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Daniwella Felicità e passione in cucina

Carnevale

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Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica, originaria di festività pagane che si festeggiavano  ai tempi dell’antica Roma, come per esempio le <<dionisiache  greche>> o i  << saturnali romani >>. La parola carnevale deriva dal latino <<carnem levare>>, che vuol dire <<eliminare la carne>>: anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale, martedi grasso, subito prima del periodo di digiuno della Quaresima.

Il carnevale è uno dei momenti più magici dell’anno : ognuno può trasformarsi in quello che più desidera diventare mascherandosi con vestiti che ricordano numerosi personaggi del mondo della fantasia come film e cartoni animati o personaggi della vita reale come ad esempio i numerosi politici di Italia e del mondo intero.

 

FRITTELLE DEL LUNA PARK

frittelle del lunapark

INGREDIENTI

250 g di farina 00

30 g di zucchero semolato

1 bustina di vanillina

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito in polvere disidratato (7 gr)

130 ml di latte tiepido

30 g di olio e.v.o.

zucchero semolato q.b. per decorare le frittelle

800 ml di semi di semi per friggere 

Diario di bordo
Le frittelle del luna park sono delle frittelle a forma di disco schiacciate che si trovano spesso nelle sagre nelle feste di paese. Qui a Pescara ho ritrovato queste frittelle nei chioschi che le vendono in occasione della famosa festa di Sant’Andrea l’ultima settimana di luglio. Sono belle, buone, golose e profumate. Ma la cosa che mi ha rallegrato ancora di più è che farle a casa è davvero semplicissimo. Dopo aver fatto un paio di prove, ho realizzato la mia personale versione delle frittelle del luna park.

35 minuti

5 frittelle

facilissima

Preparatele non solo per l’imminente carnevale ma anche tutto l’anno per deliziare voi, i vostri bambini e i vostri adorabili maritini. Seguite il mio passo passo, e scarso un paio d’ore avrete tra le mani queste golosissime frittelle del luna park. Leggete come sempre fino in fondo l’articolo, dove troverete tutti i miei consigli, le varianti e le curiosità su questa ed altre ricette.   

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Le frittelle sono pronte per essere mangiate. Inebriatevi della loro bontà e buon carnevale.

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

FRITTELLE DEL LUNA PARK
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Le frittelle del luna park sono delle frittelle a forma di disco schiacciate che si trovano spesso nelle sagre nelle feste di paese. Qui a Pescara ho ritrovato queste frittelle nei chioschi che le vendono in occasione della famosa festa di Sant’Andrea l’ultima settimana di luglio. Sono belle, buone, golose e profumate. Ma la cosa che mi ha rallegrato ancora di più è che farle a casa è davvero semplicissimo. Dopo aver fatto un paio di prove, ho realizzato la mia personale versione delle frittelle del luna park. Preparatele non solo per l’imminente carnevale ma anche tutto l’anno per deliziare voi, i vostri bambini e i vostri adorabili maritini. Seguite il mio passo passo, e scarso un paio d’ore avrete tra le mani queste golosissime frittelle del luna park. Leggete come sempre fino in fondo l’articolo, dove troverete tutti i miei consigli, le varianti e le curiosità su questa ed altre ricette.   Dose : per 5 frittelle Preparazione : 20 minuti Cottura : 15 minuti Ingredienti : 250 g di farina 00 30 g di zucchero semolato 1 bustina di vanillina 1 pizzico di sale 1 bustina di lievito in polvere disidratato (7 gr) 130 ml di latte tiepido 30 g di olio e.v.o. zucchero semolato q.b. per decorare le frittelle 800 ml di semi di semi per friggere Procedimento : Mescolare per primo gli ingredienti secchi escluso il sale. Fate un buco al centro, versate l’olio, il latte, il sale e mescolate.
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Impastate fino ad ottenere un panetto sodo e non appiccicoso.
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Coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppiamento del volume (2 ore circa).
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Riprendete l’impasto, sgonfiatelo e dividetelo in 5/6 pezzi di 60/70 g l’uno, formate delle palline e mettetele a lievitare su di un piatto spolverato di farina coperto con un canovaccio per per 30/40.
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Ora riprendete ogni pallina, schiacciatela con le mani e allargatela, rendendo più sottile il centro e i bordi più spessi, devono alla fine avere un diametro di 20 cm.
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Riscaldate l’olio in una padella dai bordi alti, e quando l’olio è caldo immergetevi le frittelle, una alla volta, giratele durante la cottura per dorarle da entrambe le parti.
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Scolate ogni frittella su carta assorbente e dopo passatele nello zucchero semolato.
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Le frittelle sono pronte per essere mangiate. Inebriatevi della loro bontà e buon carnevale.
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    I miei consigli : Per aromatizzare le vostre frittelle potete usare oltre alla vanillina, l’aroma di vaniglia, la scorza del limone grattugiato o il mio mix preferito per aromatizzare i dolci : vaniglia, cannella e limone. Fate sempre intiepidire prima di mangiarle per gustarne al meglio tutti i sapori. Queste frittelle sono buone da mangiare anche il giorno dopo, ovviamente se debitamente coperte al riparo dall’aria. Raddoppiate la dose degli ingredienti se ne volete realizzare il doppio. Se l’impasto dovesse risultare un pochino appiccicoso, tenete a disposizione un pochino di farina in più da aggiungere all’occorrenza. Se non volete usare il lievito di birra in polvere disidratato, potete usare quello in cubetto fresco. In tal caso usate metà cubetto.
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CHIACCHERE SALATE

CHIACCHERE SALATE

INGREDIENTI

125 g di farina di tipo 1

1 uovo maxi

1 cucchiaio di olio di semi di girasole

2 cucchiai di vino bianco

2 pizzichi di sale, pepe nero macinato

rosmarino fresco q.b.

