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Daniwella Felicità e passione in cucina

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Frittata con Agretti – Ricetta Veloce sia in Padella che al Forno

Frittata con Agretti – Ricetta Veloce sia in Padella che al Forno

La frittata con gli agretti è un secondo piatto facile, veloce da preparare e gustosissimo. Si prepara con uova fresche, latte, qualche cucchiaio di parmigiano e con questa verdura primaverile che io amo molto. Conosciuti in diverse parti d’Italia con altri nomi, gli agretti o miniscurd, come vengono chiamati qui a Pescara, sono molto nutrienti, durano per un breve periodo da metà marzo a fine maggio e mescolati ad altri ingredienti riescono sempre a dare quel tocco in più alla ricetta. Gli agretti che ho usato per fare questa frittata mi erano avanzati da una ricetta precedente, quindi erano già cotti. Pesavano esattamente 200 g. Vi basterà cliccare QUI   per leggere come pulire e cuocere gli agretti. Io ho cotto la frittata in padella, ma se volete cuocerla in forno potete farlo a 180°per 15/20 minuti. Leggete l’articolo fino alla fine dove troverete i miei consigli e i trucchetti per realizzare questa e tutte le mie altre ricette a regola d’arte. Se ti è piaciuto questo articolo condividilo sui social, grazie !!!

 

DIARIO DI BORDO

Come vi avevo annunciato diversi giorni fa avevo in preparazione 4 ricette con gli agretti che sono diventate 5, quindi con questa ne rimangono ancora 3. Oggi voglio proporvi questa frittata con gli agretti che ho apprezzato non solo io, ma anche i miei familiari a cui l ho fatta mangiare. Sono riuscita ad equilibrare la quantità di tutti gli ingredienti per avere un frittata morbida, saporita, golosa, colorata e di veloce esecuzione. Vi consiglio questa ricetta da preparare in occasione della pasquetta che quest’anno sarà per forza di cose casalinga per tutti, insieme ai nostri familiari più stretti che abitano con noi.Una la frittata diversa dal solito, diversa da quella che tradizionalmente siamo abituati a preparare per questa occasione, ma fidatevi è talmente buona e golosa che non rimpiangerete le solite frittate. Eppoi farete felice non solo il vostro palato ma anche la vostra vista. Si perché è veramente bella da vedere. Così porteremo questo magnifico colore sulla nostra tavola, il colore verde, il colore della speranza.

 

Dose : per 8 porzioni
Preparazione : 5 minuti
Cottura : 15 minuti

 

Ingredienti

4 uova grandezza media
200 g di agretti già cotti
6 cucchiai di latte
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
1 pizzico di pepe nero in polvere
q.b. di sale fino
2 cucchiai di olio di semi per cuocere la frittata

 

LA RICETTA PASSO PASSO

Tagliuzzate gli agretti già cotti su un tagliere.

 

In una ciotola sbattete per bene le uova, il tempo di far mescolare perfettamente i rossi agli albumi.

Aggiungete gli agretti, il latte, il formaggio grattugiato, il sale e il pepe e mescolate.

 

Scaldate 2 cucchiai di olio di semi in una padella per pochissimi minuti e versateci il composto di uova e agretti.

Cuocete per 15 minuti a fuoco basso e mettendo un coperchio. Dopo di che con l’aiuto di un coperchio più grande e piano, capovolgete la frittata, versatela nuovamente in padella e cuocete per altri 5 minuti circa, questa volta senza coperchio e alzando leggermente il fuoco sotto la padella. Una volta cotta potete usare della carta assorbente per togliere l’unto in eccesso da entrambi i lati della frittata.

 

Servite la frittata con gli agretti a spicchi tiepida o a temperatura ambiente.

 

Prendete due fette di pane e mettete uno spicchio di frittata all’interno e gustatevi un godurioso panino il giorno di pasquetta anche se state a casa. L’amore e la compagnia dei vostri cari faranno il resto.

 

 

I MIEI CONSIGLI

PER INFO E TRUCCHETTI SU COME GIRARE LA FRITTATA VI RIMANDO A QUEST’ALTRA RICETTA – Frittata con gli asparagi – Consigli e Trucchetti per farla Perfetta

La frittata con gli agretti mangiata tiepida da il meglio di se. Se avanza si conserva in frigorifero chiusa in un contenitore ermetico al massimo per 3 giorni.

Per cuocere la frittata usate sempre la stessa padella. Più è antiaderenti meno grassi si useranno per cuocerla. Per insaporirla potete usare anche il Grana Padano.

