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Daniwella Felicità e passione in cucina

RICETTE DI BASE

Le ricette di base prevedono tutte quelle ricette dalle quali partire per poter iniziare a comporre i vostri piatti. Per quanto riguarda le ricette dolci si va dalla pasta frolla alla crema pasticcera, per le salate potete partire dalla besciamella alle crepes salate.
Alle volte basta una spezia, un’essenza o un’erba aromatica per trasformare una ricetta di base in un vostro cavallo di battaglia.

PANNA ACIDA

PANNA ACIDA FATTA IN CASA – RICETTA N° 105

La panna acida è una crema di origine francese dal sapore acidulo, a base di panna, è un condimento usato in molti piatti americani, sia dolci che salati. In Francia prende il nome di crème fraiche, mentre in America viene chiamata sour cream. Viene usata per accompagnare patate al cartoccio, il pesce come il salmone o anche verdure grigliate. E’ inoltre un’ingrediente fondamentale dell’American o New York Cheesecake, un dolce tipico della tradizione americana che pubblicherò solo quando avrò trovato la versione che soddisfa il mio palato. In Italia avrete modo di trovare la panna acida nei supermercati più forniti, ma per essere sicuri di aver trovato quella giusta sappiate che sull’etichetta deve esserci scritto Crème fraiche o Sour Cream. Ecco la ricetta per farla  in casa che è davvero semplice, qual’ora non riusciste a trovarla al supermercato. Questa sera siamo stati invitati ad un compleanno, quindi tra un po’ mi preparo per uscire, ma come vi avevo promesso vi faccio vedere in anteprima cosa ho portato a casa dei miei amici Valentina e Marcello, domenica sera in occasione della fine dei mondiali. Ho preparato una cosa salata e una dolce.

Per ora è tutto, vi saluto e vi auguro una buona serata.

 

Dose : per 200 g di panna acida
Preparazione : 5 minuti
Riposo : 1 ora

 

Ingredienti :

100 ml di panna fresca liquida
100 g di yogurt greco
1 cucchiaio di succo di limone filtrato

 

PREPARAZIONE :

Montate a neve la panna fresca.

Unite alla panna montata la yogurt e il succo del limone. Lasciate riposare in frigorifero per 1 ora prima di utilizzarla.

Ed ecco la vostra panna acida.

Ed ecco la tavolata di Domenica sera. Con le cose portate da me, e le cose cucinata da Valentina e la sua mamma Marilena.

 

Buon appetito!

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PIADINA ROMAGNOLA – RICETTA N° 103

PIADINA ROMAGNOLA – RICETTA N° 103 

Buon pomeriggio a tutti. Oggi sono sul blog con un must della cucina Emiliana, la Piadina Romagnola, piatto semplicissimo, molto amato anche oltre i confini regionali, è simbolo della gastronomia di una terra ricca di pietanze saporite e appetitose. Remota è la storia della piadina : i primi abitanti della nostra penisola, già nel 1200 a.C., preparavano focacce azzime impastando l’acqua e la farina, ma furono gli Etruschi a perfezionare l’arte dei dischi di pasta cotti sul fuoco o sotto la cenere e a far conoscere questo alimento ai Romani, che se ne dimostrarono entusiasti estimatori. Nel 170 a.C. a Roma le focacce erano cibo da ricchi, consumate generalmente insieme al formaggio. Mentre nei secoli bui del  Medioevo era cibo dei poveri contadini, che non avendo più la possibilità di mangiare il pane lievitato, tornò al consumo di polente e farine di orzo, e di focacce azzime fatte con cereali meno pregiati. Le gustose focacce di farina rimasero sempre ben presenti sulle tavole degli italiani, attraverso i secoli bui del Medioevo e le gioie del Rinascimento, fino ai giorni nostri. Ricordo, che quando ero più giovane, andavo spesso in una piadineria, qui a Pescara, insieme alle mie amiche Valentina, Antonella e Stefania. Io mi fermavo almeno 5 minuti per leggere l’elenco dei ripieni, per poi scegliere sempre la stessa : stracchino, prosciutto crudo e rucola; e le mie amiche mi prendevano sempre in giro e ci facevamo sempre un sacco di risate. Fino al giorno in cui non ho trovato la ricetta per farla a casa. Questa ricetta, l’ho trovata anni fa, su uno di quei giornalini di gastronomia gratuiti, che si trovano spesso nei supermercati, quando ti trovi a fare la fila alla cassa. La conservo gelosamente da allora, la ricetta è talmente buona che non l’ho mai cambiata. Quindi se avete voglia di piadina ecco la ricetta. Voi potete riempirla con quello che avete in casa, o con quello che vi piace, dal ripieno dolce a quello salato. Io l’ho riempita con quello che avevo a disposizione la sera che l’ho fotografata per poi metterla sul blog.
Un saluto a tutti e buona serata.

Dose : per 8/6 piadine
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 2 minuti per lato
Riposo : 1 ora

 

Ingredienti :

400 g di farina 00 + q.b.  per spolverare il piano di lavoro
mezza bustina di lievito in polvere per pizza a lievitazione lenta
mezzo cucchiaino di zucchero
100 g di latte ( potete sostituirlo con quello senza lattosio se siete intolleranti )
100 g di acqua frizzante
25 g di strutto ( o di olio extra vergine di oliva )
un pizzico di sale.

