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Daniwella Felicità e passione in cucina

Senza Uova

FALAFEL DI CECI

FALAFEL DI CECI – RICETTA N° 255

INGREDIENTI

300 g di ceci secchi
2 spicchi d’aglio
1 cipolla piccola
2 ciuffi di prezzemolo
2 cucchiaini rasi di cumino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 pizzico di paprika dolce
1 pizzico di bicarbonato
2/3 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe in polvere q.b.
olio di semi di arachidi per friggere q.b.

INGREDIENTI PER LA SALSA ALLO YOGURT :
250 g di yogurt greco
qualche goccia si succo di limone
1 spicchio d’aglio tritato 2 gambi di prezzemolo fresco, 4/5 fili di erba cipollina (facoltativo)
poca paprika
sale e pepe q.b.

 

Diario di bordo
Vi dirò una cosa : ho sempre visto queste polpettine ogni volta che sono andata a comprarmi il panino kebab qui a Pescara, ma non sono mai stata invogliata a comprarne qualcuna per assaggiarla. Con l’apertura del mio blog però sto scoprendo cucine e culture diverse, così ho deciso di cimentarmi e prepararle a casa , amici non ci crederete … udite udite… le ho trovate assolutamente spettacolari … davvero non me l’aspettavo, il mix di spezie le rendono appetitose tanto dal non riuscire a trattenermi dal mangiarmele tutte. Mentre le friggevo, ero inebriata dal profumo del coriandolo misto a paprika e cumino. Spezie che mescolate assieme hanno dato un profumo mai sentito prima d’ora. Tanto che mi sono riproposta di cucinarle ancora e inserirle nel mio menù mensile.

45 minuti

4/6 porzioni

I Falafel sono polpette di legumi, tipici antipastini mediorientali che vivacizzano le tavole libanesi, turche, siriane, ma anche quelle greche o israeliane.

Ho deciso di accompagnarle con la salsa allo yogurt, e devo dire che la scelta è stata azzeccatissima, squisita anche questa. La ricetta è vegetariana e vegana, non si adatta però solo a chi a scelto questo stile di vita, ma anche a chi apprezza scoprire sapori nuovi e cibi che si mangiano in altre parti del  mondo e a chi non sa mai cosa cucinare di alternativo il venerdì al posto della carne. Numerose sono le versioni dei falafel. Io adoro quelle dei falafel di ceci. La mia versione parte dai ceci crudi, lasciati in ammollo per una notte, dopo di che si tritano e si aggiungono le spezie. Esistono anche versioni di falafel con i legumi cotti spesso fave con aggiunta di soia edamame. Ma per me la migliore e a cui non rinuncio è proprio questa qui. E per finire adoro la versione in questione che è fritta, farà male ma è troppo buona. Buona giornata a tutti.

 

curiosità

Il grande successo dei falafel è dovuto alla loro economicità e praticità. In Medio Oriente sono reperibili ovunque, anche come cibo di strada, dalle bancarelle delle grandi città a quelle dei villaggi, o nelle stazioni di rifornimento nel deserto; in Europa sono stati introdotti dalle rosticcerie turche come alternativa vegetariana al kebab.

 

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Oltre ad essere belle sono squisite. Questa che vedete in foto e la mano della mia amica Grazia che come vedete non ha resistito all’assaggio perché sa che sono troppo buone.

 Buon appetito!

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

VERDURE GRATINATE AL FORNO

VERDURE GRATINATE AL FORNO – RICETTA N° 252

INGREDIENTI 

2 melanzane

2 zucchine

2 peperoni rossi

2 carote

2 cipolle di tropea

2 cucchiai rasi di pan grattato

2 cucchiaini di semi di sesamo tostato

2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

 

 

 

 

Diario di bordo
Se le feste ci regalano davvero tanta allegria dall’altro lato ci regalano enormi abbuffate, gonfiore addominale, stomaco e pancia grandi come un pallone. E vogliamo parlare della sonnolenza e stanchezza che si protraggono per giorni ? Alzi la mano chi ripete questa frase ogni anno : finite le feste mi metto a dieta. Vi avverto che la mano l’ho alzata anche io. E allora tutta per voi...e per me...una ricetta leggera che non vi farà di sicuro rimpiangere il gusto delle feste!