 

BUON APPETITO

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Casatiello : Ricetta Tradizionale del Rustico Napoletano

Casatiello : Ricetta Tradizionale del Rustico Napoletano

Il casatiello  è il rustico più famoso che si prepara a Napoli il periodo di Pasqua. Fondamentalmente il casatiello è un pane ripieno, la tecnica è quello di un’impasto classico da pane : farina, acqua e lievito a cui vengono aggiunte lo strutto e abbondante pepe. Una volta fatto lievitare, l’impasto si stende in un rettangolo per accogliere un ripieno di pecorino grattugiato e dei salumi e formaggi misti a cubetti. L’impasto si arrotola e lo si mette in uno stampo a ciambella, sulla superficie si pongono delle uova intere crude (che cuoceranno poi insieme all’impasto) tenute ferme da strisce di pasta a simboleggiare la croce su cui morì Gesù.  Il casatiello lieviterà nuovamente prima di essere cotto. La tradizione vuole che lo si prepari il venerdi sera, lieviti tutta la notte del venerdi santo e cotto il giorno seguente. Il casatiello salato non si mangia solo il giorno di Pasqua, ma è immancabile come pranzo al sacco delle gite fuori porta che si fanno il giorno di pasquetta. Leggete l’articolo fino alla fine dove troverete i miei consigli e i trucchetti per realizzare questa e tutte le mie altre ricette a regola d’arte. Se ti è piaciuto questo articolo condividilo sui social, grazie !!!

DIARIO DI BORDO

E’ la prima volta che mi sono cimentata in questa preparazione che tanto temevo e che invece mi ha dato tantissime soddisfazioni. Infinite sono le tecniche, le ricette e i modi di fare il casatiello, ogni famiglia ha la sua ricetta tramandata. Dopo essermi documentata su internet e aver visto tante ricette differenti ho elaborato una mia versione personale. Non possedendo una planetaria ho impastato a mano sulla spianatoia, la mia compagna di viaggio ogni volta che prendo in mano farina e lievito di birra, mi ha accompagnato per tutto il tempo con lo scandire dei minuti, quasi a sentirla sussurrare nelle mie orecchie le parole :  … ” dai non temere …  continua così che stai andando bene “… e più impastavo più la mia soddisfazione interiore saliva un gradino in su, facendomi sentire fiera di me, percepivo il contatto con questo impasto vivo, e quello che mi trasmetteva era un continuo di sentimenti positivi, e posso testimoniare che l’atto di impastare per diverso tempo diventa quasi liberatorio da tutto lo stress che abbiamo accumulato dentro di noi. Non ho mai mangiato e assaggiato il casatiello, quindi per essere sicura di aver fatto un buon lavoro mi sono dovuta affidare per l’assaggio a mia cognata Maria che di casatielli ne ha mangiati invece, essendo vissuta in provincia di Salerno. Ebbene Maria mi ha dato parere positivo. Coraggio preparate la vostra spianatoia e tutti gli ingredienti, buon lavoro e mani in pasta.

 

Dose : per 15 porzioni
Preparazione : 35 minuti
Cottura : 75 minuti

 

Ingredienti per l’impasto

600 g di farina 0
350 ml di acqua
10 g di lievito di birra
130 g di strutto + q.b. per ungere lo stampo

Per il ripieno
40 g di pecorino grattugiato
40 g di Parmigiano Grattugiato
300 g di salumi misti ( pancetta, salame corallina, mortadella, prosciutto cotto )
300 g di formaggi misti a cubetti ( provolone piccante, provolone dolce – formaggio con i buchi)
4 uova + 1 uovo per pennellare
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio di pepe in polvere

 

LA RICETTA PASSO PASSO

Sciogliete il lievito in 30 g di acqua tiepida presa dal totale.

In una ciotola mettete la farina fate un buco al centro e versateci l’acqua, il lievito sciolto, il pepe. Con la forchetta cominciate a mescolare il liquido al pepe e alla farina, dopo qualche giro di forchetta, aggiungete il sale e impastate.

Quando l’impasto risulta compatto trasferitevi sulla spianatoia. Schiacciate l’impasto per aprirlo e aggiungete lo strutto a piccole dosi.

Spalmatelo sulla superficie della pasta e cominciate ad impastare. Dapprima sembrerà che l’impasto si appiccichi alla spianatoia, tranquilli tutto normale, mano a mano l’impasto assorbirà il grasso e risulterà più morbido e rilassato per via del glutine, e tornerà a sembrare un impasto morbido. Questo procedimento si chiama incordatura ( sotto giù nei consigli trovi la spiegazione corretta di cosa vuol dire ).

Ripetete questa operazione fino ad esaurimento dello strutto. Io ho impiegato 35 minuti. Mettete l’impasto a lievitare dentro una ciotola coperta con pellicola trasparente per 2/3 ore o fino a che non avrà raddoppiato il suo volume.

 

Ecco il mio selfie autoscatto dopo 35 minuti di impasto. Molto soddisfatta come si può notare.

Ecco l’impasto lievitato come risulta.

 

Sgonfiate l’impasto rovesciandolo nuovamente sulla spianatoia. Con le dita allargate gli estremi dell’impasto rovesciato e fate le pieghe. Prima il lembo destro, poi quello sinistro. Prelevate un pezzettino di impasto che vi servirà per fare le croci sulle uova.

Con un mattarello lungo cominciate a stendere l’impasto molto delicatamente, allungandolo in avanti. Un gesto incisivo nell’andare avanti con il mattarello con poco ritorno fino ad allungarlo. Questo perché l’impasto è molto morbido e non dovete mettere altra farina. Spolverate sull’impasto il parmigiano grattugiato, poi i formaggi e i salumi a cubetti, completate con il pecorino grattugiato spolverato in superficie. Arrotolate ben stretto cercando di far uscire l’aria.

