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Daniwella Felicità e passione in cucina

ABC della cucina

abc-della-cucina1In questa sezione troverete tutto quello che c’è da sapere sulla vita in cucina. La cosa fondamentale per chi non ha dimistichezza in cucina, ma vuole avvicinarsi ai fornelli e ottenere buoni risultati senza troppo stress è una scrupolosa organizzazione degli  spazi e del lavoro, senza dimenticare di conoscere gli ingredienti e le preparazioni di base.

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Latticello = Buttermilk

latticello - buttermilk

Diario di bordo
Questa ricetta che funge come ingrediente sostitutivo del latticello vi sarà utile per preparare tante ricette americane come quelle che ho cominciato a sperimentare, ispirate alla serie televisiva ” Una mamma per amica “, come vi avevo annunciato in un ‘articolo precedente. Posso assicurarvi che questo ingrediente renderà speciale il sapore di ogni ricetta che preparerete. Cosa serve per fare il latticello in casa ? La mia versione prevede solo 3 ingredienti.

Il latticello è un’alimento che si usa spesso nella cucina anglosassone, statunitense e in Oriente. E’ un’ingrediente acidulo dalla consistenza vischiosa, a metà tra il latte e lo yogurt, ne liquido e ne denso. Il latticello dona una piacevole nota aspra a dolci e prodotti da forno, questa acidità aiuta i lieviti ad agire e ammorbidisce il glutine nell’impasto, donando una consistenza più soffice e umida all’interno di torte, pane, biscotti e pancake, in questo modo rimangono freschi e morbidi per più giorni. Il latticello non è molto conosciuto in Italia e non è facilmente reperibile, quindi vi propongo una versione casalinga semplificata e molto veloce per realizzare un sostituto valido del latticello. Conosciamo tutti la sensazione di scoraggiamento che ci viene, quando non riusciamo a reperire un’ingrediente particolare e dobbiamo rinunciare a fare una ricetta che ci piace. Sono sicura che sarà successo almeno una volta a ognuno di voi.

Prima di lasciarvi al passo passo vorrei chiedervi una facile collaborazione, aiutatemi a capire se questa ricetta vi è piaciuta, potete farlo mettendo un “mi piace” e lasciandomi un commento proprio qui sotto nel blog – dove trovate scritto “lascia un commento”, io vi risponderò nel più breve tempo possibile. Questo è il modo più veloce in cui io e voi entriamo in contatto ed è il modo principale di farmi capire se queste ricette vi stanno piacendo e se le trovate di facile esecuzione, quindi commentate, commentate e commentate qui sotto. Grazieeee Enjoy #daniwella   

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

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Latticello = Buttermilk
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Il latticello è un’alimento che si usa spesso nella cucina anglosassone, statunitense e in Oriente. E’ un’ingrediente acidulo dalla consistenza vischiosa, a metà tra il latte e lo yogurt, ne liquido e ne denso. Il latticello dona una piacevole nota aspra a dolci e prodotti da forno, questa acidità aiuta i lieviti ad agire e ammorbidisce il glutine nell’impasto, donando una consistenza più soffice e umida all’interno di torte, pane, biscotti e pancake, in questo modo rimangono freschi e morbidi per più giorni. Il latticello non è molto conosciuto in Italia e non è facilmente reperibile, quindi vi propongo una versione casalinga semplificata e molto veloce per realizzare un sostituto valido del latticello. Conosciamo tutti la sensazione di scoraggiamento che ci viene, quando non riusciamo a reperire un’ingrediente particolare e dobbiamo rinunciare a fare una ricetta che ci piace. Sono sicura che sarà successo almeno una volta a ognuno di voi.  Questa ricetta che funge come ingrediente sostitutivo del latticello vi sarà utile per preparare tante ricette americane come quelle che ho cominciato a sperimentare, ispirate alla serie televisiva ” Una mamma per amica “, come vi avevo annunciato in un ‘articolo precedente. Posso assicurarvi che questo ingrediente renderà speciale il sapore di ogni ricetta che preparerete. Cosa serve per fare il latticello in casa ? La mia versione prevede solo 3 ingredienti. Prima di lasciarvi al passo passo vorrei chiedervi una facile collaborazione, aiutatemi a capire se questa ricetta vi è piaciuta, potete farlo mettendo un “mi piace” e lasciandomi un commento proprio qui sotto nel blog – dove trovate scritto “lascia un commento”, io vi risponderò nel più breve tempo possibile. Questo è il modo più veloce in cui io e voi entriamo in contatto ed è il modo principale di farmi capire se queste ricette vi stanno piacendo e se le trovate di facile esecuzione, quindi commentate, commentate e commentate qui sotto. Grazieeee Enjoy #daniwella   Dose : per 500 g di latticello Preparazione : 5 minuti

Ingredienti :

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250 g di yogurt magro 250 g di latte scremato 2 cucchiai di succo di limone

Preparazione : In una ciotola di vetro versate il latte e lo yogurt.
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Aggiungete il succo di limone.
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Lasciate riposare a temperatura ambiente per 15/20 minuti fino a che la consistenza del latticello addensa leggermente.
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Dopo 20 minuti il latticello è pronto.
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Il latticello si conserva per 2 giorni in frigorifero e per 2 settimane in congelatore.
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  I miei consigli : potete realizzare una versione vegetale casalinga del latticello usando la stessa di  yogurt di soia e di latte di soia. Il latte e lo yogurt che usate devono essere sempre alla stessa temperatura. Il latticello o buttermilk è una vera manna dal cielo per i lievitati. Lo si trova come ingrediente principale del soda bread ad esempio, ma anche della torta red velvet, o del famoso pollo fritto americano. Pancake, muffin, cupcake e diverse ricette di biscotti americani prevedono tutti il latticello, ma d’ora in poi sappiate che potete utilizzarlo in tutte le preparazioni dolci che andrete a fare, sostituendo completamente la dose di latte con il latticello. Molti sostengono che il latticello lo si ottenga facendo il burro in casa montando la panna a lungo fino a farla impazzire e che quindi quel siero che avanza sia proprio il latticello. In realtà non è così, per diventare latticello quel siero deve fermentare. Io come avete notato preferisco fare in casa un sostituto o comprarlo. Ho trovato il latticello qui a Pescara nei negozi bio NaturaSi, mi hanno detto però che si trova anche a Lidl e a Eurospin , probabilmente a me è sfuggito, ma la prossima volta che andrò a fare spesa lì, ci farò caso. CURIOSITA’ : Originariamente il latticello era il liquido acido e senza grassi, che rimaneva dopo aver fatto il burro con la zangola.    

