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Daniwella Felicità e passione in cucina

RICETTE DI BASE

Le ricette di base prevedono tutte quelle ricette dalle quali partire per poter iniziare a comporre i vostri piatti. Per quanto riguarda le ricette dolci si va dalla pasta frolla alla crema pasticcera, per le salate potete partire dalla besciamella alle crepes salate.
Alle volte basta una spezia, un’essenza o un’erba aromatica per trasformare una ricetta di base in un vostro cavallo di battaglia.

PASTA BISCOTTO – RICETTA N° 47

PASTA BISCOTTO – RICETTA N° 47

La pasta biscotto o meglio conosciuta come pasta biscuit, è un’impasto a base di uova usato per la preparazione di rotoli ripieni di crema, marmellate e ganache, perfetta da arrotolare. Con questo impasto si possono realizzare dolci come il Tronchetto di Natale, le famose merendine Girelle e Fetta al latte e le mattonelle gelato. L’impasto viene realizzato esattamente come il Pan di Spagna, ma con dosi diverse, steso su una placca e rivestita di carta da forno, viene poi stesa con una spatola a rettangolo, si cuoce per 8/10 minuti, quel tanto da tenerlo morbido, dopo di che,  lo si fa raffreddare arrotolato in un canovaccio per circa 1 ora. Quando è freddo, lo si riempie del ripieno prescelto, lasciando tutto intorno un bordo di  circa 1 cm circa, lo si arrotola nella carta forno e lo si mette in frigo una trentina di minuti. Infine o si spolvera di zucchero a velo o lo si decora con panna montata o crema ganache. Bene per oggi è davvero tutto. Domani si riprende con un primo a base di riso. Ora vi saluto e vi ringrazio per essere stati con me in questo pomeriggio tutto dedicato ai dolci.

Vi auguro buona serata.

 

Tempo di preparazione: 20/25 minuti
Tempo di cottura: 8/10 minuti

 

Ingredienti:

3 uova medie + 2 tuorli
100 g di zucchero semolato
100 g di farina bianca
1 bustina di vanillina o scorza di 1 limone grattugiato

 

PREPARAZIONE:

Setacciate la farina e la vanillina per 3 volte. Accendete il forno alla temperatura di 175°.
Preparate la placca, pennellandola con il burro, appoggiatevi la carta forno e spennellatela di nuovo.

Montate le uova con lo zucchero per 15 minuti.

Il composto è montato correttamente quando “scrive”, ovvero il filo di pasta resta per un po’ in superficie, senza affondare subito.

Aggiungete la farina già setacciata, facendola scendere in più riprese versandola a pioggia da un colino.

Amalgamate con una frusta o una spatola dal basso verso l’alto.

Versate l’impasto preparato al centro del foglio, e con una spatola stendete delicatamente a rettangolo.

Infornate in forno preriscaldato a 175° per 8/10 minuti, la superficie deve risultare ancora umida e assolutamente non colorata e ne croccante.

A cottura avvenuta, rovesciate su uno strofinaccio pulito e con delicatezza e molta attenzione staccate il foglio di carta.

Se dovete fare un dolce arrotolato, avvolgete la pasta biscotto nello strofinaccio o un’altro foglio di carta forno pulito o una pellicola trasparente, in modo che raffreddandosi, resta della forma dovuta.

Dopo 1 ora la sfoglia è pronta per essere riempita come vi piace.

 

Buon appetito!

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PAN DI SPAGNA AL CACAO – RICETTA N° 45

PAN DI SPAGNA AL CACAO – RICETTA N° 45

Eccomi per la seconda volta oggi, dopo la ricetta del Pan di Spagna, ecco quella fatta con l’aggiunta del cacao. Il procedimento è lo stesso. E’ comunque importante che le uova siano a temperatura ambiente. Le dosi sono diverse e con l’aggiunta di 1 ingredienti: cacao amaro. Potete usarlo per riempire qualsiasi torta vogliate. Io l’ho usato per fare la mia versione della torta Foresta Nera. Con queste dosi potete usare uno stampo di cm 26/28 di dm. Le prossime 2 ricette saranno la Torta Foresta Nera (cliccate qui per vederla) e la Pasta Biscotto (cliccate qui per vederla), con il quale potete fare qualsiasi rotolo ripieno.

Bene per adesso è tutto e alla prossima ricetta golosa.

 

Dose: per uno stampo di cm 26/28 di dm
Tempo di preparazione: 20 minuti circa
Tempo di cottura: 35/40 minuti

 

Ingredienti:

7 uova medio-grandi
200 g di zucchero semolato
220 g di farina 00
30 g di cacao amaro
1 bustina di lievito per dolci

 

PREPARAZIONE:

Imburrate e infarinate lo stampo prescelto. Setacciate la farina, il lievito e il cacao tutti e 3 insieme per 3 volte. Accendete il forno a 170/160°.
Montate per almeno 15 minuti uova e zucchero.
Quando avrete un composto chiaro e gonfio, è pronto.

