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Daniwella Felicità e passione in cucina

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CASTAGNOLE

castagnole

INGREDIENTI

400 g di farina
2 uova
80 g di zucchero
30 g di olio e.v.o.
30 g di anice
la scorza grattugiata di 1 limone
mezza bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
800 ml di olio di semi di arachide per friggere
zucchero a velo q.b.

Diario di bordo
Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio. Un bacio a tutti e alla prossima.

6o minuti

40/50 castagnole

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

CASTAGNOLE 

Le castagnole sono delle deliziose frittelle rotonde della grandezza di una castagna che si mangiano nel periodo di carnevale qui in Italia. Sono un tripudio di bontà. Come si fa a rinunciare a questi dolcetti morbidissimi dalla bontà senza pari che si sciolgono in bocca al primo boccone ? Le castagnole mettono subito allegria sulle tavole delle feste di Carnevale. Io le definisco compagne insostituibili delle chiacchere, infatti da sempre questi due dolcetti vanno a braccetto, non c’è l’una senza l’altra sulle tavole delle feste di Carnevale di grandi e piccini. Gli ingredienti sono semplici : farina, zucchero e uova, qualche aroma, un liquore ed escono fuori delle frittelle favolose. Numerosissime anche le versioni di questi dolcetti. La mia versione e semplice, veloce e zuccherata al punto giusto. Sono esattamente come le ciliege, una castagnola tira l’altra. Leggete tutta la ricetta fino alla fine perché è li che trovate tutti i miei preziosi consigli e segreti per prepararli al meglio.
Un bacio a tutti e alla prossima.
Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura: 15 minuti circa  

Ingredienti:

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400 g di farina 2 uova 80 g di zucchero 30 g di olio e.v.o. 30 g di anice la scorza grattugiata di 1 limone mezza bustina di lievito per dolci 1 pizzico di sale 800 ml di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola mettete la farina e il lievito setacciati, lo zucchero, la scorza di limone grattugiato e il sale. Mescolate.
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Fate un cratere alcentro e versate le uova, l’olio e il liquore. Partendo dal centro sbattete gli ingredienti liquidi eppoi attirate verso il centro la farina ai lati.
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Incorporate pian piano la farina .

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Appena i liquidi saranno stati assorbiti, cominciate ad impastare con le mani rovesciando il composto sopra una spianatoia.

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Lavorate fino ad avere un panetto, copritelo con la pellicola trasparente e fatelo riposare per 30 minuti.

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Passati 30 minuti, ricavate dall’impasto 4 pezzi. e da questi ricavate dei bastoncini, dividete i bastoncini in pezzetti e formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.

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Da questi ricavate dei bastoncini da cui ritagliare dei pezzetti.
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Formate delle palline grandi come una noce, per la presenza del lievito, cresceranno in cottura.
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Mettete a scaldare l’olio in una padella dai bordi alti, e quando è pronto friggete in due tre riprese  alla volta, dovranno dorarsi lentamente in un paio di minuti circa.

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Scolatele su carta assorbente.

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Quando avete finito di cuocere tutte le castagnole spolverizzatele con dello zucchero a velo.

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I miei consigli :  Se vi  piace potete passare le castognole nel liquore alchermes, e dopo passarle nello zucchero semolato.

Per decorare potete anche usare lo zucchero semolato al posto dello zucchero a velo. In tal caso appena scolate le castagnole ripassatele nello zucchero, cambiandolo ogni tanto perché lo zucchero assorbe molto olio. Per capire quando l’olio è arrivato alla giusta temperatura per friggere, mettete uno stuzzichino di legno di quelli lunghi dentro l’olio, quando vedrete delle piccolissime bollicine intorno allo stuzzichino vuol dire che l’olio è caldo al punto giusto e potete cominciare a friggere. Se invece avete un termometro da cucina la temperatura che dovrà segnare è di 175°. Potete variare il liquore in base ai vostri gusti : Sambuca, Strega, Brandy, Rum, Grappa e Limoncello. Alle castagnole io non so proprio resistere e se siete super golosi che ne dite di tuffarle nel cioccolato fondente fuso invece dello zucchero semolato. Nei prossimi giorni cercherò di pubblicare altre versioni di castagnole golose, quindi continuate a seguirmi. Ne vedrete delle belle.  

Buon appetito!

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CHIACCHIERE

CHIACCHIERE

INGREDIENTI

600 g di farina 00

1 uovo + 3 tuorli

50 g di olio

90 g di zucchero

1 bustina di vanillina

150 g di marsala semi secco

1 litro di olio di semi di arachide per friggere

zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

9o minuti

2 vassoi pieni

Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia.

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità ! 

la ricetta passo passo

curiosità e consigli

Curiosità

Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma, dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima.

Consigli

Potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°.

...ancora consigli...

Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio.

...sempre più consigli

Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.

 Buon appetito!

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

CHIACCHERE

Le chiacchere sono sfoglie sottili di pasta fatte con uova, zucchero, farina e liquore, fritte eppoi spolverizzate con lo zucchero a velo. E’ il dolce per eccellenza di carnevale. Le chiacchere non possono mancare sulla tavola durante le feste di carnevale, graditi dai grandi e ancor di più dai bambini. Conquistano davvero il palato di tutti. Per me questi dolci rappresentano un confort food. Ogni volta che li mangio mi ricordo le feste di carnevale che festeggiavo con i compagni di scuola quando facevo le elementari. Adoravo mascherarmi. Un’anno in particolare mi sono vestita da spadaccina, con la spada e il mantello nero lungo fino ai piedi, a ricordare il cartone animato la Stella della Senna . Poi tutti noi ci deliziavamo con i dolci di carnevale che avevano preparato le nostre mamme …. quanti ricordi di giorni felici. E le frappe la facevano da padrona. Questa è la ricetta infallibile tramandata dalla nella mia famiglia. Non perdetevi le prossime ricette, golose e semplicissime da fare : castagnole, frappe cotte al forno, sanguinaccio, castagnole di ricotta, castagnole al forno. In arrivo non solo i dolci di carnevale ma anche piatti salati, veloci e semplici da fare. Ricordatevi di leggere tutta la ricetta fino alla fine, perché giù in fondo trovate sempre una chicca; consigli, segreti e varianti sul tema, non che curiosità !   Dose: per 2 vassoi lunghi pieni Tempo di preparazione: 10/15 minuti Tempo di riposo: 30 minuti Tempo di cottura totale: 30 minuti per cuocere tutte le frappe  

Ingredienti:

nfd

600 g di farina 00 1 uovo + 3 tuorli 50 g di olio 90 g di zucchero 1 bustina di vanillina 150 g di marsala semi secco 1 litro di olio di semi di arachide per friggere zucchero a velo vanigliato per decorare in abbondanza

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola capiente mettete la farina mescolata allo zucchero, dopo aver fatto un buco al centro versate l’olio, la vanillina, i tuorli, l’uovo intero e il marsala.
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Mescolate con una forchetta gli ingredienti liquidi partendo dal centro e attirate pian piano la farina che si trova ai lati.
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Appena tutti gli ingredienti liquidi saranno stati assorbiti dalla farina, versate sopra una spianatoia e finite di lavorare li il composto a mano.

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Impastate fino a formare una palla.

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Mettete a riposare coperto da una pellicola, a temperatura ambiente per 30 minuti. Riprendete l’impasto e dividetelo in 3 pezzi. Tirate una sfoglia molto sottile, circa 2/3 mm. Con una rondella ottenete dei rettangoli medio grandi, praticate due taglietti al centro.

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Oppure optate per le strisce

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Mano a mano che ritagliate le strisce disponetele sopra a dei taglieri spolverate di farina per non farle attaccare. Coprite con una tovaglia pulita allargata per non far seccare l’impasto sottile.

Poco prima di finire mettete l’olio a scaldare. Mettete nell’olio caldo poche strisce alla volta, e giratele per farle dorare da entrambi i lati.