Pasta frolla

PASTA FROLLA

La pasta frolla è un caposaldo della pasticceria, con essa si realizzano diversi tipi di biscotti e innumerevoli dolci, i più diffusi sono le crostate; caratterizzate da una base di pasta friabile e da ripieni che vanno dalle marmellate alle creme. Esistono tantissime ricette di paste frolla, con diverse dosi, combinazioni e modi di realizzarla. Questa che vi scrivo è la ricetta della mia famiglia.

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Pasta frolla

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La pasta frolla è un caposaldo della pasticceria, con essa si realizzano diversi tipi di biscotti e innumerevoli dolci, i più diffusi sono le crostate; caratterizzate da una base di pasta friabile e da ripieni che vanno dalle marmellate alle creme. Esistono tantissime ricette di paste frolla, con diverse dosi, combinazioni e modi di realizzarla. Questa che vi scrivo è la ricetta della mia famiglia.

Preparazione: 15 minuti
Riposo : 30 minuti
Cottura: 35/40 minuti

Ingredienti:

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500 g di farina
250 g di burro morbido
200 g di zucchero
200 g di rossi d’uovo
la buccia grattugiata di 1 limone biologico
1 pizzico di sale

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola lavorate il burro con lo zucchero e il sale.

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Unite i rossi d’uovo un po’ alla volta.

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In ultimo la farina.

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Rovesciate l’impasto sulla spianatoia. Impastate velocemente il tutto.

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Formate un panetto e lasciate riposare in frigorifero 30 minuti coperto con la pellicola alimentare.

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La pasta frolla è pronta. Io ho fatto una bella pastiera e voi come avete intenzione di usarla ?

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I miei consigli :

Quando dovete fare una crostata di frutta, cuocete la pasta frolla in bianco. Mettete sulla superficie della pasta un foglio di carta forno e dei legumi secchi, in questo modo faranno da contrappeso. Se non volete usare i legumi secchi, utilizzate un contenitore  che abbia un diametro inferiore che faccia da contro stampo: basterà adagiarlo all’interno dello stampo più grande, a contatto con la carta forno, e una volta cotta otterrete una pasta frolla perfetta, senza buchi causati dai legumi. Procedete alla cottura in bianco infornando la frolla in forno già caldo a 170° per 25 minuti. Terminata la cottura, sfornate la crostata e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, po guarnitela con crema pasticcera, frutta fresca o altro ripieno come da voi scelto.

 
 Per la pasta frolla è importante il tempo di riposo, è sempre meglio che stia più di 30 minuti, mai meno, perché il burro deve avere tutto il tempo di solidificarsi di nuovo, tanto è vero che potete prepararla con anticipo anche il giorno prima di usarla. Basterà tirarla fuori dal frigorifero 15 minuti e poi potrete stenderla. Potete lavorare l’impasto all’interno di una ciotola un po’ grande, e poi una volta che i liquidi sono assorbiti, trasferire il composto su un piano di lavoro o spianatoia. O potete iniziare e finire il lavoro direttamente nella ciotola, o sulla spianatoia. Se riscontrate problemi nello stendere la pasta, stendetela tra 2 fogli di carta forno. Con questa dose potete preparare una bella crostata e dei buonissimi biscottini, date la forma che preferite con gli stampini che avete a disposizione, altrimenti usate il fondo di un bicchiere per farli rotondi.
Vi consiglio di congelare la pasta frolla che vi avanza, in questo modo eviterete gli sprechi.
 
 
 
 
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Crema pasticcera

CREMA PASTICCERA

Diario di bordo
Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.

La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.

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Crema pasticcera

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La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.  Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.   Preparazione: 10 minuti Tempo di cottura: 15 minuti Tempo totale: 25 minuti    

Ingredienti:

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500 ml di latte fresco intero 4 tuorli d’uovo 100 g di zucchero semolato 40 g di farina la scorza gialla di 1 limone biologico

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a scaldare il latte con le bucce del limone.
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In una ciotola sbattete con una frusta i rossi d’uovo con lo zucchero.
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Poi aggiungete  la farina mescolando velocemente con la frusta.

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Appena la farina si sarà amalgamata, aggiungete un mestolo di latte tiepido e continuate a mescolare.Appena il latte sarà arrivato quasi a bollore versate nella pentola il composto di uova.

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Mescolate fino a che la crema si sarà addensata, appena vedrete il bollo, la crema è cotta. Regolate la fiamma tenendola medio-bassa.

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Spegnete il fuoco, travasate il tutto in una ciotola, e coprite con la pellicola trasparente, direttamente a contatto con la superficie. Fatela intiepidire e mettetela in frigo a raffreddarsi completamente.

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Ed ecco la crema pasticcera pronta per essere usata come più vi piace.