 

PREPARAZIONE :

In una ciotola o su un piano di lavoro, mettete a fontana la farina e unite tutti gli ingredienti, tranne il sale.

Impastate con cura, aggiungendo il sale per ultimo, fino ad ottenere una pasta morbida, liscia, ed elastica.

Fate una palla e avvolgetela in una pellicola, e lasciatela riposare a temperatura ambiente per circa 1 ora.

Dividete la palla in 8 o 6 porzioni.

Stendete ogni disco con il mattarello in dischi di circa 2-3 mm di spessore. Spolverizzate di farina il piano di lavoro, per non far attaccare i dischi.

Scaldate una padella antiaderente, o se lo avete l’apposito testo emiliano per piadine, e cuocetevi le piadine una per volta, per 2 minuti per lato, a fuoco medio.

Bucherellate con una forchetta nei punti in cui si formeranno le bolle, dopo di che girate la piadina per farla cuocere sull’altro lato.

Sistematele man mano su un piatto o su un cestino, messe una sull’altra e copritele con un telo.

Adesso potete farcirle a piacere. Questi sono i ripieni che ho fatto io con quello che mi sono ritrovata  in casa.

Primo ripieno con :  

1 cucchiaio di ricotta di mucca, 4/5 fettine di scamorza, una manciata di rucola fresca.

Secondo ripieno con :

una manciata di rucola, 3/4 cucchiaini di maionese vegan ( per vedere la ricetta cliccate qui ), una manciata di patatine fritte, mezza salsiccia sbriciolata ( non si vede perché l’ho aggiunta dopo la foto ).

Terzo ripieno con :

7/8 pomodorini ciliegino, 2/3 cucchiai di ricotta di mucca, una manciata di rucola.

In questo caso io ho arrotolato la piadina.

Ma voi se volete potete farla a metà e/o di nuovo a metà.


Ed ecco la mia piadina ripiena finita.

 

Buon appetito!

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GNOCCHI DI PATATE – RICETTA N° 94

GNOCCHI DI PATATE – RICETTA N° 94

Buongiorno a tutti. Il tempo non concede tregua, a quanto pare è brutto in tutta Italia. Allora ho deciso di pubblicare la ricetta per fare gli gnocchi, visto che si sono anche abbassate le temperature, sarà piacevole mangiare qualcosa di caldo per pranzo. A chi non piacciono? Credo veramente a pochi. Una volta si diceva che gli gnocchi si mangiavano il Giovedì, ma oggi è possibile mangiarli tutti i giorni della settimana perché li si può comprare confezionati. Niente di più sbagliato. Che compriate quelli confezionati o già pronti in un negozio di pasta fresca, sappiate che non ci sono le patate, bensì la farina di patate o fiocchi di patate per non parlare dei conservanti in quelli già imbustati.  La cucina italiana contempla molti tipi di gnocchi. Oltre a quelli di patate, infatti, ve ne sono altri preparati con farine di vario tipo, i più noti son senz’altro quelli di semolino, per proseguire con quelli di pane raffermo, di altri ortaggi e frutta o ancora di ricotta.  Morbidi, gustosi, di tanti sapori e colori a seconda degli ingredienti, sono un gioioso invito al convivio e banchetti gioiosi. Un piatto nutriente che appartiene alla tradizione gastronomica di tutte le nostre regioni.  Gli gnocchi sono una delle cose che non compro mai, preferisco farmeli da me, e quindi, eccovi la ricetta di base, allora coraggio, mani in pasta e divertitevi a crearli da voi. Tenete presente che per ogni chilo di patate ( quantità per 5/6 persone ), servono 300 g di farina, io metto metà di semola e metà di farina 0, 1 uovo e 2-3 pizzichi di sale e se volete un pizzico di noce moscata. Le patate devono essere farinose, delle stesse dimensioni per lessarle al meglio. Volete gnocchi colorati ? Aggiungete all’impasto zafferano, spinaci, pomodoro o altro. Potete anche servirli insieme di vari colori.  Bene spero di avervi dato un’idea sul pranzo di oggi, se volete prepararne di più la Domenica quando avete gente a pranzo raddoppiate le dosi. In attesa che torni il bel tempo, vi auguro una buona giornata, rallegrate il vostro palato con un bel piatto di gnocchi fumanti con il sughetto che avete scelto. Nelle foto vedrete una quantità maggiore di gnocchi, io e Nonna Lina, amica di famiglia e cara vicina di casa, abbiamo impastato 3 kg di patate e 900 g di farina, per una grande tavolata, in occasione di un sontuoso pranzo domenicale di qualche mese fa’. Speriamo che torni presto il bel tempo, ebbene lo confesso, non avevo avuto occasione di andare al mare nelle scorse settimane, e quando lo avevo deciso, ha cominciato a piovere e a fare brutto tempo.

Ho in serbo per voi, un paio di ricette, che potrete preparare per un gustoso pranzo da mangiare sulla spiaggia, siete curiosi di cosa si tratta ??? Continuate a seguirmi, non ve ne pentirete !!!