1 litro di olio di semi di girasole per friggere.

Per accompagnare : salame, formaggio, olive

Diario di bordo
Appena addenterete queste fantastiche chiacchere salate calde calde, vi sembrerà di mangiare le patatine fritte, di quelle che si comprano in busta, io ho avuto questa sensazione. Che buffo vero ? Le chiacchiere salate si prestano ad essere presentati come perfetti finger food, accompagnateli a salumi, formaggi, olive e cocktail freddi, saranno spettacolari.

2o minuti

30 chiacchiere

facilissima

Le chiacchere salate sono  delle sfoglie croccanti profumate al rosmarino sfiziose e stuzzicanti. Quest’anno ho deciso di sperimentare una serie di ricette delle festività che solitamente sono dolci in versione salata. Le chiacchere salate riempiono la tavola del buffet di carnevale insieme ai dolci caratteristici. Sono velocissime da fare, si impasta tutto in una ciotola, si stende l’impasto e si friggono le strisce ricavate. Il gioco è fatto.

la ricetta passo passo

i miei consigli

Le chiacchere sono pronte, accompagnatele con salumi, formaggi e un buon aperitivo.

La ricetta è tratta dal blog di Tavolarteegusto.

 Buon appetito!

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Le chiacchere salate sono  delle sfoglie croccanti profumate al rosmarino sfiziose e stuzzicanti. Quest’anno ho deciso di sperimentare una serie di ricette delle festività che solitamente sono dolci in versione salata. Le chiacchere salate riempiono la tavola del buffet di carnevale insieme ai dolci caratteristici. Sono velocissime da fare, si impasta tutto in una ciotola, si stende l’impasto e si friggono le strisce ricavate. Il gioco è fatto. Appena addenterete queste fantastiche chiacchere salate calde calde, vi sembrerà di mangiare le patatine fritte, di quelle che si comprano in busta, io ho avuto questa sensazione. Che buffo vero ? Le chiacchere salate si prestono ad essere presentati come perfetti finger food, accompagnateli a salumi, formaggi, olive e cocktail freddi, saranno spettacolari. Dose : per 30 chiacchere Preparazione : 10 minuti Cottura : 10 minuti  

Ingredienti :

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125 g di farina di tipo 1, 1 uovo maxi, 1 cucchiaio di olio di semi di girasole, 2 cucchiai di vino bianco, 2 pizzichi di sale, pepe nero macinato, rosmarino fresco q.b., 1 litro di olio di semi di girasole per friggere.

Per accompagnare : salame, formaggio, olive

  Procedimento : In una ciotola mescolate la farina con il sale, il pepe e il rosmarino tritato a coltello.
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Aggiungete l’uovo, l’olio, il vino bianco e mescolate.
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Quando i liquidi si sono assorbiti trasferite su una spianatoia e impastate il tutto con le mani.
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Aggiungete un’altro poco di farina o di vino se serve. L’impasto deve risultare compatto. Formate un panetto, copritelo con la pellicola alimentare per 30 minuti.
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Spolverate di farina la spianatoia e stendete l’impasto il più sottile possibile. Tagliate con la rotella delle strisce.
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Scaldate l’olio in una padella dai bordi alti e appena arriva ad una temperatura di 175° friggete poche chiacchere alla volta. Saranno cotte in pochissimi secondi. Contate 4 secondi, girate e fate cuocere altri 4 secondi. Scolate e poggiate su carta assorbente per pochi minuti.
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Trasferite su un piatto da portate e spolverate con pepe nero e sale.
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Le chiacchere sono pronte, accompagnatele con salumi, formaggi e un buon aperitivo.
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I miei consigli : La ricetta può essere fatta tranquillamente con la farina 00. Io da qualche tempo sono arrivata ad un giusto compromesso usando la farina di tipo 1 e  di tipo 2. Potete stendere l’impasto anche con la macchinetta per la pasta. Se volete cuocerle in forno potete farlo aggiungendo questa piccola modifica : aggiungete 1 cucchiaio di olio in più nell’impasto. Date uno spessore più consistente alle chiacchere. Dopo averle disposte sulla carta forno, pennellatele con olio e spolveratele di rosmarino. Cuocetele a 180° per 15 minuti fino a doratura. La ricetta è tratta dal blog di Tavolarteegusto.
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FRITTELLE DI MELE

FRITTELLE DI MELE

INGREDIENTI

4 mele Golden o Fuji

170 gr di farina di tipo 1

30 g di zucchero

150 ml di latte vegetale

2 uova del tipo maxi

mezza bustina di lievito per dolci

1 limone biologico

1 bustina di vanillina, mezzo cucchiaino di cannella + altra cannella da spolverare sulle frittelle

1 litro di olio d’arachide per friggere.

Diario di bordo
Per prepararle ho deciso di usare una farina di tipo 1 e un latte vegetale di soia, le frittelle sono uscite buonissime, quasi non credevo a quello che sentiva il mio palato e le mie papille gustative. Affrettatevi a farle perché vi conquisteranno. Seguite attentamente tutti i miei consigli e tutti gli step e vi regaleranno delle frittelle di mele da urlo.

3o minuti

15 frittelle

Le frittelle di mele sono dei dolcetti golosi e stuzzicanti, facili e veloci da preparare. Possono essere offerte come dessert di fine pasto o essere preparate per le imminenti feste di carnevale. Le frittelle di mele sono morbide dentro e croccanti fuori. 

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Curiosità

Le frittelle di mele fanno parte della tradizione italiana probabilmente originari del Trentino Alto Adige.

Consigli

Le frittelle di mele sono ottime mangiate 15 minuti dopo la frittura ma anche fredde.