75 minuti

2 persone

facilissima

Le verdure gratinate al forno sono un piatto che nella loro semplicità sono gustose ma sopratutto leggere senza farci rimpiangere i sapori spiccati delle feste. Io le preparo spesso il lunedì. Inizio così la settimana con lo slancio di cui ho bisogno per continuare a cucinarmi piatti leggeri anche nei giorni successivi. Grazie ai semi di sesamo posso evitare di mettere il sale, voi se volete potete aggiungerlo. Questa volta me le sono preparate ieri, ho deciso di mangiarmele anche oggi visto che ne ho cucinato un pochino di più. Buona giornata a tutti. Enjoy #daniwella   

la ricetta passo passo

i miei consigli

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PATATE A FISARMONICA – RICETTA N° 197

PATATE A FISARMONICA – RICETTA N° 197

Oggi una ricetta che piacerà a tutti. A chi è amante del buon cibo, e a chi invece è vegetariano e vegano. Questa è stato il mio pranzo di ieri. Avevo voglia di patate, e mi sono ricordata di questa ricetta che ho visto tante volte ma che non ho mai fatto. Io ne ho fatto una mia personale versione. Le patate vengono tagliate a fettine sottili, ma senza arrivare fino alla fine. Potete usare le spezie che volete, io ho usato quelle che avevo disponibili del mio orticello casalingo. E se volete, farcirle all’interno con quello che volete usate la vostra fantasia, con creme, salse, formaggi, salumi e cosi via.

Buona serata a tutti.

 
Dosi : per 3 porzioni
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 30/40 minuti
Difficoltà : Facile

 

Ingredienti :

5 patate  di media grandezza
5 cucchiai di olio e.v.o.
erbe aromatiche q.b. (io ho usato rosmarino, basilico, salvia)
spezie q.b. (io ho usato curcuma, pepe nero, curry)
3 cucchiai di pane grattugiato
2/3 cucchiai di acqua, sale q.b.

 

PREPARAZIONE :

Sbucciate le patate, e con un coltello tagliate le patate senza arrivare fino in fondo, in tante fettine sottili. Io ho usato un coltello come base, e il coltellino che ho usato, si è fermato appena toccato il coltello usato come base (scusate il giro di parole).
In una ciotolina mescolate per bene il pan grattato, 2 cucchiai d’olio, le erbe aromatiche (che io ho precedentemente tagliato a coltello)  le spezie e il sale.
Impanate le patate facendo entrare la panatura all’interno delle fettine.
Disponetele su un vassoio coperto di carta forno,  ultimate versate l’acqua e l’olio rimasto sopra le patate. Infornate in forno caldo a 180° per 35/40 minuti o fino a completa rosolatura delle patate.

Ecco le patate a fisarmonica croccanti fuori e morbide dentro. Un’alternativa davvero carina alle solite patate al forno. Si usano come contorno, io invece ieri le ho usate come piatto unico.

Ecco le mie erbette dell’orto.

Buon appetito!

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TORTA AL CACAO SENZA UOVA E SENZA BURRO – RICETTA N° 131

TORTA AL CACAO SENZA UOVA E SENZA BURRO – RICETTA N° 131 

Eh si ragazze/i, il brutto tempo è arrivato, purtroppo, e si è fatto subito sentire. Secondo giorno di pioggia, umidità a 1000, e freddo. Sapete cosa ci vuole ? Un buon dolce.  E allora oggi la ricetta di una torta buona, semplice da fare, e senza uova. Adatto a chi non le può mangiare, a chi ha iniziato un nuovo modo di alimentarsi senza, a chi vuole qualcosa di buono , ma comunque leggero. Usate questa ricetta se a volte siete pronte per mettervi ai fornelli e vi accorgete che non avete le uova. Quindi mano a fruste e ciotole, e preparate questa prelibatezza.  Vi accorgerete di come il dolce sia morbidissimo, senza mettere il burro, e di come sia veramente cioccolatoso, e per tutti gli intolleranti, usate il latte senza lattosio, oppure di soia, di avena, di riso, di mandorla. cocco e quant’altro. Ideale per la colazione o per la merenda, datele voi il posto che merita. La ricetta è tratta dal blog di Misya, ma io ho fatto le mie consuete sostituzioni per le mie intolleranze. Vi lascio al calore di questa torta; ora mi vado a riscaldare anche io, ho preparato il pranzo, mi si è già riscaldata un po’ la cucina.

