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Ricette salate

GNOCCHI DI PATATE – RICETTA N° 94

GNOCCHI DI PATATE – RICETTA N° 94

Buongiorno a tutti. Il tempo non concede tregua, a quanto pare è brutto in tutta Italia. Allora ho deciso di pubblicare la ricetta per fare gli gnocchi, visto che si sono anche abbassate le temperature, sarà piacevole mangiare qualcosa di caldo per pranzo. A chi non piacciono? Credo veramente a pochi. Una volta si diceva che gli gnocchi si mangiavano il Giovedì, ma oggi è possibile mangiarli tutti i giorni della settimana perché li si può comprare confezionati. Niente di più sbagliato. Che compriate quelli confezionati o già pronti in un negozio di pasta fresca, sappiate che non ci sono le patate, bensì la farina di patate o fiocchi di patate per non parlare dei conservanti in quelli già imbustati.  La cucina italiana contempla molti tipi di gnocchi. Oltre a quelli di patate, infatti, ve ne sono altri preparati con farine di vario tipo, i più noti son senz’altro quelli di semolino, per proseguire con quelli di pane raffermo, di altri ortaggi e frutta o ancora di ricotta.  Morbidi, gustosi, di tanti sapori e colori a seconda degli ingredienti, sono un gioioso invito al convivio e banchetti gioiosi. Un piatto nutriente che appartiene alla tradizione gastronomica di tutte le nostre regioni.  Gli gnocchi sono una delle cose che non compro mai, preferisco farmeli da me, e quindi, eccovi la ricetta di base, allora coraggio, mani in pasta e divertitevi a crearli da voi. Tenete presente che per ogni chilo di patate ( quantità per 5/6 persone ), servono 300 g di farina, io metto metà di semola e metà di farina 0, 1 uovo e 2-3 pizzichi di sale e se volete un pizzico di noce moscata. Le patate devono essere farinose, delle stesse dimensioni per lessarle al meglio. Volete gnocchi colorati ? Aggiungete all’impasto zafferano, spinaci, pomodoro o altro. Potete anche servirli insieme di vari colori.  Bene spero di avervi dato un’idea sul pranzo di oggi, se volete prepararne di più la Domenica quando avete gente a pranzo raddoppiate le dosi. In attesa che torni il bel tempo, vi auguro una buona giornata, rallegrate il vostro palato con un bel piatto di gnocchi fumanti con il sughetto che avete scelto. Nelle foto vedrete una quantità maggiore di gnocchi, io e Nonna Lina, amica di famiglia e cara vicina di casa, abbiamo impastato 3 kg di patate e 900 g di farina, per una grande tavolata, in occasione di un sontuoso pranzo domenicale di qualche mese fa’. Speriamo che torni presto il bel tempo, ebbene lo confesso, non avevo avuto occasione di andare al mare nelle scorse settimane, e quando lo avevo deciso, ha cominciato a piovere e a fare brutto tempo.

Ho in serbo per voi, un paio di ricette, che potrete preparare per un gustoso pranzo da mangiare sulla spiaggia, siete curiosi di cosa si tratta ??? Continuate a seguirmi, non ve ne pentirete !!!

 

Dose : 5/6 porzioni
Preparazione : 1 ora
Cottura totale : 1 ora

 

Ingredienti :

1 kg di patate farinose
150 g di farina di semola rimacinata di grano duro
150 di farina 0
la farina q.b. per il piano di lavoro
2-3 pizzichi di sale
1 uovo medio-grande
1 pizzico di noce moscata ( facoltativo )

 

PREPARAZIONE :

Sciacquate le patate sotto il rubinetto dell’acqua corrente. Cuocetele con la buccia in acqua fredda, facendole bollire in abbondante acqua salata, cuocetele a fuoco medio per 45 minuti, fino a che inserendo una forchetta la patata risulterà morbida all’interno.

Sbucciatele e passatele calde allo schiacciapatate.


Quando il passato sarà tiepido mettete al centro le farine, l’uovo, il sale e la noce moscata che servirà per insaporire il tutto.

Lavorate impastando fino a quando l’impasto sarà uniforme e della giusta consistenza.

Dividete l’impasto in pezzi, rotolateli sulla spianatoia infarinata e ricavatene dei cilindretti.

Con un coltello tagliateli a pezzetti e ricavate gli gnocchi.

Schiacciateli leggermente sul rovescio di una grattugia o sull’apposito  taglierino rigato o come faccio io sui rebbi di una forchetta,  lasciateli lisci se decidete di farli piccoli.

Spolverizzate di farina dei vassoi sul quale posizionare gli gnocchi man mano che li preparate.

Versatene pochi alla volta in acqua salata a bollore.

Scolateli delicatamente con un mestolo forato non appena vengono a galla.

