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Daniwella Felicità e passione in cucina

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La Pupa e il Cavallo – i dolci pasquali abruzzesi

La Pupa e il Cavallo – i dolci pasquali abruzzesi

Diario di bordo
La scorsa settimana io e mia cognata ci siamo impegnate un’intero pomeriggio per dar sfogo alla nostra fantasia nel decorare questi dolcetti e ci siamo divertite da matte. Qui di seguito trovate i passaggi che abbiamo fotografato passo passo. Seguite la mia ricetta step by step e divertitevi insieme ai vostri piccoli se anche voi volete passare un pomeriggio spensierato a realizzare la pupa e il cavallo – i dolci pasquali abruzzesi.

La pupa e il cavallo sono i tipici dolci abruzzesi che si fanno in tutto l’Abruzzo nel periodo pasquale. Mamme e nonne si rimboccano le maniche, prendono mattarello e spianatoia per preparare la pupa per le femminucce mentre il cavallo per i maschietti. L’impasto è quello di un biscotto da inzuppo vero e proprio. La forma si può realizzare non soltanto con gli stampi che si trovano in commercio ma anche a mano usando la punta di un coltellino appuntito, simulando la forma di una donna per la pupa e quella di un cavallo per fare appunto il cavallo. Questa è la prima volta che li realizzo e sono molto soddisfatta. Come ricetta ho usato quella della mia amica Marisa, quella dei biscotti tagliati, ve la ricordate ? Con queste dosi escono fuori 3 pupe grandi e tre cavalli da decorare con l’impasto che avanza. 

la ricetta passo passo

Curiosità

 Buon appetito!

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La Pupa e il Cavallo – i dolci pasquali abruzzesi La pupa e il cavallo sono i tipici dolci abruzzesi che si fanno in tutto l’Abruzzo nel periodo pasquale. Mamme e nonne si rimboccano le maniche, prendono mattarello e spianatoia per preparare la pupa per le femminucce mentre il cavallo per i maschietti. L’impasto è quello di un biscotto da inzuppo vero e proprio. La forma si può realizzare non soltanto con gli stampi che si trovano in commercio ma anche a mano usando la punta di un coltellino appuntito, simulando la forma di una donna per la pupa e quella di un cavallo per fare appunto il cavallo. Questa è la prima volta che li realizzo e sono molto soddisfatta. Come ricetta ho usato quella della mia amica Marisa, quella dei biscotti tagliati, ve la ricordate ? Con queste dosi escono fuori 3 pupe grandi e tre cavalli da decorare con l’impasto che avanza. La scorsa settimana io e mia cognata ci siamo impegnate un’intero pomeriggio per dar sfogo alla nostra fantasia nel decorare questi dolcetti e ci siamo divertite da matte. Qui di seguito trovate i passaggi che abbiamo fotografato passo passo. Seguite la mia ricetta step by step e divertitevi insieme ai vostri piccoli se anche voi volete passare un pomeriggio spensierato a realizzare la pupa e il cavallo – i dolci pasquali abruzzesi. Dose : per 3 pupe e 3 cavalli grandi Preparazione : 1 ora e 30 minuti Cottura : 15/20 minuti circa  

Ingredienti per l’impasto :

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1 kg e mezzo di farina 00 500 g di zucchero semolato 6 uova + 2 tuorli 1 bicchiere di olio di semi 1 bicchiere di latte 3 limoni senza trattamento -usate solo la scorza grattugiata 3 bustine di lievito per dolci

Ingredienti per decorare : Zuccherini colorati 2/3 cucchiai di cacao amaro

Procedimento : In una ciotola capiente mettete la farina, lo zucchero, la vanillina, il lievito e la buccia dei 3 limoni grattugiati. Mescolate per bene. Fate un buco al centro, mettete le uova, l’olio e il latte.
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  Mescolate partendo dal centro e tirando pian piano la farina verso i liquidi.
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  Quando la farina avrà assorbito tutti i liquidi, trasferite su una spianatoia.
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  Lavorate l’impasto per 10/15 minuti, date la forma di un panetto.
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Dividete in tre parti il panetto. Stendete ogni panetto con il mattarello dandogli la forma rettangolare, pari a contenere due pupe o 2 cavalli. Poggiate lo stampo sopra la pasta.
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  Premete con forza per imprimere le forme. Con delicatezza tirate su lo stampo e trasferite la pupa e il cavallo su una leccarda coperta da un foglio di carta forno.
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  Prendete un pochino di impasto avanzato e impastatelo nuovamente con il cacao. Vi servirà per le varie decorazioni. Come occhi, capelli, grembiule per la pupa, la sella gli occhi , la criniera e gli zoccoli per il cavallo.
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  Sprigionate la vostra fantasia e date forme alle vostre pupe…
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…e ai vostri cavalli. Usate gli zuccherini colorati per decorare il resto.
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Infornate in forno preriscaldato a 180° per 20/25 minuti.
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  Ecco la pupa cotta, raffreddata e preparata per essere regalata.
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  Ed ecco il cavallo pronto in tutta la sua fierezza.
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  Curiosità : La tradizione della pupa e del cavallo è molto antica, risale infatti all’800 quando venivano preparati per la festa di fidanzamento ufficiale degli sposi. In segno di consenso all’unione della coppia le famiglie regalavano il cavallo alla famiglia della sposa e la pupa alla famiglia dello sposo. Nella tradizione cristiana simboleggiano invece la risurrezione di Cristo. Spezzare la pupa e il cavallo il giorno di Pasqua rappresenta l’atto di Gesù nello spezzare il pane per distribuirlo agli apostoli, un gesto fatto di amore da parte di Cristo. Nella ricetta originale sia la pupa che il cavallo hanno un uovo al centro, simbolo di fertilità e buon augurio, tenuto fermo da due strisce di pasta a forma di croce. Io in questa versione ho omesso l’uovo.    

Buon appetito

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Pizza di formaggi abruzzese

Pizza di formaggi abbruzzese

Diario di bordo
Questa è la pizza di formaggi abruzzese che faceva mia nonna Anna nel periodo di Pasqua, come vi ho detto nella ricetta predente dei fiadoni. Sfornava da sola in un’intera giornata pizze di formaggi e fiadoni a volontà. Ricordo che il tavolo del salotto era pieno, non rimaneva neanche un’angoletto libero, ricordo il profumo inconfondibile dei formaggi che usava, il colore giallo di queste torte che in cottura grazie al tuorlo d’uovo spennellato sopra regalava un dorato giallo inconfondibile.

Ho ricreato le dosi andando ad occhio e all’assaggio posso dire di essere riuscita ad ottenere lo stesso sapore della pizza che faceva la nonna. Vi ricordo che potete farla come me o variare anche in questo caso i formaggi e le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto personale.

la ricetta passo passo

consigli

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Pizza di formaggio abruzzese

Questa è la pizza di formaggi abruzzese che faceva mia nonna Anna nel periodo di Pasqua, come vi ho detto nella ricetta predente dei fiadoni . Sfornava da sola in un’intera giornata pizze di formaggi e fiadoni a volontà. Ricordo che il tavolo del salotto era pieno, non rimaneva neanche un’angoletto libero, ricordo il profumo inconfondibile dei formaggi che usava, il colore giallo di queste torte che in cottura grazie al tuorlo d’uovo spennellato sopra regalava un dorato giallo inconfondibile. Ho ricreato le dosi andando ad occhio e all’assaggio posso dire di essere riuscita ad ottenere lo stesso sapore della pizza che faceva la nonna. Vi ricordo che potete farla come me o variare anche in questo caso i formaggi e le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto personale.
 