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Scolate le frappe con un mestolo forato direttamente sulla carta assorbente. Mano a mano che si scolano poggiatele trasferitele su un piatto di portata.

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Una volta fredde spolverizzatele con zucchero a velo.

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  CURIOSITA’ : Frappe, chiacchiere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate l’elenco non finisce qua. Gli antenati delle frappe sono le frictilia dell’antica Roma,  dei dolci che venivano fritti nel grasso di maiale e che venivano preparati per farli durare per tutto il periodo che corrisponde nella tradizione cristiana alla Quaresima. I miei consigli : potete stendere l’impasto anche con la macchinetta stendi pasta e fare le  pieghe che garantiscono a quanto pare le caratteristiche bolle sulle chiacchere. I liquori che potete usare sono : Anice, Sambuca, Grappa, Marsala secco, Rum, Grand Marnier , Strega e ovviamente anche del normale vino bianco. Potete usare sia burro sciolto che olio di semi o olio e.v.o. all’interno dell’impasto. Il mio impasto si riempie  di bolle in frittura anche senza fare le pieghe all’impasto. Potete variare gli aromi usando anche scorza di limone grattugiato o arancia, rigorosamente biologiche senza trattamento. Per un’ottima frittura l’olio deve raggiungere la temperatura di 175°. Se non avete un termometro da cucina potete utilizzare uno stecchino lungo, di quelli che si usano per gli spiedini. Mettetelo all’interno dell’olio a freddo, accendete il fuoco, l’olio sarà pronto quando vedrete intorno al bastoncino di legno tante piccole bollicine. Oppure per vedere se l’olio è pronto, buttatevi dentro una piccola mollica di pane, se diventa subito scura, abbassate leggermente la fiamma e togliete la mollica. Se invece la mollica friggerà lentamente diventando dorata, l’olio è pronto. La pentola o padella per friggere deve avere i bordi alti. Friggete pochi pezzi alla volta, per evitare l’abbassamento della temperatura, che comprometterebbe il risultato finale, facendo assorbire alle chiacchere l’olio. Se durante la cottura vi accorgete che le chiacchere si colorano subito, vuol dire che l’olio è troppo caldo. Spegnete il fuoco, aspettate un pochino. Riaccendete regolando la fiamma un pochino meno di prima e fate nuovamente la prova friggendo una sola chiacchera. Potete dare alle frappe varie forme : quadrate, lunghe o fiocchetti, con o senza taglietti al centro, decidete voi. Delle frappe esistono diverse ricette, man sono le piccole accortezze nella stesura dell’impasto insieme agli aromi che la fanno diventare la ricetta perfetta a regola d’arte. Preparatevi a ricevere mille complimenti e perché no, anche l’applauso dei vostri ospiti rimasti deliziati da questa bontà.
ptr
 
Buon appetito! Se ti è piaciuta la ricetta, condividila sui social,  lasciami un tuo commento e 1 MI PIACE sulla pagina Facebook, in questo modo potrai essere sempre aggiornato/a sulle novità e sulle ricette. Diventa FOLLOWER di Daniwella anche su Twitter cliccando qui. ORA ANCHE SU INSTAGRAM, diventa fan cliccando qui.  Per contattarmi in privato scrivetemi una email a questo indirizzo : [email protected] CLICCA QUI E SCOPRI QUALCOSA DI PIU’ SU DANIWELLA

MIGLIACCIO

MIGLIACCIO

INGREDIENTI

600 ml di latte
30 ml di acqua
30 g di burro
1 limone non trattato – usate solo la scorza
1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia
130 g di semolino
260 g di zucchero + 1 pizzico di sale
3 uova maxi
260 g di ricotta di mucca fresca
50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

Diario di bordo
Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo.

6o minuti

26 cm di diametro

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale.

CURIOSITà

l migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Buon carnevale a tutti. Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.

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Felice giornata

Enjoy #daniwella

MIGLIACCIO 

Il migliaccio è un rinomato dolce tipico del carnevale campano a base di semolino, ricotta e aromi, viene preparato sopratutto per il martedì grasso e in occasione della Pasqua. Gusto, profumi e colori del migliaccio ricordano quello di un’altro dolce; la pastiera. Documentandomi su internet, ho appreso che anche di questo dolce ne esistono diverse versioni;  chi ci mette la ricotta e chi no, chi ci mette l’uvetta e chi le gocce di cioccolato, chi ci mette un tipo di liquore piuttosto che un’altro …e così via. Questa che leggerete è la mia versione, venuta fuori seguendo una ricetta, ma poi in corso d’opera, mi sono resa conto di aver modificato qualche dose e anche il procedimento, tutto questo per errore. E siccome il dolce è venuto bello e buono, vi scrivo esattamente quello che ho fatto io. Il migliaccio è un dolce che rimane basso, morbido all’interno e colorato in superficie, come potete vedere dalle foto. Io lo adoro tantissimo. Per me è un vero peccato di gola. Sono sicura che rimarrete stupiti dalla sua bontà. Cari amici per oggi è tutto,  l’appuntamento è per domani, con un’altra ricetta, auguro a tutti voi una buona giornata, e tanti buonissimi preparativi per il vostro carnevale. Ora scappo a prepararmi, stasera andrò a festeggiare il carnevale in un locale dove si terrà il karaoke. Ci sarà da divertirsi, mi vestirò da poliziotta americana. Se siete curiosi guardate nelle foto giù in fondo. Dose : per uno stampo di diametro di 26 cm Tempo di preparazione: 20 minuti Tempo di cottura: 40 minuti

Ingredienti:

600 ml di latte 30 ml di acqua 30 g di burro 1 limone non trattato – usate solo la scorza 1 bustina di vanillina o meglio ancora una bacca di vaniglia 130 g di semolino 260 g di zucchero + 1 pizzico di sale 3 uova maxi 260 g di ricotta di mucca fresca 50 g di limoncello (quello che ho usato io è fatto in casa)

 

PREPARAZIONE:

In una pentola mettete a scaldare il latte, l’acqua, la scorza del limone, il burro, la vanillina e lo zucchero.

Nel frattempo che il latte arrivi a bollore, in una ciotola capiente, sbattete le uova con le fruste e mettete da parte.

Appena il latte bolle, togliete le scorze del limone e versate il semolino,  mescolate fino a che non assorbe tutto il liquido e diventa una crema.

Travasate in un’altra ciotola per farlo raffreddare leggermente. Io ho aspettato 7/8 minuti, mescolando in continuazione per accelerare l’evaporare del calore.

Unite  la crema di semolino nella ciotola delle uova e mescolare energicamente.

Aggiungere la ricotta e mescolate fino a che sia assorbita completamente.

Unite il limoncello.

Travasate nello stampo imburrato e mettete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Passato il tempo necessario togliete dal forno e aspettate 30 minuti prima di toglierlo dallo stampo.Travasate il dolce sul piatto da portata, fatelo raffreddare completamente e riponetelo in frigorifero fino al giorno dopo, o fino al momento in cui lo volete mangiare.

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Ed ecco una fetta di Migliaccio di Carnevale visto da vicino.