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I miei consigli : usate una pentolina abbastanza capiente dal fondo alto 1 cm per cuocere la crema pasticcera, perché quelle che non c’è l’hanno bruciano più in fretta la crema quindi fate attenzione, questo renderebbe il suo sapore alterato. La crema è cotta appena vedrete il primo sfiato di bollo uscire dalla crema ormai addensata. Quando si  raffredda, sulla superficie della crema si crea una pellicina, per evitare questo problema avete 2 strade: coprite la superficie con la pellicola  alimentare mettendola direttamente a contatto con la crema calda oppure potete cospargere la crema con lo zucchero a velo o con il burro a fiocchetti. La crema pasticcera si conserva in frigorifero chiusa in un contenitore a chiusura ermetica per 2/3 giorni. Se usate la scorza del limone o la bacca di vaniglia vanno tolti poco prima di aggiungere il composto di uova al latte. E per ultimo consiglio, se avete fretta e volete velocizzare il raffreddamento della crema, prendete una ciotola più grande, metteteci dentro diversi cubetti di ghiaccio e poggiatevi sopra la ciotola contenete la crema, il freddo che si sprigionerà sotto la ciotola raffredderà più in fretta il tutto, completate il completo raffreddamento in frigorifero. Conoscete le diverse varianti di questa bontà ? Aggiungendo la panna montata avrete la crema diplomatica, aggiungendo il succo del limone a fine cottura avrete la crema al limone, aggiungendo del cioccolato fondente di buona qualità a fine cottura con la crema ancora bollente otterrete la crema pasticcera al cioccolato fondente. Volete una crema pasticcera profumatissima ? Lasciate la scorza del limone o la bacca di vaniglia in infusione tutta la notte fino al momento di iniziare la preparazione, avrete un latte più saporito. Il sapore finale della crema pasticcera vi manderà in estasi. Se usate la bacca di vaniglia, dovete inciderla al centro per il lungo e con la punta del coltello dovete ricavare i semini che possono essere mescolati con lo zucchero prima di essere sbattuti con le uova. Una volta usata la bacca, non buttatela, sciacquatela e asciugatela con uno scottex, dopo di che riponetela nella zuccheriera insieme allo zucchero. Avrete così lo zucchero semolato al gradevole profumo di vaniglia. Per rendere la crema ricca e setosa potete usare una parte di panna liquida fresca e una parte di latte fresco. Se volete una crema pasticcera non alterata nel sapore e più lucida e uniforme usate gli amidi in purezza al posto della farina : amido di mais o di riso.

La crema pasticcera si può anche offrire come merenda pomeridiana dei bambini. Accompagnata da qualche biscottino risulta  non solo deliziosa ma allo tempo stesso regala proprietà energetiche per chi studia, andando a sostituire tutti quei prodotti confezionati che in quanto a gusto e proprietà non hanno niente a che vedere con prodotti fatti in casa con ingredienti freschi e selezionati direttamente da noi.

Buon appetito!

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GRANOLA FATTA IN CASA … COLAZIONE E NON SOLO

GRANOLA FATTA IN CASA ... COLAZIONE E NON SOLO - RICETTA N° 250

INGREDIENTI per 500gr.

90g orzo in fiocchi integrale
90 g di fiocchi ai 6 cereali
40 g di olio di cocco
50 g di malto d’orzo
60 g di uvetta di Corinto
30 g di cocco rapé
40 g di datteri morbidi rigorosamente medjoul
3/4 fichi secchi
40 g di uvetta sultanina
100/120 g di frutta secca mista (io ho usato mandorle, nocciole, anacardi, pinoli e noci)

 

 

 

3o minuti

4 persone

Aaahh ma è la ricetta del müesli ” … diranno molti … “Granooo cheeee …aahh…. ma questo è il müesli ” diranno altri …  e di primo acchitto potrebbe sembrare così. Alcuni sono convinti che granola e müesli siano la stessa cosa. Ma in realtà le due cose si distinguono, vediamo insieme le differenze.

IL MÜESLI

Nel müesli compaiono fiocchi di cereali, cereali soffiati, frutta essiccata e semi oleosi. Mescolate tutto et voilà ….  è pronto. Niente aggiunta di grassi, niente aggiunta di zucchero, niente cottura … tutto rimane  a crudo .

LA GRANOLA

La granola invece è un’agglomerato condito, zuccherato, mescolato e tostato. Qui si aggiungono frutta disidratata e spezie, un dolcificante che fungerà da collante e un olio per permettere la tostatura del composto- la preparazione verrà mescolata eppoi passata in forno a tostare per alcuni minuti fino a che non si saranno formati pezzetti di agglomerati che renderanno crunchy (croccante) la preparazione tanto da arrivare a dire, una volta che la si mette in bocca : uuumm mamma mia che  bontà.

Sappiate che potete consumarla nel latte (animale o vegetale a seconda dei gusti o preferenze) nello yogurt , nel  kefir o nello skyr , aggiungete della buona frutta fresca di stagione per trasformare la vostra colazione in un’esperienza sana e golosa. Ma non è tutto, sgranatela leggermente sopra una semplice insalata verde, insieme a dei semi di girasole e di zucca …vedrete che esperienza mistica farete.E non è finita qui cari amici … ecco il consiglio più di Daniwella.

ORA CHIUDETE GLI OCCHI E … VISUALIZZATE …

FUORI E’ GIA’ AUTUNNO CON I SUOI FANTASTICI COLORI.

OSSERVATEVI SEDUTI SUL VOSTRO DIVANO … SII QUELLO CHE AMATE TANTO .. E NELLE VOSTRE MANI C’E’ LA VOSTRA TAZZA … QUELLA PREFERITA … SI QUELLA CHE AVETE COMPRATO IN QUEL FANTASTICO NEGOZIETTO DI CASALINGHI … SIETE SORRIDENTI … SI VI STATE DIVERTENDO PERCHE’ MENTRE GUARDATE LE NUOVE PUNTATE DELLA VOSTRA SERIE TV PREFERITA VOI STATE SGRANOCCHIANDO LA VOSTRA GODURIOSA E SPETTACOLARE GRANOLA FATTA IN CASA A CUI VOI AVETE AGGIUNTO SCAGLIE DI CIOCCOLATO FONDENTE E  COCCO DISIDRATATO. 

ORA APRITE GLI OCCHI. HA FUNZIONATO ? SIETE IN PARADISO  O NO ??? 

BEHHH SE LA RISPOSTA E’ SIIII ALLORA FATELO DAVVERO !!!!

