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Ricette Abruzzesi

IL PARROZZO D’ABRUZZO – terza versione – E BUON NATALE 2014 – RICETTA N° 152

 IL PARROZZO D’ABRUZZO – terza versione – E BUON NATALE 2014 – RICETTA N° 152

Buon Natale amici miei. Come è andata ieri sera ? Io sono stata in famiglia, nell’atmosfera più natalizia che si possa desiderare. Ecco come ho preparato la tavola ieri sera.
Tutto è andato come speravo e desideravo. Il cibo, la compagnia, l’atmosfera, la famiglia, gli affetti, gli addobbi, i regali … tutto meraviglioso, nell’estrema rilassatezza di una fine giornata all’insegna del lavoro e della stanchezza sicuramente, ma nella gioia dell’incontro con i familiari a noi cari, nel calore della casa e al riparo dal freddo tipico del periodo del Natale. Ieri sera siamo stati da me, con la famiglia del mio compagno ; oggi invece saremo a casa di mia suocera e con i parenti. Quindi altra giornata in pieno fermento. Vi lascio a questa versione del Parrozzo d’Abruzzo che mi ha regalato una cliente della salumeria dove ho lavorato per tanti anni, che io chiamo Signora Teresa, la terza che pubblico, con dosi ed esecuzione diversi rispetto alle altre due versioni precedenti dello scorso anno, che potete vedere cliccando qui per la prima, e qui per la seconda.
I Parrozzi che ho realizzato quest’anno, li ho fatti utilizzando appunto questa ricetta. Eccoli infatti in fase di esecuzione glassatura.
Vi saluto tutti, e vi auguro un sereno buon Natale con i vostri affetti più cari, con tanta tanta serenità e allegria.
 
Dose : per 14/15 porzioni
Preparazione : 30 minuti
Cottura : 50/60 minuti

Ingredienti :

6 uova medio-grandi
200 g di zucchero
150 g di semolino
150 g di mandorle tostate ridotte in polvere
20 g di mandorle amare tostate ridotte in polvere
buccia di 1 limone non trattato e la metà del succo
150 g di cioccolato fondente al 50%
70 g di burro
un pizzico di sale

PREPARAZIONE :

Accendete il forno a 160/170°. Montate a neve gli albumi con il pizzico di sale.
In una ciotola, con l’aiuto di un mixer, sbattete i rossi con lo zucchero almeno per 5 minuti.
Continuando a mescolare, aggiungete il semolino.
Quindi incorporate la buccia del limone grattugiato e il succo.
Ora aggiungete gli albumi montati a neve, e con una frusta a mano incorporateli con un movimento dal basso verso l’altro per non farli smontare.
Aggiungete infine le mandorle ridotte in polvere, sempre con un movimento dal basso verso l’alto.
Trasferite il composto in uno stampo semisferico (quello da zuccotto) ricoperto di carta forno (per evitare rotture del dolce) e cuocete in forno già caldo per 50/60 minuti circa a 160/170°.
Passato il tempo, sfornate il dolce e dopo 5 minuti capovolgetelo su di un piatto coperto di carta forno e fatelo raffreddare completamente.
Per la copertura sciogliete il cioccolato e il burro a bagnomaria e mescolate. Stendete il cioccolato con una spatola prima sul fondo del dolce eppoi dopo che si è asciugato, sulla superficie.
Ecco come si presentano i miei Parrozzi d’Abruzzo incartati per essere regalati.
Ed eccolo sulla nostra tavola la sera della vigilia di Natale !!!

Buon appetito!

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“CACIUNITT” DI NATALE ABRUZZESI – OVVERO I FRITTI DI NATALE ABRUZZESI – RICETTA N° 149

