Crea sito
Daniwella Felicità e passione in cucina

Ricette regionali italiane

Fiadoni abruzzesi

fiadoni abbruzzesi

Diario di bordo
I fiadoni abruzzesi sono il mio confort food per eccellenza in quanto mi ricordano tanto mia nonna Anna; quando li cucinava era in grado di sfornare per ore fiadoni e pizze di formaggio, la casa e il salotto si riempivano di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggi. Ogni famiglia ha la sua ricetta con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni abruzzesi mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete.

I fiadoni abruzzesi sono dei rustici tipici pasquali che si fanno in tutto l’Abruzzo. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone abruzzese tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati : Rigatino, Pecorino stagionato, Grana padano, uova sale e pepe. 

la ricetta passo passo

consigli e curiosità

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

NON PERDERE NESSUNA DELLE MIE RICETTE, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

Felice giornata

Enjoy #daniwella

Fiadoni abruzzesi

ozedf_soft
I fiadoni abruzzesi sono dei rustici tipici pasquali che si fanno in tutto l’Abruzzo. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone abruzzese tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati : Rigatino, Pecorino stagionato, Grana padano, uova sale e pepe. I fiadoni abruzzesi sono il mio confort food per eccellenza in quanto mi ricordano tanto mia nonna Anna; quando li cucinava era in grado di sfornare per ore fiadoni e pizze di formaggio, la casa e il salotto si riempivano di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggi. Ogni famiglia ha la sua ricetta con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni abruzzesi mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete.
Dose: per 30/40 fiadoni Preparazione: 1 ora e 30 circa Cottura: 20 minuti  

Ingredienti per l’impasto:

ozedf_vivid

500 g di farina 00 100 g di olio e.v.o. 100 g di vino bianco 2 uova medie 1 pizzico di sale rosso d’uovo per spennellare q.b.

Ingredienti per il ripieno:

ozedf_vivid

100 g di pecorino stagionato (semi-salato) 100 g di parmigiano grattugiato 100 g di formaggio rigatino grattugiato 50 g di ricotta di mucca (ben scolata) 5 uova medie pepe e sale sé sono necessari q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola  mettete la farina e al centro versate l’olio, il vino, le uova, il sale.
ozedf_vivid
Mescolate.
ozedf_vivid
Quando i liquidi saranno assorbiti trasferite sulla spianatoia.
ozedf_vivid
Impastate fino ad ottenere un panetto. Copritelo con una canovaccio o la pellicola mentre preparate il ripieno.
ozedf_vivid
 

In una ciotola sbattetele per bene i formaggi, le uova, la ricotta, il pepe e mescolate.

ozedf_vivid

Assaggiate  e aggiustate di sale solo se necessario.

ozedf_vivid

Mettete il ripieno nel sac a poche.

ozedf_vivid

Con il mattarello o con una macchinetta stendete l’impasto a sfoglia sottile e procedete come per i ravioli, cliccate qui per vedere il procedimento per stendere la pasta alla macchinetta.

Con il sac a poche disponete mucchietti di ripieno di formaggio.

ozedf_vivid
  Distanziateli l’uno dall’altro e poi ripiegateli su se stessi, schiacciando bene i bordi.
ozedf_vivid

Tagliateli con una rondella e con i rebbi di una forchetti sigillateli tutto intorno come se fossero dei ravioli.

ozedf_vivid

Metteteli distanziati l’uno dall’altro su una leccarda da forno ricoperta di carta forno. Spennellate ogni fiadone con il rosso d’uovo e con le forbici fate un piccolo taglietto al centro, eviterà al fiadone di scoppiare e permetterà al fiadone di gonfiarsi. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 15/20 minuti.

ozedf_soft

Sfornate appena sono dorati.

ozedf_soft

Ed ecco i fiadoni abruzzesi chi ne volete uno ?????

ozedf_soft
    Curiosità : questi che vedete in foto, li ho preparati insieme a mia suocera sabato pomeriggio, e vi assicuro che non ne ho mai preparati così tanti, abbiamo fatto 250 fiadoni, dei quali una parte li abbiamo messi nel congelatore e l’altra li abbiamo regalati. Il Rigatino è un formaggio prodotto con latte di vacca intero pastorizzato a pasta dura semicotta e caglio capretto; aggiungete al ripieno dei fiadoni il pepe solo se assaggiandolo vi accorgete che l’insieme dei formaggi manca di salinità, vi aiuterà a far risaltare l’aroma dei formaggi. I miei consigli : Potete variare le dose dei formaggi a vostro piacimento. Cosa importantissima, nel fiadone non va’ messo il lievito. Usate un sac a poche per mettere il ripieno sulla pasta, farete più velocemente il lavoro.
  Buon appetito! Se ti è piaciuta la ricetta, condividila sui social,  lasciami un tuo commento e 1 MI PIACE sulla pagina Facebook, in questo modo potrai essere sempre aggiornato/a sulle novità e sulle ricette.Diventa FOLLOWER di Daniwella anche su Twitter cliccando qui. ORA ANCHE SU INSTAGRAM, diventa fan cliccando qui.  Per contattarmi in privato scrivetemi una email a questo indirizzo : [email protected] CLICCA QUI E SCOPRI QUALCOSA DI PIU’ SU DANIWELLA
ozedf_soft
 