 

Dose : 5/6 porzioni
Preparazione : 1 ora
Cottura totale : 1 ora

 

Ingredienti :

1 kg di patate farinose
150 g di farina di semola rimacinata di grano duro
150 di farina 0
la farina q.b. per il piano di lavoro
2-3 pizzichi di sale
1 uovo medio-grande
1 pizzico di noce moscata ( facoltativo )

 

PREPARAZIONE :

Sciacquate le patate sotto il rubinetto dell’acqua corrente. Cuocetele con la buccia in acqua fredda, facendole bollire in abbondante acqua salata, cuocetele a fuoco medio per 45 minuti, fino a che inserendo una forchetta la patata risulterà morbida all’interno.

Sbucciatele e passatele calde allo schiacciapatate.


Quando il passato sarà tiepido mettete al centro le farine, l’uovo, il sale e la noce moscata che servirà per insaporire il tutto.

Lavorate impastando fino a quando l’impasto sarà uniforme e della giusta consistenza.

Dividete l’impasto in pezzi, rotolateli sulla spianatoia infarinata e ricavatene dei cilindretti.

Con un coltello tagliateli a pezzetti e ricavate gli gnocchi.

Schiacciateli leggermente sul rovescio di una grattugia o sull’apposito  taglierino rigato o come faccio io sui rebbi di una forchetta,  lasciateli lisci se decidete di farli piccoli.

Spolverizzate di farina dei vassoi sul quale posizionare gli gnocchi man mano che li preparate.

Versatene pochi alla volta in acqua salata a bollore.

Scolateli delicatamente con un mestolo forato non appena vengono a galla.

Conditeli con il sugo o salsa che avete scelto, spolverate di eventuale formaggio grattugiato e versateli nel vassoio che porterete in tavola.
Ed ecco gli gnocchi pronti, io li ho conditi con un sughetto semplice con un pochino di carne macinata e parmigiano grattugiato.

 

Buon appetito!

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ABC DELLA CUCINA : COME PULIRE E CUOCERE GLI ASPARAGI

ABC DELLA CUCINA : COME PULIRE E CUOCERE GLI ASPARAGI

Gli asparagi sono ortaggi molto pregiati, appartengono alla famiglia delle liliacee, un’ampia famiglia che comprende circa 1600 specie botaniche. Sono germogli che vengono consumati in primavera e tra le tante proprietà svolgono un’efficace azione di drenaggio renale. Sono inoltre ricchi di vitamina A, B e C. Ne esistono diverse varietà:

  1. l’asparago bianco, che assume questo colore perché durante la crescita viene coperto; dal sapore delicato.
  2. il violetto dal sapore un po’ amaro.
  3. il verde che è quello più comune.
  4. il selvatico, che cresce spontaneamente, molto sottile ma dal sapore marcato

Ma vediamo ora come pulirli e come cuocerli:

Con un coltello eliminate la parte più dura e legnosa dei gambi, e nello stesso tempo pareggiateli.

Con un pelapatate o un coltellino ben affilato, eliminate la parte più esterna del gambo della parte bassa più dura, fino a che non sia bianco, lavateli uno per uno sotto l’acqua corrente.

Adesso utilizzateli per la cottura che avete deciso.

 

  1. Potete cuocerli legati con uno spago da cucina in una asparagera, che è una pentola apposita per gli asparagi, alta e stretta. Metteteli in piedi con le punte verso l’alto; l’acqua deve arrivare a 3/4 dell’altezza del gambo. Salate e coprite e cuocete dai 10 ai 20 minuti, a seconda della grossezza. In questo modo i gambi cuoceranno nello stesso tempo delle punte, che verranno cotte a vapore. Scolateli subito.
  2. Oppure potete cuocerli in una pentola con l’acqua in ebollizione, senza legarli, fino a che saranno teneri, avendo cura però di tenere il fuoco basso, dovete sobollirli per non disfarli.
3.  O potete spadellarli in padella, come faccio io quasi sempre, con l’olio extra vergine di oliva, un goccio d’acqua e una cipollina tagliata sottile.
Anche se no si è golosi, è difficile non cedere alla tentazione di fronte a un piatto di asparagi. Mille sono i suoi utilizzi; lessati e conditi semplicemente con olio e.v.o. e succo di limone, o come antipasto, o un primo eccellente o con la pasta o un risotto alle punte di asparagi … o nelle minestre, nelle vellutate o nei ravioli. Nei secondi sono insuperabili; dalla frittata alle torte, agli sformati al polpettone e i contorni non sono da meno.

Continuate a seguirmi e vedrete come li ho utilizzati nelle prossime ricette.

Buon appetito!