“CACIUNITT” DI NATALE ABRUZZESI – OVVERO I FRITTI DI NATALE ABRUZZESI – RICETTA N° 149

Li caciunitt” di Natale, parlando in dialetto, sono dolci natalizi tipici dell’Abruzzo, a forma di ravioli, composti da una sfoglia di pasta sottile e friabile all’esterno (fritta), e una farcitura morbida e saporita all’interno, che cambia a secondo del luogo in cui si vive. I possibili ripieni sono 3; con  scrucchijate*, ceci lessati e crema di castagne. Ognuna di queste è la variante tipica a seconda delle zone dell’Abruzzo. Qui a Pescara, in questo periodo, in qualunque negozio che vende prodotti di pasticceria è impossibile non trovare tutte e tre le farciture. Ma farli a casa, rende ancora più entusiasmante quest’aria di festa, essendo una ricetta antica e  tipica che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione. Questa che vi propongo io è la ricetta che si tramanda nella mia famiglia, usando la scrucchijate. Noi li prepariamo sempre in questo periodo, e una volta cotti, li congeliamo, e quando è Natale, li passiamo in forno caldo 170/160° per una decina di minuti, li spolveriamo di zucchero a velo, eppoi li mangiamo. I fritti, in questo modo, risultano fragranti, come appena fatti. Alla fine della ricetta troverete una seconda variante, se volete fare una sfoglia senza uova e senza zucchero. Questo secondo modo di fare la sfoglia me l’ha suggerita la mia amica Marisa, ve la ricordate ? Vi ho parlato di lei in questa ricetta, cliccate qui per leggerla, se siete curiosi. I caciunitt con questo impasto risulteranno molto chiari in cottura. Inoltre un suggerimento, per chi, proprio in questo periodo non può gustarsi il dolce perché non può mangiare cibi fritti : potete procedere con la cottura in forno, preriscaldatelo  a 180°, e cuocete i caciunitt per una decina di minuti circa, o fino a che non siano dorati. Saranno ugualmente buoni.

Un saluto a tutti buona serata.

 

* La scrucchijate è un prodotto tipico abruzzese, una confettura ottenuta con le uve Montepulciano d’Abruzzo con tutta la buccia. Frutto di una lunga tradizione casalinga, la scrucchijate veniva prodotta in casa, con l’uva più bella e più soda, dopo aver schiacciato ogni acino tra due dita per liberarlo dai semi. Proprio a questa operazione di schiacciamento detta appunto scrocchiatura, il tipico prodotto dolciario deve il suo nome.

Dose : per 80/100 caciunitt
Preparazione : più di 1 ora

 

Ingredienti per la pasta :

600 g di farina
1 uovo intero + 3 tuorli (uova di grandezza medio-grande)
50 g di olio e.v.o.
90 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina 150 g di vino bianco

 

Ingredienti per il ripieno :

800 g di scrucchijate d’uva nera Montepulciano
100 g di mandorle pelate e tostate (se non le avete potete anche sostituirle con le noci o nocciole)
80 g di cioccolato fondente fatto a scagliette
olio di semi di arachide (voi usate pure l’olio di semi che preferite) per friggere q.b.
zucchero a velo q.b.

 

PREPARAZIONE :

Preparate il ripieno  (anche dal giorno prima, per fare assestare il sapore e la consistenza) : frantumate in grana grossa le mandorle, e il cioccolato, trasferiteli in una ciotola capiente e mescolatele insieme alla scrucchijate.

Preparate la pasta : su una spianatoia mettete la farina a fontana, al centro versate l’olio, lo zucchero, la vanillina, i tuorli d’uovo, l’uovo intero e il vino. Impastate tutti gli ingredienti fino a formare una palla. Fatela riposare coperta con un panno a temperatura ambiente per 30 minuti.

Stendete la pasta in sfoglie sottili e procedete come per fare i ravioli, mettendo 1 cucchiaino di ripieno sulle strisce di pasta, ripiegandole su se stesse. Disponete i mucchietti a 4 cm di distanza dal bordo e separati tra loro 5 cm.

Premete la pasta con la punta delle dita, intorno al ripieno, in modo da far uscire bene l’aria e saldare bene i due lembi di sfoglia.

Tagliate ora i caciunitt a mezzaluna con una rondella o un bicchiere.
Man mano che li fate poneteli sopra un vassoio ricoperto di carta forno spolverato di farina.

Una volta pronti, friggeteli in olio ben caldo un po’ per volta, rigirandoli per farli dorare anche sull’altro lato. I caciunitt devono risultare belli chiari.

Scolateli su carta assorbente e fateli raffreddare.

Una volta cotti tutti e raffreddati, spolverateli con lo zucchero a velo.

Ed ecco i caciunitt abruzzesi con la scrucchijate d’Uva nera Montepulcino d’Abruzzo !!!

Questi sono li caciunitt cotti al forno.

VERSIONE DELLA SFOGLIA SENZA UOVA E ZUCCHERO

Questa è la ricetta della mia amica Marisa, se volete fare un’impasto senza uova : 500 g di farina 00, mezzo bicchiere d’olio e.v.o., mezzo bicchiere di acqua, mezzo bicchiere di vino bianco ; impastate esattamente come descritto sopra e procedete come da ricetta descritta.