Pastiera con crema pasticcera senza canditi

PASTIERA CON CREMA PASTICCERA SENZA CANDITI

Diario di bordo
Se c’è una cosa che ho imparato visionando i vari blog su internet è questa: la nascita di una ricetta parte con una ricetta originale, questa poi con il passare del tempo subisce variazioni di ogni sorta, in base alla creatività e alla fantasia vengono infine rielaborate e plasmate in base ai gusti di ogni famiglia. Alcuni ingredienti si tolgono del tutto se non piacciono, o vengono sostituiti con altri di preferenza. Anche la pastiera napoletana ha subito questa trasformazione. Secondo alcuni non esiste una ricetta codificata; ogni famiglia fa la sua ricetta tramandata dalle generazioni precedenti e mangia solo quella. Secondo altri la pastiera è un dolce che si regala, e ne prepara tante per tale scopo, quello di regalarla. Comunque la pensiate, io vi propongo la mia versione basata sulla variazione della ricetta classica, che ho adattato ai gusti della mia famiglia. L’ho preparata per la prima volta in occasione della pasqua 2013. Erano anni che mi ripetevo: “quest’anno provo a farla”. Tutto è coinciso con la decisione di aprire il mio blog, perché da allora ho cominciato a fotografare tutto quello che cucinavo. Dopo aver visto innumerevoli ricette, ho elaborato la mia personale interpretazione della pastiera. Pastiera con crema pasticcera senza canditi.

La pastiera napoletana è un caposaldo della cucina campana tipica delle festività pasquali. E’ una torta di pasta frolla che viene riempita con una crema di grano bollito nel latte, alla quale si aggiunge una sostanziosa crema di ricotta, uova e zucchero. Il sapore e il profumo cambiano a seconda degli aromi e delle spezie usate. Le variazioni della ricetta classica sono numerose e anche se la si prepara solitamente secondo la tradizione il giovedì santo, le migliori pasticcerie napoletane la vendono tutto l’anno. Ogni festa e ogni evento è buono per preparare la pastiera. Io sono particolarmente affezionata a questa ricetta che ho elaborato dopo essermi documentata su tanti siti diversi. La prima volta che decisi di cimentarmi nel preparare questa torta fu nel lontano 2013. Al termine di un’estenuante giornata lavorativa mi rimboccai le maniche e preparai ben 3 pastiere. Ricordo che finii di cucinare a notte inoltrata, quando guardai l’orologio mi accorsi che erano le 02:00 del mattino. Non potete immaginare la gioia nello sfornare questo dolce. Era così bello a vedersi, che il mio viso aveva un sorriso da parte a parte. Se non vi siete ancora cimentati nella realizzazione di questo dolce fantastico correte subito a prepararla e preparatevi ad applaudire.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

NON PERDERE NESSUNA DELLE MIE RICETTE, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

Felice giornata

Enjoy #daniwella

Pastiera con crema pasticcera senza canditi 

nfd

La pastiera napoletana è un caposaldo della cucina campana tipica delle festività pasquali. E’ una torta di pasta frolla che viene riempita con una crema di grano bollito nel latte, alla quale si aggiunge una sostanziosa crema di ricotta, uova e zucchero. Il sapore e il profumo cambiano a seconda degli aromi e delle spezie usate. Le variazioni della ricetta classica sono numerose e anche se la si prepara solitamente secondo la tradizione il giovedì santo, le migliori pasticcerie napoletane la vendono tutto l’anno. Ogni festa e ogni evento è buono per preparare la pastiera. Io sono particolarmente affezionata a questa ricetta che ho elaborato dopo essermi documentata su tanti siti diversi. La prima volta che decisi di cimentarmi nel preparare questa torta fu nel lontano 2013. Al termine di un’estenuante giornata lavorativa mi rimboccai le maniche e preparai ben 3 pastiere. Ricordo che finii di cucinare a notte inoltrata, quando guardai l’orologio mi accorsi che erano le 02:00 del mattino. Non potete immaginare la gioia nello sfornare questo dolce. Era così bello a vedersi, che il mio viso aveva un sorriso da parte a parte. Se non vi siete ancora cimentati nella realizzazione di questo dolce fantastico correte subito a prepararla e preparatevi ad applaudire.