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CREMA CON UOVA INTERE – RICETTA N° 91

CREMA CON UOVA INTERE – RICETTA N° 91

Questa ricetta della crema fatta con i rossi e con gli albumi vi sarà utile innanzitutto quando avete poche uova a disposizione, quando sapete già che non riutilizzerete gli albumi e che andrebbero sprecati, e quando volete una crema che sia più leggera. E già, in realtà risulta più leggera di sapore proprio per la presenza degli albumi. usatela per riempire torte e pasticcini o mangiata come merenda insieme ai biscotti secchi. Anche questa crema è una ricetta di base utile per realizzare tutte le altre creme aromatizzate al cioccolato, al caffè, al pistacchio ecc. ecc. Quando eravamo ragazze, io e le mie sorelle, preparavamo una crema così, con uova intere, e ci farcivamo la torta della mamma per le nostre feste. Quindi, oggi ve la propongo con tutta la sua bontà. Per la presenza degli albumi sappiate che risulta più chiara di colore rispetto alla crema fatta solo con i rossi dell’uovo. Questa è la crema che ho usato per riempire la torta per il compleanno di mio padre di quest’anno, che vedrete domani sul blog. Con questa ricetta vi auguro un buon Sabato e fine settimana. Dopo la falsa partenza dell’estate dei giorni scorsi, speriamo di poterci godere una bella giornata di sole sia oggi che domani, così da poter andare al mare.

Un bacio a tutti e buona giornata.

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 15 minuti
Tempo totale: 25 minuti

 

Ingredienti:

500 ml di latte fresco
100 g di zucchero
2 uova intere
40 g di farina o fecola di patate
1 bustina di vanillina o la scorza di 1 limone biologico

 

PREPARAZIONE:

In un pentolino medio mettete a scaldare il latte con la vanillina o la scorza del limone e dopo 3 minuti toglietene la quantità di circa 1 bicchiere.

In una ciotola capiente sbattete le uova intere con lo zucchero.

Aggiungete la farina setacciata e mescolate energicamente, dopo di che aggiungete il bicchiere di latte.

Appena il latte sfiorerà il bollore, levate la scorza del limone, togliete via dal fuoco e versate il latte nella ciotola delle uova e mescolate.

Rimettete sul fuoco, abbassate la fiamma al minimo e cuocete fino a quando vedrete la crema addensarsi e ci sarà il primo bollore, allora la crema sarà cotta.

Ecco la crema con uova intere.



Coprite la superficie con la pellicola trasparente per non far formare la pellicina. Fatela raffreddare completamente e conservate in frigorifero massimo 2 giorni.

Buon appetito!

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DADO VEGETALE FATTO IN CASA – RICETTA N° 85

DADO VEGETALE FATTO IN CASA – RICETTA N° 85 

Quante di quelle cose in commercio, avete pensato molte volte di voler riprodurre in casa? Sono sicura che molte di voi risponderebbero con un numeroso numero, scusate il giro di parole. Oggi, voglio farvi scoprire di come sia facile, riprodurre in casa il dado vegetale, che a differenza di quello che potete trovare in commercio, ha veramente la quantità di verdure fresche che immaginate, perché sarete voi a farlo, con in più la garanzia che il vostro dado sarà veramente senza GLUTAMMATO, SENZA COLORANTI, SENZA CONSERVANTI, SENZA GRASSI IDROGENATI, SENZA ESTRATTO DI LIEVITO, SENZA GLUTINE ECC ECC. La ricetta che vi propongo, la conosco già da quando a suo tempo ho comprato il Bimby, nel 1999. All’interno del ricettario, c’era la ricetta per preparare il dado di carne e quello vegetale. Io ho comunque modificato gli ingredienti a mio piacimento. Oggi potrete farlo anche voi, senza Bimby, direttamente sul fornello di casa vostra. In seguito pubblicherò anche la ricetta per fare il dado di carne. Vi espongo come sempre le informazioni che ritengo necessarie farvi sapere per poter preparare un’ottimo dado vegetale, nel caso vorreste utilizzare altre verdure o spezie differenti da quelle che vi scrivo io negli ingredienti, o che potrete variare in base alla stagione.

  1. Le verdure devono essere freschissime e di stagione.
  2. Sbucciatele, lavatele, tagliatele a pezzetti e poi asciugatele.
  3. Solo a questo punto pesatele tutte insieme per regolarvi sulla quantità di sale da utilizzare.
  4. Il sale deve essere sempre 1/3 del peso totale delle verdure. Le mie verdure pesavano 900 g, e ho usato 300 g di sale. Ricordate, 1/3, ne di più, ne di meno, valore indispensabile per garantire la giusta salinità e conservazione del vostro dado una volta cotto.
  5. Potete usare sia il sale grosso che quello fino, quello biologico, con o senza iodio, o decidere se avete problemi, di usare metà sale e metà miso, che potete comprare nei negozi che vendono prodotti  biologici o etnici, scegliete voi come siete abituati, andando così a personalizzare il vostro dado in base alle vostre abitudini alimentari.
  6. Durante la cottura non dovete aggiungere acqua, perché è già contenuta dalle verdure; una volta cotte dovrete frullarle con il frullatore ad immersione, rimetterle sul fuoco a fiamma bassa e far evaporare tutta l’acqua, il tutto dovrà restringersi fino a che il composto si staccherà dai bordi della pentola.
  7. Ora potete decidere se farlo raffreddare all’interno dei contenitori del ghiaccio, o metterlo in contenitori di vetro sterilizzati e cuocerlo a bagno-maria per 30 minuti, o stenderlo a rettangolo su carta forno/alluminio, dividerlo a cubetti/quadratini e una volta freddi metterli a rassodare in frezeer come faccio io.
  8. La consistenza dei dadi non sarà durissima, come quelli in commercio, ma rimarrà sempre semi-morbido e granuloso grazie alla presenza del sale che ne impedisce il  completo congelamento. Si conservano in frezeer per 6 mesi, mentre in frigorifero per 1 mese circa.
  9. Il dado non andrà mai assaggiato, ma bensì sciolto nell’acqua calda per preparare il brodo, nella proporzione di 1 cubetto ogni litro di acqua.
  10.  Considerate che alcune verdure, hanno un sapore predominante rispetto alle altre, come i cavolfiori e i finocchi, tenetene sempre conto, perché andranno a incidere sul sapore finale del vostro dado.