Vi scrivo inoltre la dose per fare la variante di ceci e di castagne, per tutti quelli che preferiscono questo ripieno o che non riescono a trovare la scrucchijate d’uva. Ma non provate a farli, se non avete a disposizione il mosto cotto, ingrediente essenziale, per fare questi altri due tipi di ripieni : una sorta di sciroppo, che sostituisce altri dolcificanti come lo zucchero e il miele, è infatti un dolcificante naturale che si ottiene dalla bollitura del succo d’uva ben matura, con qualità superiore a quella richiesta per la vinificazione (23/25% di zuccheri), dopo il raggiungimento del bollore, la cottura viene continuata a fuoco lento per varie ore, fino alla restrizione del liquido alla quarta parte del suo volume originario. Il prodotto viene poi invecchiato anche per 24 mesi. Si presenta come un liquido violaceo, di densità e viscosità e densità simile all’olio di oliva, dal sapore particolarmente dolce.

 

Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di ceci :

300 g di ceci già cotti  e ridotti in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

 

Queste sono le dosi per fare i caciunitt ripieni di crema di castagne :

500 g di castagne già sbucciate  bollite e spellate e ridotte in purea
100 g di mandorle spellate e tostate
100 g di noci sgusciate
250 ml di mosto cotto

 

Eseguite lo stesso procedimento per entrambe le farciture scelte : scaldate il mosto cotto in una pentola. e appena sarà bello caldo aggiungete la purea di ceci o la purea di castagne, le mandorle e le noci frantumate in modo grossolano e mescolate per qualche minuto, il tempo di far amalgamare il composto, che deve risultare ancora morbido. Togliete via dal fuoco e lasciate raffreddare completamente prima di mettere in frigorifero a rassodare per una notte. Usate quindi il  ripieno il giorno dopo per confezionare i vostri caciunitt.

 

 

Buon appetito!

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FIADONI ABRUZZESI – RICETTA N° 80 PORTIAMO IN TAVOLA UN PO’ D’ABRUZZO

FIADONI ABRUZZESI – RICETTA N° 80 PORTIAMO IN TAVOLA UN PO’ D’ABRUZZO 

I fiadoni sono dei rustici tipici, che si fanno in tutto l’Abruzzo per le feste di Pasqua. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati, Rigatino, Pecorino stagionato, e Grana o Reggiano, uova pepe e sale q.b.. Mia nonna quando li cucinava, era in grado di sfornare per ore e ore fiadoni,  pizze di formaggio rustiche e la casa, anzi specialmente il salotto, si riempiva di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggio. Ogni famiglia ha la sua ricetta, con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata, e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete. Questi che vedete in foto, li ho preparati insieme a mia suocera, sabato pomeriggio, e vi giuro non ne ho mai preparati così tanti, abbiamo fatto 250 fiadoni, dei quali una parte li abbiamo messi nel congelatore e l’altra li abbiamo regalati. Solo un paio di informazioni sugli ingredienti: il Rigatino è un formaggio prodotto con latte di vacca intero pastorizzato a pasta dura semicotta e caglio capretto; aggiungete al ripieno dei fiadoni il pepe solo se assaggiandolo vi accorgete che l’insieme dei formaggi manca di salinità, vi aiuterà a far risaltare l’aroma dei formaggi. Cosa importantissima, nel fiadone non va’ messo il lievito. Usate un sac a poche, per mettere il ripieno sulla pasta, farete più velocemente il lavoro.
Bene, ora vi saluto, e a presto con un’altra ricetta.



Dose: per 30/40 fiadoni
Preparazione: 1 ora e 30 circa
Cottura: 20 minuti

 

Ingredienti per l’impasto:

500 g di farina 00
100 g di olio e.v.o.
100 g di vino bianco
2 uova medie
1 pizzico di sale
rosso d’uovo per spennellare q.b.

Ingredienti per il ripieno:

100 g di pecorino stagionato (semi-salato)
100 g di parmigiano grattugiato
100 g di formaggio rigatino grattugiato
50 g di ricotta di mucca (ben scolata)
5 uova medie
pepe e sale sé sono necessari q.b.

 

PREPARAZIONE:

Su una spianatoia (o in una ciotola prima),  mettete la farina a fontana, e al centro versate l’olio, il vino, le uova e il sale, e impastate fino ad ottenere un panetto. Copritelo con una canovaccio o la pellicola mentre preparate il ripieno.

In una ciotola sgusciate le uova, sbattetele per bene, aggiungete i formaggi e mescolate.