Dose: 15/20 porzioni
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 50 minuti
 

Ingredienti per la sfoglia:

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500 g di farina 00
100 g di vino bianco
100 g di olio e.v.o.
2 uova
1 pizzico di sale
1 rosso d’uovo per spennellare

Ingredienti per il ripieno:

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5 uova medie
150 g di formaggio grana grattugiato
100 g di rigatino grattugiato
100 g di pecorino saporito grattugiato
200 g di ricotta di mucca
sale e pepe in polvere q.b.
150 g di mortadella fatta a cubetti.
 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina a fontana e al centro mettete l’olio, il vino, le uova, il sale.
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Mescolate con una forchetta.
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Quando tutti i liquidi si saranno assorbiti trasferite il composto su una spianatoia. Impastate fino a che l’impasto diventerà liscio, dategli la forma di un panetto.

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Stendete con il mattarello il panetto dandogli la forma rettangolare e foderate lo stampo facendo uscire fuori i bordi dell’impasto. La teglia che ho usato io misura 26 x 23 cm, nel frattempo preparate il ripieno.

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In una ciotola mescolate la ricotta, le uova, i formaggi e il pepe. Assaggiate e nel caso aggiungete il sale.
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Aggiungete la mortadella a cubetti.
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Date un’ultima mescolata e il ripieno è pronto.
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Versate il ripieno all’interno della pasta e rifilate i bordi eccedenti con una rondella.

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Dall’impasto avanzato ricavate delle strisce, decorate facendo dei rombi.

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Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 40/50 minuti o fino a quando tutta la superficie è bella dorata (la mia si è dorata un po’ troppo).

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Sfornate e fate raffreddare completamente prima di mangiare.
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Fatela a quadretti e portatela in tavola.
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Ecco un particolare visto da vicino.

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Consigli : Potete varie  le dosi e la qualità dei formaggi. Ma anche la scelta del salume da usare al posto della mortadella, come prosciutto cotto o salame, o un tris di tutti e tre. Scolate la ricotta per 1 ora dentro ad un colino in modo che sia bella asciutta quando la metterete all’interno dell’impasto di formaggi.
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Buon appetito!

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Nessuno resiste ai rustici di Pasqua, nemmeno il mio amore Corrado.

Una nuova categoria : Le ricette di Una mamma per amica !!!

UNA NUOVA CATEGORIA : LE RICETTE DI UNA MAMMA PER AMICA !!!

Alzino la mano tutte le fan delle Gilmore Girls la serie tv che in italiano tutti conoscono come Una mamma per amica; 157 episodi suddivisi in otto stagioni. Le prime sette furono trasmesse tra il 2000 e il 2007. Un’ottava stagione di quattro episodi fu distribuita il 25 novembre 2016 da Netflix.
Gilmore girls1 compleanno di rory
Gilmore Grils

Sebbene mi piacciano le serie televisive americane, non ricordo perché non sia riuscita a suo tempo a stare dietro la visione di questa appassionante quanto bella serie televisiva, cosi mi ripromisi che un giorno sarebbe arrivato il momento di vederla quando l’avrebbero riproposta in televisione.

L’occasione si è presentata a marzo 2018, quando un pomeriggio, mentre passeggiavo all’interno di un centro commerciale che si trova vicino la città dove abito, mi sono ritrovata davanti allo scaffale dei libri … il mio sguardo è stato fulminato dalla visione improvvisa dal titolo di un libro :Le ricette Di – Una mamma per amica

 

  Di li a poco l ho preso, sfogliato, comprato, portato a casa, letto tutto e riletto una seconda volta velocemente. Il libro mi piaceva tantissimo, tutte le ricette corredate con foto finale del piatto, ma c’era un qualcosa che non andava. Ogni ricetta è stata attribuita al personaggio che l’ha preparata, ma non solo, vengono menzionati anche le situazioni e gli eventi in cui si vedono o si parla di quei piatti … personaggi, eventi e situazioni che mi erano sconosciuti dal momento che non avevo visto la serie e che non mi facevano comprendere appieno lo spirito della ricetta stessa.

E cosi sono andata dritta sicura nel posto dove sapevo di trovare i cofanetti della serie. Ebbene entro la fine di giugno 2018 posso asserire di essermi divorata le prime 6 stagioni della serie. Al momento della stesura di questo articolo ero in stand by, ero riuscita a trovare l’ottava stagione ma non la settima, esilarante vero. Il cofanetto della settima stagione era sparito da tutti i negozi dove avevo comprato i cofanetti precedenti, mi è balenato per la mente che c’era qualcun’altro appassionato di questa serie televisiva, che era arrivato lì prima di me. Pensavo di comprarla su internet, ma facendo una ricerca ho trovato una libreria di Pescara che poteva ordinarmela, e così ho fatto. In due settimane dall’ordine ho ricevuto un messaggio dalla libreria che mi informava che il cofanetto ordinato era arrivato. Ero al settimo cielo. Ho sfruttato tutto il mio tempo libero per vedermi le ultime due stagioni, in una settimana. A questo punto cosa mancava ? Replicare in cucina le ricette del libro. E così ho fatto. Con la mia amica Francesca Longobardi un pomeriggio ci siamo messe di buona lena e con tantissimo entusiasmo a preparare una ricetta in particolare.

E’ la prima ricetta menzionata a pochi minuti dall’inizio della prima puntata della serie. Anzi, in realtà è la seconda, perché la prima è il caffè. Ve la ricordate ? E’ la salsa alle pesche. Un pomeriggio intero appresso a questa ricetta che si è rivelata alla fine una vera delusione per quanto concerne il sapore.

Riflettevo tra me e me, che per fare una buona salsa alle pesche, non c’era bisogno di mettere tutti quegli ingredienti menzionati, comprese le spezie indicate. Cosi ho pensato di fare una versione di salsa alla pesche, ma all’italiana maniera. Da qui è partita l’idea di aprire sul blog la categoria riguardanti le ricette di una mamma per amica. Replicherò nel tempo le ricette del libro, e se il risultato sarà soddisfacente, metterò online la ricetta del libro stesso, se d’altro canto non mi dovesse piacere il risultato finale, proporrò a quel punto una versione italiana in stile Daniwella. Fan delle Gilmore Girls seguitemi e ci ritroveremo tutti insieme nello spirito di Stars Hollow e vedrete come sarà divertente per una volta ritrovarci con la fantasia alla tavola calda di Luke davanti ad uno dei suoi golosi hamburger, o con l’acquolina in bocca nella cucina di Sookie davanti ad uno dei suoi dolci. E che ne dite di assaggiare uno dei numerosi drink di Emily prima di metterci seduti alla sua tavola nelle cene dei venerdì sera ??? E nell’attesa …  ???? … sedetevi e gustatevi una buona tazza di caffè caffè caffè !!!