Trasferite in uno stampo a ciambella del diametro di 26 cm unto con un po’ di strutto. Poggiate delicatamente le uova lavate e asciugate. Fate le strisce con l’impasto che avete messo da parte. Pennellate con l’ultimo uovo rimasto la superficie.

Lasciate lievitare il casatiello. Deve raddoppiare il suo volume raggiungendo il bordo dello stampo apparendo bello gonfio. Il mio ha lievitato per 5 ore. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 1 ora. Dipende sempre dal forno. Il mio ha cotto 75 minuti. Sfornate il casatiello e lasciatelo raffreddare prima di mangiarlo.

 

I MIEI CONSIGLI

INCORDARE L’IMPASTO = Per incordatura si intende la creazione della maglia glutinica che consente all’impasto di contenere al suo interno i liquidi, e l’incordatura è quel momento in cui, mentre impasti, l’impasto si stacca dalle pareti della ciotola dell’impastatrice, nel mio casa la spianatoia, e diventa una massa compatta. Ringrazio la Mia AMICA LORENZA SPAGNOLI per avermi suggerito la frase dettagliata di questa spiegazione. Lei è molto più ferrata di me per quanto riguarda tecniche di impasto e lievitati. Quindi mi sono rivolta a lei per scrivere la spiegazione, e Lorenza me l ha gentilmente suggerita.

Il casatiello deve assestarsi, noi lo abbiamo mangiato il giorno dopo. Ma Maria mi ha detto che tra qualche giorno il sapore cambierà e sarà ancora più buono. A conferire la bontà e la morbidezza dell’impasto è proprio lo strutto. Se lo sostituite con l’olio e.v.o sappiate che sarà buono ugualmente, ma non sarà la stessa cosa. I salumi e i formaggi che ho messo li ho scelti in base al mio gusto personale e in base a quello che avevo già a disposizione nel frigorifero. Solitamente la tradizione suggerisce il salame piccante napoletano e il pecorino a pasta dura.

A questo punto potete chiuderlo in una busta di plastica per alimenti e conservarlo anche in frigorifero. Si conserva fragrante così per 3 giorni.

Altrimenti potete congelarlo. Per riaverlo fragrante basterà lasciarlo scongelare al di fuori del congelatore naturalmente per poi scaldarlo in forno alcuni minuti e sarà perfettamente squisito.

Solitamente le uova sode del casatiello si fanno mangiare ai bambini.

Per impastare a mano potete usare i guanti usa e getta come ho fatto io.

 

BUON APPETITO

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La Pupa e il Cavallo – i Dolci della Tradizione Pasquali Abruzzese

La Pupa e il Cavallo – i dolci pasquali abruzzesi

Diario di bordo
La scorsa settimana io e mia cognata ci siamo impegnate un’intero pomeriggio per dar sfogo alla nostra fantasia nel decorare questi dolcetti e ci siamo divertite da matte. Qui di seguito trovate i passaggi che abbiamo fotografato passo passo. Seguite la mia ricetta step by step e divertitevi insieme ai vostri piccoli se anche voi volete passare un pomeriggio spensierato a realizzare la pupa e il cavallo – i dolci pasquali abruzzesi.

La pupa e il cavallo sono i tipici dolci abruzzesi che si fanno in tutto l’Abruzzo nel periodo pasquale. Mamme e nonne si rimboccano le maniche, prendono mattarello e spianatoia per preparare la pupa per le femminucce mentre il cavallo per i maschietti. L’impasto è quello di un biscotto da inzuppo vero e proprio. La forma si può realizzare non soltanto con gli stampi che si trovano in commercio ma anche a mano usando la punta di un coltellino appuntito, simulando la forma di una donna per la pupa e quella di un cavallo per fare appunto il cavallo. Questa è la prima volta che li realizzo e sono molto soddisfatta. Come ricetta ho usato quella della mia amica Marisa, quella dei biscotti tagliati, ve la ricordate ? Con queste dosi escono fuori 3 pupe grandi e tre cavalli da decorare con l’impasto che avanza. 

la ricetta passo passo

Curiosità

 Buon appetito!

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La Pupa e il Cavallo – i dolci pasquali abruzzesi La pupa e il cavallo sono i tipici dolci abruzzesi che si fanno in tutto l’Abruzzo nel periodo pasquale. Mamme e nonne si rimboccano le maniche, prendono mattarello e spianatoia per preparare la pupa per le femminucce mentre il cavallo per i maschietti. L’impasto è quello di un biscotto da inzuppo vero e proprio. La forma si può realizzare non soltanto con gli stampi che si trovano in commercio ma anche a mano usando la punta di un coltellino appuntito, simulando la forma di una donna per la pupa e quella di un cavallo per fare appunto il cavallo. Questa è la prima volta che li realizzo e sono molto soddisfatta. Come ricetta ho usato quella della mia amica Marisa, quella dei biscotti tagliati, ve la ricordate ? Con queste dosi escono fuori 3 pupe grandi e tre cavalli da decorare con l’impasto che avanza. La scorsa settimana io e mia cognata ci siamo impegnate un’intero pomeriggio per dar sfogo alla nostra fantasia nel decorare questi dolcetti e ci siamo divertite da matte. Qui di seguito trovate i passaggi che abbiamo fotografato passo passo. Seguite la mia ricetta step by step e divertitevi insieme ai vostri piccoli se anche voi volete passare un pomeriggio spensierato a realizzare la pupa e il cavallo – i dolci pasquali abruzzesi. Dose : per 3 pupe e 3 cavalli grandi Preparazione : 1 ora e 30 minuti Cottura : 15/20 minuti circa  