Aggiungete la ricotta e mescolate.

Assaggiate  e aggiustate di sale e pepe solo se necessario.

Con il mattarello o con una macchinetta stendete l’impasto a sfoglia sottile e procedete come per i ravioli, cliccate qui per vedere il procedimento per stendere la pasta alla macchinetta.

Con il sac a poche disponete mucchietti di ripieno di formaggio, distanziateli l’uno dall’altro e poi ripiegateli su se stessi, schiacciando bene i bordi.

Tagliateli a semisfera con un bicchiere o una rondella.

Metteteli distanziati l’uno dall’altro su una leccarda da forno ricoperta di carta forno. Spennellate ogni fiadone con il rosso d’uovo e con le forbici fate un piccolo taglietto al centro, eviterà al fiadone di scoppiare e permetterà al fiadone di gonfiarsi. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.

Sfornate appena sono dorati.

Ed ecco i fiadoni Abruzzesi, ne volete assaggiare uno?

 

Buon appetito!

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TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 34

TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 34

Questa ricetta mi ricorda mia nonna Anna. Quando arrivava Natale, cucinavo spesso insieme a lei i torcinelli, tipico dolce natalizio Abruzzese. I torcinelli sono dei dolci di pasta di pane impastati con patate lesse, semi di anice e uvetta, vengono fatti lievitare fino al raddoppiamento del volume, poi con le mani unte di olio si prelevano pezzetti di impasto si allungano leggermente attorcigliandoli e si friggono nell’olio caldo, e appena sono dorati si scolano, si poggiano velocemente su carta assorbente e si tuffano in una mistura di zucchero semolato e cannella. Purtroppo non ricordo la ricetta che facevo insieme a mia nonna e per poterli realizzare ho usato la ricetta della nonna del mio compagno, nonna Antonietta. E così dopo diversi anni che non li cucinavo mi sono messa ai fornelli e ho cominciato a impastare, e con grande soddisfazione e meraviglia dopo averli assaggiati, una volta che li ho fritti, sorridevo compiaciuta dentro di me, perché il sapore era tale e quale al sapore che ricordavo dei torcinelli di mia nonna. Quindi non c’è ricetta più azzeccata di questa. So che molti non gradiscono l’uvetta, quindi se non vi piace, potete ometterla. Inoltre io ho fatto 2 impasti, ho preparato prima la biga eppoi dopo che ha lievitato l’ho aggiunto al secondo impasto. Le giornate scorrono velocemente, piene di impegni e di organizzazioni per le feste natalizie in famiglia, mi sto impegnando ad organizzare al meglio questo evento sia sul blog  con le ricette che vi propongo e sia in famiglia, quindi se riesco entro stasera, vorrei pubblicare l’ultima delle 3 ricette di dolci natalizi che ho fatto susseguire sul blog, dopo di che mi dedicherò a suggerirvi qualche antipasto, qualche primo e secondo per la sera della vigilia, il giorno di Natale e Santo Stefano. Bene per adesso è tutto, vi saluto e spero di riuscire nel mio intento, pubblicare la seconda ricetta di oggi. Un’anticipazione: il dolce che voglio proporvi più tardi è fantastico , e non solo vi accorgerete di quanto è semplice farlo e di quanto è buono, ma il successone è davvero assicurato con i vostri ospiti.

 

Dose: per 30/40 torcinelli
Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo totale di lievitazione: circa 2 ore (sempre in base alla temperatura all’interno della cucina).

 

Ingredienti:

3 patate medie già lessate
1 kg di farina + 130 per fare la biga
1 bicchiere di olio o 40 g di burro sciolto
5o g di olio e.v.o.
1 cubetto di lievito di birra
250 g di latte (1 bicchiere)
semi di anice q.b.
uvetta sultanina q.b.
3 uova
3/4 cucchiai di zucchero
zucchero semolato q.b. dove immergere i torcinelli fritti
cannella in polvere q.b.
1 limone o 1 arancia spremuta

 

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a bollire 3 patate con la buccia, calcolando 30/40 minuti a partire dal bollore. Una volta cotte spellatele e schiacciatele ancora calde con l’apposito attrezzo. Mettete da parte a freddare.

Scaldate il latte insieme al burro in un pentolino a fuoco molto basso, appena il burro si è sciolto e il tutto si sarà intiepidito, dosatene metà bicchiere e lì scioglieteci quasi tutto il cubetto di lievito, lasciatene appena un po’ da mettere nel secondo impasto. Aggiungete  i 130 g di farina, impastate e fate la biga che sarà il primo impasto, e con essa formate una palla di impasto ben liscia, mettetela a riposare fino al raddoppiamento del volume.

