è di 175°. Potete variare il liquore in base ai vostri gusti : Sambuca, Strega, Brandy, Rum, Grappa e Limoncello. Alle castagnole io non so proprio resistere e se siete super golosi che ne dite di tuffarle nel cioccolato fondente fuso invece dello zucchero semolato. Nei prossimi giorni cercherò di pubblicare altre versioni di castagnole golose, quindi continuate a seguirmi. Ne vedrete delle belle.  

Buon appetito!

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CHIACCHIERE

CHIACCHIERE

INGREDIENTI

600 g di farina 00

1 uovo + 3 tuorli

50 g di olio

90 g di zucchero

1 bustina di vanillina

150 g di marsala semi secco

1 litro di olio di semi di arachide per friggere

zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

9o minuti

2 vassoi pieni

Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia.

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità ! 

la ricetta passo passo

curiosità e consigli

Curiosità

Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma, dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima.

Consigli

Potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°.

...ancora consigli...

Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio.

...sempre più consigli

Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.

 Buon appetito!

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Enjoy #daniwella

CHIACCHERE

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità !   Dose: per 2 vassoi lunghi pieni Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura totale: 30 minuti per cuocere tutte le frappe  

Ingredienti:

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600 g di farina 00 1 uovo + 3 tuorli 50 g di olio 90 g di zucchero 1 bustina di vanillina 150 g di marsala semi secco 1 litro di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola capiente mettete la farina mescolata allo zucchero, dopo aver fatto un buco al centro versate l’olio, la vanillina, i tuorli, l’uovo intero e il marsala.
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Mescolate con una forchetta gli ingredienti liquidi partendo dal centro e attirate pian piano la farina che si trova ai lati.
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Appena tutti gli ingredienti liquidi saranno stati assorbiti dalla farina, versate sopra una spianatoia e finite di lavorare li il composto a mano.

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Impastate fino a formare una palla.

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Mettete a riposare coperto da una pellicola, a temperatura ambiente per 30 minuti. Riprendete l’impasto e dividetelo in 3 pezzi. Tirate una sfoglia molto sottile, circa 2/3 mm. Con una rondella ottenete dei rettangoli medio grandi, praticate due taglietti al centro.

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Oppure optate per le strisce

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Mano a mano che ritagliate le strisce disponetele sopra a dei taglieri spolverate di farina per non farle attaccare. Coprite con una tovaglia pulita allargata per non far seccare l’impasto sottile.

Poco prima di finire mettete l’olio a scaldare. Mettete nell’olio caldo poche strisce alla volta, e giratele per farle dorare da entrambi i lati.

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Scolate le frappe con un mestolo forato direttamente sulla carta assorbente. Mano a mano che si scolano poggiatele trasferitele su un piatto di portata.

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Una volta fredde spolverizzatele con zucchero a velo.

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  CURIOSITA’ : Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma,  dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima. I miei consigli : potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le  pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie  di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°. Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio. Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.
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MIGLIACCIO

MIGLIACCIO

INGREDIENTI

600 ml di latte
30 ml di acqua
30 g di burro
1 limone non trattato – usate solo la scorza
1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia
130 g di semolino
260 g di zucchero + 1 pizzico di sale
3 uova maxi
260 g di ricotta di mucca fresca
50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

Diario di bordo
Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo.

6o minuti

26 cm di diametro

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale.

CURIOSITà

l migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Buon carnevale a tutti. Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.

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MIGLIACCIO 

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale. Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo. Dose : per uno stampo di diametro di 26 cm Tempo di preparazione: 20 minuti Tempo di cottura: 40 minuti

Ingredienti:

600 ml di latte 30 ml di acqua 30 g di burro 1 limone non trattato – usate solo la scorza 1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia 130 g di semolino 260 g di zucchero + 1 pizzico di sale 3 uova maxi 260 g di ricotta di mucca fresca 50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

 

PREPARAZIONE:

In una pentola mettete a scaldare il latte, l’acqua, la scorza del limone, il burro, la vanillina e lo zucchero.

Nel frattempo che il latte arrivi a bollore, in una ciotola capiente, sbattete le uova con le fruste e mettete da parte.

Appena il latte bolle, togliete le scorze del limone e versate il semolino,  mescolate fino a che non assorbe tutto il liquido e diventa una crema.

Travasate in un’altra ciotola per farlo raffreddare leggermente. Io ho aspettato 7/8 minuti, mescolando in continuazione per accelerare l’evaporare del calore.

Unite  la crema di semolino nella ciotola delle uova e mescolare energicamente.

Aggiungere la ricotta e mescolate fino a che sia assorbita completamente.

Unite il limoncello.

Travasate nello stampo imburrato e mettete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Passato il tempo necessario togliete dal forno e aspettate 30 minuti prima di toglierlo dallo stampo.Travasate il dolce sul piatto da portata, fatelo raffreddare completamente e riponetelo in frigorifero fino al giorno dopo, o fino al momento in cui lo volete mangiare.

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Ed ecco una fetta di Migliaccio di Carnevale visto da vicino.

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CURIOSITA’ :
 Il migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.
VARIANTE : usate la scorza dell’arancia al posto del limone e sostituite il limoncello con un liquore all’arancia tipo Aurum- Grand Marnier- Cointreau
Per una versione senza glutine usa il miglio senza glutine.
Consigli : Per fare il migliaccio potete usare ricotta di mucca, di pecora ma anche di capra.
Il migliaccio è un dolce che deve riposare una notte intera. Quindi resistete all’assaggio. in questo modo si amalgameranno tutti i sapori e aromi all’interno del dolce e vedrete che rimarrete letteralmente estasiati al primo boccone.
Buon carnevale a tutti.
Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.
 

