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Senza Lattosio

PATATE A FISARMONICA – RICETTA N° 197

PATATE A FISARMONICA – RICETTA N° 197

Oggi una ricetta che piacerà a tutti. A chi è amante del buon cibo, e a chi invece è vegetariano e vegano. Questa è stato il mio pranzo di ieri. Avevo voglia di patate, e mi sono ricordata di questa ricetta che ho visto tante volte ma che non ho mai fatto. Io ne ho fatto una mia personale versione. Le patate vengono tagliate a fettine sottili, ma senza arrivare fino alla fine. Potete usare le spezie che volete, io ho usato quelle che avevo disponibili del mio orticello casalingo. E se volete, farcirle all’interno con quello che volete usate la vostra fantasia, con creme, salse, formaggi, salumi e cosi via.

Buona serata a tutti.

 
Dosi : per 3 porzioni
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 30/40 minuti
Difficoltà : Facile

 

Ingredienti :

5 patate  di media grandezza
5 cucchiai di olio e.v.o.
erbe aromatiche q.b. (io ho usato rosmarino, basilico, salvia)
spezie q.b. (io ho usato curcuma, pepe nero, curry)
3 cucchiai di pane grattugiato
2/3 cucchiai di acqua, sale q.b.

 

PREPARAZIONE :

Sbucciate le patate, e con un coltello tagliate le patate senza arrivare fino in fondo, in tante fettine sottili. Io ho usato un coltello come base, e il coltellino che ho usato, si è fermato appena toccato il coltello usato come base (scusate il giro di parole).
In una ciotolina mescolate per bene il pan grattato, 2 cucchiai d’olio, le erbe aromatiche (che io ho precedentemente tagliato a coltello)  le spezie e il sale.
Impanate le patate facendo entrare la panatura all’interno delle fettine.
Disponetele su un vassoio coperto di carta forno,  ultimate versate l’acqua e l’olio rimasto sopra le patate. Infornate in forno caldo a 180° per 35/40 minuti o fino a completa rosolatura delle patate.

Ecco le patate a fisarmonica croccanti fuori e morbide dentro. Un’alternativa davvero carina alle solite patate al forno. Si usano come contorno, io invece ieri le ho usate come piatto unico.

Ecco le mie erbette dell’orto.

Buon appetito!

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PANCAKE VEGAN MORBIDI SENZA UOVA SENZA LATTOSIO – RICETTA N°189

PANCAKE VEGAN  MORBIDI SENZA UOVA  SENZA LATTOSIO – RICETTA N°189 

PROVARE PER CREDERE !!! Potrei dirvi di tutto su questi pancake, che sono buonissimi … che sono dolci al punto giusto anche se non c’è lo zucchero semolato … che sono morbidissimi anche se non ci sono le uova … che ti allietano la colazione mattutina … che in 20 minuti si hanno dei pancake meravigliosamente morbidi …. ecc … ecc … ma se non li proverete,  non crederete alle mie parole. Benchè sul blog, non ho ancora pubblicato la ricetta dei normali pancake, dove ci sono uova, farina 00, zucchero semolato e quant’altro, questa ricetta meritava davvero. Nella mia continua ricerca di ricette vegane, sono arrivata sul sito di IL GOLOSO MANGIAR SANO  di Elisabetta e Federica, dove per ottenere dei favolosi pancake morbidi, hanno sostituito le uova con i semi di lino … e con un piccolo trucchetto il risultato è a dir poco strabiliante. Spero di avervi incuriosito quel tanto che basta da invogliarvi a farlo il più presto possibile. Solo un piccolo appunto da parte mia : è importante ridurre in polvere i semi di lino, quindi munitevi di un frullatore potente, per intenderci, quelli di ultima generazione che sono in grado di spezzettare anche uno spicchio d’aglio … altrimenti ricorrete ad un macinino da caffè elettrico. Io avevo cominciato la ricetta su di un tipo di modello vecchio del bimby, ma della polvere di semi di lino, neanche l’ombra ; alla fine sono riuscita, insistendo, con l’aiuto del mio frullatore ad immersione a ridurre in polvere i semi. Servite i vostri pancake con quello che più vi piace come marmellata, sciroppo d’acero, crema, frutta e tanto altro ancora. Io la prima volta li ho accompagnati con lo sciroppo di Agave e con qualche cucchiaio di mousse alla banana e cacao che mi era avanzato precedentemente. Se volete vedere la ricetta cliccate qui. Nella descrizione degli ingredienti troverete solo qualche piccolo sostituzione rispetto alla ricetta originale, fatto con gli ingredienti che avevo in casa in quel momento.

Vi auguro una buona giornata.

 

Dose : per 4 pancake di dimensioni grandi o 6 pancake di dimensione medie
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 10 minuti
Tempo totale : 20 minuti

 

Ingredienti per i pancake :

1 cucchiaio di semi di lino
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaio di sciroppo d’agave
140 g di latte vegetale (io ho usato una volta soia e una volta di avena)
3 cucchiai di acqua
30 g di zucchero di canna (io ho usato lo zucchero moscobado)
150 g di farina (io ho usato la farina 0)
1 cucchiaino e mezzo di lievito (io uso il lievito vegan o cremor tartaro)

 

Ingredienti per decorare :

sciroppo d’acero o d’agave
fragole e banane q.b. (ma voi potete usare la crema e la frutta che vi piace di più)

 

PREPARAZIONE :

Per prima cosa mettete a bagno i semi di lino interi o già polverizzati con i 3 cucchiai di acqua per 10 minuti. Questo è il tempo necessario per far sprigionare dai semi il gel necessario per far legare perfettamente tutti gli ingredienti, sostituendo così egregiamente le uova.

Dopo 10 minuti a seconda del mixer potente di cui disponete, se avete lasciato i semini interi, metteteli all’interno di un beker o bicchiere del frullatore e frullateli per polverizzarli insieme al cucchiaio di olio e un goccino di latte vegetale.