  Per fare le frittelle di mele usate delle mele farinose. Ricordate che quando preparate una pastella per fritture dovete farla sempre riposare 30 minuti prima di usarla, che la usiate sia per le preparazioni dolci che salate.

 La ricetta delle frittelle di mele sono perfette per il periodo di carnevale, accompagnano tutti i dolci tipici come le chiacchere, le castagnole, le graffe e le ciambelline. Ma non bisogna aspettare le feste per mangiarle, si possono preparare tutto l’anno, sono sicura che ognuno di noi ha nella memoria le frittelle della propria nonna, chi ci metteva l’uvetta , chi le mele, e chi semplicemente fritte e ricoperte di zucchero, come le famose frittelle del luna park che ricordano quelle che si mangiano nelle sagre. Qui a Pescara le vedo sempre a luglio, quando si festeggia Sant’Andrea. Prossimamente la mia versione delle frittelle del Luna park.                                            

 Buon appetito!

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

Le frittelle di mele sono dei dolcetti golosi e stuzzicanti, facili e veloci da preparare. Possono essere offerte come dessert di fine pasto o essere preparate per le imminenti feste di carnevale. Le frittelle di mele sono morbide dentro e croccanti fuori. Per prepararle ho deciso di usare una farina di tipo 1 e un latte vegetale di soia, le frittelle sono uscite buonissime, quasi non credevo a quello che sentiva il mio palato e le mie papille gustative. Affrettatevi a farle perché vi conquisteranno. Seguite attentamente tutti i miei consigli e tutti gli step e vi regaleranno delle frittelle di mele da urlo.   Dose : per 15 frittelle Preparazione : 10 minuti Cottura : 20 minuti

Ingredienti :

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4 mele Golden o Fuji, 170 gr di farina di tipo 1, 30 g di zucchero, 150 ml di latte vegetale, 2 uova del tipo maxi, mezza bustina di lievito per dolci, 1 limone biologico, 1 bustina di vanillina, mezzo cucchiaino di cannella + altra cannella da spolverare sulle frittelle, 1 litro di olio d’arachide per friggere.

PROCEDIMENTO .: In una ciotola capiente preparate la pastella. Mescolate  le uova, il latte, la scorza del limone grattugiata, la bustina di vanillina e il mezzo cucchiaino di cannella.
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Unite la farina setacciata insieme al lievito, mescolate con una frusta.
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Dovete ottenere una pastella senza grumi. Fate riposare 30 minuti a temperatura ambiente.
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Mentre la pastella riposa, lavate le mele e asciugatele. Con l’apposito attrezzo privatele del torsolo e sbucciatele.
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Tagliate il limone a metà e usatelo per strofinare ogni fettina di mele, poggiate tutte le fettine di mele dentro una ciotola.
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Passati i 30 minuti, scaldate l’olio e portatelo ad una temperatura di 175°. Tuffate ogni fettina di mele nella pastella e friggetele nell’olio caldo, fatele dorare da entrambi i lati.
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Quando sono dorate scolatele con una mestolo bucherellato e poggiatele sopra la carta assorbente.
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Fate intiepidire e spolverizzate con lo zucchero a velo e la cannella.
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    CURIOSITA’ : Le frittelle di mele fanno parte della tradizione italiana probabilmente originari del Trentino Alto Adige.
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  I MIEI CONSIGLI : Le frittelle di mele sono ottime mangiate 15 minuti dopo la frittura ma anche fredde.
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  Per fare le frittelle di mele usate delle mele farinose. Ricordate che quando preparate una pastella per fritture dovete farla sempre riposare 30 minuti prima di usarla, che la usiate sia per le preparazioni dolci che salate. La ricetta delle frittelle di mele sono perfette per il periodo di carnevale, accompagnano tutti i dolci tipici come le chiacchere, le castagnole, le graffe e le ciambelline. Ma non bisogna aspettare le feste per mangiarle, si possono preparare tutto l’anno, sono sicura che ognuno di noi ha nella memoria le frittelle della propria nonna, chi ci metteva l’uvetta , chi le mele, e chi semplicemente fritte e ricoperte di zucchero, come le famose frittelle del luna park che ricordano quelle che si mangiano nelle sagre. Qui a Pescara le vedo sempre a luglio, quando si festeggia Sant’Andrea. Prossimamente la mia versione delle frittelle del Luna park.                                            

CASTAGNOLE

castagnole

INGREDIENTI

400 g di farina
2 uova
80 g di zucchero
30 g di olio e.v.o.
30 g di anice
la scorza grattugiata di 1 limone
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
800 ml di olio di semi di arachide per friggere
zucchero a velo q.b.

Diario di bordo
Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio. Un bacio a tutti e alla prossima.

6o minuti

40/50 castagnole

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

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Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

CASTAGNOLE 

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale. Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio.
Un bacio a tutti e alla prossima.
Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura: 15 minuti circa  

Ingredienti:

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400 g di farina 2 uova 80 g di zucchero 30 g di olio e.v.o. 30 g di anice la scorza grattugiata di 1 limone mezza bustina di lievito per dolci 1 pizzico di sale 800 ml di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola mettete la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, la scorza di limone grattugiato e il sale. Mescolate.
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Fate un cratere alcentro e versate le uova, l’olio e il liquore. Partendo dal centro sbattete gli ingredienti liquidi eppoi attirate verso il centro la farina ai lati.
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Incorporate pian piano la farina .

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Appena i liquidi saranno stati assorbiti, cominciate ad impastare con le mani rovesciando il composto sopra una spianatoia.

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Lavorate fino ad avere un panetto, copritelo con la pellicola trasparente e fatelo riposare per 30 minuti.

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Passati 30 minuti, ricavate dall’impasto 4 pezzi. e da questi ricavate dei bastoncini, dividete i bastoncini in pezzetti e formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.