Ingredienti per l’impasto :

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1 kg e mezzo di farina 00 500 g di zucchero semolato 6 uova + 2 tuorli 1 bicchiere di olio di semi 1 bicchiere di latte 3 limoni senza trattamento -usate solo la scorza grattugiata 3 bustine di lievito per dolci

Ingredienti per decorare : Zuccherini colorati 2/3 cucchiai di cacao amaro

Procedimento : In una ciotola capiente mettete la farina, lo zucchero, la vanillina, il lievito e la buccia dei 3 limoni grattugiati. Mescolate per bene. Fate un buco al centro, mettete le uova, l’olio e il latte.
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  Mescolate partendo dal centro e tirando pian piano la farina verso i liquidi.
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  Quando la farina avrà assorbito tutti i liquidi, trasferite su una spianatoia.
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  Lavorate l’impasto per 10/15 minuti, date la forma di un panetto.
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Dividete in tre parti il panetto. Stendete ogni panetto con il mattarello dandogli la forma rettangolare, pari a contenere due pupe o 2 cavalli. Poggiate lo stampo sopra la pasta.
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  Premete con forza per imprimere le forme. Con delicatezza tirate su lo stampo e trasferite la pupa e il cavallo su una leccarda coperta da un foglio di carta forno.
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  Prendete un pochino di impasto avanzato e impastatelo nuovamente con il cacao. Vi servirà per le varie decorazioni. Come occhi, capelli, grembiule per la pupa, la sella gli occhi , la criniera e gli zoccoli per il cavallo.
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  Sprigionate la vostra fantasia e date forme alle vostre pupe…
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…e ai vostri cavalli. Usate gli zuccherini colorati per decorare il resto.
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Infornate in forno preriscaldato a 180° per 20/25 minuti.
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  Ecco la pupa cotta, raffreddata e preparata per essere regalata.
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  Ed ecco il cavallo pronto in tutta la sua fierezza.
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  Curiosità : La tradizione della pupa e del cavallo è molto antica, risale infatti all’800 quando venivano preparati per la festa di fidanzamento ufficiale degli sposi. In segno di consenso all’unione della coppia le famiglie regalavano il cavallo alla famiglia della sposa e la pupa alla famiglia dello sposo. Nella tradizione cristiana simboleggiano invece la risurrezione di Cristo. Spezzare la pupa e il cavallo il giorno di Pasqua rappresenta l’atto di Gesù nello spezzare il pane per distribuirlo agli apostoli, un gesto fatto di amore da parte di Cristo. Nella ricetta originale sia la pupa che il cavallo hanno un uovo al centro, simbolo di fertilità e buon augurio, tenuto fermo da due strisce di pasta a forma di croce. Io in questa versione ho omesso l’uovo.    

Buon appetito

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Pizza di Formaggi Pasquale : Ricetta Abruzzese

Pizza di formaggi abruzzese

Diario di bordo
Questa è la pizza di formaggi abruzzese che faceva mia nonna Anna nel periodo di Pasqua, come vi ho detto nella ricetta predente dei fiadoni. Sfornava da sola in un’intera giornata pizze di formaggi e fiadoni a volontà. Ricordo che il tavolo del salotto era pieno, non rimaneva neanche un’angoletto libero, ricordo il profumo inconfondibile dei formaggi che usava, il colore giallo di queste torte che in cottura grazie al tuorlo d’uovo spennellato sopra regalava un dorato giallo inconfondibile.

Ho ricreato le dosi andando ad occhio e all’assaggio posso dire di essere riuscita ad ottenere lo stesso sapore della pizza che faceva la nonna. Vi ricordo che potete farla come me o variare anche in questo caso i formaggi e le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto personale.

la ricetta passo passo

consigli

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Pizza di formaggio abruzzese

Questa è la pizza di formaggi abruzzese che faceva mia nonna Anna nel periodo di Pasqua, come vi ho detto nella ricetta predente dei fiadoni . Sfornava da sola in un’intera giornata pizze di formaggi e fiadoni a volontà. Ricordo che il tavolo del salotto era pieno, non rimaneva neanche un’angoletto libero, ricordo il profumo inconfondibile dei formaggi che usava, il colore giallo di queste torte che in cottura grazie al tuorlo d’uovo spennellato sopra regalava un dorato giallo inconfondibile. Ho ricreato le dosi andando ad occhio e all’assaggio posso dire di essere riuscita ad ottenere lo stesso sapore della pizza che faceva la nonna. Vi ricordo che potete farla come me o variare anche in questo caso i formaggi e le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto personale.
 