Se invece li avete polverizzati in precedenza, aggiungete tutti gli altri ingredienti : lo sciroppo di agave, il resto del latte vegetale, lo zucchero di canna, la farina e il lievito. Mescolate.

Il composto deve risultare così, come per l’impasto del Pan di Spagna deve scrivere.

A questo punto scaldate per bene una padella antiaderente, io non metto olio, perchè la mia padella non ne ha bisogno, se voi volete spalmate un goccino di olio di semi sulla superficie per non fare attaccare il pancake. Quando è bella calda versate a cucchiaiate il composto, formando il più possibile dei cerchi rotondi (i miei non sono perfetti ma sono ugualmente buoni), dopo di che abbassate il fuoco al minimo, per evitare che si brucino. E fateli cuocere per circa 2 minuti per lato.

I Pancake vanno comunque rigirati, quando sulla superficie si formeranno i classici buchini. Allora sono pronti per essere girati.

Finite la cottura per ancora 1, massimo 2 minuti.

Finite di cuocere tutti gli altri fino ad esaurire la pastella.

Ecco i miei pancake vegan con sciroppo d’acero e frutta a piacere.

N.B. : Nella ricetta originale è scritto che la dose è per 10/12 pancake. Ma a me non piacciono i pancake piccoli come vengono visti in video. Preferisco quelli un pochino più grandi.

 

Ecco alcune foto dei vari modi in cui ho condito i pancake che ho mangiato.

Decidete voi quale grandezza dare ai vostri pancake.

Io la prima volta che li ho preparati ne ho fatti 4 grandi come potete vedere in questa foto.

E questi sono quelli di medie dimensioni … 6 in tutto.

 

 

Buon appetito!

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ROSTI DI PATATE E CIPOLLE – RICETTA N° 138

ROSTI DI PATATE E CIPOLLE – RICETTA N° 138

Oggi una ricetta internazionale, e precisamente vi porto in Svizzera. Il rosti si prepara con patate grattugiate a crudo o precedentemente bollite e messe in frigorifero per una notte, saltate in padella per ottenere la crosticina dorata. Anche se la ricetta base prevede solo patate, spesso vengono aggiunte cipolla, pancetta, formaggio, erbe aromatiche o anche mele. Solitamente si usano le patate lesse, se il rosti viene servito come contorno, quelle crude se è la portata principale. La mia versione è molto semplice, fatta con cipolle, origano e rosmarino e pepe macinato. Per farli ho voluto usare l’attrezzo per fare gli hamburgher, ma voi potete farli semplicemente con le mani o utilizzando il cucchiaio ; i miei avevano inoltre una larghezza di 8 cm circa, ma voi potete anche farli più piccoli. Se volete potete dare al rosti la forma della padella usata per friggere, realizzandone uno solo.

Vi auguro una buona serata e vado a preparare la ricetta che pubblicherò domani mattina. Nella penultima ricetta vi avevo accennato cosa vedrete, sicuramente una ricetta dedicati ai lievitati.

Dosi : per 4 persone – 6/7 rosti di 8 cm di dm
Preparazione : 15 minuti
Cottura : 30 minuti

Ingredienti :

800 g di patate
1 cipolla bianca piccola
1 cucchiaio di fecola di patate
sale e pepe q.b.
origano e rosmarino in polvere q.b.
olio e.v.o. q.b.

PREPARAZIONE :

Sciacquate le patate e cuocetele con la buccia, partendo dal bollore calcolate 15/20 minuti.
Sbucciatele e fatele raffreddare completamente. Operazione che potete fare anche la sera prima, in tal caso mettete le patate fredde in frigorifero.

Tritate molto finemente la cipolla.

Grattugiate le patate con i fori grandi di una grattugia.

In una ciotola mescolate le patate, la cipolla, il sale, il pepe, l’origano e il rosmarino.

Scaldate una padella, spennellando dell’olio sulla superficie.
Date la forma ai vostri rosti, io ho usato l’attrezzo per fare gli hamburgher. Fateli comunque tondi più o meno schiacciati.

Cuoceteli per 5-10 minuti per lato.

Fate formare la classica crosticina.

Ed ecco i vostri rosti pronti per essere mangiati.

 

Buon appetito!

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TORTA DI MELE CON FARINA DI FARRO SENZA LATTOSIO E SENZA LIEVITO – RICETTA N° 133

TORTA DI MELE CON FARINA DI FARRO SENZA LATTOSIO E SENZA LIEVITO – RICETTA N° 133

Questa torta di mele, è nata per l’esigenza di smaltire un po’ alla volta la farina di farro che avevo comprato per fare il pane e che poi non ho utilizzato, tanto è vero che stava per scadere. Dal momento che tutti nella mia famiglia si erano messi a dieta, compresa me, ho voluto realizzarla, con ingredienti integrali dall’inizio alla fine. Con zucchero di canna al posto di quello bianco, con la margarina senza grassi idrogenati invece del burro, con il lievito biologico invece del solito lievito chimico e usando l’acqua al posto del latte. E con somma gioia di tutti è uscita una signora torta. Ottima a colazione e super per merenda. Se non avete problemi di dieta, usate le stesse dosi ma con latte, burro, zucchero semolato normali.Vorrei un’attimo fermarmi a parlare proprio del lievito biologico che uso da tempo per la mia intolleranza. Purtroppo ho notato, che come smetto di usarlo, e torno al classico lievito chimico, il mio gonfiore addominale ritorna. Quindi sono entrata nell’ottica, che le mie abitudini alimentari, devono cambiare radicalmente, sostituendo con ingredienti il più naturali possibili, quelli che risultano essere chimici. Al termine della ricetta troverete qualche info in più, su che cos’è il Cremor Tartaro, dove si trova e come si usa. Ormai questi prodotti si possono trovare anche nei piccoli supermercati. Quindi credo che non avrete problemi a reperire i prodotti su indicati bio-nature.

Un saluto e buona giornata a tutti voi.