Conditeli con il sugo o salsa che avete scelto, spolverate di eventuale formaggio grattugiato e versateli nel vassoio che porterete in tavola.
Ed ecco gli gnocchi pronti, io li ho conditi con un sughetto semplice con un pochino di carne macinata e parmigiano grattugiato.

 

Buon appetito!

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DADO VEGETALE FATTO IN CASA – RICETTA N° 85

DADO VEGETALE FATTO IN CASA – RICETTA N° 85 

Quante di quelle cose in commercio, avete pensato molte volte di voler riprodurre in casa? Sono sicura che molte di voi risponderebbero con un numeroso numero, scusate il giro di parole. Oggi, voglio farvi scoprire di come sia facile, riprodurre in casa il dado vegetale, che a differenza di quello che potete trovare in commercio, ha veramente la quantità di verdure fresche che immaginate, perché sarete voi a farlo, con in più la garanzia che il vostro dado sarà veramente senza GLUTAMMATO, SENZA COLORANTI, SENZA CONSERVANTI, SENZA GRASSI IDROGENATI, SENZA ESTRATTO DI LIEVITO, SENZA GLUTINE ECC ECC. La ricetta che vi propongo, la conosco già da quando a suo tempo ho comprato il Bimby, nel 1999. All’interno del ricettario, c’era la ricetta per preparare il dado di carne e quello vegetale. Io ho comunque modificato gli ingredienti a mio piacimento. Oggi potrete farlo anche voi, senza Bimby, direttamente sul fornello di casa vostra. In seguito pubblicherò anche la ricetta per fare il dado di carne. Vi espongo come sempre le informazioni che ritengo necessarie farvi sapere per poter preparare un’ottimo dado vegetale, nel caso vorreste utilizzare altre verdure o spezie differenti da quelle che vi scrivo io negli ingredienti, o che potrete variare in base alla stagione.

  1. Le verdure devono essere freschissime e di stagione.
  2. Sbucciatele, lavatele, tagliatele a pezzetti e poi asciugatele.
  3. Solo a questo punto pesatele tutte insieme per regolarvi sulla quantità di sale da utilizzare.
  4. Il sale deve essere sempre 1/3 del peso totale delle verdure. Le mie verdure pesavano 900 g, e ho usato 300 g di sale. Ricordate, 1/3, ne di più, ne di meno, valore indispensabile per garantire la giusta salinità e conservazione del vostro dado una volta cotto.
  5. Potete usare sia il sale grosso che quello fino, quello biologico, con o senza iodio, o decidere se avete problemi, di usare metà sale e metà miso, che potete comprare nei negozi che vendono prodotti  biologici o etnici, scegliete voi come siete abituati, andando così a personalizzare il vostro dado in base alle vostre abitudini alimentari.
  6. Durante la cottura non dovete aggiungere acqua, perché è già contenuta dalle verdure; una volta cotte dovrete frullarle con il frullatore ad immersione, rimetterle sul fuoco a fiamma bassa e far evaporare tutta l’acqua, il tutto dovrà restringersi fino a che il composto si staccherà dai bordi della pentola.
  7. Ora potete decidere se farlo raffreddare all’interno dei contenitori del ghiaccio, o metterlo in contenitori di vetro sterilizzati e cuocerlo a bagno-maria per 30 minuti, o stenderlo a rettangolo su carta forno/alluminio, dividerlo a cubetti/quadratini e una volta freddi metterli a rassodare in frezeer come faccio io.
  8. La consistenza dei dadi non sarà durissima, come quelli in commercio, ma rimarrà sempre semi-morbido e granuloso grazie alla presenza del sale che ne impedisce il  completo congelamento. Si conservano in frezeer per 6 mesi, mentre in frigorifero per 1 mese circa.
  9. Il dado non andrà mai assaggiato, ma bensì sciolto nell’acqua calda per preparare il brodo, nella proporzione di 1 cubetto ogni litro di acqua.
  10.  Considerate che alcune verdure, hanno un sapore predominante rispetto alle altre, come i cavolfiori e i finocchi, tenetene sempre conto, perché andranno a incidere sul sapore finale del vostro dado.

 

Dose: per 35/40 cubetti di dado
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 2 ore
Raffreddamento: 24 ore in frezeer/congelatore prima di riporlo nel contenitore o in bustine.

 

Ingredienti:

1 zucchina
2 carote
200 g di zucca
1 gambo di sedano con tutte le foglie
2 cipolle
2 spicchi d’aglio
una manciata di funghi freschi
1 porro
5/6 pomodorini
qualche filo di prezzemolo
qualche foglia di basilico e salvia
1 rametto di  rosmarino (mettete solo gli aghi)
1 foglia di alloro
2/3 cucchiai di olio e.v.o.
300 g di sale fino

 

PROCEDIMENTO:

Mondate, sbucciate e lavate tutte le verdure. Fatele a pezzetti e asciugatele.