OKK OKK ORA TORNIAMO SULLA TERRA .

Questa ricetta realizzata dalla mia amica Lorenza Spagnoli si arricchisce di ingredienti ” più” rispetto a tutte le altre ricette che troverete sul web. Nel personalizzare la sua granola home-made Lorenza ha scelto ingredienti biol’olio di cocco per la tostatura e il malto d’orzo per dolcificare e agglomerare e …  dulcis in fundo, è tostata sul fornello invece che in forno, in questo modo tutto il procedimento della ricetta risulta più sotto controllo. Vi lascio il link (facebook) per vedere le creazioni di Lorenza qui . Per vedere invece il suo profilo  Instagram cliccate qui .

La ricetta è semplice e veloce. Usate la vostra fantasia per arricchirla  o creando accostamenti diversi. Io ho personalizzato a mia volta la ricetta di Lorenza, omettendo i semi oleosi e aggiungendo un mix di frutta secca, i fichi secchi e l’uvetta sultanina. Una volta provata vi rimarrà nel cuore e sul palato. Sarà impossibile resistere a non prepararla nuovamente una volta che l’avrete finita. Ne vorrete godere ancora e ancora. Mangiatela a colazione, come spuntino, per merenda. Insomma datele un posto importante nella vostra vita mangereccia. Ne rimarrete sempre estasiati. Garantito. Gli ingredienti come olio di cocco, malto d’orzo, cocco rapé e datteri medjoul li potete trovare in tutti i negozi che vendono alimenti biologici. In un prossimo articolo menzionerò le caratteristiche nutrizionali di questi ingredienti utili per la nostra salute.

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la ricetta passo passo

Ecco sua maestà la GRANOLA FATTA IN CASA. Saziante, sana, golosissima.

ECCO LE TANTE COLAZIONI DI LORENZA FATTE CON LA GRANOLA.

Non vi resta che augurarvi buona colazione con sua Maestà la Granola. Continuate a seguirmi perchè sono in uscita tante altre ricette in stile 

Lorenza1867 , come vi avevo già informato in un precedente ARTICOLO. Ricette SANE BUONE E PRIVE DI INGREDIENTI RAFFINATI.

Buon appetito!

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ABC DELLA CUCINA : COME PULIRE E CUOCERE GLI ASPARAGI

ABC DELLA CUCINA : COME PULIRE E CUOCERE GLI ASPARAGI

Gli asparagi sono ortaggi molto pregiati, appartengono alla famiglia delle liliacee, un’ampia famiglia che comprende circa 1600 specie botaniche. Sono germogli che vengono consumati in primavera e tra le tante proprietà svolgono un’efficace azione di drenaggio renale. Sono inoltre ricchi di vitamina A, B e C. Ne esistono diverse varietà:

  1. l’asparago bianco, che assume questo colore perché durante la crescita viene coperto; dal sapore delicato.
  2. il violetto dal sapore un po’ amaro.
  3. il verde che è quello più comune.
  4. il selvatico, che cresce spontaneamente, molto sottile ma dal sapore marcato

Ma vediamo ora come pulirli e come cuocerli:

Con un coltello eliminate la parte più dura e legnosa dei gambi, e nello stesso tempo pareggiateli.

Con un pelapatate o un coltellino ben affilato, eliminate la parte più esterna del gambo della parte bassa più dura, fino a che non sia bianco, lavateli uno per uno sotto l’acqua corrente.

Adesso utilizzateli per la cottura che avete deciso.

 

  1. Potete cuocerli legati con uno spago da cucina in una asparagera, che è una pentola apposita per gli asparagi, alta e stretta. Metteteli in piedi con le punte verso l’alto; l’acqua deve arrivare a 3/4 dell’altezza del gambo. Salate e coprite e cuocete dai 10 ai 20 minuti, a seconda della grossezza. In questo modo i gambi cuoceranno nello stesso tempo delle punte, che verranno cotte a vapore. Scolateli subito.
  2. Oppure potete cuocerli in una pentola con l’acqua in ebollizione, senza legarli, fino a che saranno teneri, avendo cura però di tenere il fuoco basso, dovete sobollirli per non disfarli.
3.  O potete spadellarli in padella, come faccio io quasi sempre, con l’olio extra vergine di oliva, un goccio d’acqua e una cipollina tagliata sottile.
Anche se no si è golosi, è difficile non cedere alla tentazione di fronte a un piatto di asparagi. Mille sono i suoi utilizzi; lessati e conditi semplicemente con olio e.v.o. e succo di limone, o come antipasto, o un primo eccellente o con la pasta o un risotto alle punte di asparagi … o nelle minestre, nelle vellutate o nei ravioli. Nei secondi sono insuperabili; dalla frittata alle torte, agli sformati al polpettone e i contorni non sono da meno.

Continuate a seguirmi e vedrete come li ho utilizzati nelle prossime ricette.

Buon appetito!

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BRODO DI CARNE – RICETTA N° 26