Dose: 15/20 porzioni
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 50 minuti
 

Ingredienti per la sfoglia:

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500 g di farina 00
100 g di vino bianco
100 g di olio e.v.o.
2 uova
1 pizzico di sale
1 rosso d’uovo per spennellare

Ingredienti per il ripieno:

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5 uova medie
150 g di formaggio grana grattugiato
100 g di rigatino grattugiato
100 g di pecorino saporito grattugiato
200 g di ricotta di mucca
sale e pepe in polvere q.b.
150 g di mortadella fatta a cubetti.
 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina a fontana e al centro mettete l’olio, il vino, le uova, il sale.
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Mescolate con una forchetta.
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Quando tutti i liquidi si saranno assorbiti trasferite il composto su una spianatoia. Impastate fino a che l’impasto diventerà liscio, dategli la forma di un panetto.

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Stendete con il mattarello il panetto dandogli la forma rettangolare e foderate lo stampo facendo uscire fuori i bordi dell’impasto. La teglia che ho usato io misura 26 x 23 cm, nel frattempo preparate il ripieno.

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In una ciotola mescolate la ricotta, le uova, i formaggi e il pepe. Assaggiate e nel caso aggiungete il sale.
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Aggiungete la mortadella a cubetti.
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Date un’ultima mescolata e il ripieno è pronto.
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Versate il ripieno all’interno della pasta e rifilate i bordi eccedenti con una rondella.

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Dall’impasto avanzato ricavate delle strisce, decorate facendo dei rombi.

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Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 40/50 minuti o fino a quando tutta la superficie è bella dorata (la mia si è dorata un po’ troppo).

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Sfornate e fate raffreddare completamente prima di mangiare.
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Fatela a quadretti e portatela in tavola.
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Ecco un particolare visto da vicino.

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Consigli : Potete varie  le dosi e la qualità dei formaggi. Ma anche la scelta del salume da usare al posto della mortadella, come prosciutto cotto o salame, o un tris di tutti e tre. Scolate la ricotta per 1 ora dentro ad un colino in modo che sia bella asciutta quando la metterete all’interno dell’impasto di formaggi.
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Buon appetito!

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Nessuno resiste ai rustici di Pasqua, nemmeno il mio amore Corrado.

Crema Pasticcera : Senza Grumi e che Non Cola

CREMA PASTICCERA

Diario di bordo
Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.

La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

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Crema pasticcera

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La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.  Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.   Preparazione: 10 minuti Tempo di cottura: 15 minuti Tempo totale: 25 minuti    

Ingredienti:

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500 ml di latte fresco intero 4 tuorli d’uovo 100 g di zucchero semolato 40 g di farina la scorza gialla di 1 limone biologico

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a scaldare il latte con le bucce del limone.
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In una ciotola sbattete con una frusta i rossi d’uovo con lo zucchero.
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Poi aggiungete  la farina mescolando velocemente con la frusta.

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Appena la farina si sarà amalgamata, aggiungete un mestolo di latte tiepido e continuate a mescolare.Appena il latte sarà arrivato quasi a bollore versate nella pentola il composto di uova.

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Mescolate fino a che la crema si sarà addensata, appena vedrete il bollo, la crema è cotta. Regolate la fiamma tenendola medio-bassa.

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Spegnete il fuoco, travasate il tutto in una ciotola, e coprite con la pellicola trasparente, direttamente a contatto con la superficie. Fatela intiepidire e mettetela in frigo a raffreddarsi completamente.

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Ed ecco la crema pasticcera pronta per essere usata come più vi piace.

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I miei consigli : usate una pentolina abbastanza capiente dal fondo alto 1 cm per cuocere la crema pasticcera, perché quelle che non c’è l’hanno bruciano più in fretta la crema quindi fate attenzione, questo renderebbe il suo sapore alterato. La crema è cotta appena vedrete il primo sfiato di bollo uscire dalla crema ormai addensata. Quando si  raffredda, sulla superficie della crema si crea una pellicina, per evitare questo problema avete 2 strade: coprite la superficie con la pellicola  alimentare mettendola direttamente a contatto con la crema calda oppure potete cospargere la crema con lo zucchero a velo o con il burro a fiocchetti. La crema pasticcera si conserva in frigorifero chiusa in un contenitore a chiusura ermetica per 2/3 giorni. Se usate la scorza del limone o la bacca di vaniglia vanno tolti poco prima di aggiungere il composto di uova al latte. E per ultimo consiglio, se avete fretta e volete velocizzare il raffreddamento della crema, prendete una ciotola più grande, metteteci dentro diversi cubetti di ghiaccio e poggiatevi sopra la ciotola contenete la crema, il freddo che si sprigionerà sotto la ciotola raffredderà più in fretta il tutto, completate il completo raffreddamento in frigorifero. Conoscete le diverse varianti di questa bontà ? Aggiungendo la panna montata avrete la crema diplomatica, aggiungendo il succo del limone a fine cottura avrete la crema al limone, aggiungendo del cioccolato fondente di buona qualità a fine cottura con la crema ancora bollente otterrete la crema pasticcera al cioccolato fondente. Volete una crema pasticcera profumatissima ? Lasciate la scorza del limone o la bacca di vaniglia in infusione tutta la notte fino al momento di iniziare la preparazione, avrete un latte più saporito. Il sapore finale della crema pasticcera vi manderà in estasi. Se usate la bacca di vaniglia, dovete inciderla al centro per il lungo e con la punta del coltello dovete ricavare i semini che possono essere mescolati con lo zucchero prima di essere sbattuti con le uova. Una volta usata la bacca, non buttatela, sciacquatela e asciugatela con uno scottex, dopo di che riponetela nella zuccheriera insieme allo zucchero. Avrete così lo zucchero semolato al gradevole profumo di vaniglia. Per rendere la crema ricca e setosa potete usare una parte di panna liquida fresca e una parte di latte fresco. Se volete una crema pasticcera non alterata nel sapore e più lucida e uniforme usate gli amidi in purezza al posto della farina : amido di mais o di riso.