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Da questi ricavate dei bastoncini da cui ritagliare dei pezzetti.
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Formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.
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Mettete a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti, e quando è pronto friggete in due tre riprese  alla volta, dovranno dorarsi lentamente in un paio di minuti circa.

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Scolatele su carta assorbente.

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Quando avete finito di cuocere tutte le castagnole spolverizzatele con dello zucchero a velo.

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I miei consigli :  Se vi  piace potete passare le castognole nel liquore alchermes, e dopo passarle nello zucchero semolato.

Per decorare potete anche usare lo zucchero semolato al posto dello zucchero a velo. In tal caso appena scolate le castagnole ripassatele nello zucchero, cambiandolo ogni tanto perché lo zucchero assorbe molto olio. Per capire quando l’olio è arrivato alla giusta temperatura per friggere, mettete uno stuzzichino di legno di quelli lunghi dentro l’olio, quando vedrete delle piccolissime bollicine intorno allo stuzzichino vuol dire che l’olio è caldo al punto giusto e potete cominciare a friggere. Se invece avete un termometro da cucina la temperatura che dovrà segnare è di 175°. Potete variare il liquore in base ai vostri gusti : Sambuca, Strega, Brandy, Rum, Grappa e Limoncello. Alle castagnole io non so proprio resistere e se siete super golosi che ne dite di tuffarle nel cioccolato fondente fuso invece dello zucchero semolato. Nei prossimi giorni cercherò di pubblicare altre versioni di castagnole golose, quindi continuate a seguirmi. Ne vedrete delle belle.  

Buon appetito!

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CHIACCHIERE

CHIACCHIERE

INGREDIENTI

600 g di farina 00

1 uovo + 3 tuorli

50 g di olio

90 g di zucchero

1 bustina di vanillina

150 g di marsala semi secco

1 litro di olio di semi di arachide per friggere

zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

9o minuti

2 vassoi pieni

Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia.

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità ! 

la ricetta passo passo

curiosità e consigli

Curiosità

Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma, dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima.

Consigli

Potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°.

...ancora consigli...

Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio.

...sempre più consigli

Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

CHIACCHERE

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità !   Dose: per 2 vassoi lunghi pieni Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura totale: 30 minuti per cuocere tutte le frappe  

Ingredienti:

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600 g di farina 00 1 uovo + 3 tuorli 50 g di olio 90 g di zucchero 1 bustina di vanillina 150 g di marsala semi secco 1 litro di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola capiente mettete la farina mescolata allo zucchero, dopo aver fatto un buco al centro versate l’olio, la vanillina, i tuorli, l’uovo intero e il marsala.
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Mescolate con una forchetta gli ingredienti liquidi partendo dal centro e attirate pian piano la farina che si trova ai lati.
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Appena tutti gli ingredienti liquidi saranno stati assorbiti dalla farina, versate sopra una spianatoia e finite di lavorare li il composto a mano.

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Impastate fino a formare una palla.

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Mettete a riposare coperto da una pellicola, a temperatura ambiente per 30 minuti. Riprendete l’impasto e dividetelo in 3 pezzi. Tirate una sfoglia molto sottile, circa 2/3 mm. Con una rondella ottenete dei rettangoli medio grandi, praticate due taglietti al centro.

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Oppure optate per le strisce

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Mano a mano che ritagliate le strisce disponetele sopra a dei taglieri spolverate di farina per non farle attaccare. Coprite con una tovaglia pulita allargata per non far seccare l’impasto sottile.

Poco prima di finire mettete l’olio a scaldare. Mettete nell’olio caldo poche strisce alla volta, e giratele per farle dorare da entrambi i lati.

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Scolate le frappe con un mestolo forato direttamente sulla carta assorbente. Mano a mano che si scolano poggiatele trasferitele su un piatto di portata.

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Una volta fredde spolverizzatele con zucchero a velo.

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  CURIOSITA’ : Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma,  dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima. I miei consigli : potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le  pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie  di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°. Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio. Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.
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MIGLIACCIO

MIGLIACCIO

INGREDIENTI

600 ml di latte
30 ml di acqua
30 g di burro
1 limone non trattato – usate solo la scorza
1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia
130 g di semolino
260 g di zucchero + 1 pizzico di sale
3 uova maxi
260 g di ricotta di mucca fresca
50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

Diario di bordo
Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo.

6o minuti

26 cm di diametro

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale.

CURIOSITà

l migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Buon carnevale a tutti. Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.

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MIGLIACCIO 

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale. Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo. Dose : per uno stampo di diametro di 26 cm Tempo di preparazione: 20 minuti Tempo di cottura: 40 minuti

Ingredienti:

600 ml di latte 30 ml di acqua 30 g di burro 1 limone non trattato – usate solo la scorza 1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia 130 g di semolino 260 g di zucchero + 1 pizzico di sale 3 uova maxi 260 g di ricotta di mucca fresca 50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

 

PREPARAZIONE:

In una pentola mettete a scaldare il latte, l’acqua, la scorza del limone, il burro, la vanillina e lo zucchero.

Nel frattempo che il latte arrivi a bollore, in una ciotola capiente, sbattete le uova con le fruste e mettete da parte.

Appena il latte bolle, togliete le scorze del limone e versate il semolino,  mescolate fino a che non assorbe tutto il liquido e diventa una crema.

Travasate in un’altra ciotola per farlo raffreddare leggermente. Io ho aspettato 7/8 minuti, mescolando in continuazione per accelerare l’evaporare del calore.

Unite  la crema di semolino nella ciotola delle uova e mescolare energicamente.

Aggiungere la ricotta e mescolate fino a che sia assorbita completamente.

Unite il limoncello.