BRODO DI CARNE – RICETTA N° 26

Oggi parliamo del brodo di carne. Sono sempre più convinta che meno cose già preparate e precotte compriamo, meglio è per la nostra salute. A volte per la vita frenetica che abbiamo, tralasciamo le cose più buone; il brodo è una di quelle. Ma se volete fare come me,  preparatelo nel tardo pomeriggio quando siete tornate/i a casa, perché ci metterete si e no 7/8 minuti circa, riempite d’acqua un pentolone e versate dentro la carne e le verdure, accendete il fuoco e il gioco è fatto. Voi vi potrete dedicare ad altro. Nel frattempo il tutto bollirà e arriverà a cottura. Quindi preparatelo quando siete sicuri di stare a casa almeno 3 ore, e creerete dal nulla quella che io considero una prelibatezza fin da quando ero bambina. L’inverno come abbiamo visto in questi giorni avanza, con quel freddo tipico delle nevicate, allora perché non avvantaggiarsi facendone una quantità maggiore, e poterlo congelare ed averlo già pronto sempre a disposizione? Il brodo già pronto ci occorrerà quando prepariamo una pietanza che ha bisogno di essere cotta nel brodo di carne, esso è infatti alla base di molte preparazioni culinarie, come risotti corposi a base di carne o altre preparazioni come brasati, stufati ecc. a base di carne. Ma esso è anche un’ottimo tonico per i momenti di debilitazione fisica come l’influenza che nel periodo invernale non ci dà tregua. Quando è pieno inverno, mi piace coccolarmi con una buona tazza di brodo caldo la sera per cena, cuocio la minestra, aggiungo 2 cucchiai di grana grattugiato, e ho preparato una cena da “Re”. Questa che vi scrivo è una ricetta che ho collaudato nel corso degli anni. Sono riuscita col tempo ad ottenere il giusto sapore che piace a me prodotto dagli aromi, dalle verdure e dai giusti tagli di carne. Per avere tra i 2/3 litri di brodo bisogna mettere a bollire 4 – 4 litri e 1/2 di acqua; fredda se si vuole un buon brodo saporito, mentre se si vorrà una carne che abbia sapore bisognerà immergerla in acqua calda. I tagli del manzo ideali per fare il brodo sono il doppione, il muscolo, la sotto spalla, la noce, il cappello del prete, la punta di petto, il girello di spalla e qualche osso di manzo. Affidatevi sempre al vostro macellaio di fiducia. Il brodo fatto in quest’occasione l’ho preparato con quello che aveva a disposizione il macellaio di fiducia dove io mi servo, la punta di petto del manzo e la pancia di vitello. Ricordate sempre che il brodo dal momento del bollore, dovrà sobollire, abbassate quindi la fiamma, coprite con il coperchio e lasciate un piccolo sfiato per il vapore e lasciate andare tutto per 3 – 3 ore e 1/2. Spero che troverete interessante questa ricetta, e ci vediamo prestissimo sempre su questo schermo, bye bye.

 

Tempo di preparazione: 7/8 minuti
Cottura: circa 3 ore 3 ore e 1/2
Dose: per 8 persone

 

Ingredienti:

1 kg di carne di manzo
4 litri e 1/2 di acqua
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
1 pezzetto di cannella a stecca
5/6 chiodi di garofano
1 foglia di alloro
1 pomodoro
5/6 bacche di ginepro
sale q.b.

 

PREPARAZIONE:

Lavate la carne sotto l’acqua corrente. Mondate e lavate  la carote, togliete i filamenti e lavate il sedano, sbucciate e lavate la cipolla e infilatevi tutt’intorno i chiodi di garofano. In una pentola capace mettete l’acqua e la carne e portate ad ebollizione.

Arrivata a bollore, schiumate di tanto intanto con l’apposito attrezzo, il mestolo forato.

Solo dopo aver schiumato l’eccesso inserite nell’acqua le verdure e gli aromi.

Coprite con un coperchio e lasciate uno sfiato per il vapore e lasciate sobollire il tutto per più di 3 ore. Finito il tempo di cottura spegnete e fate raffreddare completamente il brodo. Il tutto si presenterà così. Il grasso sarà salito in superficie.

Sempre con un mestolo forato, prelevate la patina bianca in superficie che si sarà formata. (Processo che si può accelerare se cuocete il brodo in mattinata. Avrete più tempo per farlo raffreddare, e da quasi tiepido, mettete il brodo scolato dalle verdure in frigo , il grasso gelando creerà la patina bianca da toglierete con la schiumarola).

Scolate la carne e le verdure dal brodo.

Potete ulteriormente con una garza filtrare il brodo da pezzettini di grasso, o pezzettini di verdure che si sono frantumate con la bollitura. Mettete il brodo in contenitori di plastica e metteteli a congelare. Quando vi occorreranno, tirateli fuori e scongelateli o a temperatura ambiente o in un pentolino sul fornello a fuoco medio/basso.

Potete comunque usare una parte di brodo subito, se volete cucinarvi una minestra utilizzando così le verdure del brodo che potete fare a pezzetti, e potete usare la carne ormai fredda condendola con dell’insalatina sott’aceto tagliata a julienne, 3 cucchiai di maionese, qualche cetriolino sott’aceto tagliato a rondelle, e facendola riposare in frigo per almeno 1 ora.

Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA N°3 – MINESTRE E ZUPPE

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA N°3 – MINESTRE E ZUPPE

La zuppa è da sempre una portata rassicurante: brodosa e fumante, riscalda e ritempra il fisico comunicando un senso di soddisfazione e benessere, che ci fa fare pace con il freddo dell’inverno.

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La storia della zuppa è antica e umile; nel Medio Evo i nobili utilizzavano a volte un disco di pane al posto del piatto, che una volta usato, sporco di sughi così com’era, veniva lasciato alla servitù, che lo riutilizzava facendolo bollire in acqua – ed ecco pronta la zuppa.
Infatti secondo la tradizione, l’elemento caratteristico delle zuppe, dovrebbe essere ancora il pane, bagnato nel brodo ( come ancora succede in alcune famiglie ), tuttavia l’evoluzione gastronomica della zuppa, l’ha fatta assomigliare sempre di più ad un piatto unico, nel quale si alternano e si uniscono i cereali, verdure, carni e nelle preparazioni più raffinate anche il pesce.

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Se osserviamo attentamente, in Europa esistono le zuppe ricche come: le zuppe di manzo dei paesi dell’Est, a quella di montone Irlandese, a quella Francese, la tanto famosa zuppa con le cipolle.
Ma l’Italia non è da meno con le zuppe famose delle regioni, come il caciucco Livornese, l’acqua cotta della Toscana, la burrida Ligure, solo per citare le più famose, senza dimenticare il minestrone di verdure diffuso in tutte le innumerevoli varianti.

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ZUPPE DI VERDURE

Consumando il liquido delle zuppe di verdure, questo ci da la possibilità di assumere in maniera integra tutti i preziosi sali minerali. Regola importante è quella di utilizzare sempre verdure di stagione, le più sane e piene di sostanze nutritive.