La crema pasticcera si può anche offrire come merenda pomeridiana dei bambini. Accompagnata da qualche biscottino risulta  non solo deliziosa ma allo tempo stesso regala proprietà energetiche per chi studia, andando a sostituire tutti quei prodotti confezionati che in quanto a gusto e proprietà non hanno niente a che vedere con prodotti fatti in casa con ingredienti freschi e selezionati direttamente da noi.

Buon appetito!

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Crepes – Impasto Base per Farle Salate e Dolci

Crepes – Impasto Base per Farle Salate e Dolci

Le crepes sono delle sottili frittatine morbide fatte con un’ impasto di farina, latte, uova e burro. Famose qui da me in Abruzzo le scrippelle ‘mbusse  o il timballo di scrippelle. In futuro dedicherò a queste ricette appena menzionate un post tutto loro. Usando fantasia si può usare la ricetta di base con una grande versatilità in quanto si adatta perfettamente a farciture sia dolci che salate. Questo tipo di impasto io lo adoro, e spesso in occasione delle feste le preparo in anticipo, le riempio con il ripieno prescelto e le congelo. In questo modo si hanno delle crepe già pronte da cuocere direttamente dal congelatore al forno. Così come sono invece, si conservano in frigorifero coperte con la pellicola per 2/3 giorni al massimo, dopo le dovete consumare. Per esperienza personale, posso dirvi che le crepe richiedono una certa manualità, più le fate, più vi riusciranno bene. Anche se a volte possono uscirvi bene anche al primo tentativo. Con la dose che vi scrivo, potete realizzare 20 crepes del diametro di 18 cm.  Per la versione dolce potete eliminare il sale e la noce moscata, ma vi assicuro che se li lasciate e farcite la crepes con un ripieno dolce tipo marmellata non faranno altro che arricchire il sapore della crepes. Leggete l’articolo fino alla fine dove troverete i miei consigli e i trucchetti per realizzare questa e tutte le mie altre ricette a regola d’arte. Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo sui social utilizzando l’icona di Facebook e di Twitter posti proprio sotto il titolo della ricetta, a voi bastano pochi secondi, ma io ve ne sarò per sempre grata, grazie !!!
DIARIO DI BORDO
Voi non potete immaginare quanto io ami le crepes. Per darvene un’idea vi dirò che prima di riuscire a fare queste foto ho dovuto fare tre dosi di impasto, perché puntualmente finivano e arrivederci foto. Mi piacciono così tanto che le mangio così al naturale, appena cotte, qualche minuto dopo che le ho fatte e se poi oltre a me si aggiunge anche il mio amore a mangiarle, allora le crepes finiscono. Vi racconterò un’aneddoto molto simpatico. Faccio le crepes da quando ero bambina e nessuna esce mai male nemmeno la prima, eppure per tanti anni sapete qual’è la pietanza che proprio non mi riusciva e puntualmente rompevo e non era buona neanche di sapore ? La frittata. Ebbene si non sapevo cucinare la frittata. Amavo follemente invece, come le faceva la mia amica Valeria, ma questa è un’altra storia e ve la racconterò la prossima volta.

Dose: per 20 crepes
Preparazione: 30 minuti
Riposo: 30 minuti

 

Ingredienti

4 uova medie
500 ml di latte
200 g di farina 00
30 g di burro sciolto
1 pizzico di sale
noce moscata in polvere q.b.
burro o olio in più q.b. per ungere la padella

 

LA RICETTA PASSO PASSO

Sbattete le uova in un piatto. Setacciate la farina in una ciotola. Preparatevi la dose di latte da usare. In una ciotola mescolate bene la farina con il latte.

Versate il latte a filo, piano piano e non tutto in una volta per non creare grumi. Mescolate continuamente per amalgamare.

Appena il latte è stato assorbito e il composto è piuttosto liscio, aggiungete le uova e mescolate con vigore per sciogliere gli eventuali grumi.

Continuante a sbattere con la frusta finché il composto non risulterà colante.

Unite alla pastella il burro fuso intiepidito, il sale e la noce moscata.

Coprite la ciotola con la pellicola trasparente e mettete la pastella a riposare in frigorifero per 30 minuti.

Scaldate una padellina antiaderente usata appositamente per fare le crepes e ogni volta che serve, ungete con un po’ di olio o di burro la padella. Versate un mestolino del composto al centro della padella, roteandola per distribuirla uniformemente.