 

Dose: per 35/40 cubetti di dado
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 2 ore
Raffreddamento: 24 ore in frezeer/congelatore prima di riporlo nel contenitore o in bustine.

 

Ingredienti:

1 zucchina
2 carote
200 g di zucca
1 gambo di sedano con tutte le foglie
2 cipolle
2 spicchi d’aglio
una manciata di funghi freschi
1 porro
5/6 pomodorini
qualche filo di prezzemolo
qualche foglia di basilico e salvia
1 rametto di  rosmarino (mettete solo gli aghi)
1 foglia di alloro
2/3 cucchiai di olio e.v.o.
300 g di sale fino

 

PROCEDIMENTO:

Mondate, sbucciate e lavate tutte le verdure. Fatele a pezzetti e asciugatele.

Pesatele tutte insieme per regolarvi sulla quantità di sale. Le mie pesavano 900 g, quindi ho usato 300 g di sale fino. Mettete olio e verdure a pezzetti in una pentola, coprite e cuocete a fuoco medio per 10 minuti.

Aggiungete il sale, abbassate il fuoco al minimo e cuocete sempre coperto per 1 ora, mescolando ogni tanto per non far attaccare le verdure.

Togliete dal fuoco e frullate le verdure con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere un composto omogeneizzato.

Rimettete sul fuoco, sempre coperto e a fuoco basso, per altri 40/50 minuti o fino a che lo riterrete opportuno. L’acqua deve evaporare completamente. Capirete che è pronto quando si sarà ristretto fino a staccarsi dalle pareti della pentola.

Ricoprite un vassoio rettangolare con della carta di alluminio o carta forno, versate il composto e stendetelo a rettangolo. Fatelo raffreddare completamente.

Una volta freddo con l’aiuto di un coltello tagliate a cubetti o quadratini, cercando di distanziare leggermente i cubetti, riponeteli dentro il frezeer per 24 ore.

Ora siete pronti per staccare con calma tutti i cubetti e riporli dentro a dei contenitori con coperchio a chiusura ermetica o in bustine-gelo.

Fate le vostre varianti a seconda dei vostri gusti, aggiungendo erbe aromatiche o spezie diverse o ortaggi come fagiolini, porri, patate, bieta o spinaci, potete anche aggiungere una piccola quantità di formaggio Grana o Reggiano grattugiati.

Buon appetito!

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IMPASTO PER CREPES – RICETTA N° 77

IMPASTO PER CREPES – RICETTA N° 77 

Un velocissimo impasto di farina, latte, uova, poco burro e sale. Sono gli ingredienti per queste frittatine il cui nome italiano traduce il francese crèpes. Nel nostro paese hanno una discreta tradizione. Famose qui da noi in Abruzzo le scrippelle ‘mbusse cotte in brodo oppure usate per fare il timballo. Usando fantasia si può usare la ricetta di base con una grande versatilità che si adatta perfettamente a farciture di molti tipi, salate e dolci. Questo tipo di impasto io lo adoro, e spesso in occasione delle feste le preparo in anticipo, le riempio con il ripieno prescelto e le congelo. In questo modo si hanno delle crepe già pronte da cuocere direttamente dal congelatore al forno. Così come sono invece, si conservano in frigorifero coperte con la pellicola per 2/3 giorni al massimo, dopo le dovete consumare. Per esperienza personale, posso dirvi, che le crepe richiedono una certa manualità, più volte le fate e più vi riusciranno bene. Anche se a volte possono uscirvi bene anche al primo tentativo. Con la dose che vi scrivo, potete realizzare 30 crespelle del diametro di 18 cm. Tra qualche giorno vedrete quali sono le mie specialità che preparo con le crepes in occasione delle feste e non.
Buona giornata e buon inizio settimana a tutti.

Dose: per 30 crepes
Preparazione: 15 minuti
Riposo: 30 minuti

 

Ingredienti:

4 uova medie
500 ml di latte
200 g di farina 00
30 g di burro sciolto
1 pizzico di sale
noce moscata in polvere q.b.
burro o olio in più q.b. per ungere la padella quando serve

 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mescolate bene la farina con circa metà del latte.

Quando il latte è stato assorbito e il composto è piuttosto liscio, aggiungete le uova e continuate a sbattere con la frusta per amalgamare e sciogliere gli eventuali grumi.

Aggiungete poi il restante latte, Continuando a sbattere con la frusta finché il composto non risulterà colante.

Unite alla pastella il burro fuso, il sale e la noce moscata.