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Una nuova categoria : Le ricette di Una mamma per amica !!! a-una-mamma-per-amica1   Alzino la mano tutte le fan delle Gilmore Girls la serie tv che in italiano tutti conoscono come Una mamma per amica; 157 episodi suddivisi in otto stagioni. Le prime sette furono trasmesse tra il 2000 e il 2007. Un’ottava stagione di quattro episodi fu distribuita il 25 novembre 2016 da Netflix. Sebbene mi piacciano le serie televisive americane, non ricordo perché non sia riuscita a suo tempo a stare dietro la visione di questa appassionante quanto bella serie televisiva, cosi mi ripromisi che un giorno sarebbe arrivato il momento di vederla quando l’avrebbero riproposta in televisione. L’occasione si è presentata a marzo 2018, quando un pomeriggio, mentre passeggiavo all’interno di un centro commerciale che si trova vicino la città dove abito, mi sono ritrovata davanti allo scaffale dei libri … il mio sguardo è stato fulminato dalla visione improvvisa dal titolo di un libro :

Le ricette Di – Una mamma per amica

  Di li a poco l ho preso, sfogliato, comprato, portato a casa, letto tutto e riletto una seconda volta velocemente. Il libro mi piaceva tantissimo, tutte le ricette corredate con foto finale del piatto, ma c’era un qualcosa che non andava. Ogni ricetta è stata attribuita al personaggio che l’ha preparata, ma non solo, vengono menzionati anche le situazioni e gli eventi in cui si vedono o si parla di quei piatti … personaggi, eventi e situazioni che mi erano sconosciuti dal momento che non avevo visto la serie e che non mi facevano comprendere appieno lo spirito della ricetta stessa. E cosi sono andata dritta sicura nel posto dove sapevo di trovare i cofanetti della serie. Ebbene entro la fine di giugno 2018 posso asserire di essermi divorata le prime 6 stagioni della serie. Al momento della stesura di questo articolo ero in stand by, ero riuscita a trovare l’ottava stagione ma non la settima, esilarante vero. Il cofanetto della settima stagione era sparito da tutti i negozi dove avevo comprato i cofanetti precedenti, mi è balenato per la mente che c’era qualcun’altro appassionato di questa serie televisiva, che era arrivato lì prima di me. Pensavo di comprarla su internet, ma facendo una ricerca ho trovato una libreria di Pescara che poteva ordinarmela, e così ho fatto. In due settimane dall’ordine ho ricevuto un messaggio dalla libreria che mi informava che il cofanetto ordinato era arrivato. Ero al settimo cielo. Ho sfruttato tutto il mio tempo libero per vedermi le ultime due stagioni, in una settimana. A questo punto cosa mancava ? Replicare in cucina le ricette del libro. E così ho fatto. Con la mia amica Francesca Longobardi un pomeriggio ci siamo messe di buona lena e con tantissimo entusiasmo a preparare una ricetta in particolare.
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E’ la prima ricetta menzionata a pochi minuti dall’inizio della prima puntata della serie. Anzi, in realtà è la seconda, perché la prima è il caffè. Ve la ricordate ? E’ la salsa alle pesche. Un pomeriggio intero appresso a questa ricetta che si è rivelata alla fine una vera delusione per quanto concerne il sapore.
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Riflettevo tra me e me, che per fare una buona salsa alle pesche, non c’era bisogno di mettere tutti quegli ingredienti menzionati, comprese le spezie indicate. Cosi ho pensato di fare una versione di salsa alla pesche, ma all’italiana maniera. Da qui è partita l’idea di aprire sul blog la categoria riguardanti le ricette di una mamma per amica. Replicherò nel tempo le ricette del libro, e se il risultato sarà soddisfacente, metterò online la ricetta del libro stesso, se d’altro canto non mi dovesse piacere il risultato finale, proporrò a quel punto una versione italiana in stile Daniwella. Fan delle Gilmore Girls seguitemi e ci ritroveremo tutti insieme nello spirito di Stars Hollow e vedrete come sarà divertente per una volta ritrovarci con la fantasia alla tavola calda di Luke davanti ad uno dei suoi golosi hamburger, o con l’acquolina in bocca nella cucina di Sookie davanti ad uno dei suoi dolci. E che ne dite di assaggiare uno dei numerosi drink di Emily prima di metterci seduti alla sua tavola nelle cene dei venerdì sera ??? E nell’attesa …  ???? … sedetevi e gustatevi una buona tazza di caffè caffè caffè !!!

Fiadoni abruzzesi

fiadoni abbruzzesi

Diario di bordo
I fiadoni abruzzesi sono il mio confort food per eccellenza in quanto mi ricordano tanto mia nonna Anna; quando li cucinava era in grado di sfornare per ore fiadoni e pizze di formaggio, la casa e il salotto si riempivano di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggi. Ogni famiglia ha la sua ricetta con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni abruzzesi mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete.

I fiadoni abruzzesi sono dei rustici tipici pasquali che si fanno in tutto l’Abruzzo. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone abruzzese tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati : Rigatino, Pecorino stagionato, Grana padano, uova sale e pepe. 

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consigli e curiosità

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Fiadoni abruzzesi

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I fiadoni abruzzesi sono dei rustici tipici pasquali che si fanno in tutto l’Abruzzo. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone abruzzese tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati : Rigatino, Pecorino stagionato, Grana padano, uova sale e pepe. I fiadoni abruzzesi sono il mio confort food per eccellenza in quanto mi ricordano tanto mia nonna Anna; quando li cucinava era in grado di sfornare per ore fiadoni e pizze di formaggio, la casa e il salotto si riempivano di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggi. Ogni famiglia ha la sua ricetta con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni abruzzesi mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete.
Dose: per 30/40 fiadoni Preparazione: 1 ora e 30 circa Cottura: 20 minuti  

Ingredienti per l’impasto:

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500 g di farina 00 100 g di olio e.v.o. 100 g di vino bianco 2 uova medie 1 pizzico di sale rosso d’uovo per spennellare q.b.

Ingredienti per il ripieno:

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100 g di pecorino stagionato (semi-salato) 100 g di parmigiano grattugiato 100 g di formaggio rigatino grattugiato 50 g di ricotta di mucca (ben scolata) 5 uova medie pepe e sale sé sono necessari q.b.

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola  mettete la farina e al centro versate l’olio, il vino, le uova, il sale.
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Mescolate.
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Quando i liquidi saranno assorbiti trasferite sulla spianatoia.
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Impastate fino ad ottenere un panetto. Copritelo con una canovaccio o la pellicola mentre preparate il ripieno.
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In una ciotola sbattetele per bene i formaggi, le uova, la ricotta, il pepe e mescolate.

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Assaggiate  e aggiustate di sale solo se necessario.

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Mettete il ripieno nel sac a poche.

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Con il mattarello o con una macchinetta stendete l’impasto a sfoglia sottile e procedete come per i ravioli, cliccate qui per vedere il procedimento per stendere la pasta alla macchinetta.

Con il sac a poche disponete mucchietti di ripieno di formaggio.

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  Distanziateli l’uno dall’altro e poi ripiegateli su se stessi, schiacciando bene i bordi.
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Tagliateli con una rondella e con i rebbi di una forchetti sigillateli tutto intorno come se fossero dei ravioli.

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Metteteli distanziati l’uno dall’altro su una leccarda da forno ricoperta di carta forno. Spennellate ogni fiadone con il rosso d’uovo e con le forbici fate un piccolo taglietto al centro, eviterà al fiadone di scoppiare e permetterà al fiadone di gonfiarsi. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 15/20 minuti.

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Sfornate appena sono dorati.

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Ed ecco i fiadoni abruzzesi chi ne volete uno ?????