Buona giornata a tutti.

 

Dose : per uno stampo di 24 cm di dm
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 35 minuti

 

Ingredienti :

200 g di farina 00
250 g di zucchero (io metto quello di canna)
75 g di cacao amaro
1 bustina di lievito (io metto il lievito biovegan o cremor tartaro)
380 ml di latte (io metto quello senza lattosio)
50 ml di succo d’arancia
40 ml di olio di semi (io uso quello di arachide)
1 cucchiaio di essenza vaniglia (io uso 1 bustina di vanillina o i semini d una bacca di vaniglia)

 

PREPARAZIONE :

In una ciotola mescolate il latte, il succo d’arancia, l’olio di semi e l’essenza di vaniglia.

Aggiungete lo zucchero e la farina.

E infine il cacao e il lievito setacciato.

Mescolate il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Versate in uno stampo imburrato e infarinato di cm 24 di dm, in forno preriscaldato a 170° per 35 minuti.

Una volta cotta, aspettate qualche minuto prima sfornare.

Fate freddare completamente e se volete spolverate di zucchero a velo.

Ed ecco un particolare visto da vicino.

 

Buon appetito!

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APPLE PIE O TORTA DI NONNA PAPERA – RICETTA N° 95

APPLE PIE O TORTA DI NONNA PAPERA – RICETTA N° 95

Finalmente eccola pubblicata, la ricetta dell’APPLE PIE, dolce di tradizione americana, semplice, quasi rustico, conclude degnamente ogni pasto. Facile da preparare, incontra sempre il gradimento degli ospiti. Un classico della pasticceria americana, e dopo la cheesecake, è il dolce più noto e apprezzato degli Stati Uniti, meglio conosciuto oltreoceano come American Pie, ovvero il dolce emblema di questa nazione. Ma per molti di voi che si divertivano a leggere i fumetti di Paperino, quando erano bambini, la conoscono con questo nome : la torta di Nonna Papera, mitica la sua illustrazione che cammina tenendo in mano questa torta. La sua origine  è da far risalire ai coloni inglesi del XVII secolo, che riportarono con loro i semi di mele; da quel momento le torte di mele hanno fatto il loro ingresso sulle tavole di tutti gli americani. Si perché originariamente le Pie/Torte avevano tutt’altro come ripieno, dovuto al fatto che gli americani per conservare più a lungo alcuni tipi di alimenti, li cuocevano direttamente all’interno delle torte. Veniamo a noi :

1)  l’involucro della torta è una simil pasta brisè, a cui potete aggiungere se volete qualche cucchiaio di zucchero. Io ho usato la margarina e zucchero di canna (per la mia intolleranza), ma voi potete usare il burro e lo zucchero bianco semolato se non avete i miei stessi problemi.

2)  Usate indifferentemente mele da dessert o mele da cucinare ( es. Granny Smiths – Golden – Renette).

3) Non eccedete con lo zucchero: servitene eventualmente a tavola. Lo zucchero come il sale, tende a far uscire i liquidi, che potrebbero compromettere la cottura o incrostarsi sul fondo.

4) La fecola/frumina/ o amido di mais ha proprio lo scopo di assorbire i liquidi in eccesso.

5) La teglia o placca da forno, su cui sistemerete lo stampo con il dolce, ha lo scopo di raccogliere eventuali liquidi e rendere la pasta più croccante.

6) Iniziate la cottura a una temperatura elevata per colorare la pasta, quindi abbassatela per cuocere la farcia.

7) Per risparmiare tempo, potete avvantaggiarvi con la pasta brisè, preparandola prima e tenendola in frigorifero ben conservata nella pellicola per 24 ore.

8) Con questa dose potete foderare uno stampo da 23 cm o 26 cm di dm.

9) Se ritenete troppo difficile ricoprire la parte superiore con l’altro disco di pasta, procedete allora facendo le stesse griglie che si fanno per la crostata.