Buon appetito!

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BISCOTTI TAGLIATI

BISCOTTI TAGLIATI

INGREDIENTI

500 g di farina 00

5 uova medio-grandi

12 cucchiai di zucchero semolato

1 bustina di lievito

mezzo bicchiere abbondante di olio e.v.o. o di arachide

1 limone solo la buccia grattugiata

1 cucchiaino di aroma vaniglia

1 cucchiaino di cannella in polvere zucchero a velo a piacere facoltativo

 

 

Diario di bordo
La ricetta me l’ha data tanto tempo fa la mia cara amica Marisa, la mamma di Claudia, la ragazza che mi ha aiutato ad aprire il blog 3 mesi prima che lo mettessi online. Marisa è una donna, mamma e moglie straordinaria, ex professoressa in pensione, di una classe e dolcezza unica. Con lei il tempo passa senza accorgertene, parlando di cucina, salute, lavoro, passioni in comune, come l’amore per i nostri amici animali, il suo cane Holly, e le mie gattine Betty e Greys, e tanto e tanto altro, ma la cosa che ci contraddistingue è il rispetto reciproco e affetto profondo che abbiamo l’una per l’altra. E se si potesse tornare indietro, mi piacerebbe avere una professoressa come lei, capace di rendere davvero piacevole le lezioni fatte in classe, con la sua passione e il suo carisma. E’ a lei che esprimo la mia stima e un grazie per avermi regalato la ricetta eccellente dei biscotti tagliati, entrata di diritto tra le mie colazioni preferite. Io li chiamo i biscotti del ricordo … il ricordo della tradizione, il ricordo delle nostre nonne, che preparavano dei biscotti come questi da inzuppare nel caffè-latte.

4o minuti

Quella dei biscotti tagliati sono a mio dire una ricetta straordinaria, incredibilmente versatile e sorprendentemente veloce da realizzare. Farli in casa è una grandissima soddisfazione. Vedrete che al mattino la cosa cosa più bella sarà quella di alzarsi velocemente dal letto e mettersi a fare colazione con questi biscotti semplici, leggeri e buonissimi.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Questo il biscotto che accompagna le mie colazioni …

oltre al ciambellone di Nonna Tina ( clicca qui per vedere la ricetta ).

Volete assaggiare ??? 

 Buon appetito!

 

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BISCOTTI TAGLIATI 

Quella dei biscotti tagliati sono a mio dire una ricetta straordinaria, incredibilmente versatile e sorprendentemente veloce da realizzare. La ricetta me l’ha data tanto tempo fa la mia cara amica Marisa, la mamma di Claudia, la ragazza che mi ha aiutato ad aprire il blog 3 mesi prima che lo mettessi online. Marisa è una donna, mamma e moglie straordinaria, ex professoressa in pensione, di una classe e dolcezza unica. Con lei il tempo passa senza accorgertene, parlando di cucina, salute, lavoro, passioni in comune, come l’amore per i nostri amici animali, il suo cane Holly, e le mie gattine Betty e Greys, e tanto e tanto altro, ma la cosa che ci contraddistingue è il rispetto reciproco e affetto profondo che abbiamo l’una per l’altra. E se si potesse tornare indietro, mi piacerebbe avere una professoressa come lei, capace di rendere davvero piacevole le lezioni fatte in classe, con la sua passione e il suo carisma. E’ a lei che esprimo la mia stima e un grazie per avermi regalato la ricetta eccellente dei biscotti tagliati, entrata di diritto tra le mie colazioni preferite. Io li chiamo i biscotti del ricordo … il ricordo della tradizione, il ricordo delle nostre nonne, che preparavano dei biscotti come questi da inzuppare nel caffè-latte. Farli in casa è una grandissima soddisfazione. Vedrete che al mattino la cosa cosa più bella sarà quella di alzarsi velocemente dal letto e mettersi a fare colazione con questi biscotti semplici, leggeri e buonissimi.   I MIEI CONSIGLI E VARIANTI: Per realizzare questi biscotti, non avete bisogno di nessuno stampino, ma solo di 2 cucchiai per formarli e del coltello del pane per tagliarli. Hanno inoltre numerose varianti, per ingredienti e dosi, questi descritti sono adatti a chi è intollerante al lattosio perché non viene usato il burro ma solo olio extra vergine di oliva. Vi mostrerò in seguito, le varianti che la mia fantasia mi ha suggerito nel corso del tempo ogni volta che li preparavo. Inoltre avete 2 opzioni di cottura : 1°) Dopo aver cotto i 2 o 3 filoncini di pasta, a seconda di quanto volete grandi i biscotti, potete tagliarli orizzontalmente o in diagonale e lasciarli raffreddare senza rimetterli in forno, otterrete così dei biscotti morbidi. 2°) Dopo aver estratto i 2 filoncini di pasta dal forno, e aspettato qualche minuto prima di tagliarli, potete rimetterli in forno a faccia in su per altri 10/15 minuti per ottenere invece dei biscotti asciutti e croccanti. La ricetta base di Marisa comprende la vanillina io molte volte li preparo utilizzando il mix di aromi che vi descrivo in questa ricetta.     Dose : per 1 kg di biscotti Preparazione : 8/10 minuti Cottura : 15 minuti + altri 15 minuti per la seconda cottura  