Dopo le ore di lievitazione della biga, su un piano di lavoro, mettete la farina e le patate schiacciate, fate un buco al centro e metteteci l’olio, il restante latte e il restante cubetto di lievito, le uova, lo zucchero, i semi di anice e l’arancia o il limone spremuto e cominciate ad impastare. Appena avrà raggiunto una consistenza morbida, aggiungete la biga che nel frattempo avrà raddoppiato il suo volume.

Prendete la biga e insieme all’uvetta aggiungetela al secondo impasto.

Mettete a lievitare il composto dentro una ciotola al caldo fino al raddoppiamento del volume.

Mettete a scaldare l’olio in una pentola e, per rendervi conto che è caldo prelevate un  pezzettino piccolo di impasto, se appena lo immergete, l’impasto frigge, allora l’olio è pronto. Ungetevi le mani, prelevate un pezzetto di impasto, attorcigliatelo allungandolo un po.

Immergetelo nell’olio caldo, e fate dorare da entrambi i lati per 3/4 minuti per parte.

Scolateli velocemente su carta assorbente.

Immergeteli nello zucchero semolato misto a cannella, fino a che siano ben ricoperti.

Ed ecco un particolare dei torcinelli di Natale.

 

AGGIORNAMENTO AL 03/07/2017

QUESTA RICETTA E’ STATA SELEZIONATA E INSERITA TRA LE MIGLIORI DEL WEB, ALL’INTERNO DI UN’ARTICOLO SUI TORCINELLI DOLCI DALLA REDAZIONE DEL MAGAZINE ONLINE lorenzovinci.it, un magazine dedicato alla gastronomia e alla cucina italiana d’eccellenza, cliccando qui potete leggere l’intero articolo –>> https://lorenzovinci.it/magazine/recipe/torcinelli-dolci-ricetta-storia-come-si-fanno/

Buon appetito!

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PARROZZO ABRUZZESE SENZA GLUTINE – RICETTA N° 30

PARROZZO ABRUZZESE SENZA GLUTINE – RICETTA N° 30

Dopo aver pubblicato la ricetta del Parrozzo Abruzzese, oggi vi propongo la versione senza glutine, che ho preparato tempo fa per mia sorella celiaca. L’esperimento devo dire è ben riuscito. Ho usato la farina di mais fine al posto del semolino di grano, mentre per la copertura ho usato cioccolato fondente senza glutine della Venchi. Potete proporre questa ricetta anche a tutti coloro che sono anche intolleranti al grano e al frumento, vedrete come lo apprezzeranno Se volete conoscere le origini del Parrozzo vi rimando all’articolo precedente e potete cliccare qui.  La ricetta mi è stata data da 2 mie conoscenti, 2 sorelle che si chiamano Nara e Giovina, abruzzesi Doc, io le chiamo le regine della Tradizione Pescarese, usando la loro ricetta io ho sostituito l’ingrediente  di semolino di grano con la farina di mais, ed ho aggiunto un po di panna liquida per sciogliere il cioccolato fondente e renderlo più fluido. Se la ricetta vi è piaciuta, mettere un bel MI PIACE e condividetela sui social. Iscrivetevi alla news letter per non perdere nessuna novità del blog.

Bene per oggi e tutto, ora vi saluto e vi auguro buon pomeriggio.

 

Tempo di preparazione: 10 minuti
Cottura: 40/50 minuti

 

Ingredienti:

6 uova
200 g di zucchero
200 g di mandorle
150 g di farina di mais fine
1 bustina di lievito senza glutine
20 g di mandorle amare
1 limone non trattato
200 g di cioccolato fondente senza glutine
50 ml di panna fresca liquida

 

PREPARAZIONE:

Imburrate e spolverate con la farina di mais uno stampo semisferico. Polverizzate le mandorle con un mixer e mettete da parte. Montate gli albumi a neve e mettete da parte. Montate i rossi con lo zucchero.

Aggiungete ai rossi montati il composto di albumi.

La  farina di mais.

Le mandorle in polvere.

Il lievito senza glutine.

La scorza grattugiata del limone.

Assicuratevi di non aggiungere l’ingrediente successivo se il precedente non è stato assorbito.
Mettere in forno preriscaldato a 180° per 40/50 minuti, e prima di togliere il dolce dal forno, fate la prova stecchino.