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    Curiosità : questi che vedete in foto, li ho preparati insieme a mia suocera sabato pomeriggio, e vi assicuro che non ne ho mai preparati così tanti, abbiamo fatto 250 fiadoni, dei quali una parte li abbiamo messi nel congelatore e l’altra li abbiamo regalati. Il Rigatino è un formaggio prodotto con latte di vacca intero pastorizzato a pasta dura semicotta e caglio capretto; aggiungete al ripieno dei fiadoni il pepe solo se assaggiandolo vi accorgete che l’insieme dei formaggi manca di salinità, vi aiuterà a far risaltare l’aroma dei formaggi. I miei consigli : Potete variare le dose dei formaggi a vostro piacimento. Cosa importantissima, nel fiadone non va’ messo il lievito. Usate un sac a poche per mettere il ripieno sulla pasta, farete più velocemente il lavoro.
  Buon appetito! Se ti è piaciuta la ricetta, condividila sui social,  lasciami un tuo commento e 1 MI PIACE sulla pagina Facebook, in questo modo potrai essere sempre aggiornato/a sulle novità e sulle ricette.Diventa FOLLOWER di Daniwella anche su Twitter cliccando qui. ORA ANCHE SU INSTAGRAM, diventa fan cliccando qui.  Per contattarmi in privato scrivetemi una email a questo indirizzo : [email protected] CLICCA QUI E SCOPRI QUALCOSA DI PIU’ SU DANIWELLA
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Pastiera con crema pasticcera senza canditi

PASTIERA CON CREMA PASTICCERA SENZA CANDITI

Diario di bordo
Se c’è una cosa che ho imparato visionando i vari blog su internet è questa: la nascita di una ricetta parte con una ricetta originale, questa poi con il passare del tempo subisce variazioni di ogni sorta, in base alla creatività e alla fantasia vengono infine rielaborate e plasmate in base ai gusti di ogni famiglia. Alcuni ingredienti si tolgono del tutto se non piacciono, o vengono sostituiti con altri di preferenza. Anche la pastiera napoletana ha subito questa trasformazione. Secondo alcuni non esiste una ricetta codificata; ogni famiglia fa la sua ricetta tramandata dalle generazioni precedenti e mangia solo quella. Secondo altri la pastiera è un dolce che si regala, e ne prepara tante per tale scopo, quello di regalarla. Comunque la pensiate, io vi propongo la mia versione basata sulla variazione della ricetta classica, che ho adattato ai gusti della mia famiglia. L’ho preparata per la prima volta in occasione della pasqua 2013. Erano anni che mi ripetevo: “quest’anno provo a farla”. Tutto è coinciso con la decisione di aprire il mio blog, perché da allora ho cominciato a fotografare tutto quello che cucinavo. Dopo aver visto innumerevoli ricette, ho elaborato la mia personale interpretazione della pastiera. Pastiera con crema pasticcera senza canditi.

La pastiera napoletana è un caposaldo della cucina campana tipica delle festività pasquali. E’ una torta di pasta frolla che viene riempita con una crema di grano bollito nel latte, alla quale si aggiunge una sostanziosa crema di ricotta, uova e zucchero. Il sapore e il profumo cambiano a seconda degli aromi e delle spezie usate. Le variazioni della ricetta classica sono numerose e anche se la si prepara solitamente secondo la tradizione il giovedì santo, le migliori pasticcerie napoletane la vendono tutto l’anno. Ogni festa e ogni evento è buono per preparare la pastiera. Io sono particolarmente affezionata a questa ricetta che ho elaborato dopo essermi documentata su tanti siti diversi. La prima volta che decisi di cimentarmi nel preparare questa torta fu nel lontano 2013. Al termine di un’estenuante giornata lavorativa mi rimboccai le maniche e preparai ben 3 pastiere. Ricordo che finii di cucinare a notte inoltrata, quando guardai l’orologio mi accorsi che erano le 02:00 del mattino. Non potete immaginare la gioia nello sfornare questo dolce. Era così bello a vedersi, che il mio viso aveva un sorriso da parte a parte. Se non vi siete ancora cimentati nella realizzazione di questo dolce fantastico correte subito a prepararla e preparatevi ad applaudire.

la ricetta passo passo

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Pastiera con crema pasticcera senza canditi 

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La pastiera napoletana è un caposaldo della cucina campana tipica delle festività pasquali. E’ una torta di pasta frolla che viene riempita con una crema di grano bollito nel latte, alla quale si aggiunge una sostanziosa crema di ricotta, uova e zucchero. Il sapore e il profumo cambiano a seconda degli aromi e delle spezie usate. Le variazioni della ricetta classica sono numerose e anche se la si prepara solitamente secondo la tradizione il giovedì santo, le migliori pasticcerie napoletane la vendono tutto l’anno. Ogni festa e ogni evento è buono per preparare la pastiera. Io sono particolarmente affezionata a questa ricetta che ho elaborato dopo essermi documentata su tanti siti diversi. La prima volta che decisi di cimentarmi nel preparare questa torta fu nel lontano 2013. Al termine di un’estenuante giornata lavorativa mi rimboccai le maniche e preparai ben 3 pastiere. Ricordo che finii di cucinare a notte inoltrata, quando guardai l’orologio mi accorsi che erano le 02:00 del mattino. Non potete immaginare la gioia nello sfornare questo dolce. Era così bello a vedersi, che il mio viso aveva un sorriso da parte a parte. Se non vi siete ancora cimentati nella realizzazione di questo dolce fantastico correte subito a prepararla e preparatevi ad applaudire.

Diario di bordo

Se c’è una cosa che ho imparato visionando i vari blog su internet è questa: la nascita di una ricetta parte con una ricetta originale, questa poi con il passare del tempo subisce variazioni di ogni sorta, in base alla creatività e alla fantasia vengono infine rielaborate e plasmate in base ai gusti di ogni famiglia. Alcuni ingredienti si tolgono del tutto se non piacciono, o vengono sostituiti con altri di preferenza. Anche la pastiera napoletana ha subito questa trasformazione. Secondo alcuni non esiste una ricetta codificata; ogni famiglia fa la sua ricetta tramandata dalle generazioni precedenti e mangia solo quella. Secondo altri la pastiera è un dolce che si regala, e ne prepara tante per tale scopo, quello di regalarla. Comunque la pensiate, io vi propongo la mia versione basata sulla variazione della ricetta classica, che ho adattato ai gusti della mia famiglia. L’ho preparata per la prima volta in occasione della pasqua 2013. Erano anni che mi ripetevo: “quest’anno provo a farla”. Tutto è coinciso con la decisione di aprire il mio blog, perché da allora ho cominciato a fotografare tutto quello che cucinavo. Dopo aver visto innumerevoli ricette, ho elaborato la mia personale interpretazione della pastiera. Pastiera con crema pasticcera senza canditi.

Dose: per uno stampo di cm 27 di dm
Tempo di preparazione: 60 minuti
Tempo di cottura: 60 minuti

Ingredienti per la pasta frolla:

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500 g di farina 00
200 g di zucchero semolato
250 di burro ammorbidito
100 g di rossi d’uovo
la scorza grattugiata di 1 limone biologico

Ingredienti per la crema pasticcera:

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250 ml di latte fresco intero
2 rossi d’uovo
80 g di zucchero
45 g di farina o fecola
1 bustina di vanillina
scorza grattugiata di 1 limone biologico

Ingredienti per la crema di grano:

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290 g di grano cotto
200 g di latte fresco intero
50 g di strutto
1 cucchiaio di zucchero

Ingredienti per la crema di ricotta:

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350 g di ricotta di mucca passata al setaccio
100 g di zucchero
mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio o 1 intera di millefiori
2 uova medie
mezzo cucchiaino raso di cannella in polvere

PREPARAZIONE:

Preparate la pasta frolla con le dosi scritte sopra, cliccate qui per vedere il procedimento. Mettete in frigorifero a riposare.