Travasate nello stampo imburrato e mettete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Passato il tempo necessario togliete dal forno e aspettate 30 minuti prima di toglierlo dallo stampo.Travasate il dolce sul piatto da portata, fatelo raffreddare completamente e riponetelo in frigorifero fino al giorno dopo, o fino al momento in cui lo volete mangiare.

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Ed ecco una fetta di Migliaccio di Carnevale visto da vicino.

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CURIOSITA’ :
 Il migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.
VARIANTE : usate la scorza dell’arancia al posto del limone e sostituite il limoncello con un liquore all’arancia tipo Aurum- Grand Marnier- Cointreau
Per una versione senza glutine usa il miglio senza glutine.
Consigli : Per fare il migliaccio potete usare ricotta di mucca, di pecora ma anche di capra.
Il migliaccio è un dolce che deve riposare una notte intera. Quindi resistete all’assaggio. in questo modo si amalgameranno tutti i sapori e aromi all’interno del dolce e vedrete che rimarrete letteralmente estasiati al primo boccone.
Buon carnevale a tutti.
Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.
 

Buon appetito!

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FRAPPE AL FORNO – RICETTA N° 173

FRAPPE AL FORNO – RICETTA N° 173

Ho deciso di postare questa ricetta oggi, perché il alcune regioni e parti d’Italia, il carnevale si festeggia fino a domani che è domenica.  Quest’anno ho voluto provare questa cottura alternativa, perché da mesi ormai mi sto limitando a cibi più leggeri a causa del mio stomaco delicatissimo, e perché sto cercando di fare la dieta. Ma questa ricetta non va bene solo per me, ma anche per tutte quelle persone, che non possono mangiare il fritto, ma vogliono comunque rispettare la tradizione e godersi un bocconcino di questo dolcetto tanto tanto buono. E visto che sono rimasta entusiasta del risultato ; frappe croccanti, gustose e che non hanno nulla da invidiare alle frappe fritte, non potevo far passare questo fine carnevale senza una ricetta dedicata a questa festa. Cliccate qui se volete sapere qualche curiosità su questo favoloso dolce di carnevale e leggere la ricetta delle classiche frappe fritte.

Ora bando alle chiacchere, mi metto subito in moto, e vi auguro a tutti un felice un buon week. Noi ci sentiamo presto presto.

 

Dose : per 1 vassoio colmo di frappe
Preparazione : 1 ora
Cottura : 7/ 10 minuti a 180°
Tempo totale : 1 ora e mezza

 

Ingredienti :

310 g di farina 00 +  quella per spolverare il piano di lavoro
2 uova medie
25 g di olio si semi di arachide
50 g di zucchero
1 bustina di vanillina
80 g di vino bianco o limoncello
2 pizzichi di lievito per dolci
olio di semi di arachide q.b. per friggere
zucchero a velo q.b. per spolverare le frappe

 

PREPARAZIONE :

In una ciotola larga o sulla spianatoia, mettete la farina a fontana, e al centro versate i 25 g di olio, lo zucchero, la vanillina, le uova, il vino o il limoncello e i 2 pizzichi di lievito. Sbattete con una forchetta tutti gli ingredienti, e pian piano, attirate la farina al centro.

Appena tutti gli ingredienti liquidi saranno stati assorbiti, impastate fino a formare un panetto. Mettete a riposare coperto da una pellicola, per 30 minuti.

Stendete ora la pasta con il mattarello ad uno spessore di circa 4/5 mm (quelle al forno devono avere uno spessore in più rispetto a quelle fritte), e realizzate le forme delle vostre frappe, io gli ho dato quelle che vedete in foto.

Posizionate le frappe che preparate su una leccarda, ricoperta di carta forno, e infornate in forno già caldo a 180° per 7 minuti.

Mettete il timer e state nei paraggi del forno, perché le frappe devono dorarsi appena intorno ai bordi.

Tenetene conto, perché ogni forno è diverso, è probabile che in alcuni bisogna arrivare a 10 minuti di cottura.

Tirate via dal forno, fate raffreddare completamente, in questo modo acquisteranno la tipica croccantezza che caratterizza questo dolce.

Mettetele su un vassoio a parte e dopo spolveratele di zucchero a velo.

Ed ecco le frappe cotte al forno.

Buon appetito!

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RAVIOLI DI RICOTTA E SPINACI

RAVIOLI DI RICOTTA E SPINACI 

Io non resisto davanti ad un piatto di ravioli di ricotta e spinaci. Qui in Abruzzo il giorno di carnevale sulle tavole di tutte le famiglie ci sono i ravioli. La tradizione li vuole fatti ripieni di ricotta, uova, pecorino grattugiato, maggiorana fresca e un pizzico di cannella. Molti li mangiano così, ad altri questo ripieno non piace e adeguano ai gusti della famiglia il ripieno che preferiscono. A me piacciono di ricotta e spinaci ed è così che li mangiamo sempre in famiglia ogni volta che li prepariamo. Troverete tutti i dettagli e tutti gli step spiegati nel dettaglio. Sono sicura che molte/i di voi saranno alle prese con le maschere di carnevale. Quindi anche in questo caso, buona preparazione.

Domani una ricetta dolce di Carnevale.

 

Dose: per 8/10 persone
Tempo di preparazione: 2/3 ore
Tempo di cottura: 10 minuti circa

 

Ingredienti per la pasta all’uovo:

8 uova medie
400 g di farina 0
400 g di farina di semola rimacinata
2 cucchiaio di olio e.v.o.
2 pizzichi di sale

Ingredienti del ripieno:

1,200 kg di ricotta di mucca ben scolata dal siero ( mettetela a scolare coperta nel frigorifero il giorno prima)
900 g di spinaci freschi (ricordatevi sempre che in cottura si riducono di molto)
2 rossi d’uovo
3/4 cucchiai di grana padano grattugiato + q.b. da spolverare sopra i ravioli una volta cotti
sale
pepe
noce moscata in polvere quanto basta

Ingredienti per il condimento:

2 litri di passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
600 g di carne mista di manzo e di maiale per fare il sugo
1 salsiccia sbriciolata
80 ml di vino bianco

 

PREPARAZIONE:

Preparate il sugo anche il giorno prima, mettendo a soffriggere per 3 minuti la carota sedano e cipolla, mondati, lavati e fatti a cubetti piccoli. Aggiungete la carne e la salsiccia sbriciolata e fate rosolare da entrambe le parti, sfumate con il vino bianco.