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CURIOSITA’ :
 Il migliaccio ha origini antiche addirittura medioevali. La parola migliaccio deriva dal latino miliaccium, che indica un pane fatto con il miglio. Con questo termine veniva indicata anche una torta contadina fatta con miglio e sangue di maiale. Il sangue del maiale veniva usato in molti cibi, perché era in grado di sostenere la fatica che si metteva nel lavoro contadino. Non era ben visto ne dalla chiesa cattolica ne dalla classe borghese, l’uso del sangue era considerato pagano per questo motivo cercarono di vietare il suo uso nella cucina contadina. Con il tempo il sangue di maiale fu messo al bando e fu sostituito con gli ingredienti che si usano oggi per fare il migliaccio : farina burro uova e zucchero.
VARIANTE : usate la scorza dell’arancia al posto del limone e sostituite il limoncello con un liquore all’arancia tipo Aurum- Grand Marnier- Cointreau
Per una versione senza glutine usa il miglio senza glutine.
Consigli : Per fare il migliaccio potete usare ricotta di mucca, di pecora ma anche di capra.
Il migliaccio è un dolce che deve riposare una notte intera. Quindi resistete all’assaggio. in questo modo si amalgameranno tutti i sapori e aromi all’interno del dolce e vedrete che rimarrete letteralmente estasiati al primo boccone.
Buon carnevale a tutti.
Ecco come ci siamo mascherati io, il mio compagno e mia cognata.
 

Buon appetito!

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BISCOTTI TAGLIATI

BISCOTTI TAGLIATI

INGREDIENTI

500 g di farina 00

5 uova medio-grandi

12 cucchiai di zucchero semolato

1 bustina di lievito

mezzo bicchiere abbondante di olio e.v.o. o di arachide

1 limone solo la buccia grattugiata

1 cucchiaino di aroma vaniglia

1 cucchiaino di cannella in polvere zucchero a velo a piacere facoltativo

 

 

Diario di bordo
La ricetta me l’ha data tanto tempo fa la mia cara amica Marisa, la mamma di Claudia, la ragazza che mi ha aiutato ad aprire il blog 3 mesi prima che lo mettessi online. Marisa è una donna, mamma e moglie straordinaria, ex professoressa in pensione, di una classe e dolcezza unica. Con lei il tempo passa senza accorgertene, parlando di cucina, salute, lavoro, passioni in comune, come l’amore per i nostri amici animali, il suo cane Holly, e le mie gattine Betty e Greys, e tanto e tanto altro, ma la cosa che ci contraddistingue è il rispetto reciproco e affetto profondo che abbiamo l’una per l’altra. E se si potesse tornare indietro, mi piacerebbe avere una professoressa come lei, capace di rendere davvero piacevole le lezioni fatte in classe, con la sua passione e il suo carisma. E’ a lei che esprimo la mia stima e un grazie per avermi regalato la ricetta eccellente dei biscotti tagliati, entrata di diritto tra le mie colazioni preferite. Io li chiamo i biscotti del ricordo … il ricordo della tradizione, il ricordo delle nostre nonne, che preparavano dei biscotti come questi da inzuppare nel caffè-latte.

4o minuti

Quella dei biscotti tagliati sono a mio dire una ricetta straordinaria, incredibilmente versatile e sorprendentemente veloce da realizzare. Farli in casa è una grandissima soddisfazione. Vedrete che al mattino la cosa cosa più bella sarà quella di alzarsi velocemente dal letto e mettersi a fare colazione con questi biscotti semplici, leggeri e buonissimi.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Questo il biscotto che accompagna le mie colazioni …

oltre al ciambellone di Nonna Tina ( clicca qui per vedere la ricetta ).

Volete assaggiare ??? 

 Buon appetito!

 

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Grazie a tutti per i vostri like e condivisioni.

NON PERDERE NESSUNA DELLE MIE RICETTE, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

Felice giornata

Enjoy #daniwella

BISCOTTI TAGLIATI 

Quella dei biscotti tagliati sono a mio dire una ricetta straordinaria, incredibilmente versatile e sorprendentemente veloce da realizzare. La ricetta me l’ha data tanto tempo fa la mia cara amica Marisa, la mamma di Claudia, la ragazza che mi ha aiutato ad aprire il blog 3 mesi prima che lo mettessi online. Marisa è una donna, mamma e moglie straordinaria, ex professoressa in pensione, di una classe e dolcezza unica. Con lei il tempo passa senza accorgertene, parlando di cucina, salute, lavoro, passioni in comune, come l’amore per i nostri amici animali, il suo cane Holly, e le mie gattine Betty e Greys, e tanto e tanto altro, ma la cosa che ci contraddistingue è il rispetto reciproco e affetto profondo che abbiamo l’una per l’altra. E se si potesse tornare indietro, mi piacerebbe avere una professoressa come lei, capace di rendere davvero piacevole le lezioni fatte in classe, con la sua passione e il suo carisma. E’ a lei che esprimo la mia stima e un grazie per avermi regalato la ricetta eccellente dei biscotti tagliati, entrata di diritto tra le mie colazioni preferite. Io li chiamo i biscotti del ricordo … il ricordo della tradizione, il ricordo delle nostre nonne, che preparavano dei biscotti come questi da inzuppare nel caffè-latte. Farli in casa è una grandissima soddisfazione. Vedrete che al mattino la cosa cosa più bella sarà quella di alzarsi velocemente dal letto e mettersi a fare colazione con questi biscotti semplici, leggeri e buonissimi.   I MIEI CONSIGLI E VARIANTI: Per realizzare questi biscotti, non avete bisogno di nessuno stampino, ma solo di 2 cucchiai per formarli e del coltello del pane per tagliarli. Hanno inoltre numerose varianti, per ingredienti e dosi, questi descritti sono adatti a chi è intollerante al lattosio perché non viene usato il burro ma solo olio extra vergine di oliva. Vi mostrerò in seguito, le varianti che la mia fantasia mi ha suggerito nel corso del tempo ogni volta che li preparavo. Inoltre avete 2 opzioni di cottura : 1°) Dopo aver cotto i 2 o 3 filoncini di pasta, a seconda di quanto volete grandi i biscotti, potete tagliarli orizzontalmente o in diagonale e lasciarli raffreddare senza rimetterli in forno, otterrete così dei biscotti morbidi. 2°) Dopo aver estratto i 2 filoncini di pasta dal forno, e aspettato qualche minuto prima di tagliarli, potete rimetterli in forno a faccia in su per altri 10/15 minuti per ottenere invece dei biscotti asciutti e croccanti. La ricetta base di Marisa comprende la vanillina io molte volte li preparo utilizzando il mix di aromi che vi descrivo in questa ricetta.     Dose : per 1 kg di biscotti Preparazione : 8/10 minuti Cottura : 15 minuti + altri 15 minuti per la seconda cottura  

Ingredienti :

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500 g di farina 00 5 uova medio-grandi 12 cucchiai di zucchero semolato 1 bustina di lievito mezzo bicchiere abbondante di olio e.v.o. o di arachide 1 limone solo la buccia grattugiata, 1 cucchiaino di aroma vaniglia 1 cucchiaino di cannella in polvere zucchero a velo a piacere facoltativo

PREPARAZIONE :

Preriscaldate il forno a 180°. Rivestite con la carta forno una leccarda o una teglia. In una ciotola capiente mescolate prima le polveri. La farina e lievito setacciati insieme e lo zucchero. In un piatto sbattete le uova. Fate un buco al centro della farina, versateci le uova, l’olio e gli aromi cannella, scorza di limone grattugiato e aroma di vaniglia.
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Mescolate fino ad ottenere un composto colloso, piuttosto appiccicoso.
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Con l’aiuto di 2 cucchiai prelevate un pochino di impasto, e disponetelo a cucchiaiate fino ad ottenere la forma di un filoncino.

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Distanziate i filoncini tra di loro. Fate 2 o 3 filoncini.

Infornate in forno caldo a 180°, per circa 15/20 minuti, fino a quando saranno ben dorati e lievitati. Estraete dal forno e lasciateli così per 5 minuti. Tagliate i filoncini in senso orizzontale o longitudinale.

 

Lasciateli raffreddare completamente se volete i biscotti morbidi. Se invece volete i biscotti asciutti e croccanti, riposizionateli sulla leccarda a faccia in su, e rimetteteli in forno per la seconda volta, per altri 15 minuti circa, o fino a quando risulteranno di un bel color marroncino alla temperatura di 150°.