Setacciate in 3 riprese la farina mista al cacao dal basso verso l’alto.

Versare nello stampo e cuocete in forno preriscaldato  a 170/160° per 35/40 minuti

Quando vedete il dolce ben staccato dai bordi dello stampo, il dolce è cotto

Sfornate il dolce e mettetelo a raffreddare su una gratella.

 

Buon appetito!

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PASTA BRISE’ – RICETTA N° 42

PASTA BRISE’ – RICETTA N° 42

La pasta brisè è un’impasto salato di origine francese molto conosciuto con il quale ci si realizzano innumerevoli torte salate e quiche, famosissima la Quiche Lorraine. L’impasto prevede farina, burro, acqua fredda e sale, e si prepara in men che non si dica. Aggiungendo inoltre zucchero, cacao e altri aromi diventa un’impasto per preparare degli ottimi dolci. L’impasto si può realizzare nel robot da cucina, ma io ve lo faccio vedere a mano, per tutti coloro che potrebbero avere difficoltà, se non posseggono un robot. Ogni famiglia ha la propria ricetta, questa che vi propongo oggi  è quella che io faccio da sempre. Per oggi vedrete come si prepara, ma nei prossimi giorni vi farò vedere come l’ho usata per fare un torta rustica, con ricotta alle tre verdure, che abbiamo mangiato per cena qualche giorno fa. Con questa dose potrete foderare una teglia rotonda con bordo apribile o non di cm 24, se volete che il rustico abbia un bel bordo intorno. Mentre se volete un rustico più grande, questa dose vi permetterà di foderare anche uno stampo di cm 28 circa ma avrete un bordo più piccolo, quindi regolatevi di conseguenza. Utilizzatela sempre quando in caso avete anche dei rimasugli, come ricotta, prosciutto cotto, formaggi, e preparatevi un’ottima torta rustica. Date sfogo alla vostra fantasia.

Bene ora vi saluto e vi auguro buona domenica, e  auguro una buona giornata alle cuochine e i cuochini.

 

Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di riposo: 15/30 minuti
Dose: per uno stampo di cm 24 o 28 cm

 

Ingredienti:

250 g di farina 00
100 g di burro freddo tolto dal frigo 5/10 minuti prima
70 g di acqua
sale q.b. (circa 1 cucchiaino raso)

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola versate farina, burro a pezzetti e sale.
Cominciate a mescolarli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate pian piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assuma una consistenza grumosa.
Aggiungete l’acqua e incorporatela delicatamente con la punta delle dita, finché  l’impasto comincia a stare insieme.

Versate il tutto su un piano di lavoro, spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio.

 Formate una palla. Avvolgetela in una pellicola trasparente o in un canovaccio e mettetela in frigo fino all’uso.

Passati i 30 minuti riprendete l’impasto, poggiatelo sopra un foglio di carta forno e con il mattarello cominciate a stendere la pasta dandogli la forma dello stampo che userete. In questo caso, rotonda.

Con l’aiuto della carta forno, mettete la sfoglia ottenuta nello stampo, manipolatela velocemente dandogli la forma giusta. Con i rebbi di una forchetta, bucherellate il fondo, operazione essenziale per evitare che si gonfi in cottura creando antiestetici rigonfiamenti.

La pasta è ora pronta per essere usata con il ripieno che avrete scelto. Ricordatevi che la brisè non colora molto in cottura, rimane piuttosto chiara, quindi se volete un buon effetto ottico della pasta dovrete spennellarla sempre con un rosso d’uovo sbattuto, lungo tutto il bordo, che fuoriesce.
La pasta brisè si conserva benissimo in un contenitore a chiusura ermetica, per una settimana in frigo e fino a 3 mesi in congelatore/freezer.

Buon appetito!

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SALSA ROSA – SALSA COCKTAIL – RICETTA N° 36

SALSA ROSA – SALSA COCKTAIL – RICETTA N° 36

La salsa rosa o salsa cocktail, è una salsa con il quale si condiscono i crostacei come gamberetti, scampi, mazzancolle, aragosta o astice e alcuni tipi di pesce, si spalma sulle tartine preparate con triangoli di pan carrè o voul-au-vent per un cocktail/aperitivo, ed  la salsa per antonomasia che condisce il famoso antipasto cocktail di gamberetti. Prepararla in casa è molto facile e veloce. Si mescolano i vari ingredienti; i principali come la maionese, il ketchup e la senape devono essere sodi e consistenti, perché a questi devono essere aggiunti gli ingredienti liquidi come la salsa worcester e il Cognac. Una volta mescolati, la salsa si mette in frigo a riposare per un’ora, dopo di che è pronta per essere consumata come salsa per condire ciò che volete. Questa salsa è ottima anche per condire verdure come le patate bollite o patatine fritte, tenetene conto nel qual caso vi avanzasse. La salsa si mantiene in un contenitore per alimenti con chiusura ermetica per 3/4 giorni, rigorosamente dentro il frigorifero. Se vi è più facile reperire il Brandy, lo potete usare al posto del Cognac. Se non volete osare troppo con le calorie potete evitare di mettere la panna e usare tutti gli altri ingredienti. Sbizzarritevi con la fantasia nel preparare per  antipasto di Natale svariate tartine a base di pesce con questa salsa. Siamo al venerdì e il giorno della vigilia si avvicina sempre più.