 

Dosi: per 16/20 porzioni
Preparazione: 20 minuti
Cottura: 40/50  minuti

 

Ingredienti:

170 g di farina di farro integrale
130 di farina 00
3 uova medio-grandi
7/8 mele golden di grandezza media
250 di zucchero di canna
80 g di margarina + qualche fiocchetto in più prima di infornare la torta
150 ml di acqua
2 cucchiai di succo di limone
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
1 bustina di cremor tartaro
un pizzico di sale  ( per montare gli albumi )

 

PREPARAZIONE :

Per prima cosa lavate, sbucciate e fate a fettine le mele. Tenete conto che 5 vanno nell’impasto e 2 sopra come decorazione, quindi nel caso dividetele in due ciotoline. Irroratele con il succo di limone e la cannella.

Dividete i tuorli dagli albumi, e montate a neve questi ultimi con un pizzico di sale.

Montate i tuorli con lo zucchero.

Poi aggiungete la margarina.

Quindi aggiungete le farine, il cremor tartaro, e l’acqua, alternandoli.

In ultimo incorporate gli albumi, dal basso verso l’altro, cercando di non smontarli.

Ora aggiungete le 5 mele fatte a fettine all’impasto.

Versate in uno stampo di cm 24 di dm imburrato. Decorate la superficie con le altre 2 mele poggiandole sopra l’impasto, tagliate l’ottava mela solo se ce ne bisogno per completare la copertura.
Aggiungete qualche fiocchetto di maragarina sopra le mele, infornate in forno già caldo, preriscaldato a 180° per 45/50 minuti.

Una volta cotta, tiratela via dal forno e lasciate raffreddare completamente prima di tagliare a fette.

Ecco un particolare della trota vista all’interno.

P.S. Il Cremor Tartaro è un sale di potassio dell’acido tartarico ( E334 ), un’acido organico naturale, presente in molti frutti sopratutto nell’uva. E’ un lievito naturale, che rende i dolci sofficissimi, non gonfia e non appesantisce lo stomaco ; può essere usato da solo oppure miscelato al bicarbonato di sodio. Può essere acquistato in farmacia, ma si trova ormai in quasi tutti i supermercati più forniti, tra gli scaffali dedicati ai dolci insieme a tutti gli altri lieviti in commercio, e in tutti i negozi che vendono alimenti biologici.
Il Cremor tartaro può essere usato dai vegetariani e dai vegani, al posto del tradizionale lievito, che invece contiene uno stabilizzante l’E470a, di origine animale, ottenuto dai bovini e dai suini.
Lo si può usare non solo per i dolci, ma anche per pizze, pane e focacce.
Quindi è utile per tutti quelli che sono intolleranti al lievito chimico e lievito di birra, perchè il prodotto che viene lievitato con questo lievito risulta non alterato di sapore, e il risultato finale è un lievitato più leggero e che quindi  non appesantisce.

 

Buon appetito!

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PANINI PER HAMBURGER FATTI IN CASA – BURGER BUNS SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 110

PANINI PER HAMBURGER FATTI IN CASA – BURGER BUNS SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 110 

Oggi vi do una ricetta, che renderà felici voi e i vostri bambini. Immaginatevi  a cena, tutta la famiglia seduta a tavola, apparecchiata con piattini e ciotoline che contengono hamburger, cotolette di pollo, patatine fritte, insalata verde, pomodori a fettine, cetriolini, eppoi le salse come maionese, ketchup e salsa barbecue. Infine i vostri panini BURGER BUNS che voi, non avete comprato, ma bensì avrete fatto con le vostre mani. Deliziosi panini, profumati, morbidi, pronti per essere riempiti con gli ingredienti che ognuno sceglierà, e la vostra cena, sarà una cena degna di un fast food, ma con la consapevolezza, che tutto sarà stato cucinato da voi. Che ne dite, vi ho stuzzicato l’appetito e la fantasia ? Spero proprio di sì. So che a molti non piacciono i fast food, e a volte per potersi mangiare una panino che abbia le sembianze del panino da fast food, comprano quelli confezionati, ma poi rimangono delusi anche da quelli, perché appena aprono la confezione devono combattere con l’odore stomachevole di alcool etilico, con cui vengono fatti, e per finire, sono costretti a mangiarsi quello che rimane del panino, perché inesorabilmente, il loro secondo difetto è che si sbriciola facilmente appena lo si stringe con le mani per poterlo mangiare. La ricetta è di LAUREL EVANS  , una texana di settima generazione, autrice, volto televisivo, blogger e docente di cucina. Oltre a curare il suo blog, Un’americana in cucina, Laurel si occupa di progetti editoriali e tiene corsi e workshop di cucina americana in tutta Italia. E’ spesso ospite di molte trasmissioni televisive, e conduce con Mauro Rosati e Francesco Fichera Street Food Heroes, il primo travel cooking show sul cibo di strada italiano, in onda su Italia2. All’interno della descrizione degli ingredienti, vi ho scritto le cose che ho modificato per la mia intolleranza. Questa ricetta è davvero fantastica, i panini risultano davvero profumati di buono, inoltre, se sostituite come me il burro con la margarina, otterrete dei burger buns senza lattosio. Per oggi è tutto e mi raccomando, fatemi sapere come avete trovato la ricetta.

Buona giornata a tutti.

 

Dose : per 8 panini
Preparazione : 15 minuti
Lievitazione : dalle 2 alle 3 ore totali

 

Ingredienti per l’impasto :

180 ml di acqua calda ( io la uso tiepida )
30 g di margarina ( usate la stessa quantità di burro morbido se non siete intolleranti – come da ricetta originale )
1 uovo medio-grande
450 g di farina  ( io metto metà 00 e metà farina manitoba )
50 g di zucchero ( io uso quello di canna )
1 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito di birra in polvere ( io uso quello biologico Vegan in polvere )
olio di semi q.b. per ungere.