10) Nel dolce non ci sono uova, quindi adatto a chi è intollerante ad esse; l’unico uovo che ho usato io è  quello per spennellare, ma non è necessario, in quanto si sostituisce degnamente con 1 cucchiaio di latte senza lattosio, di soia di mandorle o di riso mescolato a 1 cucchiaio di zucchero.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro e buona giornata e quindi : CORAGGIO, DOLCI IN FORNO!!!

 

Dose : per 10 porzioni
Tempo di preparazione : 10 minuti per la pasta, 30 minuti in frigorifero, 10 minuti per la farcia
Cottura : 45/50 minuti

 

Ingredienti per la pasta:

350 g di farina 00
175 g di margarina o burro freddi
6 cucchiai circa di acqua fredda

FACOLTATIVO: 2 cucchiai di zucchero o semolato o di canna.

Ingredienti per il ripieno :

1 kg di mele
succo di mezzo limone (se ne amate così tanto il sapore potete mettere  il succo per intero)
85 g di zucchero di canna o zucchero bianco semolato
1 cucchiaio e mezzo di fecola di patate o amido di mais o frumina
1 cucchiaino di cannella (se ne amate così tanto il sapore potete arrivare fino a 3 cucchiaini)

Ingredienti per glassare :

2/3 cucchiai di latte senza lattosio
1 cucchiaio di zucchero di canna o semolato bianco

 

PREPARAZIONE :  

In una ciotola versate la farina a fontana e metteteci la margarina o il burro a pezzetti.

Lavorate rapidamente gli ingredienti ottenendo un mucchietto di briciolame.

Versate l’acqua fredda e lavorate con il cucchiaio o un coltello finchè la massa si compatta.

Lavorate il composto con una sola mano e appallottolatelo contro il bordo della ciotola. Formate il panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettete nel frigorifero per 30 minuti.

Dedicatevi al ripieno. Lavate le mele, sbucciatele, togliete il torsolo, e affettatele o fatele a pezzetti, mettetele in una ciotola con il succo di limone, lo zucchero, la fecola o l’amido/frumina e la cannella. Mescolate e mettetele in frigo.

Passati i 30 minuti, accendete il forno con all’interno la teglia o la leccarda sul quale ci poggerete lo stampo con la torta, preriscaldatelo a 220°. Riprendete la sfoglia dal frigorifero. Spolverizzate di farina la spianatoia.
Eliminate la pellicola e dividete la pasta a metà, di cui una va riavvolta e l’altra invece appallottolata.
Stendete la pasta con il mattarello infarinato, tirandolo dal centro verso l’esterno, fino ad ottenere un disco di 35 cm di dm.

Imburrate lo stampo e adagiatevi la pasta con il vertice in corrispondenza del centro dello stampo, per non doverla successivamente aggiustare e tirare.

Aprite la pasta e adagiatela nello stampo senza tirarla. Riprendete le mele dal frigorifero e versatele nella base pronta, distribuendole con una forchetta e ammucchiandole verso il centro. Spennellate il bordo con del latte.

Stendete l’altra metà della pasta ottenendo un disco pressapoco uguale. Ripiegatelo a ventaglio e sistematelo sulla farcia con il vertice in corrispondenza del centro.

Aprite la pasta e sigillatene i bordi premendola con le dita. Tenendo in una mano lo stampo, rifilate i bordi con un coltello leggermente inclinato.

Spezzettate il  bordo della torta incidendo leggermente il coltello e poi sagomatelo con le dita e spennellate con il latte.

Stendete i ritagli di pasta, ricavandone sagome da sistemare sulla torta per decorazione. Io ho realizzato delle foglie tagliando la pasta a losanghe e intagliandola all’interno per dargli la forma. Spennellate con latte o con l’uovo se avete deciso di usarlo e spolverizzate di zucchero.

Praticate al centro della torta il camino, cioè forate con un coltello, in modo tale da far uscire il vapore in cottura. Cosa essenziale per evitare che il dolce si gonfi e si deformi.

Infornate per 15 minuti, quindi abbassate a 180° e cuocete per altri 30/35 minuti, finchè l’esterno è dorato e la farcia morbida al taglio.

Ed ecco una fetta vista da vicino.