Mettete la pastella a riposare in frigorifero coperta per 30 minuti.
Scaldate una padellina antiaderente per crepes, del dm di 18 cm. Ogni volta che serve, con un pochino di carta assorbente, ungere con un po’ di olio o di burro la padella per le crepes. O in alternativa usate un po di grasso di prosciutto di maiale, strofinatelo sulla padellina calda.
Versate un mestolino del composto al centro della padella, roteandola per distribuirla uniformemente.

Per ottenere una crespella regolare e sottilissima, riversare velocemente nella ciotola il composto in eccedenza.

Cuocete la crespella su un lato, e dopo circa 1 minuto e mezzo 2, giratela sull’altro lato con una spatolina apposita. Regolate il fuoco sempre sul medio-basso.

Una crespella ben cotta ha la superficie grinzosa, priva di buchi e di un bel colore.

Sovrapponete le crepes l’una sull’altra man mano che si cuociono. Mettete della carta assorbente sotto ogni 10 crepes, così non perderete il conto del numero.

Eccole le crèpes pronte per essere usate come più vi piacciono.

 

Buon appetito!

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CREMA PASTICCERA AL CIOCCOLATO – RICETTA N° 70

CREMA PASTICCERA AL CIOCCOLATO – RICETTA N° 70

La crema pasticcera al cioccolato è una delle tante creme che si usano per riempire torte, bignè, cannoli e chi più ne ha più ne metta. È anche un ottimo dessert, mangiata fredda con i biscottini secchi. Io la uso in particolar modo per riempire le mie torte di compleanno, quando decido di fare la farcitura classica, cioè crema, cioccolata e panna per decorare. Alla ricetta di base della crema pasticcera, si aggiunge il cioccolato fondente, ed ecco qui il risultato. Quindi se avete bisogno di realizzare un dolce per un imminente compleanno, o semplicemente per voi e la vostra famiglia, magari per la prossima Domenica, adesso avete a disposizione tutte le ricette che vi servono, quella del Pan di Spagna, quella della crema pasticcera, e oggi quella della crema al cioccolato. Coraggio allora, dolci in forno.

Vi lascio alla ricetta e vi auguro una buona giornata.

 

Preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 15 minuti
Tempo totale: 30 minuti

 

Ingredienti:

500 ml di latte fresco intero (o parzialmente scremato )
4 tuorli d’uovo
100 g di zucchero
40 g di farina o fecola di patate
1 bustina di vanillina o i semi di una stecca di vaniglia
150 g di cioccolato fondente a pezzetti

 

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a scaldare il latte, e dopo qualche minuto appena si sarà intiepidito toglietene 1 mestolo, riempite all’incirca la quantità di un bicchiere. In una ciotola sbattete con una frusta i rossi d’uovo con lo zucchero, per qualche minuto.

Appena il composto si sarà appena montato, aggiungete la farina, mescolate velocemente con la frusta.

Appena la farina si sarà amalgamata, aggiungete il latte tiepido e continuate a mescolare.

Appena il latte sarà arrivato a bollore, aggiungete il composto di uova e mescolate, regolate il fuoco medio-basso, e continuate a mescolare fino a che la crema si sarà addensata, appena vedrete il bollo, la crema è cotta.

A questo punto aggiungete il cioccolato fondente spezzettato, e mescolate velocemente fino a che non si sarà amalgamato perfettamente.

Fatela intiepidire, coperta con la pellicola trasparente, direttamente a contatto con la superficie. Fatela intiepidire e mettetela in frigo a raffreddarsi completamente.

Ecco la crema pronta per essere mangiata o usata come crema per riempire il dolce che avrete scelto.

Buon appetito!

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PASTA FRESCA ALL’UOVO – TUTTI GLI STEP E I CONSIGLI PER PREPARARLA IN CASA – RICETTA N° 57

PASTA FRESCA ALL’UOVO – TUTTI GLI STEP E I CONSIGLI PER PREPARARLA IN CASA – RICETTA N° 57

La mia carissima amica Claudia, ragazza solare e piena di gioia di vivere, mi ha fatto notare che questa era la ricetta mancante sul mio blog, perché lei un giorno ne aveva bisogno e cercandola non l’ha trovata. E allora eccola qua, ora mi sono fatta perdonare. Nei tempi antichi  la pasta fatta in casa faceva parte della dote di una sposa. Fare la pasta in casa è storia antica. Come antica è la tradizione che vede la donna davanti alla spianatoia con grembiule, le mani impastate, mattarello in mano, che aveva appena steso una grande sfoglia, da cui ricavava tagliatelle, tagliolini, lasagne e ancora ravioli, tortellini & company. Questa immagine contrasta un po’ con quella di noi donne di oggi, sempre con i minuti contati, piene di impegni lavorativi e familiari e per questo alcune di noi si avvalgono di pasta all’uovo già fatta, che si trova nei numerosi negozi che producono esclusivamente pasta fresca, o nei market che la vendono in confezione di plastica sottovuoto e non. Eppure farla a mano e tirarla in una sfoglia larga e sottile può essere considerata quasi una tecnica anti-stress che consente inoltre di ottenere un risultato finale che non ha eguali sul mercato. Facciamo un po’ di conti: 15-20 minuti per impastare gli ingredienti e lavorare il panetto, 30 minuti per lasciarlo riposare ( nel frattempo vi potete dedicare  ad altro ), e ancora 15 minuti per stendere la sfoglia e ricavarne delle tagliatelle. In tutto: 1 ora. Ma il piacere e la soddisfazione personale di portare in tavola un piatto di tagliatelle fumanti fatte con le nostre mani, non vale 1 ora della nostra giornata? Con una buona organizzazione del nostro tempo il gioco è fatto. Ad ogni modo, oggi esistono, attrezzature come la macchina impastatrice e quella stendi pasta, pensate per ottenere risultati soddisfacenti con risparmio di tempo, anche senza avere l’abilità manuale delle nostre nonne. Se decidete di provare, fatelo la domenica mattina, se non lavorate, e così vedrete come è bello dedicarsi a quest’arte antica , con il tempo vedrete come diverrete abili, così tagliatelle, pappardelle, tagliolini, ravioli e garganelli potranno diventare primi attori della vostra tavola. Ricordate, la buona riuscita della pasta fresca comincia dalla farina che deve essere ricca di glutine, se si vuole ottenere un impasto più facile da tirare e una pasta più elastica. Il glutine è una proteina che, quando viene inumidita, in questo caso dalle uova, forma una trama elastica che lega meglio l’impasto. Eccovi alcuni consigli fondamentali, che ho fatto tesoro col tempo, leggendo qua e là, chiedendo a chi era più esperta di me, e che ho acquisito nel tempo dagli errori fatti.

