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Confort food

LA FOCACCIA DI CAPPUCCETTO ROSSO O PER MEGLIO DIRE : FOCACCIA LOCATELLI MORBIDISSIMA E BUONISSIMA – RICETTA N° 200

LA FOCACCIA DI CAPPUCCETTO ROSSO O PER MEGLIO DIRE : FOCACCIA LOCATELLI MORBIDISSIMA E BUONISSIMA – RICETTA N° 200

Mentre molti di voi ieri festeggiavano il ferragosto, io sono stata a lavorare. Ma il bello del mio lavoro, è che riesco ad avere del tempo per fare anche quello che mi piace, cioè CUCINARE. Il gusto di questa focaccia mi ha riportato indietro nel tempo, quando bambina mi leggevano la favola di ‘Cappuccetto rosso’. Adoravo questa favola e ancora di più la parte che diceva che nel suo cestino Cappuccetto rosso, portava la focaccia fatta dalla mamma per la nonna malata ehhhhh ….. apriti cielo …. su quella parola “FOCACCIA” mi facevo mille e una fantasia e mi facevo venire mille e una voglia. I miei genitori, mi compravano una focaccia molto simile a questa,  in un bar-alimentari-ristorante molto conosciuto e ben fornito che esisteva allora, nella zona in cui abitavo. La focaccia Locatelli deve il suo nome al famoso chef GIORGIO LOCATELLI, cuoco di fama internazionale. Voi e i vostri ospiti rimarrete sorpresi dalla morbidezza e dalla squisitezza di questa focaccia, dal suo gusto irresistibile, che non vi farà fermare ne al primo, ne al secondo, ne al terzo pezzetto che mangerete … rimarrete davvero stregati, tanto è vero che una volta finita, vi rimetterete ai fornelli per farne un’altre da mangiare il giorno dopo … proprio come ho fatto io. La ricetta prevede una velocità di esecuzione davvero impressionante, e si divide in tappe che vanno seguite scrupolosamente e alla lettera. Due cose importantissime che troverete scritte anche nel procedimento : 1) la focaccia non va in nessun modo impastata a mano bensì va mescolata con un cucchiaio 2) dovete emulsionare gli ingredienti della salamoia con una forchetta o una frusta a mano fino ad ottenere una miscela cremosa di colore tendente al verdolino. Nella descrizione degli ingredienti vi scrivo la dose della ricetta originale così come l’ho presa e tra parentesi le sostituzioni che ho apportato io. Quindi per questa sua capacità di farmi tornare indietro nel tempo, questa ricetta entra di diritto tra i miei confort-food preferiti. Se la ricetta vi è piaciuta perfavore cliccate MI PIACE sulla mia pagina facebook del blog.

Buona serata a tutti.

 

Dose : per uno stampo da cm 30 x 30 cm
Preparazione : 1 ora
Cottura : 25-30 minuti

 

Ingredienti per la focaccia :

250 g di farina 00
250 g di farina 0 (io ho usato tutta farina 0)
300 ml di acqua tiepida
15 g di lievito di birra fresco (io ho usato quello Vegan comprato al negozio BIO per la mia intolleranza)
2 cucchiai di olio e.v.o.
10 g di sale

 

Ingredienti per la salamoia :

65 ml di acqua (la ricetta originale dice tiepida)
65 ml di olio e.v.o.
25 g di sale (io ne ho messo di meno 15/18 g, in questo modo viene salata al punto giusto)

 

PROCEDIMENTO :

Intiepidite l’acqua e fateci sciogliere i lievito.
In una ciotola mettete le farine mescolate al sale, fate un buco al centro e aggiungete l’acqua tiepida con il lievito sciolto e l’olio.

Mescolate tutti gli ingredienti con un cucchiaio (importantissimo ai fini di una perfetta alveolatura della focaccia, quindi non impastate assolutamente con le mani) fino ad ottenere un’impasto omogeneo. Mescolate con il cucchiaio senza impastare.

Ungete l’impasto con un filo di olio e mettete l’impasto coperto da un canovaccio a lievitare per 10 minuti.

Passati i 10 minuti, prendete la teglia che userete per cuocere la focaccia, ungetela con un pochino di olio e versateci l’impasto. Copritela di nuovo con un canovaccio e fate lievitare ancora per 10 minuti.

Passati i 10 minuti, stendete l’impasto con le mani, partendo dal centro verso i bordi. Coprite nuovamente e fate lievitare per 20 minuti.