 

Ingredienti per la copertura :

1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio di acqua
semi di sesamo q.b.

 

PREPARAZIONE :

All’interno di una ciotola versate le farine a fontana, l’acqua, la margarina, l’uovo, lo zucchero, il lievito e per ultimo il sale, che metterete agli estremi, per non farlo entrare in contatto con il lievito. Mescolate tutti gli ingredienti per l’impasto e lavoratelo per circa 10 minuti, fino ad ottenere un palla soffice e liscia.

Ungete una ciotola con un pochino di olio e mettetevi a livitare l’impasto coperto per 1/2 ore, finché non raddoppia di volume.

Una volta lievitato, sgonfiate l’impasto e tagliatelo in 8 pezzi.

Formate un disco di spessore di cm 2,5 e di un dm di 8 cm.

Metteteli a lievitare coperti con un canovaccio, su una teglia ricoperta di carta forno, e lasciateli lievitare per 1 ora finché non saranno ben gonfi.

Preriscaldate il forno a 190°. Spennellateli con l’uovo sbattuto con il cucchiaio d’acqua e spolverateli con i semi di sesamo.

Cuocete per 15 minuti circa, o fino a quando saranno belli dorati.

Ed ecco le mie due versioni di panino Hamburger …. il panino versione little è questo !!!

Vedete quanto è morbido e come rimane intatto dopo qualche morso ???

Ed ecco la versione Maxi. Usate la vostra fantasia e i vostri ripieni preferiti per farcirli. ehhh ….. BUON APPETITO !!!

 

 

Buon appetito!

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APPLE PIE O TORTA DI NONNA PAPERA – RICETTA N° 95

APPLE PIE O TORTA DI NONNA PAPERA – RICETTA N° 95

Finalmente eccola pubblicata, la ricetta dell’APPLE PIE, dolce di tradizione americana, semplice, quasi rustico, conclude degnamente ogni pasto. Facile da preparare, incontra sempre il gradimento degli ospiti. Un classico della pasticceria americana, e dopo la cheesecake, è il dolce più noto e apprezzato degli Stati Uniti, meglio conosciuto oltreoceano come American Pie, ovvero il dolce emblema di questa nazione. Ma per molti di voi che si divertivano a leggere i fumetti di Paperino, quando erano bambini, la conoscono con questo nome : la torta di Nonna Papera, mitica la sua illustrazione che cammina tenendo in mano questa torta. La sua origine  è da far risalire ai coloni inglesi del XVII secolo, che riportarono con loro i semi di mele; da quel momento le torte di mele hanno fatto il loro ingresso sulle tavole di tutti gli americani. Si perché originariamente le Pie/Torte avevano tutt’altro come ripieno, dovuto al fatto che gli americani per conservare più a lungo alcuni tipi di alimenti, li cuocevano direttamente all’interno delle torte. Veniamo a noi :

1)  l’involucro della torta è una simil pasta brisè, a cui potete aggiungere se volete qualche cucchiaio di zucchero. Io ho usato la margarina e zucchero di canna (per la mia intolleranza), ma voi potete usare il burro e lo zucchero bianco semolato se non avete i miei stessi problemi.

2)  Usate indifferentemente mele da dessert o mele da cucinare ( es. Granny Smiths – Golden – Renette).

3) Non eccedete con lo zucchero: servitene eventualmente a tavola. Lo zucchero come il sale, tende a far uscire i liquidi, che potrebbero compromettere la cottura o incrostarsi sul fondo.

4) La fecola/frumina/ o amido di mais ha proprio lo scopo di assorbire i liquidi in eccesso.

5) La teglia o placca da forno, su cui sistemerete lo stampo con il dolce, ha lo scopo di raccogliere eventuali liquidi e rendere la pasta più croccante.

6) Iniziate la cottura a una temperatura elevata per colorare la pasta, quindi abbassatela per cuocere la farcia.

7) Per risparmiare tempo, potete avvantaggiarvi con la pasta brisè, preparandola prima e tenendola in frigorifero ben conservata nella pellicola per 24 ore.

8) Con questa dose potete foderare uno stampo da 23 cm o 26 cm di dm.

9) Se ritenete troppo difficile ricoprire la parte superiore con l’altro disco di pasta, procedete allora facendo le stesse griglie che si fanno per la crostata.

10) Nel dolce non ci sono uova, quindi adatto a chi è intollerante ad esse; l’unico uovo che ho usato io è  quello per spennellare, ma non è necessario, in quanto si sostituisce degnamente con 1 cucchiaio di latte senza lattosio, di soia di mandorle o di riso mescolato a 1 cucchiaio di zucchero.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro e buona giornata e quindi : CORAGGIO, DOLCI IN FORNO!!!

 

Dose : per 10 porzioni
Tempo di preparazione : 10 minuti per la pasta, 30 minuti in frigorifero, 10 minuti per la farcia
Cottura : 45/50 minuti

 

Ingredienti per la pasta:

350 g di farina 00
175 g di margarina o burro freddi
6 cucchiai circa di acqua fredda

FACOLTATIVO: 2 cucchiai di zucchero o semolato o di canna.

Ingredienti per il ripieno :

1 kg di mele
succo di mezzo limone (se ne amate così tanto il sapore potete mettere  il succo per intero)
85 g di zucchero di canna o zucchero bianco semolato
1 cucchiaio e mezzo di fecola di patate o amido di mais o frumina
1 cucchiaino di cannella (se ne amate così tanto il sapore potete arrivare fino a 3 cucchiaini)

Ingredienti per glassare :

2/3 cucchiai di latte senza lattosio
1 cucchiaio di zucchero di canna o semolato bianco

 

PREPARAZIONE :  

In una ciotola versate la farina a fontana e metteteci la margarina o il burro a pezzetti.

Lavorate rapidamente gli ingredienti ottenendo un mucchietto di briciolame.

Versate l’acqua fredda e lavorate con il cucchiaio o un coltello finchè la massa si compatta.