Pesatele tutte insieme per regolarvi sulla quantità di sale. Le mie pesavano 900 g, quindi ho usato 300 g di sale fino. Mettete olio e verdure a pezzetti in una pentola, coprite e cuocete a fuoco medio per 10 minuti.

Aggiungete il sale, abbassate il fuoco al minimo e cuocete sempre coperto per 1 ora, mescolando ogni tanto per non far attaccare le verdure.

Togliete dal fuoco e frullate le verdure con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto omogeneizzato.

Rimettete sul fuoco, sempre coperto e a fuoco basso, per altri 40/50 minuti o fino a che lo riterrete opportuno. L’acqua deve evaporare completamente. Capirete che è pronto quando si sarà ristretto fino a staccarsi dalle pareti della pentola.

Ricoprite un vassoio rettangolare con della carta di alluminio o carta forno, versate il composto e stendetelo a rettangolo. Fatelo raffreddare completamente.

Una volta freddo con l’aiuto di un coltello tagliate a cubetti o quadratini, cercando di distanziare leggermente i cubetti, riponeteli dentro il frezeer per 24 ore.

Ora siete pronti per staccare con calma tutti i cubetti e riporli dentro a dei contenitori con coperchio a chiusura ermetica o in bustine-gelo.

Fate le vostre varianti a seconda dei vostri gusti, aggiungendo erbe aromatiche o spezie diverse o ortaggi come fagiolini, porri, patate, bieta o spinaci, potete anche aggiungere una piccola quantità di formaggio Grana o Reggiano grattugiati.

Buon appetito!

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IMPASTO PER CREPES – RICETTA N° 77

IMPASTO PER CREPES – RICETTA N° 77 

Un velocissimo impasto di farina, latte, uova, poco burro e sale. Sono gli ingredienti per queste frittatine il cui nome italiano traduce il francese crèpes. Nel nostro paese hanno una discreta tradizione. Famose qui da noi in Abruzzo le scrippelle ‘mbusse cotte in brodo oppure usate per fare il timballo. Usando fantasia si può usare la ricetta di base con una grande versatilità che si adatta perfettamente a farciture di molti tipi, salate e dolci. Questo tipo di impasto io lo adoro, e spesso in occasione delle feste le preparo in anticipo, le riempio con il ripieno prescelto e le congelo. In questo modo si hanno delle crepe già pronte da cuocere direttamente dal congelatore al forno. Così come sono invece, si conservano in frigorifero coperte con la pellicola per 2/3 giorni al massimo, dopo le dovete consumare. Per esperienza personale, posso dirvi, che le crepe richiedono una certa manualità, più volte le fate e più vi riusciranno bene. Anche se a volte possono uscirvi bene anche al primo tentativo. Con la dose che vi scrivo, potete realizzare 30 crespelle del diametro di 18 cm. Tra qualche giorno vedrete quali sono le mie specialità che preparo con le crepes in occasione delle feste e non.
Buona giornata e buon inizio settimana a tutti.

Dose: per 30 crepes
Preparazione: 15 minuti
Riposo: 30 minuti

 

Ingredienti:

4 uova medie
500 ml di latte
200 g di farina 00
30 g di burro sciolto
1 pizzico di sale
noce moscata in polvere q.b.
burro o olio in più q.b. per ungere la padella quando serve

 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mescolate bene la farina con circa metà del latte.

Quando il latte è stato assorbito e il composto è piuttosto liscio, aggiungete le uova e continuate a sbattere con la frusta per amalgamare e sciogliere gli eventuali grumi.

Aggiungete poi il restante latte, Continuando a sbattere con la frusta finché il composto non risulterà colante.

Unite alla pastella il burro fuso, il sale e la noce moscata.

Mettete la pastella a riposare in frigorifero coperta per 30 minuti.
Scaldate una padellina antiaderente per crepes, del dm di 18 cm. Ogni volta che serve, con un pochino di carta assorbente, ungere con un po’ di olio o di burro la padella per le crepes. O in alternativa usate un po di grasso di prosciutto di maiale, strofinatelo sulla padellina calda.
Versate un mestolino del composto al centro della padella, roteandola per distribuirla uniformemente.

Per ottenere una crespella regolare e sottilissima, riversare velocemente nella ciotola il composto in eccedenza.

Cuocete la crespella su un lato, e dopo circa 1 minuto e mezzo 2, giratela sull’altro lato con una spatolina apposita. Regolate il fuoco sempre sul medio-basso.

Una crespella ben cotta ha la superficie grinzosa, priva di buchi e di un bel colore.

Sovrapponete le crepes l’una sull’altra man mano che si cuociono. Mettete della carta assorbente sotto ogni 10 crepes, così non perderete il conto del numero.

Eccole le crèpes pronte per essere usate come più vi piacciono.

 

Buon appetito!