Cuocete la crespella a fuoco medio su un lato e dopo circa 1 minuto e mezzo 2. Dopo questo tempo la crepes si staccherà da sola dalle pareti della padella, giratela sull’altro lato con una spatolina apposita. Io non uso la spatolina, le giro direttamente con le mani. Cuocete ancora per circa 30/60 secondi.

Sovrapponete le crepes l’una sull’altra man mano che si cuociono. Mettete della carta assorbente sotto ogni 10 crepes, così non perderete il conto del numero.

Eccole le crèpes pronte per essere usate come più vi piacciono.

 

I MIEI CONSIGLI

Per ottenere una crepes regolare e sottilissima, riversate velocemente nella ciotola il composto in eccedenza. Una crepes ben cotta ha la superficie grinzosa, priva di buchi e di un bel colore. L’impasto per le crepes potete farlo riposare da un minimo di 30 minuti a tutta la notte. In questo caso prima di usarlo tiratelo fuori dal frigorifero e fatelo ritornare a temperatura ambiente, mescolate nuovamente per amalgamare la farina e procedete alla cottura.

Per ungere la padella in alternativa potete usare il grasso del prosciutto di maiale, strofinatelo sulla padellina calda avrà lo stesso identico effetto dell’olio e del burro.

Oppure potete usare un pezzettino di pellicola trasparente da intingere in un pochino di olio eppoi strofinarlo direttamente sulla padella. Potete fare questa operazione ogni 5/10 crepes.

Buon lavoro e alla prossima crepes !!!

Buon appetito!

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Pasta Fresca all’Uovo – Tutti i Trucchi per Prepararla Perfetta anche a Casa

Pasta Fresca all’Uovo – Tutti i Trucchi per Prepararla Perfetta anche a Casa

La pasta fresca all’uovo è la base della preparazione di tanti formati di pasta, da quella alla chitarra alle tagliatelle, dai ravioli alle fettuccine, dai cannelloni alle pappardelle e tanti tanti altri. Solo tre ingredienti, farina, uova e olio per realizzare un’impasto che da veramente tanta tanta soddisfazione se lo si impasta a mano e lo si stende con il mattarello. Nei tempi antichi la pasta fresca all’uovo fatta in casa faceva parte della dote di una sposa. Fare la pasta in casa è storia antica. Come antica è la tradizione che vede la donna davanti alla spianatoia con grembiule, le mani impastate, mattarello in mano, che aveva appena steso una grande sfoglia da cui ricavava tagliatelle, tagliolini, lasagne e ancora ravioli, tortellini & company. In molte regioni d’Italia è ancora così, spesso le nonne si alzano presto e cominciano i preparativi per il pranzo del giorno dopo, la domenica. Così era mia nonna. Aveva un grande cuore ed era una cuoca straordinaria. Sapeva cucinare di tutto. Che darei per vederla di nuovo lavorare davanti a quella spianatoia. Ok è meglio che smetto, se no mi escono lacrime di commozione e dopo non riesco più a scrivere. Ma qual’è il segreto per fare la pasta fresca all’uovo perfetta? Leggete l’articolo fino alla fine dove troverete i miei consigli e i trucchetti per realizzare questa e tutte le mie altre ricette a regola d’arte. Se ti è piaciuto questo articolo condividilo sui social, grazie !!!

 

DIARIO DI BORDO

La mia carissima amica Claudia mi ha fatto notare che questa ricetta era mancante sul mio blog, perché lei un giorno ne aveva bisogno e cercandola non l’ha trovata. Quindi mi sono detta “Facciamola” ed eccola qua. La maggior parte delle donne di oggi hanno sempre i minuti contati, sempre di corsa e sempre piene di impegni di lavoro e familiari. Per questo motivo quando si esce a fare la spesa  alcune volte ci si avvale di alimenti già pronti, in questo caso la pasta all’uovo già pronta, che si trova in confezione secca, fresca o sottovuoto. Eppure posso garantire che farla a mano e tirarla in una sfoglia larga e sottile può essere considerata una tecnica anti-stress che consente inoltre di ottenere un risultato finale che non ha eguali a livello di soddisfazione personale. Per impastare gli ingredienti e lavorare il panetto ci si impiega 15-20 minuti, altri 30 minuti per lasciarlo riposare ( nel frattempo vi potete dedicare  ad altro ), e ancora 15 minuti per stendere la sfoglia e ricavarne delle tagliatelle. In tutto 1 ora. Ma il piacere e la soddisfazione personale di portare in tavola un piatto di tagliatelle fumanti fatte con le nostre mani, non vale 1 ora della nostra giornata? Con una buona organizzazione del nostro tempo il gioco è fatto.  Oggi esistono sul mercato quelle attrezzature come la macchina impastatrice e quella stendi pasta, con le quali si ottengono dei buoni risultati risparmiando tempo.  Se decidete di provare, fatelo la domenica mattina (se non lavorate). Seguite il mio passo passo e vedrete che con tutti i consigli e i trucchetti che vi svelerò riuscirete a portare a tavola tagliatelle, pappardelle, tagliolini, ravioli, lasagne e tanti altri che vi faranno fare un figurone a tavola e strapperà l’applauso dei vostri commensali.