Potete conservarli per diversi giorni in una scatola di latta o in contenitori a chiusura ermetica appositamente per conservare i biscotti. Se vi piace potete spolverizzare i biscotti con dello zucchero a velo in superficie.

 Questo il biscotto che accompagna le mie colazioni …

,,, oltre al ciambellone di Nonna Tina ( clicca qui per vedere la ricetta ).

Volete assaggiare ??? 

 
   

Buon appetito!

 

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MUFFIN SALATI ZUCCHINE E PARMIGIANO

MUFFIN SALATI ZUCCHINE E PARMIGIANO

INGREDIENTI

200 g di farina del tipo 1
100 g di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di zucchero canna
1 cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate
1 pizzico  di pepe nero macinato
2 pizzichi di sale di sicilia
150 ml di latte vegetale
2 zucchine grattugiate 300 g circa
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
2 uova del tipo grande

Diario di bordo
Non avete idea di quante volte ho fotografato i vari passaggi ma senza riuscire ad ottenere una foto finale decente perché i muffin finivano nelle nostre bocche prima che potessi immortalarli. Ma questa volta armata di pazienza e coraggio, li ho preparati di mattina presto e finalmente l’opera si è compiuta. Sono affezionata a questa ricetta, è troppo buona e non l’ho mai cambiata. La faccio da sempre da quando ho fatto il mio primo muffin salato. Nel blog c’è già una ricetta dei muffin dolci e la potete trovare qui sotto. Volete vedere una ricetta particolare sul mio blog ? Mandatemi un commento e farò di tutto per accontentarvi, come ho fatto con questi muffin che mi hanno richiesto su facebook.

35 minuti

12 Muffin

I muffin salati zucchine e parmigiano sono mini tortine monoporzione. Sono bocconcini morbidi e talmente golosi che quando le preparo io e Corrado, raramente riusciamo ad aspettare che si freddino prima di mangiarli. Riusciamo praticamente a mangiarceli 10 minuti dopo averli sfornati, ancora bollenti di forno. Ovviamente in questo modo non riusciamo mai ad avere un muffin salato zucchine e parmigiano intero nella sua forma, perché essendo bollente una buona parte di muffin rimane attaccato al pirottino. Voi non fate come noi, aspettate che si freddino eppoi mangiateli.

la ricetta passo passo

curiosità, consigli e varianti

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

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MUFFIN SALATI  ZUCCHINE E PARMIGIANO 

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I muffin salati zucchine e parmigiano sono mini tortine monoporzione. Sono bocconcini morbidi e talmente golosi che quando le preparo io e Corrado, raramente riusciamo ad aspettare che si freddino prima di mangiarli. Riusciamo praticamente a mangiarceli 10 minuti dopo averli sfornati, ancora bollenti di forno. Ovviamente in questo modo non riusciamo mai ad avere un muffin salato zucchine e parmigiano intero nella sua forma, perché essendo bollente una buona parte di muffin rimane attaccato al pirottino. Voi non fate come noi, aspettate che si freddino eppoi mangiateli. Non avete idea di quante volte ho fotografato i vari passaggi ma senza riuscire ad ottenere una foto finale decente perché i muffin finivano nelle nostre bocche prima che potessi immortalarli. Ma questa volta armata di pazienza e coraggio, li ho preparati di mattina presto e finalmente l’opera si è compiuta. Sono affezionata a questa ricetta, è troppo buona e non l’ho mai cambiata. La faccio da sempre da quando ho fatto il mio primo muffin salato. Nel blog c’è già una ricetta dei muffin dolci e la potete trovare qui . Volete vedere una ricetta particolare sul mio blog ? Mandatemi un commento e farò di tutto per accontentarvi, come ho fatto con questi muffin che mi hanno richiesto su facebook.   Dosi :  per 12 muffin Preparazione : 10 minuti Cottura : 20/25 minuti  

Ingredienti :

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200 g di farina del tipo 1 100 g di parmigiano grattugiato 1 cucchiaino di zucchero canna 1 cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate 1 pizzico  di pepe nero macinato 2 pizzichi di sale di sicilia 150 ml di latte vegetale 2 zucchine grattugiate 300 g circa 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva 2 uova del tipo grande

 

PREPARAZIONE :

Fate scaldare il forno a 180°. Rivestite 12 stampini da muffin con i pirottini di carta. In una ciotola mescolate la farina, il parmigiano grattugiato, lo zucchero, il lievito, il pepe e il sale. Nell’altra ciotola mescolate le uova, l’olio, il latte.
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Unite i liquidi nella ciotola delle polveri.
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E mescolate.
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Grattugiate la zucchina usando una grattugia a fori grossi e amalgamatela al composto, senza lavorarlo troppo.

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Con l’impasto riempite ogni stampino lasciando quasi 2/3 millimetri di bordo.

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Cuocete per 20/25 minuti finché non saranno dorati.

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Sfornate, trasferite su una gratella e fate raffreddare prima di mangiarli.

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CURIOSITA’ : Per realizzare muffin perfetti è essenziale rispettare una regola fondamentale : gli ingredienti liquidi si lavorano separatamente dalle polveri in due ciotole differenti. Sono gli ingredienti liquidi ad essere versati nella ciotola delle polveri, non il contrario. CONSIGLI : Per mettere l’impasto nei pirottini potete usare oltre che ai soliti 2 cucchiai, l’attrezzo per mettere le palline di gelato sui coni se lo avete. Per insaporire il muffin salato potete scegliere invece del parmigiano un formaggio a pasta filata come una provola, Asiago, Fontina e così via. I muffin sono perfetti per cene all’impiedi, cene improvvisate, per gite fuori porta, al mare o in montagna , come pranzo da portare in ufficio o quando vi accorgete che vi manca il pane.
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Sono versatili : potete usare zucca o carote grattugiate a fori larghi anch’essi al posto delle zucchine. Oppure piselli, fagiolini o spinaci ripassati in padella e tagliuzzati. In futuro articolo descriverò la ricetta base da cui partire per realizzare tutte le diverse farciture che possiamo usare per fare muffin salati diversi e parlerò in maniera più dettagliata delle regole per fare il muffin perfetto.
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Buon appetito!
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TROFIE AL PESTO CON PATATE E FAGIOLINI

TROFIE AL PESTO CON PATATE E FAGIOLINI

INGREDIENTI

160 g di trofie
1 patata di medie dimensioni
una manciata di fagiolini (per intenderci, quelli che riuscite a tenere in una mano)
3/4 cucchiai di pesto alla genovese
sale q.b.

Diario di bordo
La mia versione come mi ha consigliato la mia amica Maurita, prevede la cottura delle patate e dei fagiolini fatti a tocchetti insieme alla pasta. Io ho usato un pesto alla genovese di quelli già pronti, che si comprano al banco frigorifero dei supermercati, rigorosamente senza aglio, perché non lo digerisco. Ho usato le trofie fresche comprate al banco frigorifero dei freschi del supermercato con una cottura tra i 6/7 minuti per apprezzarne al meglio i particolari sapori che escono fuori da questo piatto. Voi siete liberi di usare un pesto fatto in casa e con l’aglio, e un qualsiasi tipo di pasta diverso da quello che ho usato io. I formati maggiormente indicati nella preparazione di questo primo piatto sono oltre alle trofie, le trenette, le casarecce, gli gnocchetti, le linguine e le bavette, sono tipi di pasta capaci di assorbire bene il condimento.