Diario di bordo

Se c’è una cosa che ho imparato visionando i vari blog su internet è questa: la nascita di una ricetta parte con una ricetta originale, questa poi con il passare del tempo subisce variazioni di ogni sorta, in base alla creatività e alla fantasia vengono infine rielaborate e plasmate in base ai gusti di ogni famiglia. Alcuni ingredienti si tolgono del tutto se non piacciono, o vengono sostituiti con altri di preferenza. Anche la pastiera napoletana ha subito questa trasformazione. Secondo alcuni non esiste una ricetta codificata; ogni famiglia fa la sua ricetta tramandata dalle generazioni precedenti e mangia solo quella. Secondo altri la pastiera è un dolce che si regala, e ne prepara tante per tale scopo, quello di regalarla. Comunque la pensiate, io vi propongo la mia versione basata sulla variazione della ricetta classica, che ho adattato ai gusti della mia famiglia. L’ho preparata per la prima volta in occasione della pasqua 2013. Erano anni che mi ripetevo: “quest’anno provo a farla”. Tutto è coinciso con la decisione di aprire il mio blog, perché da allora ho cominciato a fotografare tutto quello che cucinavo. Dopo aver visto innumerevoli ricette, ho elaborato la mia personale interpretazione della pastiera. Pastiera con crema pasticcera senza canditi.

Dose: per uno stampo di cm 27 di dm
Tempo di preparazione: 60 minuti
Tempo di cottura: 60 minuti

Ingredienti per la pasta frolla:

ozedf_vivid

500 g di farina 00
200 g di zucchero semolato
250 di burro ammorbidito
100 g di rossi d’uovo
la scorza grattugiata di 1 limone biologico

Ingredienti per la crema pasticcera:

ozedf_vivid

250 ml di latte fresco intero
2 rossi d’uovo
80 g di zucchero
45 g di farina o fecola
1 bustina di vanillina
scorza grattugiata di 1 limone biologico

Ingredienti per la crema di grano:

ozedf_vivid

290 g di grano cotto
200 g di latte fresco intero
50 g di strutto
1 cucchiaio di zucchero

Ingredienti per la crema di ricotta:

oznor_soft

350 g di ricotta di mucca passata al setaccio
100 g di zucchero
mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio o 1 intera di millefiori
2 uova medie
mezzo cucchiaino raso di cannella in polvere

PREPARAZIONE:

Preparate la pasta frolla con le dosi scritte sopra, cliccate qui per vedere il procedimento. Mettete in frigorifero a riposare.

ozedf_soft
 

In un pentolino mettete il grano, lo zucchero, il latte, lo strutto e portate a bollore. Cuocete fino a che il latte non si è ritirato formando una crema. Fate raffreddare.

ozedf_vivid
 
 
 

Preparate la crema pasticcera con le dosi scritte sopra, per vedere il procedimento cliccate qui, copritela con una pellicola trasparente e lasciate raffreddare.

ozedf_vivid
 

In una ciotola mescolate la ricotta, le uova, lo zucchero, la cannella e la mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio o la fialetta millefiori.

ozedf_vivid
 

Tirate fuori la pasta frolla, stendetela con il mattarello sulla carta forno.

dav
 

Mettete la pasta in uno stampo dai bordi medio-alti, rivestite sia il fondo che le pareti. Con l’impasto in esubero e con la rondella preparate delle strisce.

nfd

In una ciotola mettete la crema di ricotta, la crema pasticcera e la crema di grano cotto.

 
ozedf_vivid

Mescolate.

ptr

Versatele all’interno della pasta frolla, dopo di che pareggiate la superficie con una rondella. Con le strisce formate dei rombi.

 
nfd
 

Infornate in forno preriscaldato per 1 ora a 180°o fino a quando la superficie non si presenta ben dorata e colorata.

ptr
 
 
 

Tirate fuori dal forno e lasciate raffreddare la pastiera nello stampo, lasciatela riposare in frigorifero per 1 giorno.

ptr
 

Servite a temperatura ambiente cosparsa di zucchero a velo prima di mangiarla.

ptr

Ed ecco una fetta vista in primo piano.

oznor
 
 

Buon appetito!