Considerazioni personali:

PER APPREZZARNE AL MEGLIO I SAPORI CONSIGLIO DI ESSERE PAZIENTI E DI GUSTARE LA TORTA DOPO CHE AVRA’ RIPOSATO PER ALMENO 1 GIORNO. QUESTO E’ UNO DI QUEI DOLCI PER I QUALI BISOGNA ATTENDERE UN PO’, PER POTERNE APPREZZARNE TUTTE LE QUALITA’. Preparatelo ad esempio il Venerdì pomeriggio, fatelo riposare tutta la giornata di Sabato, e offritelo ai vostri ospiti come dessert di fine pasto della Domenica. Rimanendo fedeli alla tradizione, potrete servirla con panna montata zuccherata, crema inglese o gelato, posti sopra la fetta o al lato.
Se non siete tra coloro che hanno molta pazienza, attendete almeno che si intiepidisca e poi tagliatela, decidendo di rimanere ancora una volta fedeli alla tradizione Americana, lasciando la torta all’interno dello stampo o invece servirla su un piatto di portata.

 

Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 – I CECI

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 –  I CECI 

La prima volta che mangiai i ceci fu all’età di 6/7 anni. Una cara amica di mia mamma invitò la mia famiglia a pranzo e ci fece mangiare la sua famosa pasta e ceci. E rimase davvero famosa, da quel giorno non la mangiammo più, a me e alle mie sorelle quei ceci non erano proprio piaciuti. Poi da grande le cose cambiarono. Ogni volta che parlavo con qualcuno dei ceci e raccontavo questa  storia, mi diceva che molto probabilmente quella signora non aveva cucinato nel giusto que ceci. Pian piano ho cominciato a mangiarli, e ho comprato quelli in scatola già cotti. Mi piacevano, ma non ero ancora soddisfatta, ho comincito a documentarmi  e a fare ricerche su internet cercando tute le informazioni possibili per arrivare alla fine al modo migliore di cucinarli ed avere un risultato ottimale. Questi semi appartengono alla famiglia delle Fabaceae, originaria dell’Oriente, ed è uno dei legumi più antichi della storia dell’umanità. E’ il terzo nella classifica dei legumi più consumati al mondo, preceduto sola dalla soia (seconda)  e dai fagioli (primi). In Italia la pianta del cece è coltivato nel meridione e nelle isole in quanto necessita di clima caldo e asciutto, ma hanno una bassa resa, non godono di una grande richiesta di mercato. I maggiori produttori dei ceci sono l’India e il Pakistan. Legumi dal buon sapore, i ceci sono tutt’oggi accettati talvolta con diffidenza per la difficoltà di cottura: se vengono acquistati troppo vecchi, anche se sono stati messi a lungo a bagno, non cuociono mai.

 

 Per saperne di più:

100 g di ceci contengono:   320 calorie
Sono composti per il 10,6% da acqua, per il 19,3% da proteine, il 17,5% da fibre alimentari, il 2% da ceneri, il 6% da grassi e carboidrati.
Minerali presenti: potassio, calcio, fosforo, magnesio, sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio.
Vitamine presenti: B1, B2, B3, B5 e B6, folati, vitamina C, K e J ed in ultimo la vitamina E.
Aminoacidi presenti: acido aspartico, acido glutammico, leucina, fenilalanina, arginina, serina, valina ed isoleucina.

ceci2

 

Proprietà principali:

Tra le proprietà  positive dei ceci ci sono le capacità di abbassare i livelli di “colesterolo cattivo” nel sangue e proteggere il cuore, grazie alla presenza di minerali come magnesio e di folato; quest’ultimo sembrerebbe in grado di abbassare il livello dell’omocisteina, un’aminoacido, che quando è presente in quantità eccessiva provoca infarto e ictus.
Per l’abbondanza di magnesio, invece si hanno benefici alla circolazione sanguigna. Contengono i cosi detti acidi grassi insaturi, OMEGA 3, che prevengono gli stati depressivi e abbassano i trigliceridi. Grazie alla presenza delle fibre i ceci contribuiscono a regolarizzare le funzioni del nostro intestino e mantengono equilibrati il livello di glucosio nel sangue. E’ un’alimento con un’elevato contenuto di proteine e per l’assenza di purine, può sostituire in parte gli alimenti di provenienza animale nel regime dietetico delle persone che soffrono di gotta. Per l’alto contenuto di calcio è indicato per gli stati di osteoporosi e per il consolidamento delle ossa. Per l’elevato contenuto di ferro, è poi indicato negli stati anemici ed essendo ricco di cellulosa, anche nelle atonie intestinali e nella stitichezza. Ha scarso contenuto in sodio e quindi è consigliabile nei regimi iposodici, mentre l’alto contenuto in potassio lo fa consigliare negli stati alcalosi.