2o minuti

2 porzioni

La ricetta delle trofie al pesto con patate e fagiolini è un primo goloso, veloce e di sicuro successo.  E’ una variante arricchita della classica pasta con il pesto alla genovese, vanto della cucina ligure. E fino a che non l’ho provata, non potevo immaginare che potesse conquistare il mio palato e quello del mio compagno. E’ in grado di risollevare Corrado dalle stanchezze del mercato, quando gli metto davanti questo primo fumante e profumato. E’ un piatto fantasticamente appetitoso. L’amido della pasta e della patata una volta cotti, sprigionano la loro cremosità, donando al piatto una consistenza e un sapore unico e caratteristico insieme al gusto saporito del pesto, quindi dal momento che ci troviamo nella piena stagione dei fagiolini, se non l’avete mai provata, ve la propongo come ricetta da sperimentare alla prima occasione

la ricetta passo passo

consigli e varianti

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TROFIE AL PESTO CON PATATE E FAGIOLINI 

La ricetta delle trofie al pesto con patate e fagiolini è un primo goloso, veloce e di sicuro successo.  E’ una variante arricchita della classica pasta con il pesto alla genovese, vanto della cucina ligure. E fino a che non l’ho provata, non potevo immaginare che potesse conquistare il mio palato e quello del mio compagno. E’ in grado di risollevare Corrado dalle stanchezze del mercato, quando gli metto davanti questo primo fumante e profumato. E’ un piatto fantasticamente appetitoso. L’amido della pasta e della patata una volta cotti, sprigionano la loro cremosità, donando al piatto una consistenza e un sapore unico e caratteristico insieme al gusto saporito del pesto, quindi dal momento che ci troviamo nella piena stagione dei fagiolini, se non l’avete mai provata, ve la propongo come ricetta da sperimentare alla prima occasione. La mia versione come mi ha consigliato la mia amica Maurita, prevede la cottura delle patate e dei fagiolini fatti a tocchetti insieme alla pasta. Io ho usato un pesto alla genovese di quelli già pronti, che si comprano al banco frigorifero dei supermercati, rigorosamente senza aglio, perché non lo digerisco. Ho usato le trofie fresche comprate al banco frigorifero dei freschi del supermercato con una cottura tra i 6/7 minuti per apprezzarne al meglio i particolari sapori che escono fuori da questo piatto. Voi siete liberi di usare un pesto fatto in casa  e con l’aglio, e un qualsiasi tipo di pasta diverso da quello che ho usato io. I formati maggiormente indicati nella preparazione di questo primo piatto sono oltre alle trofie, le trenette, le casarecce, gli gnocchetti, le linguine e le bavette, sono tipi di pasta capaci di assorbire bene il condimento.

Non mi resta che augurarvi buona domenica !!!

Dose : per 2 porzioni
Preparazione : 10 minuti
Cottura : 10/12 minuti circa (quella indicata sulla confezione di pasta che usate)

Ingredienti :

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160 g di trofie
1 patata di medie dimensioni
una manciata di fagiolini (per intenderci, quelli che riuscite a tenere in una mano)
3/4 cucchiai di pesto alla genovese
sale q.b.

PROCEDIMENTO :

Mettete l’acqua in una pentola capiente e portate ad ebollizione. Nel frattempo, preparate le verdure.
Sbucciate, lavate e tagliate a cubetti la patata. Mondate i fagiolini eliminando le due stremità, lavateli, e tagliate a cubetti piccoli anche questi (io lo faccio con le forbici da cucina). A occhio le patate e i fagiolini dovrebbero avere la stessa lunghezza.

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Appena l’acqua bolle, aggiungete il sale q.b. e tuffatevi la pasta, le patate e i fagiolini, cuocete per il tempo indicato sulla confezione.

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Passato il tempo di cottura, scolate il tutto trattenendo un mezzo bicchiere di acqua di cottura da usare al necessario.

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Versate le trofie con le patate e i fagiolini dentro una ciotola, dove avrete precedentemente messo il pesto, appena intiepidito, mescolate e attendete 3/4 minuti prima di portare in tavola, per far mescolare e amalgamare gli ingredienti e i loro sapori.

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Portate in tavola e servite. Aggiungendo altro pesto se serve e una spolverata di parmigiano o pecorino se siete inguaribili golosauri.

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Consigli più :

Se non amate i fagiolini, ometteteli dalla ricetta e utilizzate solo le patate.  Il piatto risulterà buono e gustoso comunque.

Arricchite la coreografia del piatto con qualche fogliolina di basilico fresco e una dadolata di  pomodoro fresco. Daranno un tocco di colore in più.

Buon appetito!

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ZUPPA D’ORZO CON SPECK

zuppa d’orzo con speck

INGREDIENTI

200 g di orzo perlato
100 g di speck a fette spesse 3/4 mm
1 cipolla ( o 2 porri )
1 carota
1 costola di sedano
2 patate medie
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
brodo q.b. (anche di dado)
1 stelo di erba cipollina
1 noce di burro
2 cucchiai di olio e.v.o.
sale e pepe q.b.

Ingredienti per il brodo vegetale:
1 litro d’acqua
1 carota
1 patata piccola
1 pezzetto di sedano
1 zucchina e un pezzetto di zucca
1 piccola cipolla
sale q.b.

 

Diario di bordo
Custodisco questa ricetta da diversi anni, non ricordo da quale giornale l’ho presa, ma mi era piaciuta molto la foto del piatto. E ho fatto bene a conservarla, perché la zuppa d’orzo con speck è davvero davvero buona. Vi do un consiglio ; preparatela domani che con questo freddo ci sta tutta.

9o minuti

4 porzioni

La zuppa d’orzo con speck è uno spettacolo di sapori e colori. E’ una zuppa che in famiglia hanno apprezzato tantissimo. Vi dirò che il giorno dopo riscaldata è ancora più buona. Preparatela nel periodo autunno/inverno vi delizierà con i suoi sapori proprio nelle giornate più fredde, quando ci rintaniamo nel calduccio della nostra casa e desideriamo mangiare qualcosa di caldo e avvolgente. La zuppa d’orzo con speck che vi propongo oggi può fungere da piatto unico perchè all’interno c’è tutto: verdure, cereali e proteine quindi è super nutriente. 

la ricetta passo passo

consigli

 Buon appetito!

Anche questa ricetta è stata aggiornata con le nuove foto realizzate per il nuovo blog. Mentre io cucinavo, la mia amica Lorenza mi fotografava in tutti i passaggi e così la nostra collaborazione in cucina continua. Spero davvero che vi piacciano, perché lei è davvero straordinaria. Per vedere la sua pagina Instagram e tutto quello che cucina potete cliccare qui e seguirla.

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ZUPPA D’ORZO CON SPECK 

La zuppa d’orzo con speck è uno spettacolo di sapori e colori. E’ una zuppa che in famiglia hanno apprezzato tantissimo. Vi dirò che il giorno dopo riscaldata è ancora più buona. Preparatela nel periodo autunno/inverno vi delizierà con i suoi sapori proprio nelle giornate più fredde, quando ci rintaniamo nel calduccio della nostra casa e desideriamo mangiare qualcosa di caldo e avvolgente. La zuppa d’orzo con speck che vi propongo oggi può fungere da piatto unico perchè all’interno c’è tutto: verdure, cereali e proteine quindi è super nutriente. Custodisco questa ricetta da diversi anni, non ricordo da quale giornale l’ho presa, ma mi era piaciuta molto la foto del piatto. E ho fatto bene a conservarla, perché la zuppa d’orzo con speck è davvero davvero buona. Vi do un consiglio ; preparatela domani che con questo freddo ci sta tutta. I MIEI CONSIGLI : con gli stessi ingredienti potete preparare l’ orzotto, aggiungendo il brodo poco alla volta, come per fare il risotto. Potete preparare molto velocemente il brodo in cui cuocerla, con gli ortaggi che vi trovate nel frigorifero, anche la sera prima; in questo modo avrete tutti ingredienti freschi, senza ricorrere al dado . La cottura dell’orzo perlato è di 40 minuti ma vi assicuro che ogni volta che lo cucino mi accorgo che l’orzo cuoce in meno tempo (a 20 minuti fate l’assaggio), se invece comprate l’orzo decorticato biologico e volete usare quello, mettetelo a bagno per 2 ore e procedete seconda la ricetta facendo cuocerlo in totale 1 ora. Anche questa ricetta è stata aggiornata con le nuove foto realizzate per il nuovo blog. Mentre io cucinavo, la mia amica Lorenza mi fotografava in tutti i passaggi e così la nostra collaborazione in cucina continua. Spero davvero che vi piacciano, perché lei è davvero straordinaria. Per vedere la sua pagina Instagram e tutto quello che cucina potete cliccare qui e seguirla.   Dose:  per 4  persone Tempo di preparazione: 1 ora in tutto + 30 minuti la cottura del brodo vegetale

Ingredienti:

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200 g di orzo perlato 100 g di speck a fette spesse 3/4 mm 1 cipolla ( o 2 porri ) 1 carota 1 costola di sedano 2 patate medie 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro brodo q.b. (anche di dado) 1 stelo di erba cipollina 1 noce di burro 2 cucchiai di olio e.v.o. sale e pepe q.b.