Ingredienti :

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500 g di farina 00 5 uova medio-grandi 12 cucchiai di zucchero semolato 1 bustina di lievito mezzo bicchiere abbondante di olio e.v.o. o di arachide 1 limone solo la buccia grattugiata, 1 cucchiaino di aroma vaniglia 1 cucchiaino di cannella in polvere zucchero a velo a piacere facoltativo

PREPARAZIONE :

Preriscaldate il forno a 180°. Rivestite con la carta forno una leccarda o una teglia. In una ciotola capiente mescolate prima le polveri. La farina e lievito setacciati insieme e lo zucchero. In un piatto sbattete le uova. Fate un buco al centro della farina, versateci le uova, l’olio e gli aromi cannella, scorza di limone grattugiato e aroma di vaniglia.
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Mescolate fino ad ottenere un composto colloso, piuttosto appiccicoso.
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Con l’aiuto di 2 cucchiai prelevate un pochino di impasto, e disponetelo a cucchiaiate fino ad ottenere la forma di un filoncino.

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Distanziate i filoncini tra di loro. Fate 2 o 3 filoncini.

Infornate in forno caldo a 180°, per circa 15/20 minuti, fino a quando saranno ben dorati e lievitati. Estraete dal forno e lasciateli così per 5 minuti. Tagliate i filoncini in senso orizzontale o longitudinale.

 

Lasciateli raffreddare completamente se volete i biscotti morbidi. Se invece volete i biscotti asciutti e croccanti, riposizionateli sulla leccarda a faccia in su, e rimetteteli in forno per la seconda volta, per altri 15 minuti circa, o fino a quando risulteranno di un bel color marroncino alla temperatura di 150°.

Potete conservarli per diversi giorni in una scatola di latta o in contenitori a chiusura ermetica appositamente per conservare i biscotti. Se vi piace potete spolverizzare i biscotti con dello zucchero a velo in superficie.

 Questo il biscotto che accompagna le mie colazioni …

,,, oltre al ciambellone di Nonna Tina ( clicca qui per vedere la ricetta ).

Volete assaggiare ??? 

 
   

Buon appetito!

 

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TORTA BABA’

TORTA BABA’

INGREDIENTI

200 gr di farina manitoba
16 gr di zucchero semolato
4 gr di sale
60 gr di burro ammorbidito
10 gr di lievito di birra
200 gr di uova medie

Ingredienti per la crema pasticcera (link diretto alla ricetta in basso)

500 ml di latte intero,

250 g di zucchero,

2 tuorli,

100 g di farina 00

i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico.

Ingredienti per la bagna al rum

1 l di acqua

mezzo limone biologico

400 g di zucchero

100 ml di rum

 

 

4o minuti

12/14 porzioni

Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione.  Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno.

Diario di bordo
Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria, nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni.

Curiosità

A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.

la ricetta passo passo

consigli

Ecco il babà, un vero dolce da re e regine

 Buon appetito!

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Felice giornata

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TORTA BABA’  Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione. Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria,  nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni. Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno. INGREDIENTI : 200 gr di farina manitoba 16 gr di zucchero semolato 4 gr di sale 60 gr di burro ammorbidito 10 gr di lievito di birra 200 gr di uova medie Ingredienti per la crema pasticcera : 500 ml di latte intero, 250 g di zucchero, 2 tuorli, 100 g di farina 00, i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico. Ingredienti per la bagna al rum : 1 l di acqua, mezzo limone biologico, 400 g di zucchero, 100 ml di rum   PROCEDIMENTO : Sciogliete il lievito di birra in pochissima acqua tiepida. In una ciotola mescolare la farina, lo zucchero, il sale. Aggiungete il burro ammorbidito e Impastate. Amalgamate per bene tutti gli ingredienti.
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Unite un’uovo alla volta, procedete con il successivo solo quando il precedente è stato perfettamente amalgamato all’impasto. Incorporato il lievito mano a mano che mescolate le uova.
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Lavorate l’impasto a lungo circa 10/15 minuti fino ad ottenere un’impasto liscio come una sorta di  pastella ma che si stacca dalle pareti dell ciotola come vedete nella foto.
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Versatelo all’interno di uno stampo apposito per babà imburrato di cm 24 di diametro con il buco al centro. Se avete uno stampo più grande circa 30 cm dovete raddoppiare tutte le dosi.
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Lasciatelo lievitare in un luogo tiepido, magari in forno spento con la luce accesa, fino a quando l’impasto non avrà raggiunto i bordi dello stampo, il mio ci ha messo 4 ore circa. Cuocete in forno preriscaldato  a 180° e cuocete per 25/30 minuti controllando la cottura dal vetro del forno.Quando assumerà un colore ambrato il dolce sarà cotto. Sfornate e lasciate intiepidire. Aspettate  30 minuti prima di togliere la torta dallo stampo. Fate raffreddare,
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Preparate la crema mentre la torta cuoce usando le dosi che vi ho scritto sopra. Cliccate QUI per vedere il procedimento. Quando il Babà sarà perfettamente freddo passate all’ultima fase. Preparate la bagna. In una pentola versate l’acqua, lo zucchero, il succo e il limone stesso, portate a sfiorare il bollore. Spegnete il fuoco e versateci dentro il rum. Mescolate e lasciate in infusione per 5 minuti.
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Versate la bagna calda dentro una ciotola e inzuppateci per qualche minuto il babà. Aiutatevi con una gratella. Dopo di che con molta attenzione scolate la bagna e rovesciate la torta posizionandola sopra la gratella. Saltate il primo passaggio se vi sembra difficoltoso e passate al successivo.
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Posizionate all’interno di una ciotola grande una gratella, poggiateci sopra il babà e con l’aiuto di un mestolo versateci la bagna coprendo perfettamente tutti i lati della torta. In questo modo la bagna in eccesso scolerà all’interno della ciotola. Ripete l’operazione almeno per 4/5 volte o più, fino a quando la torta babà non sarà spugnosa e ben inzuppata. Al termite mettete su un piatto. Fate riposare la torta in frigorifero almeno 2 ore prima di procedere alla decorazione.
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Decorate e farcite come preferite. Noi abbiamo scelto crema pasticcera e ribes. Ho decorato con ciuffetti tutti intorno.
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Quella preparata da Maria per il suo compleanno era ripiena di crema anche all’interno. Io ho preferito solo fuori. CONSIGLI : Ho cercato di quantificare la dose di rum perché mia cognata lo aggiunge ad occhio. Quindi assaggiate dopo i primi 100 ml. Se volete aggiungere più rum potete farlo in base ai vostri gusti.
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Il rum che usiamo noi è del tipo di pasticceria. In commercio trovate bagne alcoliche per pasticceria, ideali per la preparazione di torte, babà, dolci e semifreddi. Il preparato rum creola va benissimo.
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IMPORTANTISSIMO RIPORTARE LA BAGNA A SFIORARE IL BOLLORE QUANDO SI INTIEPIDISCE. L’ACQUA NON DEVE BOLLIRE MA DOVETE VEDERE LA SCIA DI VAPORE CHE FUMA. Noi volevamo fare un babbà grande e abbiamo usato il doppio della dose scritta sopra, ma non avevamo lo stampo grande, ne abbiamo usati 3 piccoli, ecco perché li vedete fotografati in una foto.
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Ecco io e mia cognata Maria mentre ci siamo fatte un selfie mentre preparevamo la bagna.
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Il giorno del compleanno di Maria oltre alla sua torta Babà c’era ance la torta che gli ho fatto io. La vedrete in un prossimo articolo. Buon anno di dolcezza a tutti. CURIOSITA’ : A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.

CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI

CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI

INGREDIENTI PER LA PASTA

600 g di farina
1 uovo intero + 3 tuorli (uova di grandezza medio-grande)
50 g di olio e.v.o.
90 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
150 g di vino bianco

INGREDIENTI PER IL RIPIENO :

800 g di scrucchijate d’uva nera Montepulciano
100 g di mandorle pelate e tostate (se non le avete potete anche sostituirle con le noci o nocciole)
80 g di cioccolato fondente fatto a scagliette
olio di semi di arachide (voi usate pure l’olio di semi che preferite) per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.

Diario di bordo
Questa che vi propongo è la ricetta che si tramanda nella mia famiglia. Noi li prepariamo sempre all’inizio di dicembre, una volta cotti li congeliamo, poi quando è Natale li passiamo in forno caldo 160°/170° per una decina di minuti, li spolveriamo di zucchero a velo e sono pronti per essere serviti a tavola ed essere mangiati. I fritti in questo modo risultano fragranti, come appena fatti. Alla fine della ricetta troverete una seconda variante, se volete fare una sfoglia senza uova e senza zucchero. Questo secondo modo di fare la sfoglia me l’ha suggerita la mia amica Marisa, ve la ricordate ? Vi ho parlato di lei in questa ricetta, cliccate qui per leggerla, se siete curiosi. I caciunitt con questo impasto risulteranno molto chiari in cottura.

+ di 6o minuti

80/100 caciunitt

Li caciunitt” di Natale abruzzesi, parlando in dialetto, sono dolci natalizi tipici di tutto l’Abruzzo, originari del teramano, a forma di ravioli, composti da una sfoglia friabile all’esterno che viene fritta, e una farcitura morbida e saporita all’interno, che cambia a secondo del luogo in cui si vive. I possibili ripieni dei caciunitt di Natale abruzzesi sono 3; con  scrucchijate*, ceci lessati e crema di castagne. Ognuna di queste è la variante tipica a seconda delle zone dell’Abruzzo. Qui a Pescara, in questo periodo, in qualunque negozio che vende prodotti di pasticceria è impossibile non trovare tutte e tre le farciture. Ma farli a casa, rende ancora più entusiasmante quest’aria di festa, essendo una ricetta antica e tipica che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione.

Inoltre un suggerimento per chi proprio in questo periodo non può gustarsi il dolce perché non può mangiare cibi fritti : potete procedere con la cottura in forno, preriscaldatelo  a 180°, e cuocete i caciunitt di Natale abruzzesi per una decina di minuti circa, o fino a che non siano dorati. Saranno ugualmente buoni. Un caro saluto a tutti con e buone feste con i  caciunitt di Natale abruzzesi.

curioSITà

* La scrucchijate è un prodotto tipico abruzzese, una confettura ottenuta con le uve Montepulciano d’Abruzzo con tutta la buccia. Frutto di una lunga tradizione casalinga, la scrucchijate veniva prodotta in casa, con l’uva più bella e più soda, dopo aver schiacciato ogni acino tra due dita per liberarlo dai semi. Proprio a questa operazione di schiacciamento detta appunto scrocchiatura, il tipico prodotto dolciario deve il suo nome.