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In un pentolino mettete il grano, lo zucchero, il latte, lo strutto e portate a bollore. Cuocete fino a che il latte non si è ritirato formando una crema. Fate raffreddare.

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Preparate la crema pasticcera con le dosi scritte sopra, per vedere il procedimento cliccate qui, copritela con una pellicola trasparente e lasciate raffreddare.

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In una ciotola mescolate la ricotta, le uova, lo zucchero, la cannella e la mezza fialetta di acqua di fiori d’arancio o la fialetta millefiori.

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Tirate fuori la pasta frolla, stendetela con il mattarello sulla carta forno.

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Mettete la pasta in uno stampo dai bordi medio-alti, rivestite sia il fondo che le pareti. Con l’impasto in esubero e con la rondella preparate delle strisce.

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In una ciotola mettete la crema di ricotta, la crema pasticcera e la crema di grano cotto.

 
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Mescolate.

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Versatele all’interno della pasta frolla, dopo di che pareggiate la superficie con una rondella. Con le strisce formate dei rombi.

 
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Infornate in forno preriscaldato per 1 ora a 180°o fino a quando la superficie non si presenta ben dorata e colorata.

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Tirate fuori dal forno e lasciate raffreddare la pastiera nello stampo, lasciatela riposare in frigorifero per 1 giorno.

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Servite a temperatura ambiente cosparsa di zucchero a velo prima di mangiarla.

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Ed ecco una fetta vista in primo piano.

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Buon appetito!

Consigli :

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La ricetta comprende 5 step fondamentali e 4 di essi possono essere preparati il giorno prima. Preparate la pasta frolla, la crema pasticcera, la crema di grano cotto e la crema di ricotta. Fate raffreddare la crema pasticcera e la crema di grano cotto, dopo di che conservate tutte le preparazioni in frigorifero. Il giorno dopo tirate fuori dal frigorifero la pasta frolla, fatela riprendere a temperatura ambiente 30 minuti. Poi accendete il forno e portatelo a temperatura. Riprendete le altre preparazioni e assemblate il tutto come da ricetta sopra descritta.

Il giorno in cui mi sono messa all’opera, ne ho fatte ben 3. La prima per il giorno di pasqua, la seconda per la pasquetta e la terza è stata una versione senza glutine per mia sorella che è celiaca. Se come me dovete fare 2 pastiere, comprate il barattolo grande di grano cotto ( il mio era di 580 g ) e moltiplicate per due tutti gli ingredienti, visto che realizzerete 2 pastiere. Seguite poi tutti gli step della ricetta. Se non vi piace sentire il grano cotto sotto i denti potete potete passare al mixer la crema di grano dopo la cottura in pentola. Se per fare la crema di grano cotto non volete usare lo strutto, sostituitelo con il burro, anche se io vi consiglio di non farlo perché anche questo ingrediente contribuirà a rendere speciale il sapor finale della pastiera. Se volete preparare una sola pastiera, in commercio esistono barattoli di latta di grano cotto da 420 g circa per preparare 1 sola pastiera, in tal caso quando preparate la crema di grano cotto aggiungete alla dose scritta sopra 1 cucchiaio di zucchero in più e 50 ml di latte in più.

La dose di pasta frolla vi avanzerà. Cogliete l’occasione per preparare con le formine dei biscotti che cuocerete in forno a 180° per 20/25 minuti circa.

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La pastiera deve essere preparata qualche giorno prima, se volete rispettare la tradizione preparatela il giovedì prima di Pasqua. Io ho tolto del tutto i canditi perché in famiglia non piacciono a nessuno. Però se volete usarli potete ugualmente metterli e se non vi piace sentire i pezzetti di frutta candita sotto i denti potete frullarli nel mixer o tagliarli a coltello in pezzetti più piccoli. Potete usare 1 confezione di quelli misti, o solo arancia o solo cedro, o metà arancia e metà cedro.

Rispetto alla ricetta classica ho diminuito la dose di ricotta e aggiunto la crema pasticcera, ho usato mezza fialetta di aroma acqua di fiori d’arancio, perché per me l’odore era troppo forte, le successive altre volte ho usato l’aroma millefiori e ho usato la fialetta intera perché per me l’odore è più delicato. La mia pastiera è piaciuta a tutti. Tre giorni dopo, c’era ancora chi andava in giro a elemosinare una fetta di pastiera rimasta.

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Pasta frolla

PASTA FROLLA

La pasta frolla è un caposaldo della pasticceria, con essa si realizzano diversi tipi di biscotti e innumerevoli dolci, i più diffusi sono le crostate; caratterizzate da una base di pasta friabile e da ripieni che vanno dalle marmellate alle creme. Esistono tantissime ricette di paste frolla, con diverse dosi, combinazioni e modi di realizzarla. Questa che vi scrivo è la ricetta della mia famiglia.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

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Pasta frolla

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La pasta frolla è un caposaldo della pasticceria, con essa si realizzano diversi tipi di biscotti e innumerevoli dolci, i più diffusi sono le crostate; caratterizzate da una base di pasta friabile e da ripieni che vanno dalle marmellate alle creme. Esistono tantissime ricette di paste frolla, con diverse dosi, combinazioni e modi di realizzarla. Questa che vi scrivo è la ricetta della mia famiglia.

Preparazione: 15 minuti
Riposo : 30 minuti
Cottura: 35/40 minuti

Ingredienti:

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500 g di farina
250 g di burro morbido
200 g di zucchero
200 g di rossi d’uovo
la buccia grattugiata di 1 limone biologico
1 pizzico di sale

 

PREPARAZIONE:

In una ciotola lavorate il burro con lo zucchero e il sale.

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Unite i rossi d’uovo un po’ alla volta.

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In ultimo la farina.

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Rovesciate l’impasto sulla spianatoia. Impastate velocemente il tutto.

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Formate un panetto e lasciate riposare in frigorifero 30 minuti coperto con la pellicola alimentare.

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La pasta frolla è pronta. Io ho fatto una bella pastiera e voi come avete intenzione di usarla ?

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I miei consigli :

Quando dovete fare una crostata di frutta, cuocete la pasta frolla in bianco. Mettete sulla superficie della pasta un foglio di carta forno e dei legumi secchi, in questo modo faranno da contrappeso. Se non volete usare i legumi secchi, utilizzate un contenitore  che abbia un diametro inferiore che faccia da contro stampo: basterà adagiarlo all’interno dello stampo più grande, a contatto con la carta forno, e una volta cotta otterrete una pasta frolla perfetta, senza buchi causati dai legumi. Procedete alla cottura in bianco infornando la frolla in forno già caldo a 170° per 25 minuti. Terminata la cottura, sfornate la crostata e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, po guarnitela con crema pasticcera, frutta fresca o altro ripieno come da voi scelto.