Ingredienti per il brodo vegetale: 1 litro d’acqua 1 carota 1 patata piccola 1 pezzetto di sedano 1 zucchina e un pezzetto di zucca 1 piccola cipolla sale q.b.

PREPARAZIONE:

Se non volete usare il dado, procedete portando a bollore 1 litro d’acqua con le verdure per il brodo vegetale, appena comincia il bollore abbassate la fiamma e coprite con il coperchio e fate sobollire per 30 minuti, dopo di che salate.

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Per la zuppa lavate e pulite la carota, il sedano, la cipolla e sbucciate le patate. Tagliate tutte le verdure a tocchetti e fatele rosolare in una pentola con il burro e l’olio. Tagliate lo speck a quadratini e aggiungetelo al soffritto.

zuppa-dorzo8 Dopo 1 minuto aggiungete l’orzo e il concentrato di pomodoro fatelo tostare per qualche minuto come per un risotto.

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Coprite l’orzo con il brodo caldo e aggiungete il concentrato di pomodoro. Mettete il coperchio e cuocete la zuppa a fuoco basso per 40 minuti o  finché  l’orzo non risulterà cotto. Aggiungete brodo bollente, se tende ad asciugarsi. Regolate di sale e pepe appena è cotto, io non l ho aggiunto perché lo speck è risultato molto saporito. Servite la zuppa su un piatto con l’erba cipollina tagliuzzata con le forbici.
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Ecco la zuppa d’orzo con speck vista da vicino !!!
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Buon appetito!

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TORTA BABA’

TORTA BABA’

INGREDIENTI

200 gr di farina manitoba
16 gr di zucchero semolato
4 gr di sale
60 gr di burro ammorbidito
10 gr di lievito di birra
200 gr di uova medie

Ingredienti per la crema pasticcera (link diretto alla ricetta in basso)

500 ml di latte intero,

250 g di zucchero,

2 tuorli,

100 g di farina 00

i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico.

Ingredienti per la bagna al rum

1 l di acqua

mezzo limone biologico

400 g di zucchero

100 ml di rum

 

 

4o minuti

12/14 porzioni

Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione.  Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno.

Diario di bordo
Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria, nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni.

Curiosità

A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.

la ricetta passo passo

consigli

Ecco il babà, un vero dolce da re e regine

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TORTA BABA’  Con la ricetta di questa torta strepitosa inauguro il nuovo anno 2019. La torta babà è un dolce tipico della tradizione napoletana. A Napoli è una vera e propria istituzione. Ricordo di aver visto dei babà strepitosi quando sono andata in visita a Napoli diversi anni fa. Camminando per le strade del centro mi sono imbattuta davanti alle vetrine di alcune pasticcerie. La visione di quei babà strepitosi dalle forme singolari mi sono rimasti impressi nella mente. Anche se quel giorno ho provato il caffè, mangiato una sfogliatella davvero squisita e assaporato la pizza in una delle rinomate pizzerie di Napoli, non mi è stato possibile provare il babà in loco, ma dopo averlo assaggiato il giorno del compleanno di mia cognata Maria,  nata in provincia di Napoli, ho deciso di chiederle la ricetta e di preparare questa fantastica squisitezza per il mio blog e condividerla con voi tutti. Questa che vi posto è la ricetta che si tramanda nella sua famiglia da generazioni. Per impastare abbiamo usato solo le mani e tanto olio di gomito, se voi possedete una planetaria potete usarla se volete. Auguro a tutti voi un’anno pieno di cose emozionanti, tanti desideri avverati, tanta tanta salute,  qualche soldino in più il ché non guasta mai e tanto tanto amore. Un forte abbraccio a tutti voi che mi seguite e Buon anno. INGREDIENTI : 200 gr di farina manitoba 16 gr di zucchero semolato 4 gr di sale 60 gr di burro ammorbidito 10 gr di lievito di birra 200 gr di uova medie Ingredienti per la crema pasticcera : 500 ml di latte intero, 250 g di zucchero, 2 tuorli, 100 g di farina 00, i semi di una bacca di vaniglia o la scorza di 1 limone biologico. Ingredienti per la bagna al rum : 1 l di acqua, mezzo limone biologico, 400 g di zucchero, 100 ml di rum   PROCEDIMENTO : Sciogliete il lievito di birra in pochissima acqua tiepida. In una ciotola mescolare la farina, lo zucchero, il sale. Aggiungete il burro ammorbidito e Impastate. Amalgamate per bene tutti gli ingredienti.
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Unite un’uovo alla volta, procedete con il successivo solo quando il precedente è stato perfettamente amalgamato all’impasto. Incorporato il lievito mano a mano che mescolate le uova.
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Lavorate l’impasto a lungo circa 10/15 minuti fino ad ottenere un’impasto liscio come una sorta di  pastella ma che si stacca dalle pareti dell ciotola come vedete nella foto.
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Versatelo all’interno di uno stampo apposito per babà imburrato di cm 24 di diametro con il buco al centro. Se avete uno stampo più grande circa 30 cm dovete raddoppiare tutte le dosi.
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Lasciatelo lievitare in un luogo tiepido, magari in forno spento con la luce accesa, fino a quando l’impasto non avrà raggiunto i bordi dello stampo, il mio ci ha messo 4 ore circa. Cuocete in forno preriscaldato  a 180° e cuocete per 25/30 minuti controllando la cottura dal vetro del forno.Quando assumerà un colore ambrato il dolce sarà cotto. Sfornate e lasciate intiepidire. Aspettate  30 minuti prima di togliere la torta dallo stampo. Fate raffreddare,
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Preparate la crema mentre la torta cuoce usando le dosi che vi ho scritto sopra. Cliccate QUI per vedere il procedimento. Quando il Babà sarà perfettamente freddo passate all’ultima fase. Preparate la bagna. In una pentola versate l’acqua, lo zucchero, il succo e il limone stesso, portate a sfiorare il bollore. Spegnete il fuoco e versateci dentro il rum. Mescolate e lasciate in infusione per 5 minuti.
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Versate la bagna calda dentro una ciotola e inzuppateci per qualche minuto il babà. Aiutatevi con una gratella. Dopo di che con molta attenzione scolate la bagna e rovesciate la torta posizionandola sopra la gratella. Saltate il primo passaggio se vi sembra difficoltoso e passate al successivo.
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Posizionate all’interno di una ciotola grande una gratella, poggiateci sopra il babà e con l’aiuto di un mestolo versateci la bagna coprendo perfettamente tutti i lati della torta. In questo modo la bagna in eccesso scolerà all’interno della ciotola. Ripete l’operazione almeno per 4/5 volte o più, fino a quando la torta babà non sarà spugnosa e ben inzuppata. Al termite mettete su un piatto. Fate riposare la torta in frigorifero almeno 2 ore prima di procedere alla decorazione.
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Decorate e farcite come preferite. Noi abbiamo scelto crema pasticcera e ribes. Ho decorato con ciuffetti tutti intorno.
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Quella preparata da Maria per il suo compleanno era ripiena di crema anche all’interno. Io ho preferito solo fuori. CONSIGLI : Ho cercato di quantificare la dose di rum perché mia cognata lo aggiunge ad occhio. Quindi assaggiate dopo i primi 100 ml. Se volete aggiungere più rum potete farlo in base ai vostri gusti.
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Il rum che usiamo noi è del tipo di pasticceria. In commercio trovate bagne alcoliche per pasticceria, ideali per la preparazione di torte, babà, dolci e semifreddi. Il preparato rum creola va benissimo.
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IMPORTANTISSIMO RIPORTARE LA BAGNA A SFIORARE IL BOLLORE QUANDO SI INTIEPIDISCE. L’ACQUA NON DEVE BOLLIRE MA DOVETE VEDERE LA SCIA DI VAPORE CHE FUMA. Noi volevamo fare un babbà grande e abbiamo usato il doppio della dose scritta sopra, ma non avevamo lo stampo grande, ne abbiamo usati 3 piccoli, ecco perché li vedete fotografati in una foto.
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Ecco io e mia cognata Maria mentre ci siamo fatte un selfie mentre preparevamo la bagna.
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Il giorno del compleanno di Maria oltre alla sua torta Babà c’era ance la torta che gli ho fatto io. La vedrete in un prossimo articolo. Buon anno di dolcezza a tutti. CURIOSITA’ : A inventare il Babà fu un re, il polacco Stanislao Leszczinski suocero di Luigi XV di Francia che aveva sposato sua figlia Maria. Una delle tante storie che ruotano intorno a lui è quella di essersi stancato di mangiare il Kugelhupf, un dolce tipico polacco a metà tra un panettone e la briosche  e che lo scagliò contro il muro rovesciando una bottiglia di rum che andò a versarsi sopra la fettina di dolce. Il re assaggiandolo si innamorò di quel meraviglioso profumo che sprigionava il rum e lo chiamo Alì Babà come il personaggio dei racconti di “Le mille e una notte” che era solito leggere per  diletto. Dalla corte del re il dolce si trasferì in Francia con il nome di Babà, e da li arrivò a Napoli attraverso i monsù, come venivano chiamati gli chef che lavoravano presso le famiglie nobili napoletane. Nell’anno 1836 il babà appare come dolce tipico napoletano nel libro di cucina italiano scritto da  Angeletti.

CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI

CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI

INGREDIENTI PER LA PASTA

600 g di farina
1 uovo intero + 3 tuorli (uova di grandezza medio-grande)
50 g di olio e.v.o.
90 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
150 g di vino bianco

INGREDIENTI PER IL RIPIENO :

800 g di scrucchijate d’uva nera Montepulciano
100 g di mandorle pelate e tostate (se non le avete potete anche sostituirle con le noci o nocciole)
80 g di cioccolato fondente fatto a scagliette
olio di semi di arachide (voi usate pure l’olio di semi che preferite) per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.

Diario di bordo
Questa che vi propongo è la ricetta che si tramanda nella mia famiglia. Noi li prepariamo sempre all’inizio di dicembre, una volta cotti li congeliamo, poi quando è Natale li passiamo in forno caldo 160°/170° per una decina di minuti, li spolveriamo di zucchero a velo e sono pronti per essere serviti a tavola ed essere mangiati. I fritti in questo modo risultano fragranti, come appena fatti. Alla fine della ricetta troverete una seconda variante, se volete fare una sfoglia senza uova e senza zucchero. Questo secondo modo di fare la sfoglia me l’ha suggerita la mia amica Marisa, ve la ricordate ? Vi ho parlato di lei in questa ricetta, cliccate qui per leggerla, se siete curiosi. I caciunitt con questo impasto risulteranno molto chiari in cottura.

+ di 6o minuti

80/100 caciunitt

Li caciunitt” di Natale abruzzesi, parlando in dialetto, sono dolci natalizi tipici di tutto l’Abruzzo, originari del teramano, a forma di ravioli, composti da una sfoglia friabile all’esterno che viene fritta, e una farcitura morbida e saporita all’interno, che cambia a secondo del luogo in cui si vive. I possibili ripieni dei caciunitt di Natale abruzzesi sono 3; con  scrucchijate*, ceci lessati e crema di castagne. Ognuna di queste è la variante tipica a seconda delle zone dell’Abruzzo. Qui a Pescara, in questo periodo, in qualunque negozio che vende prodotti di pasticceria è impossibile non trovare tutte e tre le farciture. Ma farli a casa, rende ancora più entusiasmante quest’aria di festa, essendo una ricetta antica e tipica che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione.

Inoltre un suggerimento per chi proprio in questo periodo non può gustarsi il dolce perché non può mangiare cibi fritti : potete procedere con la cottura in forno, preriscaldatelo  a 180°, e cuocete i caciunitt di Natale abruzzesi per una decina di minuti circa, o fino a che non siano dorati. Saranno ugualmente buoni. Un caro saluto a tutti con e buone feste con i  caciunitt di Natale abruzzesi.

curioSITà

* La scrucchijate è un prodotto tipico abruzzese, una confettura ottenuta con le uve Montepulciano d’Abruzzo con tutta la buccia. Frutto di una lunga tradizione casalinga, la scrucchijate veniva prodotta in casa, con l’uva più bella e più soda, dopo aver schiacciato ogni acino tra due dita per liberarlo dai semi. Proprio a questa operazione di schiacciamento detta appunto scrocchiatura, il tipico prodotto dolciario deve il suo nome.

 

la ricetta passo passo (RIPIENO DI MARMELLATA)

LE MILLE Varianti GOLOSE

Vi scrivo inoltre la dose per fare la variante di ceci e di castagne, per tutti quelli che preferiscono questo ripieno o che non riescono a trovare la scrucchijate d’uva. Ma non provate a farli, se non avete a disposizione il mosto cotto, ingrediente essenziale, per fare questi altri due tipi di ripieni : una sorta di sciroppo, che sostituisce altri dolcificanti come lo zucchero e il miele, è infatti un dolcificante naturale che si ottiene dalla bollitura del succo d’uva ben matura, con qualità superiore a quella richiesta per la vinificazione (23/25% di zuccheri), dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per varie ore, fino alla restrizione del liquido alla quarta parte del suo volume originario. Il prodotto viene poi invecchiato anche per 24 mesi. Si presenta come un liquido violaceo, di densità e viscosità e densità simile all’olio di oliva, dal sapore particolarmente dolce.

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

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CACIUNITT DI NATALE ABRUZZESI 

Li caciunitt” di Natale abruzzesi, parlando in dialetto, sono dolci natalizi tipici di tutto l’Abruzzo, originari del teramano, a forma di ravioli, composti da una sfoglia friabile all’esterno che viene fritta, e una farcitura morbida e saporita all’interno, che cambia a secondo del luogo in cui si vive. I possibili ripieni dei caciunitt di Natale abruzzesi sono 3; con  scrucchijate*, ceci lessati e crema di castagne. Ognuna di queste è la variante tipica a seconda delle zone dell’Abruzzo. Qui a Pescara, in questo periodo, in qualunque negozio che vende prodotti di pasticceria è impossibile non trovare tutte e tre le farciture. Ma farli a casa, rende ancora più entusiasmante quest’aria di festa, essendo una ricetta antica e tipica che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione. Questa che vi propongo è la ricetta che si tramanda nella mia famiglia. Noi li prepariamo sempre all’inizio di dicembre, una volta cotti li congeliamo, poi  quando è Natale li passiamo in forno caldo 160°/170° per una decina di minuti, li spolveriamo di zucchero a velo e sono pronti per essere serviti a tavola ed essere mangiati.  I fritti in questo modo risultano fragranti, come appena fatti. Alla fine della ricetta troverete una seconda variante, se volete fare una sfoglia senza uova e senza zucchero. Questo secondo modo di fare la sfoglia me l’ha suggerita la mia amica Marisa, ve la ricordate ? Vi ho parlato di lei in questa ricetta, cliccate qui per leggerla, se siete curiosi. I caciunitt con questo impasto risulteranno molto chiari in cottura. Inoltre un suggerimento per chi proprio in questo periodo non può gustarsi il dolce perché non può mangiare cibi fritti : potete procedere con la cottura in forno, preriscaldatelo  a 180°, e cuocete i caciunitt di Natale abruzzesi per una decina di minuti circa, o fino a che non siano dorati. Saranno ugualmente buoni. Un caro saluto a tutti con e buone feste con i  caciunitt di Natale abruzzesi.