Lavorate il composto con una sola mano e appallottolatelo contro il bordo della ciotola. Formate il panetto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettete nel frigorifero per 30 minuti.

Dedicatevi al ripieno. Lavate le mele, sbucciatele, togliete il torsolo, e affettatele o fatele a pezzetti, mettetele in una ciotola con il succo di limone, lo zucchero, la fecola o l’amido/frumina e la cannella. Mescolate e mettetele in frigo.

Passati i 30 minuti, accendete il forno con all’interno la teglia o la leccarda sul quale ci poggerete lo stampo con la torta, preriscaldatelo a 220°. Riprendete la sfoglia dal frigorifero. Spolverizzate di farina la spianatoia.
Eliminate la pellicola e dividete la pasta a metà, di cui una va riavvolta e l’altra invece appallottolata.
Stendete la pasta con il mattarello infarinato, tirandolo dal centro verso l’esterno, fino ad ottenere un disco di 35 cm di dm.

Imburrate lo stampo e adagiatevi la pasta con il vertice in corrispondenza del centro dello stampo, per non doverla successivamente aggiustare e tirare.

Aprite la pasta e adagiatela nello stampo senza tirarla. Riprendete le mele dal frigorifero e versatele nella base pronta, distribuendole con una forchetta e ammucchiandole verso il centro. Spennellate il bordo con del latte.

Stendete l’altra metà della pasta ottenendo un disco pressapoco uguale. Ripiegatelo a ventaglio e sistematelo sulla farcia con il vertice in corrispondenza del centro.

Aprite la pasta e sigillatene i bordi premendola con le dita. Tenendo in una mano lo stampo, rifilate i bordi con un coltello leggermente inclinato.

Spezzettate il  bordo della torta incidendo leggermente il coltello e poi sagomatelo con le dita e spennellate con il latte.

Stendete i ritagli di pasta, ricavandone sagome da sistemare sulla torta per decorazione. Io ho realizzato delle foglie tagliando la pasta a losanghe e intagliandola all’interno per dargli la forma. Spennellate con latte o con l’uovo se avete deciso di usarlo e spolverizzate di zucchero.

Praticate al centro della torta il camino, cioè forate con un coltello, in modo tale da far uscire il vapore in cottura. Cosa essenziale per evitare che il dolce si gonfi e si deformi.

Infornate per 15 minuti, quindi abbassate a 180° e cuocete per altri 30/35 minuti, finchè l’esterno è dorato e la farcia morbida al taglio.

Ed ecco una fetta vista da vicino.

Considerazioni personali:

PER APPREZZARNE AL MEGLIO I SAPORI CONSIGLIO DI ESSERE PAZIENTI E DI GUSTARE LA TORTA DOPO CHE AVRA’ RIPOSATO PER ALMENO 1 GIORNO. QUESTO E’ UNO DI QUEI DOLCI PER I QUALI BISOGNA ATTENDERE UN PO’, PER POTERNE APPREZZARNE TUTTE LE QUALITA’. Preparatelo ad esempio il Venerdì pomeriggio, fatelo riposare tutta la giornata di Sabato, e offritelo ai vostri ospiti come dessert di fine pasto della Domenica. Rimanendo fedeli alla tradizione, potrete servirla con panna montata zuccherata, crema inglese o gelato, posti sopra la fetta o al lato.
Se non siete tra coloro che hanno molta pazienza, attendete almeno che si intiepidisca e poi tagliatela, decidendo di rimanere ancora una volta fedeli alla tradizione Americana, lasciando la torta all’interno dello stampo o invece servirla su un piatto di portata.

 

Buon appetito!

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CHEESE NAAN SENZA LATTOSIO E CON LIEVITO VEGAN – RICETTA N° 84

CHEESE NAAN SENZA LATTOSIO E CON LIEVITO VEGAN – RICETTA N° 84

Dopo un periodo di assenza dovuto all’influenza che pian piano ha costretto a letto me e alcuni componenti della mia famiglia nelle ultime settimane, rieccomi oggi carica di energia, felice di proporvi una nuova ricetta. Oggi vi porto con me, virtualmente parlando, a fare un viaggio in India , e ad assaggiare il cheese naan , un tipo di pane lievitato, tra i più conosciuti  e particolarmente popolare in India, Afganistam, Iran, Pakistan, e nei ristoranti indiani del Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Questo tipo di pane, ha diverse caratteristiche. L’impasto prevede farina bianca, lievito e yogurt; quest’ultimo ingrediente è quello che lo rende particolarmente elastico e morbido. Una volta lievitato l’impasto, viene diviso in pallette,  spianate con il mattarello e a seconda del luogo, viene riempito di una farcitura caratteristica. L’altra particolarità è che si cuoce in padella o su una griglia arroventata, spennellata con un po’ di olio. Il ripieno che vi propongo è la versione al formaggio spalmabile. Ma voi potete usare qualsiasi formaggio cremoso vi piaccia, come ricotta, stracchino, robiola o qualsiasi tipo di formaggino cremoso. Provatelo, eppoi se vi fa piacere, riproponetelo nella versione ripiena che vi piacerebbe realizzare, come verdure, carne macinata, salumi come prosciutto cotto, crudo ecc ecc. Il bello di queste ricette, è che anche se non siamo andati personalmente sul luogo di provenienza, è che possiamo ricrearle ugualmente a casa nostra, con gli stessi ingredienti o sostituendoli con qualcosa di simile. In questo modo assaporiamo la cultura culinaria di altri paesi e nazioni. Dopo aver letto diverse ricette sul web, ho deciso di procedere con la mia versione, usando il lievito secco VEGAN che avevo comprato tempo fa in un negozio di alimenti biologici, per la ricomparsa della mia intolleranza al lievito di birra, e usando yogurt e formaggio senza lattosio, che ormai si trovano in tutti i market più forniti, per la mia intolleranza al lattosio. Se non avete problemi, usate tranquillamente i prodotti citati con lattosio e lievito normali. Usate questa ricetta, anche quando vi accorgete che siete rimasti senza pane, non ve ne pentirete.