 
 Per la pasta frolla è importante il tempo di riposo, è sempre meglio che stia più di 30 minuti, mai meno, perché il burro deve avere tutto il tempo di solidificarsi di nuovo, tanto è vero che potete prepararla con anticipo anche il giorno prima di usarla. Basterà tirarla fuori dal frigorifero 15 minuti e poi potrete stenderla. Potete lavorare l’impasto all’interno di una ciotola un po’ grande, e poi una volta che i liquidi sono assorbiti, trasferire il composto su un piano di lavoro o spianatoia. O potete iniziare e finire il lavoro direttamente nella ciotola, o sulla spianatoia. Se riscontrate problemi nello stendere la pasta, stendetela tra 2 fogli di carta forno. Con questa dose potete preparare una bella crostata e dei buonissimi biscottini, date la forma che preferite con gli stampini che avete a disposizione, altrimenti usate il fondo di un bicchiere per farli rotondi.
Vi consiglio di congelare la pasta frolla che vi avanza, in questo modo eviterete gli sprechi.
 
 
 
 
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Crema pasticcera

CREMA PASTICCERA

Diario di bordo
Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.

La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.

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Crema pasticcera

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La crema pasticcera è una ricetta di base, ed è la crema più usata in pasticceria. Latte, uova, zucchero, farina e aroma di vaniglia si mescolano insieme per creare una bontà vellutata e molto golosa. Con la crema pasticcera si farciscono Pan di Spagna, dolci al cucchiaio, torte di pasta sfoglia, krafen, bomboloni fritti, bignè, mignon e chi più ne ha più ne metta. Ma se la mangiate come dessert, servita fredda, accompagnata da biscottini secchi allora i vostri sensi assisteranno ad un’esperienza di tipo mistico.  Questa che vi scrivo è come la preparo io usando la scorza del limone biologico, e udite udite è una crema bella solida che non cola, cosa vi serve quando riempite una torta. Quindi con lamia ricetta potete andare sul sicuro. Ma sappiate che se non avete ne la bacca di vaniglia ne la scorza del limone biologico, potete usare tranquillamente la vanillina, se avete solo quella. Tranquilli nessuno dirà niente, nella vostra cucina siete sempre voi a decidere come fare le cose.   Preparazione: 10 minuti Tempo di cottura: 15 minuti Tempo totale: 25 minuti    

Ingredienti:

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500 ml di latte fresco intero 4 tuorli d’uovo 100 g di zucchero semolato 40 g di farina la scorza gialla di 1 limone biologico

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a scaldare il latte con le bucce del limone.
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In una ciotola sbattete con una frusta i rossi d’uovo con lo zucchero.
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Poi aggiungete  la farina mescolando velocemente con la frusta.

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Appena la farina si sarà amalgamata, aggiungete un mestolo di latte tiepido e continuate a mescolare.Appena il latte sarà arrivato quasi a bollore versate nella pentola il composto di uova.

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Mescolate fino a che la crema si sarà addensata, appena vedrete il bollo, la crema è cotta. Regolate la fiamma tenendola medio-bassa.

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Spegnete il fuoco, travasate il tutto in una ciotola, e coprite con la pellicola trasparente, direttamente a contatto con la superficie. Fatela intiepidire e mettetela in frigo a raffreddarsi completamente.

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Ed ecco la crema pasticcera pronta per essere usata come più vi piace.

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I miei consigli : usate una pentolina abbastanza capiente dal fondo alto 1 cm per cuocere la crema pasticcera, perché quelle che non c’è l’hanno bruciano più in fretta la crema quindi fate attenzione, questo renderebbe il suo sapore alterato. La crema è cotta appena vedrete il primo sfiato di bollo uscire dalla crema ormai addensata. Quando si  raffredda, sulla superficie della crema si crea una pellicina, per evitare questo problema avete 2 strade: coprite la superficie con la pellicola  alimentare mettendola direttamente a contatto con la crema calda oppure potete cospargere la crema con lo zucchero a velo o con il burro a fiocchetti. La crema pasticcera si conserva in frigorifero chiusa in un contenitore a chiusura ermetica per 2/3 giorni. Se usate la scorza del limone o la bacca di vaniglia vanno tolti poco prima di aggiungere il composto di uova al latte. E per ultimo consiglio, se avete fretta e volete velocizzare il raffreddamento della crema, prendete una ciotola più grande, metteteci dentro diversi cubetti di ghiaccio e poggiatevi sopra la ciotola contenete la crema, il freddo che si sprigionerà sotto la ciotola raffredderà più in fretta il tutto, completate il completo raffreddamento in frigorifero. Conoscete le diverse varianti di questa bontà ? Aggiungendo la panna montata avrete la crema diplomatica, aggiungendo il succo del limone a fine cottura avrete la crema al limone, aggiungendo del cioccolato fondente di buona qualità a fine cottura con la crema ancora bollente otterrete la crema pasticcera al cioccolato fondente. Volete una crema pasticcera profumatissima ? Lasciate la scorza del limone o la bacca di vaniglia in infusione tutta la notte fino al momento di iniziare la preparazione, avrete un latte più saporito. Il sapore finale della crema pasticcera vi manderà in estasi. Se usate la bacca di vaniglia, dovete inciderla al centro per il lungo e con la punta del coltello dovete ricavare i semini che possono essere mescolati con lo zucchero prima di essere sbattuti con le uova. Una volta usata la bacca, non buttatela, sciacquatela e asciugatela con uno scottex, dopo di che riponetela nella zuccheriera insieme allo zucchero. Avrete così lo zucchero semolato al gradevole profumo di vaniglia. Per rendere la crema ricca e setosa potete usare una parte di panna liquida fresca e una parte di latte fresco. Se volete una crema pasticcera non alterata nel sapore e più lucida e uniforme usate gli amidi in purezza al posto della farina : amido di mais o di riso.

La crema pasticcera si può anche offrire come merenda pomeridiana dei bambini. Accompagnata da qualche biscottino risulta  non solo deliziosa ma allo tempo stesso regala proprietà energetiche per chi studia, andando a sostituire tutti quei prodotti confezionati che in quanto a gusto e proprietà non hanno niente a che vedere con prodotti fatti in casa con ingredienti freschi e selezionati direttamente da noi.

Buon appetito!

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TZATZIKI

TZATZIKI

INGREDIENTI

2 cetrioli

3 vasetti di yogurt greco del tipo compatto (500 g circa)

1 spicchio di aglio

4 cucchiai di olio e.v.o. + 2 cucchiai da mettere in superficie

1 limone usate solo il succo

2 rametti di prezzemolo fresco

sale q.b.

Diario di bordo
Dopo aver provato un paio di ricette, ho deciso di creare le dosi e proporzioni in base al mio gusto personale. Quindi questa è la mia versione. In base al vostro gusto, aumentate o diminuite le dosi degli ingredienti. Il sapore finale della salsa sarà quella che assaggerete solo dopo averla fatta riposare in frigorifero almeno 2 ore. Grazie a tutti per il like e condividete la ricetta se vi è piaciuta.