Per ora è tutto, vi auguro una buona giornata e un buon mille preparativi per le vostre feste.

 

Preparazione: 15 minuti
Difficoltà: ricetta di facile esecuzione
Riposo in frigo: 1 ora

 

Ingredienti:

200 g di maionese
80 g di salsa ketchup
30 g di senape delicata
60 ml di panna fresca da montare
mezzo bicchierino (da liquore) di Cognac o Brandy
1 cucchiaio di  Salsa Worcester

 

PREPARAZIONE:

Cominciate la preparazione semimontando la quantità di panna fresca, e tenetela da parte.
In una ciotola capiente mettete la maionese e il ketchup e mescolate.

Aggiungete, la salsa worcester e mescolate.

Ora mescolate il Cognac o se preferite il Brandy.

Aggiungete la senape e mescolate.

Per ultimo aggiungete la panna fresca semimontata.

Mettete in frigorifero a riposare per 1 ora.
Ed ecco la salsa pronta per essere usata come più vi piace.

 

Buon appetito!

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BRODO DI CARNE – RICETTA N° 26

BRODO DI CARNE – RICETTA N° 26

Oggi parliamo del brodo di carne. Sono sempre più convinta che meno cose già preparate e precotte compriamo, meglio è per la nostra salute. A volte per la vita frenetica che abbiamo, tralasciamo le cose più buone; il brodo è una di quelle. Ma se volete fare come me,  preparatelo nel tardo pomeriggio quando siete tornate/i a casa, perché ci metterete si e no 7/8 minuti circa, riempite d’acqua un pentolone e versate dentro la carne e le verdure, accendete il fuoco e il gioco è fatto. Voi vi potrete dedicare ad altro. Nel frattempo il tutto bollirà e arriverà a cottura. Quindi preparatelo quando siete sicuri di stare a casa almeno 3 ore, e creerete dal nulla quella che io considero una prelibatezza fin da quando ero bambina. L’inverno come abbiamo visto in questi giorni avanza, con quel freddo tipico delle nevicate, allora perché non avvantaggiarsi facendone una quantità maggiore, e poterlo congelare ed averlo già pronto sempre a disposizione? Il brodo già pronto ci occorrerà quando prepariamo una pietanza che ha bisogno di essere cotta nel brodo di carne, esso è infatti alla base di molte preparazioni culinarie, come risotti corposi a base di carne o altre preparazioni come brasati, stufati ecc. a base di carne. Ma esso è anche un’ottimo tonico per i momenti di debilitazione fisica come l’influenza che nel periodo invernale non ci dà tregua. Quando è pieno inverno, mi piace coccolarmi con una buona tazza di brodo caldo la sera per cena, cuocio la minestra, aggiungo 2 cucchiai di grana grattugiato, e ho preparato una cena da “Re”. Questa che vi scrivo è una ricetta che ho collaudato nel corso degli anni. Sono riuscita col tempo ad ottenere il giusto sapore che piace a me prodotto dagli aromi, dalle verdure e dai giusti tagli di carne. Per avere tra i 2/3 litri di brodo bisogna mettere a bollire 4 – 4 litri e 1/2 di acqua; fredda se si vuole un buon brodo saporito, mentre se si vorrà una carne che abbia sapore bisognerà immergerla in acqua calda. I tagli del manzo ideali per fare il brodo sono il doppione, il muscolo, la sotto spalla, la noce, il cappello del prete, la punta di petto, il girello di spalla e qualche osso di manzo. Affidatevi sempre al vostro macellaio di fiducia. Il brodo fatto in quest’occasione l’ho preparato con quello che aveva a disposizione il macellaio di fiducia dove io mi servo, la punta di petto del manzo e la pancia di vitello. Ricordate sempre che il brodo dal momento del bollore, dovrà sobollire, abbassate quindi la fiamma, coprite con il coperchio e lasciate un piccolo sfiato per il vapore e lasciate andare tutto per 3 – 3 ore e 1/2. Spero che troverete interessante questa ricetta, e ci vediamo prestissimo sempre su questo schermo, bye bye.

 

Tempo di preparazione: 7/8 minuti
Cottura: circa 3 ore 3 ore e 1/2
Dose: per 8 persone

 

Ingredienti:

1 kg di carne di manzo
4 litri e 1/2 di acqua
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
1 pezzetto di cannella a stecca
5/6 chiodi di garofano
1 foglia di alloro
1 pomodoro
5/6 bacche di ginepro
sale q.b.