Bene, ora vi saluto e fatemi sapere come è andata.

 

Dose: per 5 naan
Preparazione: 30 minuti
Lievitazione: minimo 1 ora/ massimo  4 ore
Cottura: 20 minuti

 

Ingredienti:

350 g di farina 0 ( o farina 00 )
125 g di yogurt bianco senza lattosio ( va bene anche quello greco)
100 ml di acqua tiepida
3 cucchiai di olio e.v.o.
mezza bustina di lievito in polvere Vegan-Biologico ( o mezza bustina di lievito secco in polvere a lievitazione lenta )
1 cucchiaino raso di sale
2 pizzichi di bicarbonato
1 pizzico di zucchero semolato/o di canna
250 g di formaggio morbido spalmabile senza lattosio ( o qualsiasi tipo di formaggio morbido che vi piaccia)

 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola setacciate la farina, aggiungete il lievito e mescolate.

Aggiungete lo yogurt.

 L’acqua.

L’olio.

Il sale, il bicarbonato e lo zucchero.

Cominciate  a mescolare, e lavorate il composto all’interno della ciotola per 10 minuti, impastate fino ad ottenere un panetto liscio, omogeneo e morbido al tatto.

 Lasciate lievitare coperto con un coperchio o con un panno fino a che cresca di volume ( a me è bastata 1 ora ).

Riprendete l’impasto lievitato, e dividetelo in 5 palline di uguale dimensione.

Infarinate una piano di lavoro, e con il mattarello stendete in forma sferica ogni pallina.

 Ponete al centro un cucchiaio abbondante di formaggio.

 Spalmatelo con un cucchiaio o una forchetta.

Chiudete prima i lembi verticali.

Poi quelli orizzontali.

Premete bene con i polpastrelli.

A questo punto potete decidere di stendere ancora il pane con il mattarello, molto delicatamente, fino ad ottenere un quadrato delle dimensioni di 15 cm.

O lasciare il pane così com’è senza stenderlo di nuovo.
Fate scaldare una piastra in ghisa, o una padella antiaderente, ed eventualmente ungerla con un pochino di olio.

Cuocete il pane 3 minuti per lato, fino a che non risulterà dorato.

Ecco il pane cheese naan .

Ed ecco come appare all’interno.

 

Buon appetito!

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TORTA DI MELE CON LATTE E BURRO SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 51

TORTA DI MELE CON LATTE E BURRO SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 51

Chi non ha un dolce che quando lo mangia, lo fa tornare ai tempi belli passati nella spensieratezza e nel divertimento dei giochi che faceva con gli amichetti/e  quando era bambino/a ? Ebbene, questo è l’effetto che fa a me questa torta. Una ricetta tanto semplice ma allo stesso tempo suprema. Il sapore di questa torta mi riporta indietro nel tempo, il profumo che scaturisce al di fuori del forno quando è cotta mi ricorda i tempi in cui spensierata passavo interi pomeriggi a giocare, a sorridere a immaginare un mondo bello e pieno di fantasia, il tutto accompagnato da dolci come questo, preparato dalle mani della mamma e della nonna. Ho un debole per le torte di mele, e questa la metto al primo posto. In seguito ne pubblicherò delle altre, fatte in innumerevoli modi diversi. Così ognuno potrà scegliere tra le tante la sua preferita. Ma veniamo al vivo della ricetta. Per farla ho usato burro e latte senza lattosio, è fatta con sole 2 uova, le mele sono le Golden, e il burro deve essere rigorosamente a temperatura ambiente, almeno 2 ore prima fuori dal frigo. Ma se non volete usare i latticini sostituite il burro, con la stessa quantità di margarina vegetale di buona marca, mentre il latte con latte di soia/riso/mandorla. Questa ricetta dovevo pubblicarla ieri, ma ho avuto problemi con il PC, quindi la pubblico oggi e se la preparerete vi farà affrontare al meglio una giornata grigia e piena di nuvole come questa. Mangiatela a colazione, a merenda, o come dolcetto per un felice fine pasto.

Buona giornata a tutti voi.

 

Tempo di preparazione: 15/20 minuti
Tempo di cottura: 40/45 minuti
Stampo: rotondo cm 24/26 di dm

 

Ingredienti:

2 uova medie
100 g di zucchero semolato
100 g di burro morbido senza lattosio
250 g di farina 00
1 bicchiere di latte senza lattosio
1 bustina di lievito per dolci
4 mele Golden
zucchero a velo q.b.
cannella in polvere q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola montate il burro ammorbidito con lo zucchero, per qualche minuto.

Aggiungete un uovo alla volta, e montate fino a che si saranno ben amalgamati all’impasto.

Aggiungere la cannella in polvere (se non vi piace non mettetela).

Setacciate insieme farina e lievito, aggiungeteli alternandoli al latte, fino a terminare i due ingredienti.

Lavate le mele, sbucciatele e fatene 1 a cubetti  e mescolatela insieme all’impasto.

Mettete il composto dentro uno stampo imburrato e infarinato.

Tagliate a fettine tutte le altre mele.

Affondate tutte le fettine di mele fino in fondo e ricoprite la torta, spolverizzate di zucchero a velo. Infornate in forno caldo preriscaldato a 180° per 40/45 minuti.

 Sfornate la torta, fatela raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.

Ed ecco la torta nel piatto di portata.

Spolverizzate di nuovo con un po’ di zucchero a velo e servite.

 

Buon appetito!

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CIAMBELLONE ALL’ACQUA DI NONNA TINA – MORBIDISSIMO E SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 22

CIAMBELLONE ALL’ACQUA DI NONNA TINA –  MORBIDISSIMO E SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 22

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Questo ciambellone ha una storia: amo mangiare per colazione qualcosa fatto da me piuttosto che merendine e biscotti confezionati.