Primo: usate assolutamente la spianatoia di legno, primo elemento fondamentale per un risultato finale ottimale; la rugosità del legno è più consona della superficie liscia del tavolo alla lavorazione della pasta. Infatti questo materiale, permette alla pasta di prendere rugosità, indispensabile per assorbire al meglio il condimento scelto.

Secondo: si comincia disponendo la farina a fontana sulla spianatoia di legno ( se siete poco esperte o alle prime armi, cominciate il procedimento dentro una ciotola, per poi trasferire il composto una volta che avrà assorbito il liquido direttamente sulla spianatoia per essere impastato ), si allarga quindi con cura il cratere centrale per lasciar posto alle uova, si sbattono leggermente con una forchetta in modo che gli albumi e i tuorli si amalgamino perfettamente, attirando poca farina alla volta all’interno delle uova sbattute, verso il centro della fontana, finché non sarà stata assorbita del tutto.

Terzo: per quanto riguarda il sale, secondo le antiche correnti emiliane, non andrebbe messo nell’impasto. Le correnti più moderne invece ne prevedono un pizzico. Io c’è lo metto.

Quarto: evitate le correnti d’aria che potrebbero far seccare la pasta, copritela sempre con un canovaccio pulito inumidito.

Quinto: la proporzione ideale tra uova e farina è di 1 uovo (utilizzando uova da 60 g) per 100 g di farina, dose per 2 persone. Per eventuali correzioni dell’impasto, aggiungete un cucchiaio di farina se l’impasto risulta troppo lento, mentre aggiungete 1 cucchiaio di acqua se l’impasto risulta troppo duro, questo dipenderà se usate uova più grandi o più piccole di 60 g, e dalla farina che userete.

Sesto: il panetto va lavorato con molta energia per almeno 10 minuti, sbattendolo sulla spianatoia affinché la pasta diventi elastica. La pasta, infatti, passata e ripassata sulla spianatoia, ripiegata su se stessa, battuta e maneggiata, diventa via via più soda, liscia, elastica e plastica al tempo stesso: prende nervo, come si è soliti dire. Questa fase va eseguita con cura e senza fretta. Infine si riunisce la pasta in un panetto o una palla.

Settimo: fate riposare il panetto avvolto in un panno appena umido, perché non si asciughi in superficie. Poi stendete con mattarello piccole quantità alla volta, lasciando il resto coperto.

Ottavo: infarinate la spianatoia per non far attaccare la pasta.

Nono: preparate il ripieno per i ravioli prima della pasta.

Decimo: per fare i ravioli, potete ridurre il numero delle uova e aggiungere poca acqua. Questo perché il ripieno in genere è già piuttosto sostanzioso.

 

Ingredienti:  

2 uova
100 g di farina di semola rimacinata
100 g di farina 0
1 cucchiaio di olio e.v.o.
1 pizzico di sale

 

PREPARAZIONE:

Per assicurarsi che le uova che usate siano tutte buone apritene una alla volta in un piatto (evitate così che eventuali pezzetti di guscio cadano nella farina).
Mettere la farina sulla spianatoia, formando con le dita una cavità al centro. Aggiungete le uova, 1 cucchiaio di olio e un pizzico di sale.

Sbattete leggermente le uova con una forchetta, quanto basta per mescolare i tuorli con gli albumi. Poi buttate pian piano un po di farina nel miscuglio.

Continuate a incorporare la farina nelle uova,  dalle pareti della fontana prendendola, intridendo gli ingredienti con le dita. La pasta si presenterà un po granulosa, ma via via che lavorerete con le mani assumerà un’aspetto più liscio e omogeneo.

Quando l’impasto comincerà a prendere consistenza, lavoratelo a piene mani, tirandolo avanti e indietro e sbattendolo sulla spianatoia infarinata.

Formate il panetto o riunitelo in una palla, lasciandolo coperto con un canovaccio pulito inumidito per mezz’ora o più.