Dopo che il vino è evaporato, aggiungete la passata e fate cuocere a fuoco basso, coperto, per 2 ore e mezza circa.

Pulite gli spinaci dalle radici lasciando intere le foglie.

 Lavateli più di una volta in acqua fredda, fino a che non ci sarà più nessun residuo di terra.

Metteteli in una pentola, a cuocere solamente con l’acqua del loro lavaggio.

 Una volta cotti, metteteli a scolare in un colino.

Una volta freddi, spremeteli con le mani per far uscire l’acqua rimasta.
Sminuzzate gli spinaci con forchetta e coltello o con le forbici (anche la cottura degli spinaci potete avvantaggiarvela il giorno prima).

In una ciotola capiente mettete la ricotta, le uova, gli spinaci, il sale, la noce moscata, il pepe nero, 3/4 cucchiai di grana padano grattugiato e mescolate il tutto per avere un composto uniforme. Assaggiate il composto e nel caso aggiustate di sale o di grana grattugiato. Mettete il tutto in frigorifero a riposare.

Nel frattempo, preparate la pasta all’uovo. Per vedere il procedimento cliccate qui. Usate le dosi indicate sopra. Fate riposare la pasta per 30 minuti coperta con un panno umido.

Una volta fatta riposare se la stendete con il mattarello procedete in questo modo: poggiatela sulla spianatoia leggermente infarinata, e cominciate ad allargare il disco.

Il mattarello usato, sempre di legno, deve esser lungo e sottile per  raggiungere ogni punto della sfoglia quando sarà diventata larga.

Rigirate la pasta più volte, in senso antiorario, spolveratela leggermente di farina, e allargatela uniformemente procedendo dal centro verso i bordi. La sfoglia è pronta quando ha raggiunto uno spessore inferiore a 1 millimetro. Sollevandola sulle mani, deve apparire quasi trasparente.

Se usate la macchina stendi pasta, procedete così: dividete il panetto in porzioni più piccole. Passate una piccola porzione di pasta fra i rulli allargati al massimo, piegatelo in tre e, leggermente infarinato ripassatelo tra i rulli.

Ripiegate di nuovo e fate un’altro passaggio, ripetendo questa operazione fino a quando la pasta si presenta liscia. Restringete al minimo i rulli e ripassate la sfoglia senza più ripiegarla su se stessa, fino a quando risulta sottile e pronta da tagliare in due o in pezzi regolari.

Ora siete pronti per preparare i ravioli.Tirate fuori dal frigorifero il ripieno preparato in precedenza, di ricotta e spinaci. Nelle foto qui di seguito, vedrete che io ho usato le sfoglie fatte dalla stendi pasta.
Con un cucchiaino prendete piccole porzioni di ripieno alla ricotta e disponetele a mucchietti sulle strisce di pasta, che poi si ripiegano su se stesse. Disponete i mucchietti a 4 cm di distanza dal bordo e separati tra loro di 5 cm.

Premete la pasta con la punta delle dita, intorno al ripieno, in modo da far uscire bene l’aria e saldare bene i due lembi di sfoglia, in questo modo la pasta aderirà facendo in modo che il ripieno non fuoriesca in cottura.

Potete usare la rondella taglia pasta o il bordo di un bicchiere, e dargli la forma di mezza luna.

Man mano che li fate, poneteli sopra un vassoio di cartone, ricoperto di carta forno, spolverato con abbondante farina, per non farli attaccare. Procedete fino a che tutti gli ingredienti, pasta e ripieno, saranno finiti.

Se li volete congelare, metteteli con tutto il vassoio nel congelatore in posizione orizzontale, occorreranno 30 minuti circa. Dopo di che, imbustateli nelle buste gelo apposite, quelle di formato maxi. Riempite ogni busta di circa 15/20 ravioli.
Quando sarà il momento di cuocerli, metteteli come se fossero freschi, nell’acqua bollente salata in ebollizione. Procedete cuocendoli un po’ per volta. Occorreranno circa 10/15 minuti. Per essere sicuri, assaggiatene uno prima di scolare tutti gli altri.

Ecco il piatto pronto di ravioli conditi con abbondante sugo. Aggiungete del formaggio grattugiato a piacere.

Ecco un particolare dell’interno del raviolo.

Buon Carnevale a tutti !!!

CURIOSITA’ :  Questo piatto è anche legato a un ricordo della mia infanzia. Quando ero piccola,  avevo difficoltà a mangiare. I cibi che mi piacevano erano pochi, facevo molti capricci, nonostante mia madre con molta pazienza era li a cercare di farmi mangiare. I ravioli di ricotta e spinaci erano una di quelle poche cose che mi piacevano. E allora mia madre per farmi mangiare mi preparava questi ravioli sempre di sabato. Così quando tornavo da scuola li trovavo caldi e fumanti, con un buon sugo di pomodoro e tanto formaggio grattugiato. Di mamma c’è né una sola e io le sarò sempre grata. Da allora le cose sono cambiate, oggi mangio di tutto e credo proprio che si veda da questo blog !