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Ne ho mangiate di merendine, sopratutto durante l’adolescenza. Però qualche anno fa ho deciso di cambiare rotta. E anche se nella mia info-biografia, ho scritto che la prima ricetta che ho fatto da bambina è stato proprio un ciambellone, non ho mai ricordato come lo avevo fatto. L’intento era quello di riuscire a fare un cimbellone alto, buono, soffice proprio come quello che vedevo in panetteria ogni volta che andavo a comprare il pane. Ma non c’era verso, il ciambellone non mi riusciva. Troppo duro, troppo basso, troppa farina, e che sapeva di farina …. un disastro. Poi un giorno, quella che io chiamo nonna Tina, mi è venuta in soccorso. Una graziosa signora, madre e nonna di 3 bellissimi nipoti, che impasta, stende, riempie, frigge, ammassa, cuoce e beh ….. chi più ne ha chi più ne metta. Lei è sempre ai fornelli a fare qualche dolce per la colazione, o per il compleanno di qualcuno dei suoi familiari e alcune volte mi ha portato ad assaggiare alcune cose che aveva messo da parte per me. Si proprio lei mi diede la sua ricetta, e mi disse che oltre a usarla per farci il ciambellone, potevo usarla come base per fare una torta ripiena di panna, crema, o cioccolata per i compleanni o per qualsiasi altra occasione. Ma con un però: dovevo farla esattamente nell’esecuzione da lei descritta. E io ve la riporto così come lei me l’ha data. Comunque da allora questo è entrato di diritto  tra la mia classifica di dolci per la colazione. E vi dirò di più, uso proprio questa ricetta per fare tutte le varianti che mi vengono in mente, a volte proprio nel momento in cui mi metto a prepararlo decido di aggiungere o sotituire  un’ingrediente, così i ciambelloni sono sempre diversi, di sapore e di contenuto. Per un’ottimo riuscita di questa ricetta vi consiglio 2 cose fondamentali :

  1. pesate tutti gli ingredienti e preparateli a portata di mano davanti a voi.
  2. sbattere il composto per tutto il tempo fino alla fine, spegnete le fruste solo dopo aver inserito il lievito che è l’ultimo ingrediente.

Quando ho fatto le foto ero da sola, quindi ho dovuto spegnere per qualche secondo le fruste.  Lo scrivo a scanso di equivoci. Non c’era nessuno che mi potesse fotografare. Questo ciambellone può mangiarlo anche chi è intollerante al lattosio perchè è fatto con acqua al posto del latte. E vi dico che questo ingrediente cambia di netto il sapore e la consistenza del dolce. Provare per credere.

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata usando il tag se usi Facebook  – Le ricette di Daniwella. felicità e passione in cucina o @passioneincucinacondaniwella – se invece sei su Instagram usando #lericettedidaniwella o @daniela.addis72.

Grazie a tutti per i vostri LIKE  e per le vostre condivisioni. Se non volete perdervi nessuna delle mie ricette iscrivetevi alla news letter. Felice giornata.

Enjoy #daniwella

 

Tempo di preparazione: 15/18 minuti
Tempo di cottura: 30/35 minuti

 

Ingredienti:

3 uova
250 g di zucchero
130 g di acqua
120 g di olio
300 g di farina
1 bustina di vanillina o la buccia di un limone biologico grattugiato o 1 bicchierino di liquore adatto ai dolci
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE:

Pesate tutti gli ingredienti, e metteteli vicino alla ciotola dove preparate l’impasto. Imburrate e infarinate uno stampo da 24 cm di dm. Accendete il forno a 180°. In una ciotola montate le uova e lo zucchero per 15 minuti (ci vorrà molta pazienza, ma il risultato sarà eccellente).

Passati i minuti mettete senza spegnere le fruste per primo l’acqua.

Poi l’olio.

Poi la farina, la vanillina (o l’aroma che avete scelto voi) e il lievito.

Versate l’impasto nello stampo, che avrete precedentemente imburrato e infornate in forno caldo a 180° per 35 minuti. Non aprite il forno prima che siano passati 30 minuti. Fate la prova stecchino e se esce asciutto il dolce è pronto.

Sfornate il dolce e dopo 15 minuti toglietelo dallo stampo. Fatelo raffreddare completamente prima di decorarlo e mangiarlo.

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Ed ecco un particolare del ciambellone all’interno.

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Se vi piace, decorate il ciambellone con dello zucchero a velo spolverato sopra.

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Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 – I CECI

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 –  I CECI 

La prima volta che mangiai i ceci fu all’età di 6/7 anni. Una cara amica di mia mamma invitò la mia famiglia a pranzo e ci fece mangiare la sua famosa pasta e ceci. E rimase davvero famosa, da quel giorno non la mangiammo più, a me e alle mie sorelle quei ceci non erano proprio piaciuti. Poi da grande le cose cambiarono. Ogni volta che parlavo con qualcuno dei ceci e raccontavo questa  storia, mi diceva che molto probabilmente quella signora non aveva cucinato nel giusto que ceci. Pian piano ho cominciato a mangiarli, e ho comprato quelli in scatola già cotti. Mi piacevano, ma non ero ancora soddisfatta, ho comincito a documentarmi  e a fare ricerche su internet cercando tute le informazioni possibili per arrivare alla fine al modo migliore di cucinarli ed avere un risultato ottimale. Questi semi appartengono alla famiglia delle Fabaceae, originaria dell’Oriente, ed è uno dei legumi più antichi della storia dell’umanità. E’ il terzo nella classifica dei legumi più consumati al mondo, preceduto sola dalla soia (seconda)  e dai fagioli (primi). In Italia la pianta del cece è coltivato nel meridione e nelle isole in quanto necessita di clima caldo e asciutto, ma hanno una bassa resa, non godono di una grande richiesta di mercato. I maggiori produttori dei ceci sono l’India e il Pakistan. Legumi dal buon sapore, i ceci sono tutt’oggi accettati talvolta con diffidenza per la difficoltà di cottura: se vengono acquistati troppo vecchi, anche se sono stati messi a lungo a bagno, non cuociono mai.