Passati i 20 minuti esercitate con i polpastrelli una leggera pressione in maniera da creare i classici avvallamenti di una focaccia ma contemporaneamente facendo attenzione a non rompere le bolle d’aria che si sono formate con la lievitazione.

A questo punto preparate la salamoia sbattendo con una forchetta l’olio, l’acqua e il sale  fino ad ottenere un’emulsione cremosa di colore simile al verdolino. Cominciate a versare la salamoia, anche se sembra troppa. Magari allargate con un cucchiaino i vari  buchi per far penetrare bene tutta la salamoia, è proprio questa infatti che conferisce questo gusto e morbidezza squisita a questa focaccia. Fate lievitare nuovamente coperta per gli ultimi 20 minuti.

A questo punto preriscaldate il forno a 180/200°. Infornate quindi in forno caldo per 25/30 minuti fino a completa doratura della focaccia.

Ed eccola fuori dal forno. Fatela intiepidire prima di tagliarla a spicchi o a quadratini.

Ecco come si  presenta l’alveolatura all’interno.

La focaccia che ho fatto questa mattina l’ho cucinata in uno stampo rettangolare 20 x 30, mentre quella che ho cucinato ieri per la prima volta, l’ho cucinata in uno stampo di cm 24 dimezzando però la dose degli ingredienti.

 

Buon appetito!

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CREMA CON UOVA INTERE – RICETTA N° 91

CREMA CON UOVA INTERE – RICETTA N° 91

Questa ricetta della crema fatta con i rossi e con gli albumi vi sarà utile innanzitutto quando avete poche uova a disposizione, quando sapete già che non riutilizzerete gli albumi e che andrebbero sprecati, e quando volete una crema che sia più leggera. E già, in realtà risulta più leggera di sapore proprio per la presenza degli albumi. usatela per riempire torte e pasticcini o mangiata come merenda insieme ai biscotti secchi. Anche questa crema è una ricetta di base utile per realizzare tutte le altre creme aromatizzate al cioccolato, al caffè, al pistacchio ecc. ecc. Quando eravamo ragazze, io e le mie sorelle, preparavamo una crema così, con uova intere, e ci farcivamo la torta della mamma per le nostre feste. Quindi, oggi ve la propongo con tutta la sua bontà. Per la presenza degli albumi sappiate che risulta più chiara di colore rispetto alla crema fatta solo con i rossi dell’uovo. Questa è la crema che ho usato per riempire la torta per il compleanno di mio padre di quest’anno, che vedrete domani sul blog. Con questa ricetta vi auguro un buon Sabato e fine settimana. Dopo la falsa partenza dell’estate dei giorni scorsi, speriamo di poterci godere una bella giornata di sole sia oggi che domani, così da poter andare al mare.

Un bacio a tutti e buona giornata.

Preparazione: 10 minuti
Cottura: 15 minuti
Tempo totale: 25 minuti

 

Ingredienti:

500 ml di latte fresco
100 g di zucchero
2 uova intere
40 g di farina o fecola di patate
1 bustina di vanillina o la scorza di 1 limone biologico

 

PREPARAZIONE:

In un pentolino medio mettete a scaldare il latte con la vanillina o la scorza del limone e dopo 3 minuti toglietene la quantità di circa 1 bicchiere.

In una ciotola capiente sbattete le uova intere con lo zucchero.

Aggiungete la farina setacciata e mescolate energicamente, dopo di che aggiungete il bicchiere di latte.

Appena il latte sfiorerà il bollore, levate la scorza del limone, togliete via dal fuoco e versate il latte nella ciotola delle uova e mescolate.

Rimettete sul fuoco, abbassate la fiamma al minimo e cuocete fino a quando vedrete la crema addensarsi e ci sarà il primo bollore, allora la crema sarà cotta.

Ecco la crema con uova intere.



Coprite la superficie con la pellicola trasparente per non far formare la pellicina. Fatela raffreddare completamente e conservate in frigorifero massimo 2 giorni.

Buon appetito!