Consigli :

nfd

La ricetta comprende 5 step fondamentali e 4 di essi possono essere preparati il giorno prima. Preparate la pasta frolla, la crema pasticcera, la crema di grano cotto e la crema di ricotta. Fate raffreddare la crema pasticcera e la crema di grano cotto, dopo di che conservate tutte le preparazioni in frigorifero. Il giorno dopo tirate fuori dal frigorifero la pasta frolla, fatela riprendere a temperatura ambiente 30 minuti. Poi accendete il forno e portatelo a temperatura. Riprendete le altre preparazioni e assemblate il tutto come da ricetta sopra descritta.

Il giorno in cui mi sono messa all’opera, ne ho fatte ben 3. La prima per il giorno di pasqua, la seconda per la pasquetta e la terza è stata una versione senza glutine per mia sorella che è celiaca. Se come me dovete fare 2 pastiere, comprate il barattolo grande di grano cotto ( il mio era di 580 g ) e moltiplicate per due tutti gli ingredienti, visto che realizzerete 2 pastiere. Seguite poi tutti gli step della ricetta. Se non vi piace sentire il grano cotto sotto i denti potete potete passare al mixer la crema di grano dopo la cottura in pentola. Se per fare la crema di grano cotto non volete usare lo strutto, sostituitelo con il burro, anche se io vi consiglio di non farlo perché anche questo ingrediente contribuirà a rendere speciale il sapor finale della pastiera. Se volete preparare una sola pastiera, in commercio esistono barattoli di latta di grano cotto da 420 g circa per preparare 1 sola pastiera, in tal caso quando preparate la crema di grano cotto aggiungete alla dose scritta sopra 1 cucchiaio di zucchero in più e 50 ml di latte in più.

La dose di pasta frolla vi avanzerà. Cogliete l’occasione per preparare con le formine dei biscotti che cuocerete in forno a 180° per 20/25 minuti circa.

ozedf_soft

La pastiera deve essere preparata qualche giorno prima, se volete rispettare la tradizione preparatela il giovedì prima di Pasqua. Io ho tolto del tutto i canditi perché in famiglia non piacciono a nessuno. Però se volete usarli potete ugualmente metterli e se non vi piace sentire i pezzetti di frutta candita sotto i denti potete frullarli nel mixer o tagliarli a coltello in pezzetti più piccoli. Potete usare 1 confezione di quelli misti, o solo arancia o solo cedro, o metà arancia e metà cedro.

Rispetto alla ricetta classica ho diminuito la dose di ricotta e aggiunto la crema pasticcera, ho usato mezza fialetta di aroma acqua di fiori d’arancio, perché per me l’odore era troppo forte, le successive altre volte ho usato l’aroma millefiori e ho usato la fialetta intera perché per me l’odore è più delicato. La mia pastiera è piaciuta a tutti. Tre giorni dopo, c’era ancora chi andava in giro a elemosinare una fetta di pastiera rimasta.

ptr

Se ti è piaciuta la ricetta, condividila sui social,  lasciami un tuo commento e 1 MI PIACE sulla pagina Facebook, in questo modo potrai essere sempre aggiornato/a sulle novità e sulle ricette.

Diventa FOLLOWER di Daniwella anche su Twitter cliccando qui.

ORA ANCHE SU INSTAGRAM, diventa fan cliccando qui. 
Per contattarmi in privato scrivetemi una email a questo indirizzo : [email protected]

CLICCA QUI E SCOPRI QUALCOSA DI PIU’ SU DANIWELLA

fbt

TORTA BABA’

TORTA BABA’

INGREDIENTI

200 gr di farina manitoba
16 gr di zucchero semolato
4 gr di sale
60 gr di burro ammorbidito
10 gr di lievito di birra
200 gr di uova medie

Ingredienti per la crema pasticcera (link diretto alla ricetta in basso)

500 ml di latte intero,

250 g di zucchero,

2 tuorli,

100 g di farina 00

i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico.

Ingredienti per la bagna al rum

1 l di acqua

mezzo limone biologico

400 g di zucchero

100 ml di rum

 

 

4o minuti

12/14 porzioni

Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione.  Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno.

Diario di bordo
Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria, nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni.