 

Dose : per 2 porzioni
Preparazione : 15 minuti

 

Ingredienti

2 uova
100 g di farina di semola rimacinata
100 g di farina 0
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 pizzico di sale

 

LA RICETTA PASSO PASSO

Per assicurarsi che le uova che usate siano tutte buone apritene una alla volta in un piatto (evitate così che eventuali pezzetti di guscio cadano nella farina).
Mettere la farina sulla spianatoia formando con le dita una cavità al centro. Aggiungete le uova, 1 cucchiaio di olio e un pizzico di sale.

Sbattete leggermente le uova con una forchetta, quanto basta per mescolare i tuorli con gli albumi. Poi buttate pian piano un po di farina nel miscuglio.

Continuate a incorporare la farina nelle uova, dalle pareti della fontana prendendola, intridendo gli ingredienti con le dita. La pasta si presenterà un po granulosa, ma via via che lavorerete con le mani assumerà un’aspetto più liscio e omogeneo.

Quando l’impasto comincerà a prendere consistenza, lavoratelo a piene mani, tirandolo avanti e indietro e sbattendolo sulla spianatoia infarinata.

Formate il panetto o riunitelo in una palla, lasciandolo coperto con un canovaccio pulito inumidito per mezz’ora o più.

Ora la vostra pasta fresca all’uovo è pronta per essere stesa sulla spianatoia infarinata, fate scorrere il mattarello in tutte le direzioni fino ad avere una sfoglia sottile. Continuate a seguirmi. Nella prossima ricetta vedrete come realizzare i ravioli, tipici della tradizione di Carnevale in Abruzzo, ed altre ricette dolci che piacciono sia ai grandi che ai più piccoli, dedicate alla festa della prossima settimana.

 Ricordate, la buona riuscita della pasta fresca comincia dalla farina che deve essere ricca di glutine, se si vuole ottenere un impasto più facile da tirare e una pasta più elastica. Il glutine è una proteina che, quando viene inumidita, in questo caso dalle uova, forma una trama elastica che lega meglio l’impasto. Eccovi alcuni consigli fondamentali, che ho fatto tesoro col tempo, leggendo qua e là, chiedendo a chi era più esperta di me, e che ho acquisito nel tempo dagli errori fatti.

CONSIGLI E TRUCCHETTI

Primo: usate assolutamente la spianatoia di legno, primo elemento fondamentale per un risultato finale ottimale; la rugosità del legno è più consona della superficie liscia del tavolo alla lavorazione della pasta. Infatti questo materiale, permette alla pasta di prendere rugosità, indispensabile per assorbire al meglio il condimento scelto.

Secondo: si comincia disponendo la farina a fontana sulla spianatoia di legno. Se siete poco esperte o alle prime armi, cominciate il procedimento dentro una ciotola, per poi trasferire il composto una volta che avrà assorbito il liquido direttamente sulla spianatoia per essere impastato. Si allarga quindi con cura il cratere centrale per lasciar posto alle uova, si sbattono leggermente con una forchetta in modo che gli albumi e i tuorli si amalgamino perfettamente, attirando poca farina alla volta all’interno delle uova sbattute, verso il centro della fontana finché non sarà stata assorbita del tutto.

Terzo: per quanto riguarda il sale, secondo le antiche correnti emiliane, non andrebbe messo nell’impasto. Le correnti più moderne invece ne prevedono un pizzico. Io c’è lo metto.

Quarto: evitate le correnti d’aria che potrebbero far seccare la pasta, copritela sempre con un canovaccio pulito inumidito. Se vi succede, procedete così : bagnatevi le mani, riprendete in mano il panetto e dategli qualche giro di impasto.  Il panetto ritornerà come appena impastato.

Quinto: la proporzione ideale tra uova e farina è di 1 uovo (utilizzando uova da 60 g) per 100 g di farina, dose per 2 persone. Per eventuali correzioni dell’impasto, aggiungete un cucchiaio di farina se l’impasto risulta troppo lento, mentre aggiungete 1 cucchiaio di acqua se l’impasto risulta troppo duro, questo dipenderà se usate uova più grandi o più piccole di 60 g e dalla farina che userete.

Sesto: il panetto va lavorato con molta energia per almeno 10 minuti, sbattendolo sulla spianatoia affinché la pasta diventi elastica. La pasta infatti, passata e ripassata sulla spianatoia, ripiegata su se stessa, battuta e maneggiata, diventa via via più soda, liscia, elastica e plastica al tempo stesso: prende nervo, come si è soliti dire. Questa fase va eseguita con cura e senza fretta. Infine si riunisce la pasta in un panetto o una palla.

Settimo: fate riposare il panetto avvolto in un panno appena umido, perché non si asciughi in superficie. Poi stendete con mattarello piccole quantità alla volta, lasciando il resto coperto.

Ottavo: infarinate la spianatoia per non far attaccare la pasta.

Nono: preparate il ripieno per i ravioli prima della pasta.

Decimo: per fare i ravioli, potete ridurre il numero delle uova e aggiungere poca acqua. Questo perché il ripieno in genere è già piuttosto sostanzioso.

 

 

Buon appetito!

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