I MIEI CONSIGLI : Ecco alcune info su questa ricetta: considerate che le dosi che scrivo sono per 8/10 persone, noi siamo in tanti quando mangiamo tutti insieme. Inoltre li prepariamo in anticipo per metterli in congelatore  fino al momento di cuocerli in acqua bollente in ebollizione. Se volete prepararli, potete dimezzare le dosi o usare la dose che scrivo se anche voi siete in tanti. Infine con questa dose potete realizzare 130 ravioli. Io uso la ricotta di mucca, ma se a voi piace di pecora, potete utilizzare questa, o usare metà mucca e metà pecora

Buon appetito!

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SOFFIONE DI RICOTTA, portiamo un po’ d’Abruzzo in tavola

SOFFIONE DI RICOTTA … PORTIAMO IN TAVOLA UN PO’ D’ABRUZZO

INGREDIENTI

250 g di farina di grano tenero 00
60 g di zucchero semolato
3 cucchiai di olio e.v.o.
2 uova medie.

 

 

 

 

Diario di bordo
Salve a tutti io sono Daniwella e finalmente oggi vi apro le porte della mia cucina virtuale attraverso questo blog. In ogni articolo avrete l’occasione non solo di leggere ricette interessanti, ma di scoprire anche delle curiosità sulle origini e sulla ricetta stessa. Ho pensato per molto tempo alla prima ricetta che avrei pubblicato per inaugurare il blog, alla fine la scelta non poteva non essere che questa. Un dolce abruzzese amato da tutta la mia famiglia : il soffione di ricotta

8o minuti

12 porzioni

Per il ripieno

5 uova
700 g di ricotta freschissima di pecora
120 g di zucchero
la scorza di 1 limone grattugiato o in mancanza 1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 bustina di zafferano.

Per decorare:
zucchero a velo q.b.

 

Non si conosce con esattezza quando è nato il soffione di ricotta, ma si sa che veniva preparato come uno dei dolci pasquali. Il suo nome deriva dal fatto che in cottura il dolce si gonfia come se qualcuno ci soffiasse dentro. Qui a Pescara viene venduto ovunque, dalle panetterie ai negozi che vendono la pasta all’uovo al banco pasticceria dei supermercati . Fin dalla prima volta che lo assaggiai, mi ripromisi di rifarlo in casa. Ma le ricette che mi davano a voce non erano così attendibili da soddisfarmi, del tipo “aggiungere farina quanto basta per raggiungere un’impasto ….”. Poi una cliente del negozio dove ho lavorato mi disse di cercarlo su internet e così feci.  Mi misi al computer, e cliccando il nome del dolce mi trovai davanti il blog di Muccasbronza. Leggendo tutto il contesto della ricetta mi convinsi che quella poteva essere una ricetta attendibile. Partendo dalla sua ricetta  ho fatto le mie modifiche sulle dosi e sul procedimento. Quella che vi scrivo è la mia versione, quindi quando lo preparerete e lo offrirete ai vostri ospiti che vi chiederanno dove hai preso la ricetta mi farete cosa gradita se direte : l’ho preso dal blog di Daniwella.

 

Prima di salutarvi voglio fare alcuni ringraziamenti : Il primo è alle mio amiche Claudia e Roberta per avermi aiutato a comprendere come funzionava il blog, e il secondo va ad Elena Amatucci del sito GnamGnam.it  che ho contattato quando mi è balenata in testa l’idea di aprire un blog ma non sapevo da dove partire. Così la contattai e lei mi rispose subito. Nonostante non mi conoscesse mi incoraggiò a farlo e mi disse queste esatte  parole: vedrai che quando comincerai non riuscirai più a smettere. Ed è per questo che qui voglio farle un meritato tributo: la sua passione e semplicità ha attraversato lo schermo del computer ed è arrivata a me ogni volta che leggevo le sue ricette, grazie a quella passione trasmessa ho deciso di aprire il mio blog. E adesso tutti a cucinare il soffione di ricotta.

la ricetta passo passo

consigli

 Queste foto meravigliose sono state scattate dalla mia carissima amica Lorenza Spagnoli, una persona davvero speciale. Trovate Lorenza e le sue foto su Istagram con il nome di Lorenza1867.

Non avete idea delle molte cose che abbiamo in comune. Continuate a seguirmi perché in un prossimo post inedito vi parlerò di questa stupenda collaborazione tra me e lei.
 
 
Le foto del soffione sono state aggiornate, troverete la ricetta dei soffioni piccoli in un’altro articolo dedicato tutto  a loro .
 
 

Buon appetito!

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Enjoy #daniwella

 

SOFFIONE DI RICOTTA … portiamo in tavola un po’ d’Abruzzo

Salve a tutti io sono Daniwella e finalmente oggi vi apro le porte della mia cucina virtuale attraverso questo blog. In ogni articolo avrete l’occasione non solo di leggere ricette interessanti, ma di scoprire anche delle curiosità sulle origini e sulla ricetta stessa. Ho pensato per molto tempo alla prima ricetta che avrei pubblicato per inaugurare il blog, alla fine la scelta non poteva non essere che questa. Un dolce abruzzese amato da tutta la mia famiglia : il soffione di ricotta. Non si conosce con esattezza quando è nato il soffione di ricotta, ma si sa che veniva preparato come uno dei dolci pasquali. Il suo nome deriva dal fatto che in cottura il dolce si gonfia come se qualcuno ci soffiasse dentro. Qui a Pescara viene venduto ovunque, dalle panetterie ai negozi che vendono la pasta all’uovo al banco pasticceria dei supermercati . Fin dalla prima volta che lo assaggiai, mi ripromisi di rifarlo in casa. Ma le ricette che mi davano a voce non erano così attendibili da soddisfarmi, del tipo “aggiungere farina quanto basta per raggiungere un’impasto ….”. Poi una cliente del negozio dove ho lavorato mi disse di cercarlo su internet e così feci.  Mi misi al computer, e cliccando il nome del dolce mi trovai davanti il blog di Muccasbronza. Leggendo tutto il contesto della ricetta mi convinsi che quella poteva essere una ricetta attendibile. Partendo dalla sua ricetta  ho fatto le mie modifiche sulle dosi e sul procedimento. Quella che vi scrivo è la mia versione, quindi quando lo preparete e lo offrirete ai vostri ospiti che vi chiederanno dove hai preso la ricetta mi farete cosa gradita se direte : l’ho preso dal blog di Daniwella.