Curiosità

A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.

la ricetta passo passo

consigli

Ecco il babà, un vero dolce da re e regine

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

NON PERDERE NESSUNA DELLE MIE RICETTE, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

Felice giornata

Enjoy #daniwella

TORTA BABA’  Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione. Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria,  nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni. Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno. INGREDIENTI : 200 gr di farina manitoba 16 gr di zucchero semolato 4 gr di sale 60 gr di burro ammorbidito 10 gr di lievito di birra 200 gr di uova medie Ingredienti per la crema pasticcera : 500 ml di latte intero, 250 g di zucchero, 2 tuorli, 100 g di farina 00, i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico. Ingredienti per la bagna al rum : 1 l di acqua, mezzo limone biologico, 400 g di zucchero, 100 ml di rum   PROCEDIMENTO : Sciogliete il lievito di birra in pochissima acqua tiepida. In una ciotola mescolare la farina, lo zucchero, il sale. Aggiungete il burro ammorbidito e Impastate. Amalgamate per bene tutti gli ingredienti.
nfd
Unite un’uovo alla volta, procedete con il successivo solo quando il precedente è stato perfettamente amalgamato all’impasto. Incorporato il lievito mano a mano che mescolate le uova.
nfd
nfd
Lavorate l’impasto a lungo circa 10/15 minuti fino ad ottenere un’impasto liscio come una sorta di  pastella ma che si stacca dalle pareti dell ciotola come vedete nella foto.
dav
Versatelo all’interno di uno stampo apposito per babà imburrato di cm 24 di diametro con il buco al centro. Se avete uno stampo più grande circa 30 cm dovete raddoppiare tutte le dosi.
nfd
Lasciatelo lievitare in un luogo tiepido, magari in forno spento con la luce accesa, fino a quando l’impasto non avrà raggiunto i bordi dello stampo, il mio ci ha messo 4 ore circa. Cuocete in forno preriscaldato  a 180° e cuocete per 25/30 minuti controllando la cottura dal vetro del forno.Quando assumerà un colore ambrato il dolce sarà cotto. Sfornate e lasciate intiepidire. Aspettate  30 minuti prima di togliere la torta dallo stampo. Fate raffreddare,
nfd
Preparate la crema mentre la torta cuoce usando le dosi che vi ho scritto sopra. Cliccate QUI per vedere il procedimento. Quando il Babà sarà perfettamente freddo passate all’ultima fase. Preparate la bagna. In una pentola versate l’acqua, lo zucchero, il succo e il limone stesso, portate a sfiorare il bollore. Spegnete il fuoco e versateci dentro il rum. Mescolate e lasciate in infusione per 5 minuti.
nfd
Versate la bagna calda dentro una ciotola e inzuppateci per qualche minuto il babà. Aiutatevi con una gratella. Dopo di che con molta attenzione scolate la bagna e rovesciate la torta posizionandola sopra la gratella. Saltate il primo passaggio se vi sembra difficoltoso e passate al successivo.
nfd
Posizionate all’interno di una ciotola grande una gratella, poggiateci sopra il babà e con l’aiuto di un mestolo versateci la bagna coprendo perfettamente tutti i lati della torta. In questo modo la bagna in eccesso scolerà all’interno della ciotola. Ripete l’operazione almeno per 4/5 volte o più, fino a quando la torta babà non sarà spugnosa e ben inzuppata. Al termite mettete su un piatto. Fate riposare la torta in frigorifero almeno 2 ore prima di procedere alla decorazione.
nfd
nfd
Decorate e farcite come preferite. Noi abbiamo scelto crema pasticcera e ribes. Ho decorato con ciuffetti tutti intorno.
nfd
Quella preparata da Maria per il suo compleanno era ripiena di crema anche all’interno. Io ho preferito solo fuori. CONSIGLI : Ho cercato di quantificare la dose di rum perché mia cognata lo aggiunge ad occhio. Quindi assaggiate dopo i primi 100 ml. Se volete aggiungere più rum potete farlo in base ai vostri gusti.
nfd
Il rum che usiamo noi è del tipo di pasticceria. In commercio trovate bagne alcoliche per pasticceria, ideali per la preparazione di torte, babà, dolci e semifreddi. Il preparato rum creola va benissimo.
nfd
IMPORTANTISSIMO RIPORTARE LA BAGNA A SFIORARE IL BOLLORE QUANDO SI INTIEPIDISCE. L’ACQUA NON DEVE BOLLIRE MA DOVETE VEDERE LA SCIA DI VAPORE CHE FUMA. Noi volevamo fare un babbà grande e abbiamo usato il doppio della dose scritta sopra, ma non avevamo lo stampo grande, ne abbiamo usati 3 piccoli, ecco perché li vedete fotografati in una foto.
nfd
Ecco io e mia cognata Maria mentre ci siamo fatte un selfie mentre preparevamo la bagna.
fptbty
Il giorno del compleanno di Maria oltre alla sua torta Babà c’era ance la torta che gli ho fatto io. La vedrete in un prossimo articolo. Buon anno di dolcezza a tutti. CURIOSITA’ : A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.