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PASTA FRESCA ALL’UOVO – TUTTI GLI STEP E I CONSIGLI PER PREPARARLA IN CASA – RICETTA N° 57

PASTA FRESCA ALL’UOVO – TUTTI GLI STEP E I CONSIGLI PER PREPARARLA IN CASA – RICETTA N° 57

La mia carissima amica Claudia, ragazza solare e piena di gioia di vivere, mi ha fatto notare che questa era la ricetta mancante sul mio blog, perché lei un giorno ne aveva bisogno e cercandola non l’ha trovata. E allora eccola qua, ora mi sono fatta perdonare. Nei tempi antichi  la pasta fatta in casa faceva parte della dote di una sposa. Fare la pasta in casa è storia antica. Come antica è la tradizione che vede la donna davanti alla spianatoia con grembiule, le mani impastate, mattarello in mano, che aveva appena steso una grande sfoglia, da cui ricavava tagliatelle, tagliolini, lasagne e ancora ravioli, tortellini & company. Questa immagine contrasta un po’ con quella di noi donne di oggi, sempre con i minuti contati, piene di impegni lavorativi e familiari e per questo alcune di noi si avvalgono di pasta all’uovo già fatta, che si trova nei numerosi negozi che producono esclusivamente pasta fresca, o nei market che la vendono in confezione di plastica sottovuoto e non. Eppure farla a mano e tirarla in una sfoglia larga e sottile può essere considerata quasi una tecnica anti-stress che consente inoltre di ottenere un risultato finale che non ha eguali sul mercato. Facciamo un po’ di conti: 15-20 minuti per impastare gli ingredienti e lavorare il panetto, 30 minuti per lasciarlo riposare ( nel frattempo vi potete dedicare  ad altro ), e ancora 15 minuti per stendere la sfoglia e ricavarne delle tagliatelle. In tutto: 1 ora. Ma il piacere e la soddisfazione personale di portare in tavola un piatto di tagliatelle fumanti fatte con le nostre mani, non vale 1 ora della nostra giornata? Con una buona organizzazione del nostro tempo il gioco è fatto. Ad ogni modo, oggi esistono, attrezzature come la macchina impastatrice e quella stendi pasta, pensate per ottenere risultati soddisfacenti con risparmio di tempo, anche senza avere l’abilità manuale delle nostre nonne. Se decidete di provare, fatelo la domenica mattina, se non lavorate, e così vedrete come è bello dedicarsi a quest’arte antica , con il tempo vedrete come diverrete abili, così tagliatelle, pappardelle, tagliolini, ravioli e garganelli potranno diventare primi attori della vostra tavola. Ricordate, la buona riuscita della pasta fresca comincia dalla farina che deve essere ricca di glutine, se si vuole ottenere un impasto più facile da tirare e una pasta più elastica. Il glutine è una proteina che, quando viene inumidita, in questo caso dalle uova, forma una trama elastica che lega meglio l’impasto. Eccovi alcuni consigli fondamentali, che ho fatto tesoro col tempo, leggendo qua e là, chiedendo a chi era più esperta di me, e che ho acquisito nel tempo dagli errori fatti.

Primo: usate assolutamente la spianatoia di legno, primo elemento fondamentale per un risultato finale ottimale; la rugosità del legno è più consona della superficie liscia del tavolo alla lavorazione della pasta. Infatti questo materiale, permette alla pasta di prendere rugosità, indispensabile per assorbire al meglio il condimento scelto.

Secondo: si comincia disponendo la farina a fontana sulla spianatoia di legno ( se siete poco esperte o alle prime armi, cominciate il procedimento dentro una ciotola, per poi trasferire il composto una volta che avrà assorbito il liquido direttamente sulla spianatoia per essere impastato ), si allarga quindi con cura il cratere centrale per lasciar posto alle uova, si sbattono leggermente con una forchetta in modo che gli albumi e i tuorli si amalgamino perfettamente, attirando poca farina alla volta all’interno delle uova sbattute, verso il centro della fontana, finché non sarà stata assorbita del tutto.

Terzo: per quanto riguarda il sale, secondo le antiche correnti emiliane, non andrebbe messo nell’impasto. Le correnti più moderne invece ne prevedono un pizzico. Io c’è lo metto.

Quarto: evitate le correnti d’aria che potrebbero far seccare la pasta, copritela sempre con un canovaccio pulito inumidito.

Quinto: la proporzione ideale tra uova e farina è di 1 uovo (utilizzando uova da 60 g) per 100 g di farina, dose per 2 persone. Per eventuali correzioni dell’impasto, aggiungete un cucchiaio di farina se l’impasto risulta troppo lento, mentre aggiungete 1 cucchiaio di acqua se l’impasto risulta troppo duro, questo dipenderà se usate uova più grandi o più piccole di 60 g, e dalla farina che userete.