CONSIGLI per la buona riuscita di un’ottimo soffione fatto nello stampo a ciambella.

1 E’ preferibile che la ricotta sia di pecora, affidatevi ad un buon alimentari di fiducia che ve ne garantisca la freschezza. Ma se non gradite il suo sapore, usate la ricotta di mucca.

La ricotta deve scolare mezza giornata dentro un colino nel il frigorifero, meglio se tutta la notte, compratene quindi di più della dose scritta nella ricetta.

Quando andrete a preparare l’involucro di pasta usate esclusivamente farina di grano tenero 00, con il quale dovrete ottenere un impasto sodo ma elastico facile da stendere come se fosse una pasta all’uovo ma zuccherata.

Coprite l’impasto con la pellicola trasparente e fatelo riposare in frigorifero il tempo che preparerete il ripieno.

Prima di salutarvi voglio fare alcuni ringraziamenti : Il primo è alle mio amiche Claudia e Roberta per avermi aiutato a comprendere come funzionava il blog, e il secondo va ad Elena Amatucci del sito GnamGnam.it  che ho contattato quando mi è balenata in testa di aprire un blog ma non sapevo da dove partire. Così la contattai e lei mi rispose subito. Nonostante non mi conoscesse mi incoraggiò a farlo e mi disse queste esatte  parole: vedrai che quando comincerai non riuscirai più a smettere. Ed è per questo che qui voglio farle un meritato tributo: la sua passione e semplicità ha attraversato lo schermo del computer ed è arrivata a me ogni volta che leggevo le sue ricette, grazie a quella passione trasmessa ho deciso di aprire il mio blog. E adesso tutti a cucinare il soffione di ricotta.

Dose per :12 persone
Tempo di preparazione : 30 minuti
Tempo di cottura : 50 minuti circa

INGREDIENTI:

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Per la base di uno stampo a ciambella del dm di cm 24:

250 g di farina di grano tenero 00
60 g di zucchero semolato
3 cucchiai di olio e.v.o.
2 uova medie.

Per il ripieno:

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5 uova
700 g di ricotta freschissima di pecora
120 g di zucchero
la scorza di 1 limone grattugiato o in mancanza 1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 bustina di zafferano.

Per decorare:
zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE:

Mettete la ricotta fresca  in un colino dentro una ciotola a scolare in frigorifero tutta la notte. Il giorno dopo prendete la ricotta scolata e passatela in uno schiaccia patate e rimettete in frigo.

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Nel frattempo nella ciotola di un’impastatrice mettete la farina, lo zucchero, l’olio, le uova e impastate.

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 Trasferite il tutto su un piano di lavoro. Lavorate il composto fino ad ottenere un’impasto liscio e sodo come quello della pasta all’uovo.

 
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Mettete l’impasto coperto con la pellicola trasparente in frigo a riposare.

Nel frattempo dedicatevi al ripieno. Separate i bianchi dai tuorli. Montate gli albumi con un pizzico di sale e mettete da parte. Montate ora i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi.

 
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Aggiungete la ricotta, la vanillina, lo zafferano, la scorza di limone grattugiata e mescolate per bene.
 
 
 
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Dovrete ottenere una crema liscia come in foto.
 
 
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Aggiungete gli albumi montati. Mescolate con una frusta dal basso verso l’alto cercando di non smontare la crema, dopo di che rimettete in frigorifero.
 
 
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Riprendete la pasta e stendetela in una sfoglia rotonda dello spessore di 3/4 mm .
 
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Stendete la pasta fino ad ottenere un diametro più grande dello stampo a ciambella.
 
 
 
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Cominciate a foderare lo stampo precedentemente imburrato, facendo in modo che l’estremità della sfoglia rimanga all’estremità dello stampo. Intagliate a croce il cerchio di pasta posto sopra il buco della ciambella. Riprendete la crema di ricotta dal frigo e versatela all’interno del guscio di pasta all’uovo.
 
 
 
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Ripiegate all’interno le estremità della sfoglia senza sigillare. Dovrete ottenere questo risultato.
 
 
 
 
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Cuocete nella parte media del forno preriscaldato a 180° per circa 50 minuti . E’ importante conoscere bene il proprio forno, perché questo permetterà di stabilire i tempi di cottura e le temperature richieste da ogni forno.
 
 
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Lasciate raffreddare il soffione e spolverizzate con lo zucchero a velo.
 
 
 
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Ed ecco un particolare dell’interno del soffione.
 
 
 
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Buon soffione di ricotta a tutti.
 
 
 
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CONSIGLI : Anche se non avete la planetaria l’impasto può essere fatto tranquillamente a mano
 
Queste foto meravigliose sono state scattate dalla mia carissima amica Lorenza Spagnoli, una persona davvero speciale. Trovate Lorenza e le sue foto su Istagram con il nome di Lorenza1867.
Non avete idea delle molte cose che abbiamo in comune. Continuate a seguirmi perché in un prossimo post inedito vi parlerò di questa stupenda collaborazione tra me e lei.
 
 
Le foto del soffione sono state aggiornate, troverete la ricetta dei soffioni piccoli in un’altro articolo dedicato tutto  a loro .
 
 
Buon appetito!

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