 

la ricetta passo passo (RIPIENO DI MARMELLATA)

LE MILLE Varianti GOLOSE

Vi scrivo inoltre la dose per fare la variante di ceci e di castagne, per tutti quelli che preferiscono questo ripieno o che non riescono a trovare la scrucchijate d’uva. Ma non provate a farli, se non avete a disposizione il mosto cotto, ingrediente essenziale, per fare questi altri due tipi di ripieni : una sorta di sciroppo, che sostituisce altri dolcificanti come lo zucchero e il miele, è infatti un dolcificante naturale che si ottiene dalla bollitura del succo d’uva ben matura, con qualità superiore a quella richiesta per la vinificazione (23/25% di zuccheri), dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per varie ore, fino alla restrizione del liquido alla quarta parte del suo volume originario. Il prodotto viene poi invecchiato anche per 24 mesi. Si presenta come un liquido violaceo, di densità e viscosità e densità simile all’olio di oliva, dal sapore particolarmente dolce.

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

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CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI 

Li caciunitt” di Natale abruzzesi, parlando in dialetto, sono dolci natalizi tipici di tutto l’Abruzzo, originari del teramano, a forma di ravioli, composti da una sfoglia friabile all’esterno che viene fritta, e una farcitura morbida e saporita all’interno, che cambia a secondo del luogo in cui si vive. I possibili ripieni dei caciunitt di Natale abruzzesi sono 3; con  scrucchijate*, ceci lessati e crema di castagne. Ognuna di queste è la variante tipica a seconda delle zone dell’Abruzzo. Qui a Pescara, in questo periodo, in qualunque negozio che vende prodotti di pasticceria è impossibile non trovare tutte e tre le farciture. Ma farli a casa, rende ancora più entusiasmante quest’aria di festa, essendo una ricetta antica e tipica che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione. Questa che vi propongo è la ricetta che si tramanda nella mia famiglia. Noi li prepariamo sempre all’inizio di dicembre, una volta cotti li congeliamo, poi  quando è Natale li passiamo in forno caldo 160°/170° per una decina di minuti, li spolveriamo di zucchero a velo e sono pronti per essere serviti a tavola ed essere mangiati.  I fritti in questo modo risultano fragranti, come appena fatti. Alla fine della ricetta troverete una seconda variante, se volete fare una sfoglia senza uova e senza zucchero. Questo secondo modo di fare la sfoglia me l’ha suggerita la mia amica Marisa, ve la ricordate ? Vi ho parlato di lei in questa ricetta, cliccate qui per leggerla, se siete curiosi. I caciunitt con questo impasto risulteranno molto chiari in cottura. Inoltre un suggerimento per chi proprio in questo periodo non può gustarsi il dolce perché non può mangiare cibi fritti : potete procedere con la cottura in forno, preriscaldatelo  a 180°, e cuocete i caciunitt di Natale abruzzesi per una decina di minuti circa, o fino a che non siano dorati. Saranno ugualmente buoni. Un caro saluto a tutti con e buone feste con i  caciunitt di Natale abruzzesi.

CURIOSITA’ : * La scrucchijate è un prodotto tipico abruzzese, una confettura ottenuta con le uve Montepulciano d’Abruzzo con tutta la buccia. Frutto di una lunga tradizione casalinga, la scrucchijate veniva prodotta in casa, con l’uva più bella e più soda, dopo aver schiacciato ogni acino tra due dita per liberarlo dai semi. Proprio a questa operazione di schiacciamento detta appunto scrocchiatura, il tipico prodotto dolciario deve il suo nome.

 

Dose : per 80/100 caciunitt
Preparazione : più di 1 ora

Ingredienti per la pasta :

600 g di farina
1 uovo intero + 3 tuorli (uova di grandezza medio-grande)
50 g di olio e.v.o.
90 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
150 g di vino bianco

Ingredienti per il ripieno :

800 g di scrucchijate d’uva nera Montepulciano
100 g di mandorle pelate e tostate (se non le avete potete anche sostituirle con le noci o nocciole)
80 g di cioccolato fondente fatto a scagliette
olio di semi di arachide (voi usate pure l’olio di semi che preferite) per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE :

Preparate il ripieno meglio ancora dal giorno prima, per fare assestare il sapore e la consistenza, frantumate in grana grossa le mandorle e il cioccolato, trasferiteli in una ciotola capiente e mescolatele insieme alla scrucchijate.

Preparate la pasta : su una spianatoia mettete la farina a fontana, al centro versate l’olio, lo zucchero, la vanillina, i tuorli d’uovo, l’uovo intero e il vino. Impastate tutti gli ingredienti fino a formare una palla. Fatela riposare coperta con un panno a temperatura ambiente per 30 minuti.

Stendete la pasta in sfoglie sottili e procedete come per fare i ravioli, mettendo 1 cucchiaino di ripieno sulle strisce di pasta, ripiegandole su se stesse. Disponete i mucchietti a 4 cm di distanza dal bordo e separati tra loro 5 cm.

Premete la pasta con la punta delle dita, intorno al ripieno, in modo da far uscire bene l’aria e saldare bene i due lembi di sfoglia.

Tagliate ora i caciunitt a mezzaluna con una rondella o un bicchiere.
Man mano che li fate poneteli sopra un vassoio ricoperto di carta forno spolverato di farina.