Sesto: il panetto va lavorato con molta energia per almeno 10 minuti, sbattendolo sulla spianatoia affinché la pasta diventi elastica. La pasta, infatti, passata e ripassata sulla spianatoia, ripiegata su se stessa, battuta e maneggiata, diventa via via più soda, liscia, elastica e plastica al tempo stesso: prende nervo, come si è soliti dire. Questa fase va eseguita con cura e senza fretta. Infine si riunisce la pasta in un panetto o una palla.

Settimo: fate riposare il panetto avvolto in un panno appena umido, perché non si asciughi in superficie. Poi stendete con mattarello piccole quantità alla volta, lasciando il resto coperto.

Ottavo: infarinate la spianatoia per non far attaccare la pasta.

Nono: preparate il ripieno per i ravioli prima della pasta.

Decimo: per fare i ravioli, potete ridurre il numero delle uova e aggiungere poca acqua. Questo perché il ripieno in genere è già piuttosto sostanzioso.

 

Ingredienti:  

2 uova
100 g di farina di semola rimacinata
100 g di farina 0
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 pizzico di sale

 

PREPARAZIONE:

Per assicurarsi che le uova che usate siano tutte buone apritene una alla volta in un piatto (evitate così che eventuali pezzetti di guscio cadano nella farina).
Mettere la farina sulla spianatoia, formando con le dita una cavità al centro. Aggiungete le uova, 1 cucchiaio di olio e un pizzico di sale.

Sbattete leggermente le uova con una forchetta, quanto basta per mescolare i tuorli con gli albumi. Poi buttate pian piano un po di farina nel miscuglio.

Continuate a incorporare la farina nelle uova,  dalle pareti della fontana prendendola, intridendo gli ingredienti con le dita. La pasta si presenterà un po granulosa, ma via via che lavorerete con le mani assumerà un’aspetto più liscio e omogeneo.

Quando l’impasto comincerà a prendere consistenza, lavoratelo a piene mani, tirandolo avanti e indietro e sbattendolo sulla spianatoia infarinata.

Formate il panetto o riunitelo in una palla, lasciandolo coperto con un canovaccio pulito inumidito per mezz’ora o più.

Ora la vostra pasta fresca all’uovo è pronta per essere stesa sulla spianatoia infarinata, fate scorrere il mattarello in tutte le direzioni fino ad avere una sfoglia sottile.
Continuate a seguirmi. Nella prossima ricetta vedrete come realizzare i ravioli, tipici della tradizione di Carnevale in Abruzzo, ed altre ricette dolci che piacciono sia ai grandi che ai più piccoli, dedicate alla festa della prossima settimana

Buon appetito!

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PASTA BRISE’ – RICETTA N° 42

PASTA BRISE’ – RICETTA N° 42

La pasta brisè è un’impasto salato di origine francese molto conosciuto con il quale ci si realizzano innumerevoli torte salate e quiche, famosissima la Quiche Lorraine. L’impasto prevede farina, burro, acqua fredda e sale, e si prepara in men che non si dica. Aggiungendo inoltre zucchero, cacao e altri aromi diventa un’impasto per preparare degli ottimi dolci. L’impasto si può realizzare nel robot da cucina, ma io ve lo faccio vedere a mano, per tutti coloro che potrebbero avere difficoltà, se non posseggono un robot. Ogni famiglia ha la propria ricetta, questa che vi propongo oggi  è quella che io faccio da sempre. Per oggi vedrete come si prepara, ma nei prossimi giorni vi farò vedere come l’ho usata per fare un torta rustica, con ricotta alle tre verdure, che abbiamo mangiato per cena qualche giorno fa. Con questa dose potrete foderare una teglia rotonda con bordo apribile o non di cm 24, se volete che il rustico abbia un bel bordo intorno. Mentre se volete un rustico più grande, questa dose vi permetterà di foderare anche uno stampo di cm 28 circa ma avrete un bordo più piccolo, quindi regolatevi di conseguenza. Utilizzatela sempre quando in caso avete anche dei rimasugli, come ricotta, prosciutto cotto, formaggi, e preparatevi un’ottima torta rustica. Date sfogo alla vostra fantasia.

Bene ora vi saluto e vi auguro buona domenica, e  auguro una buona giornata alle cuochine e i cuochini.

 

Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di riposo: 15/30 minuti
Dose: per uno stampo di cm 24 o 28 cm

 

Ingredienti:

250 g di farina 00
100 g di burro freddo tolto dal frigo 5/10 minuti prima
70 g di acqua
sale q.b. (circa 1 cucchiaino raso)

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola versate farina, burro a pezzetti e sale.
Cominciate a mescolarli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate pian piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assuma una consistenza grumosa.
Aggiungete l’acqua e incorporatela delicatamente con la punta delle dita, finché  l’impasto comincia a stare insieme.

Versate il tutto su un piano di lavoro, spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio.

 Formate una palla. Avvolgetela in una pellicola trasparente o in un canovaccio e mettetela in frigo fino all’uso.