Sfornate il dolce, attendete qualche minuto e poi sfornatelo su una gratella, facendolo raffreddare completamente.
Quando è freddo, sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria insieme alla panna liquida per rendere il cioccolato più fluido

Versatelo sul dolce, ricoprendo con un pennello le parti che dovessero essere ancora vuote di cioccolato.

Fate asciugare la copertura di cioccolato a temperatura ambiente. Consumatelo possibilmente il giorno dopo.

Buon appetito!

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IL PARROZZO ABRUZZESE – RICETTA N° 29

IL PARROZZO ABRUZZESE – RICETTA N° 29

Seconda ricetta legata alla tradizione del Natale: Il Parrozzo. Dolce buonissimo nato a Pescara nel 1926 dal creatore e pasticcere Luigi D’Amico. Traendo ispirazione dal pan rozzo mangiato dai contadini, ricreò in un dolce le stesse caratteristiche di forma e di colore del pane. Il giallo della farina di mais, era dato dal giallo delle uova, la croccantezza fu dato dalle mandorle tritate in polvere e dal semolino, e la tipica crosta scura dal cioccolato fondente che ricopriva la cupola del dolce. Il dolce aveva forma semisferica proprio come la pagnotta di pane. D’Amico fece assaggiare questo dolce come prima persona al suo amico, il poeta Gabriele D’Annunzio, egli rimase così estasiato dalla sua bontà che fu proprio lui a dargli questo nome e rese omaggio a questo dolce con la famosa poesia dialettale dedicata al Parrozzo, che tuttora si trova scritta all’interno della scatola che contiene il Parrozzo che i familiari di D’amico continuano a produrre nella loro azienda di famiglia. Il Parrozzo che si trova in commercio viene prodotto tutto l’anno. Mentre in ogni famiglia Abruzzese a partire dal 1° dicembre, si comincia a programmare, a comprar mandorle, ad approviggionarsi di semolino e di uova, conscie del fatto che di lì a pochi giorni impasteranno tanti di quei Parrozzi per se e per amici e parenti come regalo natalizio. Ogni famiglia ha la sua ricetta. Questa che vi  propongo è quella della mia famiglia. Nel corso del tempo diverse amicizie mi hanno scritto anche la loro di ricetta, cliccate qui per una seconda versione del parrozzo, cliccate qui per la versione che ho realizzato io senza glutine.  Se non avete ancora la vostra ricetta, provate il mio parrozzo e ne rimarrete entusiasti e io sarò felice se la userete come ricetta tradizionale della vostra famiglia. Se la ricetta vi è piaciuta, mettere un bel MI PIACE e condividetela sui social. Iscrivetevi alla news letter per non perdere nessuna novità del blog.

Bene ora vi saluto e vi auguro a tutti una felice giornata.

 

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 45/50 minuti

 

Ingredienti:

250 g di zucchero
150 g di mandorle con la buccia
la buccia grattugiata di 1 arancia o limone non trattati/biologico
150 g di semolino
6 uova medio-grandi
20 g di mandorle amare o 1 fialetta di aroma di mandorla
1 bustina di lievito angelo

Per la ricopertura:
200/250 g di cioccolato fondente
burro q.b.
latte q.b.

 

PREPARAZIONE:

Imburrate uno stampo semisferico e infarinatelo. Accendete il forno a 180°.
Pesate tutti gli ingredienti. Polverizzate le mandorle dolci e amare in un mixer.

Separate i bianchi da  rossi. Montate i bianchi a neve.

Grattugiate la buccia del limone o arancia. In una ciotola montate i rossi con lo zucchero.

Aggiungete gli albumi, mescolando dal basso verso l’altro, senza smontare il composto.

Poi il semolino.

Le mandorle in polvere.

La scorza grattugiata e il lievito setacciato.

Versate il composto dentro lo stampo. E infornate in forno caldo a 180° per 45/50 minuti circa.
Passato il tempo togliete il dolce dal forno, aspettate 15 minuti circa eppoi rovesciatelo sopra una gratella e fatelo raffreddare completamente.

Quando il dolce è ormai freddo passate alla copertura. Fate sciogliere il cioccolato fondente con un po di burro o un po di latte a bagnomaria.

Quando è sciolto completamente, mescolate il tutto, e rovesciate il cioccolato sopra la cupola del dolce.

Aiutandovi con una spatola o il dorso di un cucchiaio coprite tutta la circonferenza del dolce con il cioccolato rendendolo liscio il più possibile.