 

Una volta pronti, friggeteli in olio ben caldo un po’ per volta, rigirandoli per farli dorare anche sull’altro lato. I caciunitt devono risultare belli chiari.

Scolateli su carta assorbente e fateli raffreddare.

Una volta cotti tutti e raffreddati, spolverateli con lo zucchero a velo. Ed ecco i caciunitt di Natale abruzzesi con la scrucchijate d’Uva nera Montepulcino d’Abruzzo !!!

 
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VERSIONE DELLA SFOGLIA SENZA UOVA E ZUCCHERO

Questa è la ricetta della mia amica Marisa, se volete fare un’impasto senza uova : 500 g di farina 00, mezzo bicchiere d’olio e.v.o., mezzo bicchiere di acqua, mezzo bicchiere di vino bianco ; impastate esattamente come descritto sopra e procedete come da ricetta descritta.

Vi scrivo inoltre la dose per fare la variante di ceci e di castagne, per tutti quelli che preferiscono questo ripieno o che non riescono a trovare la scrucchijate d’uva. Ma non provate a farli, se non avete a disposizione il mosto cotto, ingrediente essenziale, per fare questi altri due tipi di ripieni : una sorta di sciroppo, che sostituisce altri dolcificanti come lo zucchero e il miele, è infatti un dolcificante naturale che si ottiene dalla bollitura del succo d’uva ben matura, con qualità superiore a quella richiesta per la vinificazione (23/25% di zuccheri), dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per varie ore, fino alla restrizione del liquido alla quarta parte del suo volume originario. Il prodotto viene poi invecchiato anche per 24 mesi. Si presenta come un liquido violaceo, di densità e viscosità e densità simile all’olio di oliva, dal sapore particolarmente dolce.

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Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di ceci :

300 g di ceci già cotti  e ridotti in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

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Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di crema di castagne :

500 g di castagne già sbucciate  bollite e spellate e ridotte in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

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Eseguite lo stesso procedimento per entrambe le farciture scelte : scaldate il mosto cotto in una pentola. e appena sarà bello caldo aggiungete la purea di ceci o la purea di castagne, le mandorle e le noci frantumate in modo grossolano e mescolate per qualche minuto, il tempo di far amalgamare il composto, che deve risultare ancora morbido. Togliete via dal fuoco e lasciate raffreddare completamente prima di mettere in frigorifero a rassodare per una notte. Usate quindi il  ripieno il giorno dopo per confezionare i vostri caciunitt.

In questi ultimi anni si è aggiunto un quarto tipo di ripieno capace di conquistare coloro che amano il cioccolato, quello con la crema spalmabile alla nocciola e nella mia famiglia fanno subito il fumo.

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Buon appetito!

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TORCINELLI DI NATALE

TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 253

INGREDIENTI 

3 patate medie già lessate

circa 600 g peso da crude 

1 kg di farina 00 + 130 per fare la biga
40 g di burro sciolto
50 g di olio e.v.o.
1 cubetto di lievito di birra
250 g di latte
2 cucchiai di semi di anice
100 g di uvetta
3 uova grandi
4 cucchiai rasi di zucchero
1 limone senza trattamento

INGREDIENTI PER DECORARE:

zucchero semolato q.b.
3/4 cucchiai di cannella in polvere

 

Per fare i torcinelli di Natale ho preparato prima la biga eppoi dopo che ha lievitato l’ho mescolata al secondo impasto. Le giornate scorrono velocemente piene di impegni e di organizzazioni per le festività natalizie, mi sto impegnando ad organizzare al meglio questo evento proponendovi ricette della tradizione, quindi se riesco entro stasera, vorrei pubblicare l’ultima delle 3 ricette di dolci natalizi che ho fatto susseguire una dietro l’altra in questi giorni. Per adesso è tutto, vi saluto lasciandovi un’anticipazione: non perdetevi la prossima ricetta, il successo con i vostri ospiti è assicurato.

24o minuti

40 pezzi

Diario di bordo
Questi irresistibili dolcetti mi ricordano mia nonna Anna. Per me rappresentano un vero confort food. In diverse occasioni di festa, anche prima che arrivasse il natale ero spesso sua complice nella preparazione dei torcinelli. Lo ricordo come se fosse ieri: rimanevo incantata a vederla friggere ed ero completamente inebriata dall’odore che sprigionava la cannella. I torcinelli  sono dei dolcetti fritti tipici delle festività natalizie qui in Abruzzo, gli ingredienti per realizzarli sono genuini come patate, farina, latte, burro, uova, semi di anice e uvetta. L’impasto realizzato viene fatto lievitare, poi fritto nell’olio caldo dandogli una forma attorcigliata, una volta dorati si scolano e si tuffano nello zucchero semolato mescolato alla cannella. Purtroppo non ricordavo la ricetta che facevo insieme a mia nonna e per poterli realizzare mi sono rivolta ad un’altra nonna, quella del mio compagno, Antonietta. E così dopo diversi anni che non li cucinavo mi sono messa ai fornelli e ho cominciato a impastare, con grande soddisfazione e meraviglia dopo averli assaggiati, sorridevo perché il sapore era tale e quale al sapore dei torcinelli che faceva mia nonna. Quindi non c’è ricetta più azzeccata di questa, per me è stato come se avessi custodito per anni la sua ricetta nella mente che il tempo ha mescolato insieme a tanti altri ricordi. Posso quindi affermare che la tradizione della mia famiglia continua. Quindi questa è la NOSTRA versione.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