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CEREALI E CARNI

Altro ingrediente prezioso per le zuppe, sono i cereali, ma anche pane, pasta, riso a quelli ugualmente gustosi e nutrienti come l’orzo, il farro, il miglio, l’avena ecc., che vantano tutti una grande ricchezza di amido (sostanza indispensabile in un’alimentazione equilibrata), facilità di digestione e di assimilazione, discreto contenuto di proteine.
Abbinando a questi, ingredienti di origine animale come la carne, le uova e il formaggio, abbiamo il valore delle proteine, considerate proteine pregiate, perché ricche di quelle sostanze, chiamate “essenziali”, perché l’organismo ne ha un’assoluto bisogno.
I legumi costituiscono un’ottimo complemento o sostituto di carne e uova.
Fagioli, ceci, lenticchie, piselli, soia sono i più ricchi di proteine, completano il valore nutritivo. Tant’è vero che nel passato, spesso i fagioli venivano chiamati “carne dei poveri”.

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 PESCE

Le zuppe di pesce, venivano preparate sulla spiaggia dove approdavano i pescatori dopo la pesca, e ciò caratterizzava la rusticità delle zuppe di pesce.

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Oggi le zuppe di pesce invece propongono ricette di alta gastronomia, nelle quali sia il gusto che la salute si armonizzano insieme. Ricchi di proteine pregiate, di calcio, fosforo e vitamine i prodotti del mare vedono esaltate le loro prerogative. La loro cottura in brodo prevede di norma pochissimi grassi aggiunti.

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CREME, VELLUTATE, PASSATI …

…… sono i nomi che indicano, insieme con quelli di zuppe e minestre, un primo in brodo a base di verdure e altri ingredienti come legumi, farine e cereali. La differenza tra un passato, una crema o una vellutata non è facilmente definibile, in quanto si tratta sempre di preparazioni di consistenza cremosa che, a fine cottura, vanno frullate e, se necessario, ispessite. Indicativamente possiamo dire che le creme vengono addensate con l’aggiunta di farina; le vellutate richiedono burro maneggiato; i passati, di solito di legumi, si addensano semplicemente passandone una parte. Definendo la differenza tra minestre e zuppe, possiamo dire che le minestre risultano piuttosto dense, mentre le zuppe risultano più brodose e vengono servite con fette di pane abbrustolito o fritto. Il liquido in cui cuocere le verdure e trasformarle in zuppe, minestre ecc; è sempre il brodo.

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 IL BRODO

Il brodo è il liquido di cottura lasciato da carni, pesci e vegetali. In cucina è da sempre un validissimo aiuto, oltre che per la sua funzione primaria, anche per sfumare e diluire piatti importanti come arrosti, brasati ecc.
Fra gli alimenti base utilizzati da molti secoli, il brodo di carne è quello che ha subito, negli ultimi cento anni, le modifiche sostanziali.

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Nelle cucine di una volta sul fuoco c’era sempre un pentolone di brodo. In quest’era invece tutti noi siamo abituati ad avere una simile prelibatezza sotto forma di dado  o a cubetti o granulare e negli ultimi anni, da brodo confezionato in scatola. Che siano vegetali o di carne, i dadi sono per molti un’utile ingrediente che risolve nelle ricette moderne anche i piatti più lunghi e raffinati. Ma il contro di questi prodotti confezionati, è ciò che contengono. Per menzionarne solo alcuni: glutammato di sodio – lievito – olio di palma – coloranti ecc. Quindi preparare a casa il dado in cubetti e granulare è sopratutto un vantaggio per la nostra salute. Oggi possiamo farlo grazie a innumerevoli ricette l’una diversa dall’altra. Continuate a seguirmi, e scoprirete come con semplici mosse possiamo preparare il brodo in casa, cucinarne una quantità maggiore e il di più, metterlo a congelare per riutilizzarlo scongelato all’occorrenza. E’ possibile preparare i il dado con prodotti freschi di stagione ovviamente senza il contenuto di sostanze chimiche che fanno male alla nostra salute.

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Prossimamente pubblicherò la ricetta base per fare il brodo più semplice, quello “vegetale”, quello più deciso di sapore che è quello di “carne”, il brodo che sta a metà tra i due cioè quello di “pollo”….

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e tutto un discorso a parte per quello di “pesce”.

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Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 – I CECI

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 –  I CECI 

La prima volta che mangiai i ceci fu all’età di 6/7 anni. Una cara amica di mia mamma invitò la mia famiglia a pranzo e ci fece mangiare la sua famosa pasta e ceci. E rimase davvero famosa, da quel giorno non la mangiammo più, a me e alle mie sorelle quei ceci non erano proprio piaciuti. Poi da grande le cose cambiarono. Ogni volta che parlavo con qualcuno dei ceci e raccontavo questa  storia, mi diceva che molto probabilmente quella signora non aveva cucinato nel giusto que ceci. Pian piano ho cominciato a mangiarli, e ho comprato quelli in scatola già cotti. Mi piacevano, ma non ero ancora soddisfatta, ho comincito a documentarmi  e a fare ricerche su internet cercando tute le informazioni possibili per arrivare alla fine al modo migliore di cucinarli ed avere un risultato ottimale. Questi semi appartengono alla famiglia delle Fabaceae, originaria dell’Oriente, ed è uno dei legumi più antichi della storia dell’umanità. E’ il terzo nella classifica dei legumi più consumati al mondo, preceduto sola dalla soia (seconda)  e dai fagioli (primi). In Italia la pianta del cece è coltivato nel meridione e nelle isole in quanto necessita di clima caldo e asciutto, ma hanno una bassa resa, non godono di una grande richiesta di mercato. I maggiori produttori dei ceci sono l’India e il Pakistan. Legumi dal buon sapore, i ceci sono tutt’oggi accettati talvolta con diffidenza per la difficoltà di cottura: se vengono acquistati troppo vecchi, anche se sono stati messi a lungo a bagno, non cuociono mai.