Lasciate ad asciugare il tutto a temperatura ambiente. E se ci riuscite, mangiatelo dopo 12 ore. Tutti i sapori si saranno armoniosamente amalgamati. Ecco un particolare del dolce all’interno.

Buon appetito!

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SOFFIONE DI RICOTTA – RICETTA N° 1 portiamo in tavola un po’ d’Abruzzo

SOFFIONE DI RICOTTA – RICETTA N° 1 portiamo in tavola un po’ d’Abruzzo

Buongiorno a tutti e benvenuti nel mio blog. Per me è una gioia pubblicare la mia prima ricetta. Per rendere  ancora più piacevole questa giornata, vi dedico la ricetta di questo dolce molto buono. Il soffione di ricotta è un dolce abruzzese. Non si conosce con esattezza quando si cominciò a fare questo dolce. Ma all’inizio veniva preparato come uno dei dolci pasquali. Ma ora si trova tutto l’anno. Il suo nome deriva dal fatto che in cottura il dolce si gonfia come se qualcuno ci soffiasse dentro. Qui a Pescara basta entrare in una panetteria o negozio di pasta all’uovo che ne trovate a decina in esposizione dentro il frigorifero. Fin dalla prima volta che lo assaggiai, mi ripromisi di rifarlo in casa. Ma le ricette che mi davano a voce non erano così attendibili da soddisfarmi, del tipo “aggiungere farina quanto basta per raggiungere un’impasto ….”. Poi una cliente del negozio dove ho lavorato mi disse che lei aveva trovato una buona ricetta su internet. E così mi diede lo spunto. Mi misi al computer, e cliccando il nome del dolce mi trovai davanti il blog di Muccasbronza. Leggendo tutto il contesto della ricetta mi convinsi che quella poteva essere una ricetta attendibile. Vi espongo di seguito entrambi i procedimenti per fare il soffione nello stampo a ciambella e i soffioni piccoli nello stampo piccolo di alluminio. Partendo dalla ricetta di Muccasbronza, io ho fatto le mie modifiche sulle dosi e sul procedimento. Quella che vi scrivo è il risultato finale delle mie modifiche, con due fondamentali  informazioni che ritengo importanti  farvi sapere per la buona riuscita di un’ottimo soffione fatto nello stampo a ciambella. 1) E’ preferibile che la ricotta sia di pecora, affidatevi ad un buon alimentari di fiducia che ve ne garantisca la freschezza. Ma se non gradite il suo sapore, usate la ricotta di mucca. La ricotta deve scolare mezza giornata dentro un colino nel il frigorifero, meglio se tutta la notte, compratene quindi di più della dose scritta nella ricetta.2) Quando andrete a preparare l’involucro di pasta usate esclusivamente farina di grano tenero 00, con il quale dovrete ottenere un impasto sodo ma elastico quando andrete a stenderlo come quello della pasta all’uovo che dovrete coprire con la pellicola trasparente e farlo riposare in frigo il tempo che preparerete il ripieno. Con i consigli ho finito, e credetemi, il negozio di fiducia dove compravo i soffioni non mi ha più vista. Il dolce è ancora più buono e più alto di quello che compravo. Prima di salutarvi voglio fare alcuni ringraziamenti : Il primo è alle mio amiche Claudia e Roberta per avermi aiutato a comprendere come funzionava il blog, e il secondo ringraziamento è a Sonia Peronaci di Giallozafferano, Marica Coluzzi di Muccasbronza entrambe mi hanno aperto il mondo delle ricette su internet, eppoi Flavia Imperatore del sito di Misya.info e ad Elena Amatucci del sito GnamGnam.it , la loro passione  e semplicità  ha attraversato lo schermo del computer  ed è arrivata a me ogni volta che leggevo le loro ricette, è grazie a loro infatti  che ho deciso di aprire il mio blog.  Ora ho un grande favore da chiederti, si proprio a te che mi stai leggendo, aiutami condividendo la ricetta sui social, sul tuo profilo e parlando di me ad altri. Puoi copiare il link eppoi condividerlo o ancora più facile cliccare sull’icona dei social che trovi sotto il titolo e la foto di presentazione della ricetta.  Aiutami a farmi conoscere tramite le condivisioni. Grazie infinite. E per rimanere sempre informata/o iscriviti alla news letter, trovi tutti gli estremi qui sotto alla fine della ricetta.

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Enjoy #daniwella.