Passati i 30 minuti riprendete l’impasto, poggiatelo sopra un foglio di carta forno e con il mattarello cominciate a stendere la pasta dandogli la forma dello stampo che userete. In questo caso, rotonda.

Con l’aiuto della carta forno, mettete la sfoglia ottenuta nello stampo, manipolatela velocemente dandogli la forma giusta. Con i rebbi di una forchetta, bucherellate il fondo, operazione essenziale per evitare che si gonfi in cottura creando antiestetici rigonfiamenti.

La pasta è ora pronta per essere usata con il ripieno che avrete scelto. Ricordatevi che la brisè non colora molto in cottura, rimane piuttosto chiara, quindi se volete un buon effetto ottico della pasta dovrete spennellarla sempre con un rosso d’uovo sbattuto, lungo tutto il bordo, che fuoriesce.
La pasta brisè si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a 3 mesi in congelatore/freezer.

Buon appetito!

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PASTA FROLLA ALL’OLIO – SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 16

PASTA FROLLA ALL’OLIO – SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 16 

Questa ricetta della pasta frolla all’olio me la diede diversi anni fa’ la mia amica LOREDANA C., anche lei con una grande passione per i dolci. Uso questa ricetta da allora, quando desidero mangiare una crostata o dei  biscotti più light, ma a dirvela tutta a me piace molto di più della pasta frolla fatta con il burro. E’ semplice e veloce da fare, e può essere usata da subito senza tempi di attesa, perché non contiene il burro che deve solidificarsi; di conseguenza  è una ricetta che può essere usata da chi è intollerante al lattosio visto che ne è priva. Ho usato questa ricetta per fare i biscotti all’amarena, e diverse crostate di marmellata che vedrete tra qualche giorno. Potete usare qualsiasi tipo di olio di semi ma quello che vi consiglio è, o l’olio extra vergine di oliva, o quello che uso io, l’olio di arachide, che tra tutti gli oli di semi è l’unico che non subisce alterazioni  mentre è in cottura. Ho deciso di pubblicare questa ricetta oggi che è sabato e che ci troviamo nel weekend, così se volete mettervi a fare una crostata o dei biscotti per mangiarli domani a colazione, potete usare questa ricetta. Ricordate sempre che i dolci fatti il giorno prima e mangiati il giorno dopo, sono più buoni e hanno tutto un’altro sapore, perché dopo la cottura tutti gli ingredienti rafreddandosi finiscono per amalgamare i loro aromi fondendosi alla fine in un’unico e armonioso sapore, tipico del dolce che andiamo a fare.

Bene ora vi saluto e vi auguro buona giornata.

 

Tempo di preparazione: 10 minuti

 

Ingredienti:

400 g di farina di grano tenero 00
2 uova maxi
200 g di zucchero
100 g di olio di semi di arachide
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un’arancia o limone non trattato o 1 bustina di vanillina.

PREPARAZIONE:

In una ciotola mette la farina, fate un cratere al centro e cominciate a mettere le uova, lo zucchero, l’olio, il lievito e l’aroma che avete deciso di usare.

Partendo dal centro, cominciate a girare in senso orario incorporando pian piano tutta la farina.

Quando tutti i liquidi si saranno assorbiti, trasferite il composto su una spianatoia o un piano di lavoro.

Lavorate l’impasto per una decina di minuti, fino ad avere un panetto liscio e sodo come in foto. Ed ecco la pasta frolla all’olio pronta per essere usata come più vi piace.

Buon appetito!

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PANE NERO AI 7 CEREALI – RICETTA N° 9

 PANE NERO AI 7 CEREALI – RICETTA N° 9 

Buon giorno amici. Questa farina era  nella mia dispensa da circa un mese. E continuavo a rimandare questo impasto. Qualche giorno fa mi sono decisa. E il pane che ne è venuto fuori si è rivelato davvero ottimo. Quindi vi consiglio di provare a fare questa ricetta se nel supermercato della vostra città vendono farine simili a questa. Ho usato come indicazione e dose la ricetta sul retro della confezione. All’interno ci sono in dotazione 2 bustine di lievito in polvere. Ma per la mia intolleranza io ho usato un diverso tipo di lievito, quello naturale secco attivo, comparato in un negozio che vende prodotti biologici. Questa miscela è un preparato per pane scuro e contiene l’86% di cereali che sono: farina di grano tenero tipo 00, farina di segale, farina d’orzo, farina di farro, farina di fiocchi d’avena, farina di mais, farina di fiocchi di riso, semi di sesamo e di girasole, zucchero di canna e sale marino. Io l’ho preparato impastandolo a mano per 10 minuti, in questo modo il glutine avrà il tempo di svilupparsi per bene. Oltre a farlo buono, mi sono impegnata a farlo bello. Perché l’occhio, vuole sempre la sua parte. Cosa importante da dire è questa: l’impasto lievita esclusivamente in un posto tiepido,  a 28° circa. Ad esempio il termosifone acceso se lo facciamo d’inverno, o il forno appena riscaldato o con la luce accesa o con un pentolino d’acqua caldo all’interno del forno. Al freddo, questo impasto non cresce. Questo pane è buono per diversi motivi; contiene fibre che contribuiscono a dare un senso di sazietà e ad evitare la superalimentazione. E’ un piacere per il palato. E’ molto comodo congelarlo già tagliato a fette, quando serve basta metterlo all’ultimo momento nel tostapane, si avrà un pane sempre pronto. Ed è genuino davvero, perché lo facciamo a casa senza aggiungere conservanti e grassi nocivi. Allora che aspettate?