20 minuti + 2h riposo

facilissima

Lo tzatziki è la salsa più famosa della cucina Greca a base di cetrioli, yogurt greco, aglio, olio e erbe aromatiche. Questa salsa serve di accompagnamento a piatti di carne e pesce, ma la si trova come ingrediente della pita con gyros o nel souvlaki greco. Mi piace condire anche le patate al vapore o bollite con lo tzatziki . La adoro particolarmente, anzi ne sono proprio ghiotta. Divertitevi a gustarla e trovargli nuovi accostamenti una volta che l’avrete assaggiata e ne sarete stati conquistati. Questa che vi scrivo è la pronuncia esatta = Zazichi. Provatelo anche sul pane magari tostato, lo troverete divino.

la ricetta passo passo

consigli e varianti

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TZATZIKI 

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Lo tzatziki è la salsa più famosa della cucina Greca a base di cetrioli, yogurt greco, aglio, olio e erbe aromatiche. Questa salsa serve di accompagnamento a piatti di carne e pesce, ma la si trova come ingrediente della pita con gyros o nel souvlaki greco. Mi piace condire anche le patate al vapore o bollite con lo tzatziki . La adoro particolarmente, anzi ne sono proprio ghiotta. Divertitevi a gustarla e trovargli nuovi accostamenti una volta che l’avrete assaggiata e ne sarete stati conquistati. Questa che vi scrivo è la pronuncia esatta = Zazichi. Provatelo anche sul pane magari tostato, lo troverete divino. Dopo aver provato un paio di ricette, ho deciso di creare le dosi e proporzioni in base al mio gusto personale. Quindi questa è la mia versione. In base al vostro gusto, aumentate o diminuite le dosi degli ingredienti. Il sapore finale della salsa sarà quella che assaggerete solo dopo averla fatta riposare in frigorifero almeno 2 ore. Grazie a tutti per il like e condividete la ricetta se vi è piaciuta.
Dose :  per 600 g  circa di salsa  Preparazione : 20 minuti Riposo : minimo 2 ore  

Ingredienti :

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2 cetrioli 3 vasetti di yogurt greco del tipo compatto (500 g circa) 1 spicchio di aglio 4 cucchiai di olio e.v.o. + 2 cucchiai da mettere in superficie 1 limone usate solo il succo 2 rametti di prezzemolo fresco sale q.b.

 

PREPARAZIONE :

Lavate e spuntate le estremità del cetriolo, grattugiate la polpa con una grattugia a fori grossi.
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Strizzate il più possibile tra le mani il cetriolo grattugiato. Cercate di eliminare quanto più possibile l’acqua di vegetazione. Il cetriolo si deve ridurre notevolmente.
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In una ciotola versate lo yogurt greco e mescolatelo con l’aglio schiacciato, il limone spremuto e il sale. Aggiungete infine il prezzemolo tritato e il cetriolo strizzato.
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Mescolate il tutto.
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Riponete il tutto in frigorifero e fate riposare almeno 2 ore prima di mangiarlo. Decoratelo con altro olio da versare in superficie e un pochino di prezzemolo tritato.
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I MIEI CONSIGLI :
Potete decidere se sbucciare o no il cetriolo. A me piace tantissimo vedere il colore verde del cetriolo all’interno della salsa, ecco il perché non lo sbuccio. Usate uno schiaccia-aglio o un mortaio per ridurre in crema l’aglio.
Tenete da parte un pochino di prezzemolo per la decorazione da fare sulla superficie. Se non disponete del prezzemolo come condimento interno della salsa, potete sostituirlo con un po’ di menta fresca, o dell’erba cipollina ed ancora dell’aneto fresco. Se non avete il limone, potete sostituirlo con l’aceto di mele. Per fare lo tzatziki utilizzate solo yogurt greco del tipo compatto/colato, non usate lo yogurt classico italiano perché renderebbe la salsa troppo liquida. La salsa deve riposare almeno 2 ore affinché tutti gli aromi avranno tutto il tempo di mescolarsi. Mi piace accompagnare questa salsa anche con una fettina di petto di pollo grigliato. L’accostamento è superbo.    

Buon appetito!

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TORTA MIMOSA

4.0 stars based on 35 reviews Prep time: 30 min Cook time: 1 hour Total time: 1 hour 30 min Yield: 1 9" pie (8 servings) Ingredients: Thinly-sliced apples: 6 cups White sugar: 3/4 cup ... Directions: 1. Cut and peel apples 2. Mix sugar and cinnamon. Use additional sugar for tart apples. ...

torta mimosa

Ingredienti per il Pan di Spagna 

5 uova medie a temperatura ambiente

150 g di zucchero semolato

200 g di farina 00

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema

 500 ml di latte

100 g di zucchero semolato

50 g di farina 00

2 uova medie

1 bustina di vanillina

la scorza di 1 limone grattugiato

Ingredienti per decorare

 500 ml di panna fresca da montare

3/4 cucchiai di rum da pasticceria

3 fettine di ananas sciroppato

400 ml circa di sciroppo d’ananas (quello che ricavate dal barattolo)

3 fiori e 3 foglie di ostia

zucchero a velo q.b.

12 porzioni

Diario di bordo
Io festeggerò l’8 marzo 2019 con le mie cognate a casa e per l’occasione prepareremo alcune delle ricette che sono sul mio blog a tema festa della donna. Evviva noi donne sempre in tutti i 365 giorni dell’anno. Un forte abbraccio da Daniwella.

1 H e 50 min

La torta mimosa è il dolce che si prepara per l’otto marzo, il giorno della festa della donna. Il nome è legato al suo all’aspetto, tanti pezzetti di Pan di Spagna disposti sulla superficie a ricordare appunto la forma del fiore della mimosa. Questa che leggerete è la mia versione fatta con un Pan di Spagna di veloce esecuzione e riempito con una crema diplomatica, bagnato con sciroppo d’ananas e pezzetti di ananas all’interno della crema. Se volete provare la mia versione avete a disposizione tutti gli step fotografici.

la ricetta passo passo

consigli

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TORTA MIMOSA
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La torta mimosa è il dolce che si prepara per l’otto marzo, il giorno della festa della donna. Il nome è legato al suo all’aspetto, tanti pezzetti di Pan di Spagna disposti sulla superficie a ricordare appunto la forma del fiore della mimosa. Questa che leggerete è la mia versione fatta con un Pan di Spagna di veloce esecuzione e riempito con una crema diplomatica, bagnato con sciroppo d’ananas e pezzetti di ananas all’interno della crema. Se volete provare la mia versione avete a disposizione tutti gli step fotografici. Io festeggerò l’8 marzo 2019 con le mie cognate a casa e per l’occasione prepareremo alcune delle ricette che sono sul mio blog a tema festa della donna. Evviva noi donne sempre in tutti i 365 giorni dell’anno. Un forte abbraccio da Daniwella.
 
 

Dose : per 12 porzioni
Preparazione : 1 ora circa
Cottura : 50 minuti
Stampo : cm 24 di dm

Ingredienti per il Pan di Spagna : 5 uova medie a temperatura ambiente, 150 g di zucchero semolato, 200 g di farina 00, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di sale.

Ingredienti per la crema : 500 ml di latte, 100 g di zucchero semolato, 50 g di farina 00, 2 uova medie, 1 bustina di vanillina, la scorza di 1 limone grattugiato,

Ingredienti per decorare : 500 ml di panna fresca da montare, 3/4 cucchiai di rum da pasticceria, 3 fettine di ananas sciroppato, 400 ml circa di sciroppo d’ananas (quello che ricavate dal barattolo) , 3 fiori e 3 foglie di ostia, zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE :

Preparate il Pan di Spagna. Setacciate farina e lievito. In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero e la vanillina per circa 5 minuti. A parte montate a neve gli albumi con un pizzico di sale.

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Incorporate gli albumi montati al composto di uova e zucchero, alternando con la farina.