 

 Per saperne di più:

100 g di ceci contengono:   320 calorie
Sono composti per il 10,6% da acqua, per il 19,3% da proteine, il 17,5% da fibre alimentari, il 2% da ceneri, il 6% da grassi e carboidrati.
Minerali presenti: potassio, calcio, fosforo, magnesio, sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio.
Vitamine presenti: B1, B2, B3, B5 e B6, folati, vitamina C, K e J ed in ultimo la vitamina E.
Aminoacidi presenti: acido aspartico, acido glutammico, leucina, fenilalanina, arginina, serina, valina ed isoleucina.

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Proprietà principali:

Tra le proprietà  positive dei ceci ci sono le capacità di abbassare i livelli di “colesterolo cattivo” nel sangue e proteggere il cuore, grazie alla presenza di minerali come magnesio e di folato; quest’ultimo sembrerebbe in grado di abbassare il livello dell’omocisteina, un’aminoacido, che quando è presente in quantità eccessiva provoca infarto e ictus.
Per l’abbondanza di magnesio, invece si hanno benefici alla circolazione sanguigna. Contengono i cosi detti acidi grassi insaturi, OMEGA 3, che prevengono gli stati depressivi e abbassano i trigliceridi. Grazie alla presenza delle fibre i ceci contribuiscono a regolarizzare le funzioni del nostro intestino e mantengono equilibrati il livello di glucosio nel sangue. E’ un’alimento con un’elevato contenuto di proteine e per l’assenza di purine, può sostituire in parte gli alimenti di provenienza animale nel regime dietetico delle persone che soffrono di gotta. Per l’alto contenuto di calcio è indicato per gli stati di osteoporosi e per il consolidamento delle ossa. Per l’elevato contenuto di ferro, è poi indicato negli stati anemici ed essendo ricco di cellulosa, anche nelle atonie intestinali e nella stitichezza. Ha scarso contenuto in sodio e quindi è consigliabile nei regimi iposodici, mentre l’alto contenuto in potassio lo fa consigliare negli stati alcalosi.

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Preparazione dei ceci:

La preparazione è lunga, ma non c’è bisogno di spaventarsi o prenderla come una perdita di tempo. Nel periodo dell’ammollo e della cottura, noi possiamo fare altro.
Al momento dell’acquisto verificate che i ceci secchi non siano più vecchi di un’anno e  che si presentino intatti. Metteteli in colino e sciacquateli  sotto il getto dell’acqua corrente.

Metteteli in ammollo in una ciotola capiente con abbondante acqua, considerando che reidratandosi i ceci raddoppino di volume e se la temperatura ambiente dovesse essere calda, sarà utile cambiare l’acqua 2/3 volte per evitare la fermentazione.

Ammollo


I ceci vanno lasciati in ammollo, da un minimo di 8/12 ore ad un massimo di 24 ore con un pizzichino di bicarbonato. Questa differenza è dovuta a seconda della stagione in cui ci troviamo, considerando che vengono raccolti tra settembre e giugno, nel periodo autunnale hanno bisogno di stare in ammollo 8 ore,in inverno 12 ore, in primavera 18 ore, in estate 24 ore.

 Cottura


Passate le ore di ammollo, scolate l’acqua in un colino.

 E’ consigliabile cuocerli in un tegame di coccio *.

Se non lo si possiede vanno bene anche l’acciaio inox con il fondo spesso, da scartare l’alluminio.
La cottura deve partire da acqua fredda, mettendo un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio in camicia

Una volta raggiunta l’ebollizione sarà necessario schiumare con un mestolo forato.

 Da quel momento il tutto dovrà sobollire, coprendo il tegame con un coperchio, per 3 ore circa. Il sale va aggiunto solo alla fine, quando i ceci sono già cotti, perché il sale indurirebbe i legumi rendendoli immangiabili.
Per capire se sono cotti basterà sentire con una forchetta la loro resistenza, se saranno teneri e si schiacciano i ceci sono pronti. Una volta cotti si lasciano nella propria acqua di cottura, per 30 minuti continueranno ad assorbire il sale e i vari aromi continuando ad aromatizzarsi. Il profumo tradizionale delle minestre di ceci è il rosmarino, mentre il suo condimento ad ok è l’olio e.v.o. aggiunto a crudo nel piatto.
Da quando ho imparato a cuocere i ceci nella maniera giusta, non compro più  i ceci cotti in barattolo. Dopo averli cotti, ne tolgo un po’ per cucinarli con il condimento che ho deciso. Il resto dei ceci li faccio freddare completamente,  li metto nei sacchetti per congelatore con un po d’acqua di cottura, faccio dei sacchetti di circa 300 g e li metto in frezeer. Quando ne ho voglia, o decido che per pranzo voglio mangiare i ceci con la pasta, tiro fuori la bustina dal congelatore, li metto a scongelare in un pentolino con un po’ di acqua calda e li condisco come ho deciso di mangiarli.

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*   Il coccio è un materiale antico: la sua cottura sul fuoco e in forno è diversa perché la terracotta produce un riscaldamento molto più lento rispetto ai contenitori di metallo. Per questo motivo è ideale per la cottura di minestre i cui ingredienti devono essere cotti a temperature dolci. Usato sulla fiamma viva è necessario proteggerlo mettendo sul fornello una retina spargifiamma, mentre in forno non deve superare i 200°. Se è nuovo bisogna riempirlo di acqua e lasciarlo così per 12 ore. Poi metterlo sul fuoco con la retina e farlo sobollire per 15 minuti.

 TANTISSIMI AUGURI 


Approfitto in chiusura per fare gli auguri di Buon Anniversario ai miei Cari Amici Valentina e Marcello, che proprio oggi festeggiano l’anniversario di 10 anni d’amore, conoscenza , fidanzamento e matrimonio.

Buon appetito!

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