ceci3

 

Preparazione dei ceci:

La preparazione è lunga, ma non c’è bisogno di spaventarsi o prenderla come una perdita di tempo. Nel periodo dell’ammollo e della cottura, noi possiamo fare altro.
Al momento dell’acquisto verificate che i ceci secchi non siano più vecchi di un’anno e  che si presentino intatti. Metteteli in colino e sciacquateli  sotto il getto dell’acqua corrente.

Metteteli in ammollo in una ciotola capiente con abbondante acqua, considerando che reidratandosi i ceci raddoppino di volume e se la temperatura ambiente dovesse essere calda, sarà utile cambiare l’acqua 2/3 volte per evitare la fermentazione.

Ammollo


I ceci vanno lasciati in ammollo, da un minimo di 8/12 ore ad un massimo di 24 ore con un pizzichino di bicarbonato. Questa differenza è dovuta a seconda della stagione in cui ci troviamo, considerando che vengono raccolti tra settembre e giugno, nel periodo autunnale hanno bisogno di stare in ammollo 8 ore,in inverno 12 ore, in primavera 18 ore, in estate 24 ore.

 Cottura


Passate le ore di ammollo, scolate l’acqua in un colino.

 E’ consigliabile cuocerli in un tegame di coccio *.

Se non lo si possiede vanno bene anche l’acciaio inox con il fondo spesso, da scartare l’alluminio.
La cottura deve partire da acqua fredda, mettendo un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio in camicia

Una volta raggiunta l’ebollizione sarà necessario schiumare con un mestolo forato.

 Da quel momento il tutto dovrà sobollire, coprendo il tegame con un coperchio, per 3 ore circa. Il sale va aggiunto solo alla fine, quando i ceci sono già cotti, perché il sale indurirebbe i legumi rendendoli immangiabili.
Per capire se sono cotti basterà sentire con una forchetta la loro resistenza, se saranno teneri e si schiacciano i ceci sono pronti. Una volta cotti si lasciano nella propria acqua di cottura, per 30 minuti continueranno ad assorbire il sale e i vari aromi continuando ad aromatizzarsi. Il profumo tradizionale delle minestre di ceci è il rosmarino, mentre il suo condimento ad ok è l’olio e.v.o. aggiunto a crudo nel piatto.
Da quando ho imparato a cuocere i ceci nella maniera giusta, non compro più  i ceci cotti in barattolo. Dopo averli cotti, ne tolgo un po’ per cucinarli con il condimento che ho deciso. Il resto dei ceci li faccio freddare completamente,  li metto nei sacchetti per congelatore con un po d’acqua di cottura, faccio dei sacchetti di circa 300 g e li metto in frezeer. Quando ne ho voglia, o decido che per pranzo voglio mangiare i ceci con la pasta, tiro fuori la bustina dal congelatore, li metto a scongelare in un pentolino con un po’ di acqua calda e li condisco come ho deciso di mangiarli.

ceci1

*   Il coccio è un materiale antico: la sua cottura sul fuoco e in forno è diversa perché la terracotta produce un riscaldamento molto più lento rispetto ai contenitori di metallo. Per questo motivo è ideale per la cottura di minestre i cui ingredienti devono essere cotti a temperature dolci. Usato sulla fiamma viva è necessario proteggerlo mettendo sul fornello una retina spargifiamma, mentre in forno non deve superare i 200°. Se è nuovo bisogna riempirlo di acqua e lasciarlo così per 12 ore. Poi metterlo sul fuoco con la retina e farlo sobollire per 15 minuti.