Provate, impastate,  divertitevi e gustate, soddisfatte del vostro lavoro e poi … fatemi sapere come è andata.

Tempo: 20 minuti circa per impastare
Tempi lievitazione: 3 ore circa + 15 minuti
Cottura:  25 minuti

 

Ingredienti:

500 g di Miscela Pane Nero
1 bustina da 10 g di lievito secco naturale
2 cucchiai di olio e.v.o.
280 ml di acqua tiepida

PREPARAZIONE:

Per prima cosa, sciogliete la bustina di lievito nell’acqua tiepida leggermente zuccherata, lasciare lievitare fino a quando vedremo le bollicine sulla superficie.

In una ciotola versate la miscela di farina e 2 cucchiai d’olio.
Versate il lievito appena  vedremo che si sono formate le bollicine.
Girate il tutto con una forchetta fino a quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua.
Trasferite il tutto su un piano di lavoro e cominciate ad impastare, aggiungendo sempre un po di farina sul piano di lavoro, il tutto per 10 minuti ripiegandolo su se stesso molte volte.
Fino ad ottenere un panetto sodo e liscio.
Rimettete il tutto nella ciotola, coperto con un panno e far lievitare il tutto per 15 minuti in un luogo tiepido.
Infarinate nuovamente il piano di lavoro e allungate delicatamente l’impasto con il mattarello.
Dategli una forma rettangolare che misuri circa 35 cm per 30.
Cominciate ad arrotolarlo piuttosto stretto , dategli la lunghezza complessiva di 2 stampi tipo plumcake usa e getta.

 

Cominciate a tagliarlo, a fare  praticamente delle roselline dello spessore di circa 3 dita.
In totale 10 roselline.
Mettete le roselline all’interno dei 2 stampi ben oliati, intervallando una rosellina verso di voi e una verso l’esterno, in questo modo l’effetto finale sarà molto bello. Schiacciate le roselline l’una verso l’altra per farle entrare, perchè il tutto dovrà lievitare e verrà fuori un’unico pane ben lievitato, che uscirà fuori dallo stampo.
Mettete in forno preriscaldato per 10 minuti e poi spento con una ciotolina d’acqua calda all’interno e fate lievitare per circa 3 ore fino al triplicare del volume.
Appena vedremo la lievitazione avvenuta, preriscaldate il forno a 200° e infornare in forno caldo sul ripiano superiore per 25 minuti circa, facendo attenzione che la crosta non annerisca.
A cottura avvenuta spegnere il forno, sfornate i pani.
Toglierli dagli stampi e sistemateli in una teglia e infornateli per 10 minuti
Farli raffreddare su una griglia prima di tagliarli.
Ed ecco un particolare delle fettine di questo meraviglioso pane nero tagliato.

Buon appetito!

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IMPASTO PER LA PIZZA – RICETTA N° 6

IMPASTO PER LA PIZZA – RICETTA N° 6

Oggi vi dedico il mio cavallo di battaglia. L’impasto per fare la pizza. E quando dico che  faccio la pizza, l’atmosfera di casa mia si trasforma, sono tutti contenti come se stessimo davvero dando una festa. La bontà di una pizza parte proprio dall’impasto. Ricordate sempre che con gli impasti (e questo vale per tutte la preparazioni culinarie) otterrete dei risultati davvero esaltanti solo usando ingredienti di ottima qualità. In questo caso poi ne servono pochissimi, perciò è veramente importante sceglierli bene. Vi consiglio quindi di usare sempre la stessa farina, lo stesso olio E.V.O., e lo stesso lievito per fare lo stesso impasto le volte successive. Ed ecco adesso alcuni consigli necessari per avere un’ottima lievitazione dell’impasto. Per prima  cosa è necessario dirvi che la temperatura esterna influirà maggiormente se facciamo l’impasto sia  d’estate che in inverno. Un’impasto preparato d’estate lieviterà più in fretta, quindi vi consiglio di provvedere subito alla farcitura e cottura per evitare di avere l’effetto contrario. Seconda cosa molto importante è questa: il lievito  non deve entrare mai in contatto con il sale questo perché il sale blocca senza pietà la lievitazione dell’impasto, mentre è consigliabile sciogliere il lievito con un cucchiaino di zucchero nel liquido tiepido che useremo per la pizza. Io oltre all’acqua uso una parte di latte; per chi è intollerante può tranquillamente usare latte senza lattosio, latte di soia, latte di riso, latte di mandorla, purchè senza zucchero, o comunque semplicemente l’acqua. L’aggiunta del latte dà quel tocco in più al sapore della pizza. Terza  cosa, per chi fosse intollerante al lievito, può usare come ho fatto io molte volte il lievito madre o il lievito naturale secco attivo, che si trova nei negozi specializzati nella vendita di alimenti biologici.  Bene , ora vi saluto, e fatemi sapere come è andata se decidete di fare la mia ricetta.