 

PREPARAZIONE:

Lavate la carne sotto l’acqua corrente. Mondate e lavate  la carote, togliete i filamenti e lavate il sedano, sbucciate e lavate la cipolla e infilatevi tutt’intorno i chiodi di garofano. In una pentola capace mettete l’acqua e la carne e portate ad ebollizione.

Arrivata a bollore, schiumate di tanto intanto con l’apposito attrezzo, il mestolo forato.

Solo dopo aver schiumato l’eccesso inserite nell’acqua le verdure e gli aromi.

Coprite con un coperchio e lasciate uno sfiato per il vapore e lasciate sobollire il tutto per più di 3 ore. Finito il tempo di cottura spegnete e fate raffreddare completamente il brodo. Il tutto si presenterà così. Il grasso sarà salito in superficie.

Sempre con un mestolo forato, prelevate la patina bianca in superficie che si sarà formata. (Processo che si può accelerare se cuocete il brodo in mattinata. Avrete più tempo per farlo raffreddare, e da quasi tiepido, mettete il brodo scolato dalle verdure in frigo , il grasso gelando creerà la patina bianca da toglierete con la schiumarola).

Scolate la carne e le verdure dal brodo.

Potete ulteriormente con una garza filtrare il brodo da pezzettini di grasso, o pezzettini di verdure che si sono frantumate con la bollitura. Mettete il brodo in contenitori di plastica e metteteli a congelare. Quando vi occorreranno, tirateli fuori e scongelateli o a temperatura ambiente o in un pentolino sul fornello a fuoco medio/basso.

Potete comunque usare una parte di brodo subito, se volete cucinarvi una minestra utilizzando così le verdure del brodo che potete fare a pezzetti, e potete usare la carne ormai fredda condendola con dell’insalatina sott’aceto tagliata a julienne, 3 cucchiai di maionese, qualche cetriolino sott’aceto tagliato a rondelle, e facendola riposare in frigo per almeno 1 ora.

Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA N°3 – MINESTRE E ZUPPE

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA N°3 – MINESTRE E ZUPPE

La zuppa è da sempre una portata rassicurante: brodosa e fumante, riscalda e ritempra il fisico comunicando un senso di soddisfazione e benessere, che ci fa fare pace con il freddo dell’inverno.

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La storia della zuppa è antica e umile; nel Medio Evo i nobili utilizzavano a volte un disco di pane al posto del piatto, che una volta usato, sporco di sughi così com’era, veniva lasciato alla servitù, che lo riutilizzava facendolo bollire in acqua – ed ecco pronta la zuppa.
Infatti secondo la tradizione, l’elemento caratteristico delle zuppe, dovrebbe essere ancora il pane, bagnato nel brodo ( come ancora succede in alcune famiglie ), tuttavia l’evoluzione gastronomica della zuppa, l’ha fatta assomigliare sempre di più ad un piatto unico, nel quale si alternano e si uniscono i cereali, verdure, carni e nelle preparazioni più raffinate anche il pesce.

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Se osserviamo attentamente, in Europa esistono le zuppe ricche come: le zuppe di manzo dei paesi dell’Est, a quella di montone Irlandese, a quella Francese, la tanto famosa zuppa con le cipolle.
Ma l’Italia non è da meno con le zuppe famose delle regioni, come il caciucco Livornese, l’acqua cotta della Toscana, la burrida Ligure, solo per citare le più famose, senza dimenticare il minestrone di verdure diffuso in tutte le innumerevoli varianti.

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ZUPPE DI VERDURE

Consumando il liquido delle zuppe di verdure, questo ci da la possibilità di assumere in maniera integra tutti i preziosi sali minerali. Regola importante è quella di utilizzare sempre verdure di stagione, le più sane e piene di sostanze nutritive.

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CEREALI E CARNI

Altro ingrediente prezioso per le zuppe, sono i cereali, ma anche pane, pasta, riso a quelli ugualmente gustosi e nutrienti come l’orzo, il farro, il miglio, l’avena ecc., che vantano tutti una grande ricchezza di amido (sostanza indispensabile in un’alimentazione equilibrata), facilità di digestione e di assimilazione, discreto contenuto di proteine.
Abbinando a questi, ingredienti di origine animale come la carne, le uova e il formaggio, abbiamo il valore delle proteine, considerate proteine pregiate, perché ricche di quelle sostanze, chiamate “essenziali”, perché l’organismo ne ha un’assoluto bisogno.
I legumi costituiscono un’ottimo complemento o sostituto di carne e uova.
Fagioli, ceci, lenticchie, piselli, soia sono i più ricchi di proteine, completano il valore nutritivo. Tant’è vero che nel passato, spesso i fagioli venivano chiamati “carne dei poveri”.

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 PESCE

Le zuppe di pesce, venivano preparate sulla spiaggia dove approdavano i pescatori dopo la pesca, e ciò caratterizzava la rusticità delle zuppe di pesce.