 TANTISSIMI AUGURI 


Approfitto in chiusura per fare gli auguri di Buon Anniversario ai miei Cari Amici Valentina e Marcello, che proprio oggi festeggiano l’anniversario di 10 anni d’amore, conoscenza , fidanzamento e matrimonio.

Buon appetito!

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PANE NERO AI 7 CEREALI – RICETTA N° 9

 PANE NERO AI 7 CEREALI – RICETTA N° 9 

Buon giorno amici. Questa farina era  nella mia dispensa da circa un mese. E continuavo a rimandare questo impasto. Qualche giorno fa mi sono decisa. E il pane che ne è venuto fuori si è rivelato davvero ottimo. Quindi vi consiglio di provare a fare questa ricetta se nel supermercato della vostra città vendono farine simili a questa. Ho usato come indicazione e dose la ricetta sul retro della confezione. All’interno ci sono in dotazione 2 bustine di lievito in polvere. Ma per la mia intolleranza io ho usato un diverso tipo di lievito, quello naturale secco attivo, comparato in un negozio che vende prodotti biologici. Questa miscela è un preparato per pane scuro e contiene l’86% di cereali che sono: farina di grano tenero tipo 00, farina di segale, farina d’orzo, farina di farro, farina di fiocchi d’avena, farina di mais, farina di fiocchi di riso, semi di sesamo e di girasole, zucchero di canna e sale marino. Io l’ho preparato impastandolo a mano per 10 minuti, in questo modo il glutine avrà il tempo di svilupparsi per bene. Oltre a farlo buono, mi sono impegnata a farlo bello. Perché l’occhio, vuole sempre la sua parte. Cosa importante da dire è questa: l’impasto lievita esclusivamente in un posto tiepido,  a 28° circa. Ad esempio il termosifone acceso se lo facciamo d’inverno, o il forno appena riscaldato o con la luce accesa o con un pentolino d’acqua caldo all’interno del forno. Al freddo, questo impasto non cresce. Questo pane è buono per diversi motivi; contiene fibre che contribuiscono a dare un senso di sazietà e ad evitare la superalimentazione. E’ un piacere per il palato. E’ molto comodo congelarlo già tagliato a fette, quando serve basta metterlo all’ultimo momento nel tostapane, si avrà un pane sempre pronto. Ed è genuino davvero, perché lo facciamo a casa senza aggiungere conservanti e grassi nocivi. Allora che aspettate?

Provate, impastate,  divertitevi e gustate, soddisfatte del vostro lavoro e poi … fatemi sapere come è andata.

Tempo: 20 minuti circa per impastare
Tempi lievitazione: 3 ore circa + 15 minuti
Cottura:  25 minuti

 

Ingredienti:

500 g di Miscela Pane Nero
1 bustina da 10 g di lievito secco naturale
2 cucchiai di olio e.v.o.
280 ml di acqua tiepida

PREPARAZIONE:

Per prima cosa, sciogliete la bustina di lievito nell’acqua tiepida leggermente zuccherata, lasciare lievitare fino a quando vedremo le bollicine sulla superficie.

In una ciotola versate la miscela di farina e 2 cucchiai d’olio.
Versate il lievito appena  vedremo che si sono formate le bollicine.
Girate il tutto con una forchetta fino a quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua.
Trasferite il tutto su un piano di lavoro e cominciate ad impastare, aggiungendo sempre un po di farina sul piano di lavoro, il tutto per 10 minuti ripiegandolo su se stesso molte volte.
Fino ad ottenere un panetto sodo e liscio.
Rimettete il tutto nella ciotola, coperto con un panno e far lievitare il tutto per 15 minuti in un luogo tiepido.
Infarinate nuovamente il piano di lavoro e allungate delicatamente l’impasto con il mattarello.
Dategli una forma rettangolare che misuri circa 35 cm per 30.
Cominciate ad arrotolarlo piuttosto stretto , dategli la lunghezza complessiva di 2 stampi tipo plumcake usa e getta.