CURIOSITA’ : * La scrucchijate è un prodotto tipico abruzzese, una confettura ottenuta con le uve Montepulciano d’Abruzzo con tutta la buccia. Frutto di una lunga tradizione casalinga, la scrucchijate veniva prodotta in casa, con l’uva più bella e più soda, dopo aver schiacciato ogni acino tra due dita per liberarlo dai semi. Proprio a questa operazione di schiacciamento detta appunto scrocchiatura, il tipico prodotto dolciario deve il suo nome.

 

Dose : per 80/100 caciunitt
Preparazione : più di 1 ora

Ingredienti per la pasta :

600 g di farina
1 uovo intero + 3 tuorli (uova di grandezza medio-grande)
50 g di olio e.v.o.
90 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
150 g di vino bianco

Ingredienti per il ripieno :

800 g di scrucchijate d’uva nera Montepulciano
100 g di mandorle pelate e tostate (se non le avete potete anche sostituirle con le noci o nocciole)
80 g di cioccolato fondente fatto a scagliette
olio di semi di arachide (voi usate pure l’olio di semi che preferite) per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE :

Preparate il ripieno meglio ancora dal giorno prima, per fare assestare il sapore e la consistenza, frantumate in grana grossa le mandorle e il cioccolato, trasferiteli in una ciotola capiente e mescolatele insieme alla scrucchijate.

Preparate la pasta : su una spianatoia mettete la farina a fontana, al centro versate l’olio, lo zucchero, la vanillina, i tuorli d’uovo, l’uovo intero e il vino. Impastate tutti gli ingredienti fino a formare una palla. Fatela riposare coperta con un panno a temperatura ambiente per 30 minuti.

Stendete la pasta in sfoglie sottili e procedete come per fare i ravioli, mettendo 1 cucchiaino di ripieno sulle strisce di pasta, ripiegandole su se stesse. Disponete i mucchietti a 4 cm di distanza dal bordo e separati tra loro 5 cm.

Premete la pasta con la punta delle dita, intorno al ripieno, in modo da far uscire bene l’aria e saldare bene i due lembi di sfoglia.

Tagliate ora i caciunitt a mezzaluna con una rondella o un bicchiere.
Man mano che li fate poneteli sopra un vassoio ricoperto di carta forno spolverato di farina.

 

Una volta pronti, friggeteli in olio ben caldo un po’ per volta, rigirandoli per farli dorare anche sull’altro lato. I caciunitt devono risultare belli chiari.

Scolateli su carta assorbente e fateli raffreddare.

Una volta cotti tutti e raffreddati, spolverateli con lo zucchero a velo. Ed ecco i caciunitt di Natale abruzzesi con la scrucchijate d’Uva nera Montepulcino d’Abruzzo !!!

 
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VERSIONE DELLA SFOGLIA SENZA UOVA E ZUCCHERO

Questa è la ricetta della mia amica Marisa, se volete fare un’impasto senza uova : 500 g di farina 00, mezzo bicchiere d’olio e.v.o., mezzo bicchiere di acqua, mezzo bicchiere di vino bianco ; impastate esattamente come descritto sopra e procedete come da ricetta descritta.

Vi scrivo inoltre la dose per fare la variante di ceci e di castagne, per tutti quelli che preferiscono questo ripieno o che non riescono a trovare la scrucchijate d’uva. Ma non provate a farli, se non avete a disposizione il mosto cotto, ingrediente essenziale, per fare questi altri due tipi di ripieni : una sorta di sciroppo, che sostituisce altri dolcificanti come lo zucchero e il miele, è infatti un dolcificante naturale che si ottiene dalla bollitura del succo d’uva ben matura, con qualità superiore a quella richiesta per la vinificazione (23/25% di zuccheri), dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per varie ore, fino alla restrizione del liquido alla quarta parte del suo volume originario. Il prodotto viene poi invecchiato anche per 24 mesi. Si presenta come un liquido violaceo, di densità e viscosità e densità simile all’olio di oliva, dal sapore particolarmente dolce.

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Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di ceci :

300 g di ceci già cotti  e ridotti in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

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Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di crema di castagne :

500 g di castagne già sbucciate  bollite e spellate e ridotte in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

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Eseguite lo stesso procedimento per entrambe le farciture scelte : scaldate il mosto cotto in una pentola. e appena sarà bello caldo aggiungete la purea di ceci o la purea di castagne, le mandorle e le noci frantumate in modo grossolano e mescolate per qualche minuto, il tempo di far amalgamare il composto, che deve risultare ancora morbido. Togliete via dal fuoco e lasciate raffreddare completamente prima di mettere in frigorifero a rassodare per una notte. Usate quindi il  ripieno il giorno dopo per confezionare i vostri caciunitt.

In questi ultimi anni si è aggiunto un quarto tipo di ripieno capace di conquistare coloro che amano il cioccolato, quello con la crema spalmabile alla nocciola e nella mia famiglia fanno subito il fumo.

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Buon appetito!

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POLPETTE DI LESSO FRITTE

POLPETTE DI LESSO FRITTE – RICETTA N° 254

INGREDIENTI

620 g di lesso freddo e tritato avanzato
 
3 uova medie
 
100 g di mollica di pane raffermo sbriciolato nel mixer
 
1 spicchio d’aglio tritato
 
1 ciuffo di prezzemolo
 
50 g di pecorino saporito
 
50 g di Parmigiano grattugiato
 
un pizzico di aromi secchi in polvere: – erba cipollina- origano- maggiorana- coriandolo- pepe nero
 
sale q.b.
 
2 spicchi piccoli di aglio
 
200 ml di passata di pomodoro
 
20/30 pomodorini piccoli
 
olio per friggere q.b.
 
5 cucchiai di olio e.v.o.

 

Diario di bordo
Oggi fa proprio freddo freddo, accanto a un piatto di polenta fumante queste polpette ci stanno davvero bene. Volevo dedicare un post tutto suo al brodo con il cardone, l’articolo è ancora in fase di montaggio, e purtroppo non mi è stato possibile pubblicarlo prima di Natale 2018, ma meglio tardi che mai, visto che mi sono messa di buona lena sul blog e mi ci sto dedicando a più non posso utilizzando tutti i miei momenti liberi possibili. Quindi appena sarà pronto lo pubblicizzerò. Per oggi è tutto buonissima giornata.

5o minuti

30 polpette

Oggi una ricetta del riciclo, polpette di lesso fritte. Il brodo con il cardone il giorno di Natale qui in Abruzzo è un’istituzione. Ogni famiglia abruzzese ha le sue preferenze e tradizioni nel prepararlo, ma sta di fatto che il giorno dopo inevitabilmente ci si ritrova con una cospicua quantità di carne lessa avanzata e in esubero.  Le polpette di lesso fritte sono una ricetta di recupero per riciclare il bollito di carne e farne un piatto da leccarsi i baffi. I bambini spazzoleranno in men che non si dica questo ben di Dio. Ne saranno entusiasti anche coloro che storcono naso e bocca davanti alla carne. 

Buon pomeriggio e buon fine settimana.

 

 

la ricetta passo passo

consigli e varianti

 Buon appetito!

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Felice giornata

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