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Oggi le zuppe di pesce invece propongono ricette di alta gastronomia, nelle quali sia il gusto che la salute si armonizzano insieme. Ricchi di proteine pregiate, di calcio, fosforo e vitamine i prodotti del mare vedono esaltate le loro prerogative. La loro cottura in brodo prevede di norma pochissimi grassi aggiunti.

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CREME, VELLUTATE, PASSATI …

…… sono i nomi che indicano, insieme con quelli di zuppe e minestre, un primo in brodo a base di verdure e altri ingredienti come legumi, farine e cereali. La differenza tra un passato, una crema o una vellutata non è facilmente definibile, in quanto si tratta sempre di preparazioni di consistenza cremosa che, a fine cottura, vanno frullate e, se necessario, ispessite. Indicativamente possiamo dire che le creme vengono addensate con l’aggiunta di farina; le vellutate richiedono burro maneggiato; i passati, di solito di legumi, si addensano semplicemente passandone una parte. Definendo la differenza tra minestre e zuppe, possiamo dire che le minestre risultano piuttosto dense, mentre le zuppe risultano più brodose e vengono servite con fette di pane abbrustolito o fritto. Il liquido in cui cuocere le verdure e trasformarle in zuppe, minestre ecc; è sempre il brodo.

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 IL BRODO

Il brodo è il liquido di cottura lasciato da carni, pesci e vegetali. In cucina è da sempre un validissimo aiuto, oltre che per la sua funzione primaria, anche per sfumare e diluire piatti importanti come arrosti, brasati ecc.
Fra gli alimenti base utilizzati da molti secoli, il brodo di carne è quello che ha subito, negli ultimi cento anni, le modifiche sostanziali.

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Nelle cucine di una volta sul fuoco c’era sempre un pentolone di brodo. In quest’era invece tutti noi siamo abituati ad avere una simile prelibatezza sotto forma di dado  o a cubetti o granulare e negli ultimi anni, da brodo confezionato in scatola. Che siano vegetali o di carne, i dadi sono per molti un’utile ingrediente che risolve nelle ricette moderne anche i piatti più lunghi e raffinati. Ma il contro di questi prodotti confezionati, è ciò che contengono. Per menzionarne solo alcuni: glutammato di sodio – lievito – olio di palma – coloranti ecc. Quindi preparare a casa il dado in cubetti e granulare è sopratutto un vantaggio per la nostra salute. Oggi possiamo farlo grazie a innumerevoli ricette l’una diversa dall’altra. Continuate a seguirmi, e scoprirete come con semplici mosse possiamo preparare il brodo in casa, cucinarne una quantità maggiore e il di più, metterlo a congelare per riutilizzarlo scongelato all’occorrenza. E’ possibile preparare i il dado con prodotti freschi di stagione ovviamente senza il contenuto di sostanze chimiche che fanno male alla nostra salute.

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Prossimamente pubblicherò la ricetta base per fare il brodo più semplice, quello “vegetale”, quello più deciso di sapore che è quello di “carne”, il brodo che sta a metà tra i due cioè quello di “pollo”….

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e tutto un discorso a parte per quello di “pesce”.

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Buon appetito!

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IMPASTO PER LA PIZZA SENZA GLUTINE – RICETTA N° 19

IMPASTO PER LA PIZZA SENZA GLUTINE – RICETTA N° 19

Ecco una pizza senza glutine che ho avuto modo di ammassare, cuocere e mangiare …anche io . Ottimo impasto, ottimo sapore.  Ho trovato questa ricetta su youtube fatta dal pizzaiolo Giovanni Lilla, uno dei migliori d’Abruzzo, specializzato da oltre 20 anni nel settore senza glutine. Questa ricetta si può fare con tutte le farine per impasti salati per pane o pizza senza glutine, ma in particolare la Bi-Aglut, risponde in maniera eccellente a questa giusta dose di ingredienti. Ricordatevi di usare solo ingredienti che sulla confezione hanno rappresentata la spiga sbarrata, e di lavorare in un’ambiente incontaminato. Questa è una delle 2 ricette che uso, quando mia sorella mi chiede di fargli la pizza. Una volta cotta, potete farla raffreddare completamente, e metterla in un sacchetto per congelatore e riporla nel frezeer. Così sarà sempre pronta per quando volete mangiarla, basterà scongelarla direttamente nel forno per alcuni minuti e sarà sempre fragrante come appena fatta. Io ho preparato 6 pizze con questa dose ma nella foto vedrete solo la margherita. Condite la pizza con il condimento che vi piace di più. Pubblico la ricetta oggi visto che è sabato, se stasera la volete provare. Così potrete avere una serata pizza stupenda.

Un saluto a tutti voi. E buon sabato sera.

Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di lievitazione: 2 ore
Tempo di cottura: 30 minuti a seconda del forno che ognuno possiede.

 

Ingredienti impasto:

Farina Bi- Aglut o una qualsiasi per impasti salati 750 g
fecola di patate 250 g
sale 30 g
lievito 15/20 g (a seconda della temperatura)
acqua 640 cl

Ingredienti per la pizza:

80 g di mozzarella
3/4 cucchiai di passata di pomodoro
sale q.b.
origano q.b.
olio e.v.o. q.b.