Ora la vostra pasta fresca all’uovo è pronta per essere stesa sulla spianatoia infarinata, fate scorrere il mattarello in tutte le direzioni fino ad avere una sfoglia sottile.
Continuate a seguirmi. Nella prossima ricetta vedrete come realizzare i ravioli, tipici della tradizione di Carnevale in Abruzzo, ed altre ricette dolci che piacciono sia ai grandi che ai più piccoli, dedicate alla festa della prossima settimana

Buon appetito!

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MAIONESE FATTA IN CASA UTILIZZANDO IL FRULLATORE AD IMMERSIONE – RICETTA N° 48

MAIONESE FATTA IN CASA UTILIZZANDO IL FRULLATORE AD IMMERSIONE – RICETTA N° 48 

Chi non conosce la maionese? Chi non mangia le patatine fritte se non c’è questa deliziosa salsina? E chi non prepara tramezzini, hot-dog e panini farciti se non c’è questa salsa? O meglio ancora come farebbe a esistere l’insalata russa se non ci fosse la maionese? Ebbene con questa ricettina tanto sfiziosa ho deciso di iniziare la sezione home-made /  i fatti in casa realizzati da Daniwella per voi. Dal francese Mayonnaise, è una salsa cremosa ed omogenea, generalmente di colore bianco o giallo pallida che viene consumata fredda. Cominciamo col dire che è realizzata con il minipimer, meglio conosciuto con il nome di frullatore ad immersione.

immers

 

Ma non preoccupatevi, tra qualche ricetta, troverete anche la maionese fatta in casa realizzata con la frusta  a mano, per chi non possedesse l’attrezzo elettrico. Con questo metodo non sporcherete nulla se non l’attrezzo e la spatolina. Vi basterà introdurre tutti gli ingredienti nel  bicchiere cilindrico, affondare fino in fondo le lame del frullatore, emulsionare alla massima velocità,  restando 5 secondi in quella posizione (senza alzare le lame) e dopo i 5 secondi iniziali, sentirete le lame arrancare per la densità, allora  potete cominciare ad alzare l’attrezzo e muoverlo velocemente giù e su per altri 10 secondi per amalgamare le parti di olio rimanenti. Ed ecco fatto. La maionese è pronta, rimarrete sbalorditi. Figuratevi io mi sono messa a ridere per il risultato. Per la dose mi sono basata indicativamente sul blog di Ricette Creative, ma  poi l’ho personalizzata a mio gusto. Nella ricetta originale viene detto che sia l’olio che l’uovo devono essere freddi di frigorifero. Ma a me ha montato sia con i due ingredienti a temperatura ambiente sia che freddi di frigo. Per un mio gusto personale non ho usato l’olio di girasole per fare la maionese. Io ho utilizzato l’olio di arachide, e metto sia l’aceto che il limone, inoltre ho messo anche il pepe nero (non disponevo di quello bianco in quel momento). La senape l’ho mantenuta perché ritengo che dia un corposo sapore e serve a mantenere stabile l’emulsione. Ma se a voi non piace potete ometterla. Fatela poi riposare in frigo almeno 1 oretta prima di utilizzarla, per poter permettere a tutti gli ingredienti di finire ad amalgamarsi di sapore. Conservate poi la maionese in un barattolino con il coperchio possibilmente a chiusura ermetica, all’interno del frigo. Bene per oggi è tutto, vi auguro una buona giornata e aspetto i vostri commenti per sapere come è andata.

 

Dose: per riempire un barattolo da 250 g a chiusura ermetica
Tempo di preparazione: 5 minuti
Tempo di realizzazione: 20/30 secondi
Difficoltà: facile

 

Ingredienti:

1 uovo fresco formato medio (o freddo di frigo o a temperatura ambiente)
230 g di olio di semi di arachide (o freddo di frigorifero a temperatura ambiente)
1 cucchiaino di senape dolce in crema
2 cucchiai e mezzo di succo di limone spremuto e passato in un colino
1 cucchiaio di aceto bianco
pepe in polvere (o bianco o nero)
sale marino quanto basta

 

PREPARAZIONE:

All’interno del bicchiere del frullatore mette in quest’ordine, l’uovo intero cercando di non far rompere il rosso, per ovviare a questo inconveniente inclinate leggermente il bicchiere.

Tutta la dose di olio.

 

Il cucchiaino di senape.

Il sale.

Il pepe in polvere.

 

Il succo del limone.

Il cucchiaio di aceto.

Affondate le lame del mixer fino al fondo del bicchiere come in foto.

Emulsionate alla massima velocità senza alzare le lame per 5 secondi.

Dopo i 5 secondi, sentirete arrancare, cominciate a risalire il bicchiere con le lame per amalgamare le parti di olio rimanenti facendo il movimento su e giù con il frullatore. Ed ecco come si presenterà la maionese. Compatta al punto giusto.

Guardate da vicino come è compatta. Provate e vedrete che vi divertirete a prepararla eppoi a mangiarla. Conservatela in frigorifero chiusa in un barattolino a chiusura ermetica.

Corro a fare l’insalata russa e qualche tramezzino.

Prossimamente vedrete come ho utilizzato la mia maionese in queste 2 ricette.

Buon appetito!

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