 

Cominciate a tagliarlo, a fare  praticamente delle roselline dello spessore di circa 3 dita.
In totale 10 roselline.
Mettete le roselline all’interno dei 2 stampi ben oliati, intervallando una rosellina verso di voi e una verso l’esterno, in questo modo l’effetto finale sarà molto bello. Schiacciate le roselline l’una verso l’altra per farle entrare, perchè il tutto dovrà lievitare e verrà fuori un’unico pane ben lievitato, che uscirà fuori dallo stampo.
Mettete in forno preriscaldato per 10 minuti e poi spento con una ciotolina d’acqua calda all’interno e fate lievitare per circa 3 ore fino al triplicare del volume.
Appena vedremo la lievitazione avvenuta, preriscaldate il forno a 200° e infornare in forno caldo sul ripiano superiore per 25 minuti circa, facendo attenzione che la crosta non annerisca.
A cottura avvenuta spegnere il forno, sfornate i pani.
Toglierli dagli stampi e sistemateli in una teglia e infornateli per 10 minuti
Farli raffreddare su una griglia prima di tagliarli.
Ed ecco un particolare delle fettine di questo meraviglioso pane nero tagliato.

Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N° 1 LA ZUCCA

 ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N° 1 LA ZUCCA

L’argomento della settimana è la zucca. Quando ci inoltriamo verso la fine dell’estate, non vedo l’ora di vederla sulla bancarella del fruttivendolo e cominciare a cucinarla. Ma come molti di voi sanno, su questo lato sono molto fortunata, perché io il fruttivendolo c’è l’ho in casa. E’ l’ortaggio che amo di più da sempre. La amo per le sue forme; enorme o di piccole dimensioni. Per la sua buccia; liscia o ruvida o addirittura bitorzoluta. Per il colore gioioso della sua polpa; il colore del sole. La amo per il suo sapore; un gusto dolce ma che si accompagna a meraviglia a quello salato. Questo ortaggio giunto dall’America, regna in autunno e in inverno. Ha forme così svariate, alcune così bizzarre da farle diventare simpatici soprammobili.

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Ortaggio fiabesco per antonomasia ( ricordate la zucca di Cenerentola trasformata in carrozza? ) la zucca è magica  anche e sopratutto in cucina.

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Scavate, diventano maschere o lanterne per la festa di Halloween, ma anche originali contenitori per minestre e tortelli.

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Diffusa nel nord dell’Italia come squisita protagonista di primi piatti, purè o torte, nel sud si preferisce fritta e insaporita con erbe aromatiche, aglio e aceto. Io la definisco così: sole d’inverno.
Dolce o salato è un’ortaggio versatile. Con la zucca si può realizzare un menù intero, dall’antipasto al dolce. Tortelli, risotti, creme e minestre, purea, frittelle, in carpione, in torte salate e dolci, si può preparare in tanti modi.

 

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Consigli più  

* Al momento dell’acquisto tenete presente che la zucca ha circa il 19% di scarto (buccia e semi) se acquistata intera, regolatevi quindi per il peso.

*Se la comprate a fette, controllate che non siano asciutte o appassite, che la polpa sia soda e il colore intenso.

*Consigliabile cuocerla in forno o a vapore, in dadi o in fette sottili; queste si possono friggere il olio con aglio e gustarle così, o in carpione, con aceto, capperi, foglie di menta.

*La zucca è buona soltanto se è matura, per saperlo immergetela nell’acqua, dovrà affondare.

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Per saperne di più

Ha proprietà sedative, rinfrescanti, lassative, diuretiche e antinfiammatorie intestinali.

Il suo abbinamento più tradizionale e più apprezzato è nel classico riso e zucca, ma può essere abbinata con altri ortaggi nella preparazione di eccellenti minestre e pietanze e grattugiata a mo’ di carota, può essere consumata cruda nell’insalata, in quest’ultimo caso la sua qualità deve essere ottima, perché altrimenti il suo sapore è veramente insipido.

100 g di zucca contengono:

calorie: 18
sodio: 1,5 mg
potassio: 351 mg
calcio: 20 mg
ferro: 0,9 mg
fosforo: 40 mg
vitamina C: 9 mg
proteine: 1,1 g
lipidi: 0,1 g
fibre: 2,65 g
acqua: 94,6 g

Vuoi conoscere altre ricette con la zucca ? Clicca sulla barra CERCA e scrivi : ricette con la zucca o ricette di Halloween … attendi qualche secondo e ti apparirà un’elenco di ricette tutte con la zucca.

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Buon appetito

 

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