 

PREPARAZIONE:

In un contenitore mettete l’acqua e scioglietevi il lievito.
In una ciotola capiente mettete la farina, la fecola e il sale.

Fate un cratere al centro e versateci l’acqua mescolata al lievito.

Cominciate ad impastare con il cucchiaio.

Quando il liquido si sarà ritirato tutto, rovesciamo il tutto su di un piano di lavoro e impastate, fino ad avere un bel panetto sodo.

Dividete l’impasto ottenuto in 6/7 pezzetti di circa 250 g di peso.

Utilizzate dei contenitori di alluminio di 28/30 cm di diametro ricoperti di carta forno.

Mettete un pezzetto di impasto sulla carta forno, spolveriamo con un po di farina, e cominciate a stenderlo con i polpastrelli delle dita, partendo dal centro verso l’esterno (operazione che potete effettuare anche con il mattarello), senza arrivare a schiacciare il bordo. Preparate tutte e 6 le pizze.

Terminata la preparazione metteteli a lievitare per 2 ore, mettendo i contenitori dentro le buste per congelatore (6 buste di quelle grandi), per evitare che con l’aria facciano la crosta, che è antiestetica e brutta a vedersi.

Passate le 2 ore, preriscaldate il forno a 180°, nel frattempo condite la pizza con il condimento preferito. Io ho messo il pomodoro, 1/2 cucchiai d’olio, origano e sale, infornate appena il forno è caldo, per circa 15 minuti.

A metà cottura, tirate fuori, mettete la mozzarella a pezzetti o gli ingredienti che voi desiderate, quindi rimettete in forno altri 10/15 minuti, fino a che la mozzarella si sarà sciolta e la cottura della pizza è terminata.

 

 

Buon appetito!

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 – I CECI

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA – N°2 –  I CECI 

La prima volta che mangiai i ceci fu all’età di 6/7 anni. Una cara amica di mia mamma invitò la mia famiglia a pranzo e ci fece mangiare la sua famosa pasta e ceci. E rimase davvero famosa, da quel giorno non la mangiammo più, a me e alle mie sorelle quei ceci non erano proprio piaciuti. Poi da grande le cose cambiarono. Ogni volta che parlavo con qualcuno dei ceci e raccontavo questa  storia, mi diceva che molto probabilmente quella signora non aveva cucinato nel giusto que ceci. Pian piano ho cominciato a mangiarli, e ho comprato quelli in scatola già cotti. Mi piacevano, ma non ero ancora soddisfatta, ho comincito a documentarmi  e a fare ricerche su internet cercando tute le informazioni possibili per arrivare alla fine al modo migliore di cucinarli ed avere un risultato ottimale. Questi semi appartengono alla famiglia delle Fabaceae, originaria dell’Oriente, ed è uno dei legumi più antichi della storia dell’umanità. E’ il terzo nella classifica dei legumi più consumati al mondo, preceduto sola dalla soia (seconda)  e dai fagioli (primi). In Italia la pianta del cece è coltivato nel meridione e nelle isole in quanto necessita di clima caldo e asciutto, ma hanno una bassa resa, non godono di una grande richiesta di mercato. I maggiori produttori dei ceci sono l’India e il Pakistan. Legumi dal buon sapore, i ceci sono tutt’oggi accettati talvolta con diffidenza per la difficoltà di cottura: se vengono acquistati troppo vecchi, anche se sono stati messi a lungo a bagno, non cuociono mai.

 

 Per saperne di più:

100 g di ceci contengono:   320 calorie
Sono composti per il 10,6% da acqua, per il 19,3% da proteine, il 17,5% da fibre alimentari, il 2% da ceneri, il 6% da grassi e carboidrati.
Minerali presenti: potassio, calcio, fosforo, magnesio, sodio, ferro, zinco, rame, manganese e selenio.
Vitamine presenti: B1, B2, B3, B5 e B6, folati, vitamina C, K e J ed in ultimo la vitamina E.
Aminoacidi presenti: acido aspartico, acido glutammico, leucina, fenilalanina, arginina, serina, valina ed isoleucina.

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Proprietà principali:

Tra le proprietà  positive dei ceci ci sono le capacità di abbassare i livelli di “colesterolo cattivo” nel sangue e proteggere il cuore, grazie alla presenza di minerali come magnesio e di folato; quest’ultimo sembrerebbe in grado di abbassare il livello dell’omocisteina, un’aminoacido, che quando è presente in quantità eccessiva provoca infarto e ictus.
Per l’abbondanza di magnesio, invece si hanno benefici alla circolazione sanguigna. Contengono i cosi detti acidi grassi insaturi, OMEGA 3, che prevengono gli stati depressivi e abbassano i trigliceridi. Grazie alla presenza delle fibre i ceci contribuiscono a regolarizzare le funzioni del nostro intestino e mantengono equilibrati il livello di glucosio nel sangue. E’ un’alimento con un’elevato contenuto di proteine e per l’assenza di purine, può sostituire in parte gli alimenti di provenienza animale nel regime dietetico delle persone che soffrono di gotta. Per l’alto contenuto di calcio è indicato per gli stati di osteoporosi e per il consolidamento delle ossa. Per l’elevato contenuto di ferro, è poi indicato negli stati anemici ed essendo ricco di cellulosa, anche nelle atonie intestinali e nella stitichezza. Ha scarso contenuto in sodio e quindi è consigliabile nei regimi iposodici, mentre l’alto contenuto in potassio lo fa consigliare negli stati alcalosi.