 

 Per saperne di più:

100 g di ceci contengono:   320 calorie
Sono composti per il 10,6% da acqua, per il 19,3% da proteine, il 17,5% da fibre alimentari, il 2% da ceneri, il 6% da grassi e carboidrati.
Minerali presenti: potassio, calcio, fosforo, magnesio, sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio.
Vitamine presenti: B1, B2, B3, B5 e B6, folati, vitamina C, K e J ed in ultimo la vitamina E.
Aminoacidi presenti: acido aspartico, acido glutammico, leucina, fenilalanina, arginina, serina, valina ed isoleucina.

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Proprietà principali:

Tra le proprietà  positive dei ceci ci sono le capacità di abbassare i livelli di “colesterolo cattivo” nel sangue e proteggere il cuore, grazie alla presenza di minerali come magnesio e di folato; quest’ultimo sembrerebbe in grado di abbassare il livello dell’omocisteina, un’aminoacido, che quando è presente in quantità eccessiva provoca infarto e ictus.
Per l’abbondanza di magnesio, invece si hanno benefici alla circolazione sanguigna. Contengono i cosi detti acidi grassi insaturi, OMEGA 3, che prevengono gli stati depressivi e abbassano i trigliceridi. Grazie alla presenza delle fibre i ceci contribuiscono a regolarizzare le funzioni del nostro intestino e mantengono equilibrati il livello di glucosio nel sangue. E’ un’alimento con un’elevato contenuto di proteine e per l’assenza di purine, può sostituire in parte gli alimenti di provenienza animale nel regime dietetico delle persone che soffrono di gotta. Per l’alto contenuto di calcio è indicato per gli stati di osteoporosi e per il consolidamento delle ossa. Per l’elevato contenuto di ferro, è poi indicato negli stati anemici ed essendo ricco di cellulosa, anche nelle atonie intestinali e nella stitichezza. Ha scarso contenuto in sodio e quindi è consigliabile nei regimi iposodici, mentre l’alto contenuto in potassio lo fa consigliare negli stati alcalosi.

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Preparazione dei ceci:

La preparazione è lunga, ma non c’è bisogno di spaventarsi o prenderla come una perdita di tempo. Nel periodo dell’ammollo e della cottura, noi possiamo fare altro.
Al momento dell’acquisto verificate che i ceci secchi non siano più vecchi di un’anno e  che si presentino intatti. Metteteli in colino e sciacquateli  sotto il getto dell’acqua corrente.

Metteteli in ammollo in una ciotola capiente con abbondante acqua, considerando che reidratandosi i ceci raddoppino di volume e se la temperatura ambiente dovesse essere calda, sarà utile cambiare l’acqua 2/3 volte per evitare la fermentazione.

Ammollo


I ceci vanno lasciati in ammollo, da un minimo di 8/12 ore ad un massimo di 24 ore con un pizzichino di bicarbonato. Questa differenza è dovuta a seconda della stagione in cui ci troviamo, considerando che vengono raccolti tra settembre e giugno, nel periodo autunnale hanno bisogno di stare in ammollo 8 ore,in inverno 12 ore, in primavera 18 ore, in estate 24 ore.

 Cottura


Passate le ore di ammollo, scolate l’acqua in un colino.

 E’ consigliabile cuocerli in un tegame di coccio *.

Se non lo si possiede vanno bene anche l’acciaio inox con il fondo spesso, da scartare l’alluminio.
La cottura deve partire da acqua fredda, mettendo un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio in camicia

Una volta raggiunta l’ebollizione sarà necessario schiumare con un mestolo forato.

 Da quel momento il tutto dovrà sobollire, coprendo il tegame con un coperchio, per 3 ore circa. Il sale va aggiunto solo alla fine, quando i ceci sono già cotti, perché il sale indurirebbe i legumi rendendoli immangiabili.
Per capire se sono cotti basterà sentire con una forchetta la loro resistenza, se saranno teneri e si schiacciano i ceci sono pronti. Una volta cotti si lasciano nella propria acqua di cottura, per 30 minuti continueranno ad assorbire il sale e i vari aromi continuando ad aromatizzarsi. Il profumo tradizionale delle minestre di ceci è il rosmarino, mentre il suo condimento ad ok è l’olio e.v.o. aggiunto a crudo nel piatto.
Da quando ho imparato a cuocere i ceci nella maniera giusta, non compro più  i ceci cotti in barattolo. Dopo averli cotti, ne tolgo un po’ per cucinarli con il condimento che ho deciso. Il resto dei ceci li faccio freddare completamente,  li metto nei sacchetti per congelatore con un po d’acqua di cottura, faccio dei sacchetti di circa 300 g e li metto in frezeer. Quando ne ho voglia, o decido che per pranzo voglio mangiare i ceci con la pasta, tiro fuori la bustina dal congelatore, li metto a scongelare in un pentolino con un po’ di acqua calda e li condisco come ho deciso di mangiarli.

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*   Il coccio è un materiale antico: la sua cottura sul fuoco e in forno è diversa perché la terracotta produce un riscaldamento molto più lento rispetto ai contenitori di metallo. Per questo motivo è ideale per la cottura di minestre i cui ingredienti devono essere cotti a temperature dolci. Usato sulla fiamma viva è necessario proteggerlo mettendo sul fornello una retina spargifiamma, mentre in forno non deve superare i 200°. Se è nuovo bisogna riempirlo di acqua e lasciarlo così per 12 ore. Poi metterlo sul fuoco con la retina e farlo sobollire per 15 minuti.

 TANTISSIMI AUGURI 


Approfitto in chiusura per fare gli auguri di Buon Anniversario ai miei Cari Amici Valentina e Marcello, che proprio oggi festeggiano l’anniversario di 10 anni d’amore, conoscenza , fidanzamento e matrimonio.

Buon appetito!