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Versate il tutto in una tortiera imburrata di cm 24 di diametro e cuocete a 175° per 45/50 minuti.

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Mentre la torta cuoce preparate la crema. Cliccate qui per vedere il procedimento, ma usate le dosi e gli ingredienti scritti sopra. Fate raffreddare completamente il Pan di Spagna e la crema.

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Tagliate in 3 dischi il Pan di Spagna ormai freddo.

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Fate a cubetti il disco centrale. Scavate leggermente l’interno degli altri due dischi e mettetelo da parte insieme ai cubetti. Scolate con le mani il succo eccedente dalle fettine di ananas sciroppato, dopo di che tagliatelo a cubetti. Montate la panna fresca.

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Riprendete la crema ormai fredda e toglietene circa 100 g, e usate il resto. Mescolatela con le fruste per qualche secondo. Aggiungete 4/5 cucchiai di panna montata e il rum.

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Bagnate la base della torta con il succo d’ananas.

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Riempite con la crema e sistemate sopra la crema i pezzetti di ananas sciroppato.

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Coprite con la superficie della torta e bagnate nuovamente con il succo d’ananas.

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Ricoprite con la panna montata rimasta e i cubetti di Pan di Spagna tagliati in precedenza.

Spolverate con abbondante zucchero a velo e decorate con i fiorellini. Fate riposare in frigorifero per almeno 1 ora o fino al momento di servire.

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I MIEI CONSIGLI :

Per decorare la superficie potete usare frutta fresca come le fragole, o frutta candita come delle belle ciliege rosse. O ancora fiorellini e foglie di ostia come ho fatto io e degli ulteriori ciuffi di panna montata, spaziate con la fantasia.

In corso d’opera mi sono resa conto che la crema era tanta, quindi non l’ho usata tutta. Quella che mi è avanzata equivaleva a circa 100 g, ecco il motivo per cui sopra trovate scritto di toglierne quel quantitativo.

Questo modo di fare il Pan di Spagna lo trovo ottimo, è una perfetta scorciatoia perché permette di dimezzare di molto i tempi della montatura delle uova ottenendo allo stesso tempo ottimi risultati.

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Potete variare anche la frutta che usate per il ripieno della torta, fragole al posto dell’ananas o addirittura le pesche sciroppate. E volendo osare di più, con l’ananas potete mettere delle gocce di cioccolato, sempre se vi piace l’accostamento.

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FRITTELLE DEL LUNA PARK

frittelle del lunapark

INGREDIENTI

250 g di farina 00

30 g di zucchero semolato

1 bustina di vanillina

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito in polvere disidratato (7 gr)

130 ml di latte tiepido

30 g di olio e.v.o.

zucchero semolato q.b. per decorare le frittelle

800 ml di semi di semi per friggere 

Diario di bordo
Le frittelle del luna park sono delle frittelle a forma di disco schiacciate che si trovano spesso nelle sagre nelle feste di paese. Qui a Pescara ho ritrovato queste frittelle nei chioschi che le vendono in occasione della famosa festa di Sant’Andrea l’ultima settimana di luglio. Sono belle, buone, golose e profumate. Ma la cosa che mi ha rallegrato ancora di più è che farle a casa è davvero semplicissimo. Dopo aver fatto un paio di prove, ho realizzato la mia personale versione delle frittelle del luna park.

35 minuti

5 frittelle

facilissima

Preparatele non solo per l’imminente carnevale ma anche tutto l’anno per deliziare voi, i vostri bambini e i vostri adorabili maritini. Seguite il mio passo passo, e scarso un paio d’ore avrete tra le mani queste golosissime frittelle del luna park. Leggete come sempre fino in fondo l’articolo, dove troverete tutti i miei consigli, le varianti e le curiosità su questa ed altre ricette.   

la ricetta passo passo

consigli e varianti

Le frittelle sono pronte per essere mangiate. Inebriatevi della loro bontà e buon carnevale.

 Buon appetito!

Cucinala anche tu e fammi sapere com’è andata! Non dimenticare i tag di Facebook @passioneincucinacondaniwella e Instagram @daniela.addis72 e l’hashtag #lericettedidaniwella.

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Enjoy #daniwella

FRITTELLE DEL LUNA PARK
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Le frittelle del luna park sono delle frittelle a forma di disco schiacciate che si trovano spesso nelle sagre nelle feste di paese. Qui a Pescara ho ritrovato queste frittelle nei chioschi che le vendono in occasione della famosa festa di Sant’Andrea l’ultima settimana di luglio. Sono belle, buone, golose e profumate. Ma la cosa che mi ha rallegrato ancora di più è che farle a casa è davvero semplicissimo. Dopo aver fatto un paio di prove, ho realizzato la mia personale versione delle frittelle del luna park. Preparatele non solo per l’imminente carnevale ma anche tutto l’anno per deliziare voi, i vostri bambini e i vostri adorabili maritini. Seguite il mio passo passo, e scarso un paio d’ore avrete tra le mani queste golosissime frittelle del luna park. Leggete come sempre fino in fondo l’articolo, dove troverete tutti i miei consigli, le varianti e le curiosità su questa ed altre ricette.   Dose : per 5 frittelle Preparazione : 20 minuti Cottura : 15 minuti Ingredienti : 250 g di farina 00 30 g di zucchero semolato 1 bustina di vanillina 1 pizzico di sale 1 bustina di lievito in polvere disidratato (7 gr) 130 ml di latte tiepido 30 g di olio e.v.o. zucchero semolato q.b. per decorare le frittelle 800 ml di semi di semi per friggere Procedimento : Mescolare per primo gli ingredienti secchi escluso il sale. Fate un buco al centro, versate l’olio, il latte, il sale e mescolate.
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Impastate fino ad ottenere un panetto sodo e non appiccicoso.
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Coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppiamento del volume (2 ore circa).
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Riprendete l’impasto, sgonfiatelo e dividetelo in 5/6 pezzi di 60/70 g l’uno, formate delle palline e mettetele a lievitare su di un piatto spolverato di farina coperto con un canovaccio per per 30/40.
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Ora riprendete ogni pallina, schiacciatela con le mani e allargatela, rendendo più sottile il centro e i bordi più spessi, devono alla fine avere un diametro di 20 cm.
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Riscaldate l’olio in una padella dai bordi alti, e quando l’olio è caldo immergetevi le frittelle, una alla volta, giratele durante la cottura per dorarle da entrambe le parti.
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Scolate ogni frittella su carta assorbente e dopo passatele nello zucchero semolato.
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Le frittelle sono pronte per essere mangiate. Inebriatevi della loro bontà e buon carnevale.
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    I miei consigli : Per aromatizzare le vostre frittelle potete usare oltre alla vanillina, l’aroma di vaniglia, la scorza del limone grattugiato o il mio mix preferito per aromatizzare i dolci : vaniglia, cannella e limone. Fate sempre intiepidire prima di mangiarle per gustarne al meglio tutti i sapori. Queste frittelle sono buone da mangiare anche il giorno dopo, ovviamente se debitamente coperte al riparo dall’aria. Raddoppiate la dose degli ingredienti se ne volete realizzare il doppio. Se l’impasto dovesse risultare un pochino appiccicoso, tenete a disposizione un pochino di farina in più da aggiungere all’occorrenza. Se non volete usare il lievito di birra in polvere disidratato, potete usare quello in cubetto fresco. In tal caso usate metà cubetto.
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