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Preparazione dei ceci:

La preparazione è lunga, ma non c’è bisogno di spaventarsi o prenderla come una perdita di tempo. Nel periodo dell’ammollo e della cottura, noi possiamo fare altro.
Al momento dell’acquisto verificate che i ceci secchi non siano più vecchi di un’anno e  che si presentino intatti. Metteteli in colino e sciacquateli  sotto il getto dell’acqua corrente.

Metteteli in ammollo in una ciotola capiente con abbondante acqua, considerando che reidratandosi i ceci raddoppino di volume e se la temperatura ambiente dovesse essere calda, sarà utile cambiare l’acqua 2/3 volte per evitare la fermentazione.

Ammollo


I ceci vanno lasciati in ammollo, da un minimo di 8/12 ore ad un massimo di 24 ore con un pizzichino di bicarbonato. Questa differenza è dovuta a seconda della stagione in cui ci troviamo, considerando che vengono raccolti tra settembre e giugno, nel periodo autunnale hanno bisogno di stare in ammollo 8 ore,in inverno 12 ore, in primavera 18 ore, in estate 24 ore.

 Cottura


Passate le ore di ammollo, scolate l’acqua in un colino.

 E’ consigliabile cuocerli in un tegame di coccio *.

Se non lo si possiede vanno bene anche l’acciaio inox con il fondo spesso, da scartare l’alluminio.
La cottura deve partire da acqua fredda, mettendo un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio in camicia

Una volta raggiunta l’ebollizione sarà necessario schiumare con un mestolo forato.

 Da quel momento il tutto dovrà sobollire, coprendo il tegame con un coperchio, per 3 ore circa. Il sale va aggiunto solo alla fine, quando i ceci sono già cotti, perché il sale indurirebbe i legumi rendendoli immangiabili.
Per capire se sono cotti basterà sentire con una forchetta la loro resistenza, se saranno teneri e si schiacciano i ceci sono pronti. Una volta cotti si lasciano nella propria acqua di cottura, per 30 minuti continueranno ad assorbire il sale e i vari aromi continuando ad aromatizzarsi. Il profumo tradizionale delle minestre di ceci è il rosmarino, mentre il suo condimento ad ok è l’olio e.v.o. aggiunto a crudo nel piatto.
Da quando ho imparato a cuocere i ceci nella maniera giusta, non compro più  i ceci cotti in barattolo. Dopo averli cotti, ne tolgo un po’ per cucinarli con il condimento che ho deciso. Il resto dei ceci li faccio freddare completamente,  li metto nei sacchetti per congelatore con un po d’acqua di cottura, faccio dei sacchetti di circa 300 g e li metto in frezeer. Quando ne ho voglia, o decido che per pranzo voglio mangiare i ceci con la pasta, tiro fuori la bustina dal congelatore, li metto a scongelare in un pentolino con un po’ di acqua calda e li condisco come ho deciso di mangiarli.

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*   Il coccio è un materiale antico: la sua cottura sul fuoco e in forno è diversa perché la terracotta produce un riscaldamento molto più lento rispetto ai contenitori di metallo. Per questo motivo è ideale per la cottura di minestre i cui ingredienti devono essere cotti a temperature dolci. Usato sulla fiamma viva è necessario proteggerlo mettendo sul fornello una retina spargifiamma, mentre in forno non deve superare i 200°. Se è nuovo bisogna riempirlo di acqua e lasciarlo così per 12 ore. Poi metterlo sul fuoco con la retina e farlo sobollire per 15 minuti.

 TANTISSIMI AUGURI 


Approfitto in chiusura per fare gli auguri di Buon Anniversario ai miei Cari Amici Valentina e Marcello, che proprio oggi festeggiano l’anniversario di 10 anni d’amore, conoscenza , fidanzamento e matrimonio.

Buon appetito!