Divertitevi  in cucina e siate felici. Bye Bye .

Consigli Preliminari: Leggete attentamente tutta la ricetta e preparatevi a  portata di mano gli attrezzi necessari e gli  ingredienti già dosati,  prima di accingervi a preparare la ricetta dell’impasto.


Preparazione: 15 minuti
Lievitazione: 2/3 ore circa



Ingredienti:

500 g di farina 00
1 cubetto di lievito di birra
200 g di acqua
100 g di latte tiepido
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 cucchiaino di zucchero
sale q.b.

Con questa dose io faccio 3 pizze usando 3 stampi per la pizza del dm di 30 cm o 2 pizze del dm 30 cm e 4 calzoni /panzerotti.

 

PREPARAZIONE:

Versate il latte in un pentolino, fatelo appena intiepidire e scioglieteci il lievito e lo zucchero, e mettete da
parte. In una ciotola mettete la farina e formate al centro un cratere. Disponete ai lati della farina il sale tutto intorno.
Versate al centro del cratere il latte.
Poi aggiungete l’acqua a temperatura ambiente.
Poi l’olio.
Cominciate a girare il composto con le mani, e appena il  liquido si sarà assorbito trasferite l’impasto su di un piano di lavoro.
Continuando ad impastare almeno per 10 minuti.
Lavorate bene l’impasto fino a quando diventa liscio.
Per attivarsi , il lievito ha bisogno di caldo, al riparo da correnti d’aria. La prima lievitazione può avvenire:  nel  forno spento, dopo averlo riscaldato per pochi minuti ( 50° ), o nel forno spento ma con la luce accesa. Coprite la ciotola con un canovaccio umido, affinché la superficie dell’impasto non si asciughi . Lasciate poi riposare l’impasto nel forno spento, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato.
L’impasto è adesso pronto per essere condito e  farcito come più vi piace.

Come racconto nella info che trovate in ABOUT ME , è proprio guardando l’amica di mia nonna fare l’impasto della pizza che ho deciso di ricominciare a cucinare poco dopo la morte di mia nonna. Questa che avete letto, è la ricetta dell’impasto per fare la pizza che io faccio dal 1999, quando a suo tempo comprai il bimby. All’interno del ricettario c’era questa ricetta, che io ho riadattato poi, in base alle mie intolleranze alimentari. Il latte vaccino l’ho sostituito con il latte di soia, mentre il lievito di birra, con una bustina di lievito in polvere BIOvegan, che compro nei negozi di alimenti biologici qui a Pescara. Anche con queste due sostituzioni, il sapore dell’impasto non cambia, anzi è ancora meglio, oltre al fatto che risulta ancora più digeribile. Comunque questa versione io non l’ho mai abbandonata, e ed proprio questa che io ho intenzione di tramandare alle generazioni successive della mia famiglia. Spero che la troviate gustosa e buona, proprio come piace a noi tutti. Piccoli trucchi, qualche accorgimento e fondamentali piccole accortezze sono necessari per realizzare impasti di base buoni, gustosi e digeribili. Una parte delle info che trovate scritte nel post sono tratte da alcuni ricettari che conservo gelosamente, un paio di loro sono addirittura datati anno 1993. Uno è il ricettario Bertolini e gli altri sono Pane degli Angeli. Nel 1993 si potevano ricevere per posta questi ricettari, compilando un tagliando contenuto all’interno, e inviandolo in busta chiusa, unendo due francobolli di L. 500 per le spese di spedizione. Che bei tempi quelli in cui c’erano ancora le Lire vero ? Entrambi sono corredati di ricette con tanto di foto che fanno uscire gli occhi di fuori e mettono un’acquolina in bocca pazzeschi. Nonostante siano passati tutti questi anni, non mi sono ancora decisa a provarne una … attendo l’ispirazione giusta che mi spinga a cimentarmi in questa impresa. Sappiate comunque, che nel momento in cui avverrà, voi tutti lo saprete proprio attraverso il mio blog. Spero di avervi un po’ incuriosito a provare questo impasto fantastico.

Buon appetito!

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