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SALSA BESCIAMELLA – RICETTA N° 10

SALSA BESCIAMELLA –  RICETTA N° 10

L’avete vista qualche giorno fa’ nella ricetta della lasagna con la zucca. Adesso ve la propongo come ricetta di base, con qualche curiosità in più sulla sua origine. E’ considerata la regina delle salse, perché si parte proprio da qui per creare composizioni più elaborate. E’ la salsa basilare della cucina francese e italiana. Ma si usa anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, ed è conosciuta col nome di salsa bianca. La preparazione consiste nel fare una base di burro mescolato alla farina, quello che in francese viene chiamato roux bianco, si mescola per 2 minuti e poi si cuoce tutto nel latte caldo o freddo, si porta il tutto molto lentamente ad ebollizione, in modo che la salsa si addensi  per una ventina di minuti. La besciamella non deve mai sapere di farina e il fuoco dev’essere tenuto al minimo. La densità della salsa dipende da due cose: dalla proporzione tra burro e farina, e dal tempo che si impiega per cuocerla. Due le scuole di pensiero su chi ha inventato questa salsa: c’è chi dice che sia nata in Toscana, e veniva chiamata salsa colla e fu importata in Francia da Caterina dei Medici, mentre il marchese di Nointel  Louis de Bechamel (1603-1703), viene indicato come inventore della ricetta nel ricettario Le cusinier francais  (“il cuoco francese”- pubblicato nel 1651), il testo della cucina francese, scritto dal cuoco Francois Pierre de La Varenne cuoco del marchese d’Uxelles Nicolas Chalon du Blé. In Italia si usa per condire lasagne, cannelloni, crepes, diverse varietà di pasta al forno e timballo, ma anche per verdure lesse come il cavolo , i broccoli, i fagiolini, i finocchi e anche le patate. A breve pubblicherò una di queste ricette. Fare la besciamella a casa è molto meglio di quelle confezioni già pronte. Inoltre, per fare questa besciamella ho usato latte e burro senza lattosio, ormai li trovate quasi in tutti i market di ogni città. In futuro pubblicherò alcune varianti di questa salsa che si sono create col tempo a causa delle intolleranze alimentari delle persone.

Ora vi saluto, e alla prossima ricetta.

 

Tempo di preparazione : 5 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti

 

Ingredienti: 

500 ml di latte senza lattosio p.s.
30 g di burro senza lattosio
30 g di farina 00
sale e noce moscata q.b

PREPARAZIONE:

Fondere il burro in un pentolino a fondo spesso.

Togliete il pentolino dal fuoco, aggiungete la farina e cuocete a fuoco basso per 2 minuti.

Mescolate di continuo con la frusta per ottenere un roux bianco.

Versateci il latte e mescolate con la frusta. Portate lentamente a bollore la salsa e cuocere per circa 10 minuti fino a che la salsa si addensi.

Aggiustate di sale e aggiungete la noce moscata spolverata.

 Non vi resta che usare la besciamella per la ricetta che desiderate.

Buon appetito!

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COME PREPARARE UNA PERFETTA ZUCCA DI HALLOWEEN JACK O’LANTERN – TUTTI GLI STEP ALL’INTERNO

COME PREPARARE UNA PERFETTA  ZUCCA DI HALLOWEEN JACK O’LANTERN – TUTTI GLI STEP ALL’INTERNO

Per la prima volta io e il mio compagno abbiamo preparato la zucca di Halloween. Operazione riuscita molto bene e che abbiamo duplicato subito dopo intagliando una seconda zucca. Fatto curioso è che  prima dell’introduzione della zucca dall’America, i primi Jack-O’- lantern venivano ricavati da grandi  rape, barbabietole e cavoli rapa. La prima che abbiamo intagliato era una zucca piccola, la classica zucca di Halloween, la seconda esattamente il contrario, grande non il doppio, ma come minimo il quadruplo, una zucca di 7 kg, con la buccia bitorzoluta (peccato che a noi non è rimasta nessuno delle 2, erano già prenotate). Guardate quanta polpa è uscita da quella zucca.

Abbiamo diviso la polpa ricavata dalla zucca con 6 famiglie. Io ci ho fatto una pizza crema di zucca e cipolle con rucola e scaglie di grana che potete vedere cliccando qui.

 

Passiamo ora alla preparazione della zucca.

 

 Per prepararla io mi sono munita di:
carta di giornale (per coprire il piano di lavoro), 1 pennarello nero, una zucchetta piccola che avevo nella mia raccolta che ho usato come riferimento per il disegno, ovatta e alcool etilico (per cancellare eventuali rimasugli di inchiostro del pennarello), un coltello a punta lungo e un coltello seghettato corto, 1 cucchiaio.
Procedimento: 
Disegnate con il pennarello la sagoma degli occhi, naso, bocca e l’intaglio superiore intorno al picciolo.
Cominciate a intagliare la calotta superiore.
Togliete i semi dalla calotta, e asportate un po’ di polpa, non esagerate, altrimenti la calotta si troverà senza più nessun appoggio. Se vi dovesse succedere, rimediate inserendo degli stuzzicadenti all’interno, messi in modo da permettere alla calotta di poggiarsi per avere il nuovo appoggio.
Ripulite l’interno dai semi e dalla polpa. Passate poi a intagliare gli occhi, il naso e la bocca. Cancellate con l’ovatta e l’alcool eventuali rimasugli di inchiostro.
Ecco come si presenta la zucca a fine operazione.
Mettete una candela apposita all’interno della zucca, e preparatevi a metterla fuori la porta o sul balcone sopra un rialzo.
Ed ecco a voi  JACK – O’- lantern

 

 

Non mi resta che augurarvi Buona festa di Halloween, sia che usciate fuori o rimanete a casa a festeggiare, sia che vi mascherate o no. E a chi sta cucinando le ricette a base di zucca, un buon lavoro e un buon appetito. Spero che qualcuna delle mie ricette possa avervi dato lo spunto per cucinare qualcosa di diverso dal solito.
BUON HALLOWEEN A TUTTI VOI.

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