AGGIORNAMENTO AL 03/07/2017

QUESTA RICETTA E’ STATA SELEZIONATA E INSERITA TRA LE MIGLIORI DEL WEB, ALL’INTERNO DI UN’ARTICOLO SUI TORCINELLI DOLCI DALLA REDAZIONE DEL MAGAZINE ONLINE lorenzovinci.it, un magazine dedicato alla gastronomia e alla cucina italiana d’eccellenza, cliccando qui potete leggere l’intero articolo –>> https://lorenzovinci.it/magazine/recipe/torcinelli-dolci-ricetta-storia-come-si-fanno/

 

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TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 34

Questi irresistibili dolcetti mi ricordano mia nonna Anna. Per me rappresentano un vero confort food. In diverse occasioni di festa, anche prima che arrivasse il natale ero spesso sua complice nella preparazione dei torcinelli. Lo ricordo come se fosse ieri: rimanevo incantata a vederla friggere ed ero completamente inebriata dall’odore che sprigionava la cannella. I torcinelli  sono dei dolcetti fritti tipici delle festività natalizie qui in Abruzzo, gli ingredienti per realizzarli sono genuini come patate, farina, latte, burro, uova, semi di anice e uvetta. L’impasto realizzato viene fatto lievitare, poi fritto nell’olio caldo dandogli una forma attorcigliata, una volta dorati si scolano e si tuffano nello zucchero semolato mescolato alla cannella. Purtroppo non ricordavo la ricetta che facevo insieme a mia nonna e per poterli realizzare mi sono rivolta ad un’altra nonna, quella del mio compagno, Antonietta. E così dopo diversi anni che non li cucinavo mi sono messa ai fornelli e ho cominciato a impastare, con grande soddisfazione e meraviglia dopo averli assaggiati, sorridevo perché il sapore era tale e quale al sapore dei torcinelli che faceva mia nonna. Quindi non c’è ricetta più azzeccata di questa, per me è stato come se avessi custodito per anni la sua ricetta nella mente che il tempo ha mescolato insieme a tanti altri ricordi. Posso quindi affermare che la tradizione della mia famiglia continua. Quindi questa è la NOSTRA versione. Per fare i torcinelli di Natale ho preparato prima la biga eppoi dopo che ha lievitato l ho mescolata al secondo impasto. Le giornate scorrono velocemente piene di impegni e di organizzazioni per le festività natalizie, mi sto impegnando ad organizzare al meglio questo evento proponendovi ricette della tradizione, quindi se riesco entro stasera, vorrei pubblicare l’ultima delle 3 ricette di dolci natalizi che ho fatto susseguire una dietro l’altra in questi giorni. Per adesso è tutto, vi saluto lasciandovi un’anticipazione: non perdetevi la prossima ricetta, il successo con i vostri ospiti è assicurato.   Dose: per 30/40 torcinelli Tempo di preparazione: 1 ora Tempo totale di lievitazione: circa 3 ore   

Ingredienti:

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3 patate medie già lessate circa 600 g peso da crude 

1 kg di farina 00 + 130 per fare la biga 40 g di burro sciolto 50 g di olio e.v.o. 1 cubetto di lievito di birra 250 g di latte 2 cucchiai di semi di anice 100 g di uvetta 3 uova grandi 4 cucchiai rasi di zucchero 1 limone senza trattamento

INGREDIENTI PER DECORARE :

zucchero semolato q.b. 3/4 cucchiai di cannella in polvere

 

PREPARAZIONE:

Mondate le patate e cuocetele a vapore.

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Una volta cotte schiacciatele ancora calde con l’apposito attrezzo. Mettete da parte a raffreddare.

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Scaldate il latte insieme al burro in un pentolino a fuoco molto basso, appena il burro si è sciolto e il tutto si sarà intiepidito, dosatene metà bicchiere e lì scioglieteci quasi tutto il cubetto di lievito, lasciatene appena un po’ da mettere nel secondo impasto.

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Versate il liquido nei 130 g di farina e impastate.

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 Fate la biga che sarà il primo impasto, formate una palla ben liscia, mettetela a riposare fino al raddoppiamento del volume, ci vorrà circa 1 ora.

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Quando la biga sarà raddoppiata mettete a bagno l’uvetta nell’acqua tiepida per farla reidratare.
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Ora preparate il secondo impasto. In una ciotola grande mettete il kg di farina e le patate schiacciate, fate un buco al centro e versateci l’olio, il restante latte e il restante cubetto di lievito, le uova, lo zucchero, i semi di anice, il limone grattugiato e spremuto e cominciate ad impastare.

Appena avrà raggiunto una consistenza morbida aggiungete la biga.

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Prendete la biga e insieme all’uvetta che avrete scolato dopo 15 minuti circa, aggiungetela al secondo impasto.

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Mettete a lievitare il composto dentro una ciotola al caldo fino al raddoppiamento del volume, ci vorranno circa 2 ore.

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Mettete a scaldare l’olio in una pentola dai bordi alti, per rendervi conto che è caldo al punto giusto, prelevate un pezzetto di impasto, se appena lo immergete l’impasto frigge, l’olio è pronto. A questo punto ungetevi le mani e date la forma ai torcinelli, prelevate 5/6 pezzetti di impasto alla volta,  attorcigliateli e immergeteli nell’olio.

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Fateli dorare da entrambi i lati per 3/4 minuti per parte.

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Quando saranno di un bel colore nocciola, scolateli velocemente su carta assorbente.