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PASTA FROLLA ALL’OLIO – SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 16

PASTA FROLLA ALL’OLIO – SENZA LATTOSIO – RICETTA N° 16 

Questa ricetta della pasta frolla all’olio me la diede diversi anni fa’ la mia amica LOREDANA C., anche lei con una grande passione per i dolci. Uso questa ricetta da allora, quando desidero mangiare una crostata o dei  biscotti più light, ma a dirvela tutta a me piace molto di più della pasta frolla fatta con il burro. E’ semplice e veloce da fare, e può essere usata da subito senza tempi di attesa, perché non contiene il burro che deve solidificarsi; di conseguenza  è una ricetta che può essere usata da chi è intollerante al lattosio visto che ne è priva. Ho usato questa ricetta per fare i biscotti all’amarena, e diverse crostate di marmellata che vedrete tra qualche giorno. Potete usare qualsiasi tipo di olio di semi ma quello che vi consiglio è, o l’olio extra vergine di oliva, o quello che uso io, l’olio di arachide, che tra tutti gli oli di semi è l’unico che non subisce alterazioni  mentre è in cottura. Ho deciso di pubblicare questa ricetta oggi che è sabato e che ci troviamo nel weekend, così se volete mettervi a fare una crostata o dei biscotti per mangiarli domani a colazione, potete usare questa ricetta. Ricordate sempre che i dolci fatti il giorno prima e mangiati il giorno dopo, sono più buoni e hanno tutto un’altro sapore, perché dopo la cottura tutti gli ingredienti rafreddandosi finiscono per amalgamare i loro aromi fondendosi alla fine in un’unico e armonioso sapore, tipico del dolce che andiamo a fare.

Bene ora vi saluto e vi auguro buona giornata.

 

Tempo di preparazione: 10 minuti

 

Ingredienti:

400 g di farina di grano tenero 00
2 uova maxi
200 g di zucchero
100 g di olio di semi di arachide
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un’arancia o limone non trattato o 1 bustina di vanillina.

PREPARAZIONE:

In una ciotola mette la farina, fate un cratere al centro e cominciate a mettere le uova, lo zucchero, l’olio, il lievito e l’aroma che avete deciso di usare.

Partendo dal centro, cominciate a girare in senso orario incorporando pian piano tutta la farina.

Quando tutti i liquidi si saranno assorbiti, trasferite il composto su una spianatoia o un piano di lavoro.

Lavorate l’impasto per una decina di minuti, fino ad avere un panetto liscio e sodo come in foto. Ed ecco la pasta frolla all’olio pronta per essere usata come più vi piace.

Buon appetito!

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SUGO AL BACCALA’ – RICETTA N° 15

SUGO AL BACCALA’ – RICETTA N° 15

E’ tradizione Abruzzese mangiare il baccalà. Per la precisione di Lanciano. Fu proprio una famiglia di grossisti  lancianesi, di nome Pozzolini,  a importare per primi il baccalà in Abruzzo. Una volta il baccalà era un piatto povero, ma oggi la situazione si è capovolta, ora è considerato un piatto molto pregiato. Questa ricetta mi è stata regalata dalla mia cara amica Marisa, nativa proprio di Lanciano. Io non ho mai amato particolarmente il baccalà , e devo dire che la sua ricetta mi ha fatto apprezzare finalmente questo alimento. Qui a Pescara il giorno del baccalà è venerdì, ma quelli che lo adorano, non aspettano il venerdì per mangiarlo. Lo gustano anche gli altri giorni della settimana. Quindi oggi essendo venerdì, vi propongo questa ricetta che per me è diventata una delle mie preferite. Per fare questa ricetta io ho usato il filetto di baccalà, ma voi potete usare anche il baccalà normale. L’ho comprato già ammollato in acqua e pronto per essere cucinato. Questo sugo può essere usato sia per condire la pasta, e per la sua bontà ne prevedo l’uso anche per fare qualche bruschetta di pane o crostino per un’aperitivo con amici o come antipasto. Insomma sbizzarritevi, provatelo, e poi raccontatemi come lo avete utilizzato.

Ora vi saluto e vi auguro buona giornata.

 

Tempo di preparazione: 5 minuti
Tempo di cottura complessivo: circa 30 minuti

 

Ingredienti:

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 carota bella grande
1 cipolla
1 costa di sedano
mezzo peperone rosso
1 spicchio d’aglio
400/500 g circa di baccalà ammollato
2 pomodori grandi a pezzetti o 400 g circa di passata di pomodoro

 

PREPARAZIONE:

Lavate e sbucciate tutti gli odori.
In una padella capiente mettete a scaldare l’olio con un battuto grosso di cipolla, carota, sedano, aglio e peperone e soffriggete a fuoco medio per circa 10 minuti, mescolando ogni tanto, fino a che le verdure si saranno dorate leggermente.

Passati i 10 minuti prendete il baccalà, che avrete nel frattempo spellato e spinato e con le mani spezzettatelo nella padella insieme alle verdure. Mescolate per amalgamare il composto e fate cuocere con il coperchio sempre a fuoco medio- basso per circa 10 minuti sempre mescolando ogni tanto.

Passati i 10 minuti versate il pomodoro, mescolate, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere fino a che non si sarà ristretto il tutto, circa 25 minuti.

Dopo i minuti di cottura ecco questo meraviglioso sugo pronto per essere provato come più vi piace. Tra qualche giorno vi farò vedere come l’ho usato io con la pasta.

Buon appetito!

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