 

Dose per : 12 persone
Tempo di preparazione : 30 minuti
Tempo di cottura : 50 minuti circa

 

INGREDIENTI:

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Per la base di uno stampo a ciambella del dm di cm 24:

250 g di farina di grano tenero 00
60 g di zucchero semolato
3 cucchiai di olio e.v.o.
2 uova medie.

Per il ripieno:

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5 uova
700 g di ricotta freschissima di pecora
120 g di zucchero
la scorza di 1 limone grattugiato o in mancanza 1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 bustina di zafferano.

Per decorare:
zucchero a velo q.b.

 

PREPARAZIONE:

Mettete la ricotta fresca  in un colino dentro una ciotola a scolare in frigorifero tutta la notte. Il giorno dopo prendete la ricotta scolata e passatela in uno schiaccia patate e rimettete in frigo.

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Nel frattempo nella ciotola di un’impastatrice mettete la farina, lo zucchero, l’olio, le uova e impastate.

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 Trasferite il tutto su un piano di lavoro. Lavorate il composto fino ad ottenere un’impasto liscio e sodo come quello della pasta all’uovo.

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Mettete l’impasto coperto con la pellicola trasparente in frigo a riposare.

Nel frattempo dedicatevi al ripieno. Separate i bianchi dai tuorli. Montate gli albumi con un pizzico di sale e mettete da parte. Montate ora i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi.

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Aggiungete la ricotta, la vanillina, lo zafferano, la scorza di limone grattugiata e mescolate per bene.
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Dovrete ottenere una crema liscia come in foto.
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Aggiungete gli albumi montati. Mescolate con una frusta dal basso verso l’alto cercando di non smontare la crema, dopo di che rimettete in frigorifero.
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Riprendete la pasta e stendetela in una sfoglia rotonda dello spessore di 3/4 mm .
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Stendete la pasta fino ad ottenere un diametro più grande dello stampo a ciambella.
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Cominciate a foderare lo stampo precedentemente imburrato, facendo in modo che l’estremità della sfoglia rimanga all’estremità dello stampo. Intagliate a croce il cerchio di pasta posto sopra il buco della ciambella. Riprendete la crema di ricotta dal frigo e versatela all’interno del guscio di pasta all’uovo.
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Ripiegate all’interno le estremità della sfoglia senza sigillare. Dovrete ottenere questo risultato.
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Cuocete nella parte media del forno preriscaldato a 180° per circa 50 minuti . E’ importante conoscere bene il proprio forno, perché questo permetterà di stabilire i tempi di cottura e le temperature richieste da ogni forno.
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Lasciate raffreddare il soffione e spolverizzate con lo zucchero a velo.
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Ed ecco un particolare dell’interno del soffione.
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Buon soffione di ricotta a tutti.
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P.S. Anche se non avete la planetaria l’impasto può essere fatto tranquillamente a mano
Le foto del soffione sono state aggiornate, tra qualche giorno vedrete aggiornate in tutto il loro splendore anche il procedimento per i soffioni piccoli.
Queste foto meravigliose sono state scattate dalla mia carissima amica Lorenza Spagnoli, una persona davvero speciale. Non avete idea delle molte cose che abbiamo in comune. Continuate a seguirmi perchè in un prossimo post inedito vi parlerò di questa stupenda collaborazione tra me e lei.

Procedimento per i soffioni piccoli !

 
Per i soffioni piccoli ripetete tutti i passaggi fino al momento di stendere la sfoglia che invece di stenderla rotonda dovete dargli la forma rettangolare.
Procedete con il mattarello a stenderla sottile ad uno spessore di 3/4 mm e ricavatene dei quadrati di circa 12 cm di lato.
Prendete uno stampino di alluminio tipo cuki  (quelli per cream caramel) o se preferite uno stampo per muffin, e foderate ogni stampino con la pasta sfoglia, fate in modo che gli angoli dei quadrati rimangano all’esterno della cavità.
Riempite ogni guscio con 2 o 3 cucchiai di crema di ricotta.
Ripiegate gli angoli della pasta all’interno senza sigillarli. Infornate in forno preriscaldato a 180°
per 50 minuti (la temperatura e il tempo è indicativo perché ogni forno è diverso).
Sfornate quando i soffioncini daranno belli dorati e gonfi.
Sfornateli dallo stampino appena saranno tiepidi e lasciateli raffreddare completamente prima di  spolverarli di zucchero a velo.
Ed ecco i soffioncini spolverati di zucchero pronti per essere mangiati e gustati.
Ed ecco come appaiono all’interno.
 
Buon appetito!

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