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Immergeteli subito nello zucchero semolato misto a cannella, fino a che siano ben ricoperti.

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Impilateli uno sopra l’altro man mano che li tuffate nella mistura di zucchero e cannella.

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I MIEI CONSIGLI : Per cuocere le patate io uso il microonde con la funzione a vapore. Se non lo avete potete cuocerle facendole bollire con la buccia e calcolando 20/30 minuti a partire dal bollore. I torcinelli  si conservano morbidi e fragranti per 2 giorni sigillati dentro le buste di carta come quelle per il pane. Possono essere gustati da soli al naturale, o accompagnati con una buona tazza di tè caldo o di caffè nero bollente.
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Oppure potete gustarli con un bicchierino di liquore dolce come un marsala semisecco, un passito o una crema di limoncello o anche una buona grappa di qualità.
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Preparate questi dolcetti sublimi e sarà subito aria di festa. Sento profumo di Natale….
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  Varianti : Usate l’arancia al posto del limone per un’aroma avvolgente e dolciastro. Omettete l’uvetta se non vi piace. Se non vi piace sentire i semi di anice sotto i denti potete mettere il liquore all’anice all’incirca 2/3 cucchiai. Omettetela completamente se non vi piace. Se non vi piacciono ne uvetta e ne semi di anice sostituiteli con 1 limone e 1 arancia utilizzando sia la scorza grattugiata che il succo, ovviamente rigorosamente biologici.  

AGGIORNAMENTO AL 03/07/2017

QUESTA RICETTA E’ STATA SELEZIONATA E INSERITA TRA LE MIGLIORI DEL WEB, ALL’INTERNO DI UN’ARTICOLO SUI TORCINELLI DOLCI DALLA REDAZIONE DEL MAGAZINE ONLINE lorenzovinci.it, un magazine dedicato alla gastronomia e alla cucina italiana d’eccellenza, cliccando qui potete leggere l’intero articolo –>> https://lorenzovinci.it/magazine/recipe/torcinelli-dolci-ricetta-storia-come-si-fanno/

Buon appetito!

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SBRICIOLATA FORESTA NERA

SBRICIOLATA FORESTA NERA - RICETTA N° 251

INGREDIENTI

400 g di farina 0
70 g di cacao amaro
2 cucchiaini lievito per dolci
150 g di zucchero di canna dulcita
150 g di burro freddo
2 uova medio-grandi

 

INGREDIENTI PER LA FARCIA 

500 g di ricotta
150 g di zucchero di zucchero semolato
130 g circa di amarene sciroppate
8 cucchiai di sciroppo di amarene

Diario di bordo
Buongiorno a tutti cari amici. La ricetta della sbriciolata foresta nera ha avuto un completo restailyng. Chi mi segue sui social è letteralmente impazzito quando ho pubblicato un breve video mentre la stavo infornando. La cassetta di posta messenger è stata presa d’assalto. E visto che molti di voi mi hanno chiesto la ricetta ho cercato di pubblicarla il più velocemente possibile.

6o minuti

12 porzioni

 La torta foresta nera non è soltanto bella da vedere, non è inebriante soltanto per gli occhi, le aspettative vengono ripagate nel momento in cui si mette in bocca una fettina di questa torta. Le papille gustative iniziano a gongolare di gioia, il che si ripercuote sugli occhi e sulle labbra. Nessuna altro dolce vi darà queste emozioni. L’accoppiata ricotta, cacao e amarene sciroppate sono un tripudio vincente di bontà assoluta. Preparatela per le festività natalizie, non vi deluderà. CLICCATE QUI per vedere la ricetta di un’altra torta sbriciolata che ho pubblicato precedentemente.

L’impasto per fare la sbriciolata è una furberia pazzesca perché è una pasta frolla che non deve riposare in frigorifero e non deve essere stesa. Ecco perché è una ricetta facilissima da fare anche se non si è allenati a fare dolci. Più che mai ora ho bisogno del vostro sostegno. Condividete le mie ricette sui social, a voi non costa niente, ma aiuterà me a farmi conoscere agli altri e ve ne sarò grata per sempre. Io ricambierò con altre golose ricette facili che vi faranno sempre fare un figurone. Grazie fin da ora. Un forte abbraccio a tutti.

Ragazze amiche mieeee, preparatela perché è una torta buonissimaaaaa. Si vede anche dalla mia faccia.

 

Mettete la sbriciolata su un piatto da portata e ricordatevi di tirarla fuori dal frigorifero una trentina di minuti prima di servirla.

la ricetta passo passo

i miei consigli

Varianti

 VOLETE FARE UNA SBRICIOLATA FORESTA NERA DOPPIO WAOOO ? USATE LA RICOTTA DI BUFALA Di BUONA QUALITA’.

Curiosità

PER DARE STRUTTURA E UN SAPORE PIU’ DECISO ALLA PASTA FROLLA HO USATO LA ZUCCHERO DULCITA. 

Dulcita è zucchero di canna integrale e biologico: non è sbiancato e la naturale presenza di melassa gli conferisce il caratteristico colore ambrato. Viene estratto al 100% da canna da zucchero dell’Ecuador, con un procedimento artigianale che ne preserva la qualità e la ricchezza nutritiva. Potete trovarlo nei supermercati più forniti e in tutti i negozi che vendono alimenti biologici. Ovviamente se non lo trovate potete usare semplicemente il classico zucchero di canna.

Buon appetito!

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