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TORTA CAPOVOLTA ALL’ANANAS – RICETTA N°87

TORTA CAPOVOLTA ALL’ANANAS – RICETTA N°87

 La torta capovolta all’ananas è una delle torte che faceva mia mamma quando eravamo bambine. Per presenza scenica era una delle torte più belle  che ci faceva, e a volte la preparava anche quando eravamo invitati come famiglia a pranzo da amici. L’ultima volta che avevo mangiato questa torta era passato davvero tanto tempo. Ma vedere questa torta in una puntata del  mio telefilm preferito in assoluto, mi ha fatto venire voglia di farla e mangiarla. Vi accludo il video che ho trovato su youtube del telefilm DESPERATE HOUSEWIFE  dove potete vedere la favolosa scena della TORTA CAPOVOLTA ALL’ANANAS, dove il personaggio di Gabriel Solis interpretata da Eva Longoria, deve fare la torta in questione, davanti gli occhi del marito Carlos Solis interpretato da Ricardo Chavira, la scena è davvero molto comica, sopratutto per come tra i due si immette il personaggio favoloso di Bree Va De Camp, interpretato dalla bravissima Marcia Cross. La volete vedere ? Dopo ben 4 prove, questa è la versione che soddisfa pienamente il mio palato, con quel sapore inconfondibile del caramello che mi fa tornare bambina, quindi anche questa torta la includo nella lista dei miei cibi confort-food.In futuro ho intenzione di proporvi altre ricette visti nel telefilm, voi nel frattempo gustatevi 4 minuti di pura comicità alla DESPERATE HOUSEWIFE premendo PLAY per vedere il video. Spero che riusciate a vederlo anche attraverso il telefonino. Questa ricetta la dedico ad Alice e Luca , che sono  appassionatissimi di questo telefilm come me.

Tempo: 20 minuti
Cottura: 40 minuti
Dosi: 10/15 porzioni
Stampo: rotondo antiaderente/ non a cerniera – cm 26 di dm

 

Ingredienti:

1 confezione di ananas sciroppato da 560 g
330 g di zucchero di canna (230 g per il caramello – 100 g per l’impasto)
200 g di farina 00
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone non trattato o 1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
200 g di burro (se siete intolleranti potete sostituirlo con la margarina o con il burro senza lattosio)
4 uova medio-grandi

Ciliege candite facoltativo

 

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa preriscaldate il forno a 180°.

Aprite il barattolo dell’ananas e mettetelo a sgocciolare dentro un colino, con sotto un bicchiere che raccoglierà tutto il liquido. Dividete le uova, rossi da una parte e bianchi dall’altra. Setacciate farina e lievito e vanillina tutti insieme/ o grattugiate la scorza di un limone se non usate la vanillina.

Preparate la glassa di caramello.

Mettete 230 g di zucchero di canna in un pentolino a fuoco medio basso, e appena dopo 1 minuto aggiungete un goccio d’acqua. Aiutatevi con i manici del pentolino per girare il composto, lo zucchero dovrà fondersi ed essere un bel colore ambrato ( attenzione a non farlo bruciare, e attenzione perché non dovete toccarlo in quanto è bollente, non ustionatevi).

Imburrate solo i lati dello stampo e versateci il caramello, mettete le fettine di ananas in cerchio tutte in torno.

Per riempire gli spazi tra le fettine di ananas, tagliate a pezzetti le rimanenti e mettetele all’interno (o usate le ciliege candite se vi piacciono, come si vede nel telefilm ).

Montate i bianchi a neve.

Mescolate lo zucchero rimanente con il burro ( se non vi piace lo zucchero di canna usate quello bianco ).

Aggiungete un rosso d’uovo alla volta.

Aggiungete la scorza del limone.

Aggiungete il liquido dell’ananas sciroppato e alternatelo con la farina.

Incorporate i bianchi a neve dal basso verso l’alto per non farli smontare.

Versate l’impasto direttamente sopra le fettine di ananas, livellate con una spatola il composto. Infornate a 180° per 40 minuti.

Sfornate e rovesciate immediatamente con il piatto di portata usando i guantoni da cucina per non scottarvi, la torta si staccherà immediatamente, non vi preoccupate. Non attendete, altrimenti il caramello si solidificherà e la torta si romperà.

Ed ecco la vostra TORTA CAPOVOLTA ALL’ANANAS.

Ed ecco un particolare visto da vicino.

Buon appetito!

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PIZZA DI FORMAGGI – RICETTA N° 82

PIZZA DI FORMAGGI – RICETTA N° 82

Anche se in forte ritardo, come vi avevo promesso, questa è la pizza rustica di formaggi che faceva mia nonna Anna nel periodo di Pasqua, come vi ho detto nella ricetta predente, quella dei fiadoni. Sfornava da sola in un’intera giornata pizze di formaggio e fiadoni a volontà. Ricordo, che il tavolo del salotto era pieno, non rimaneva neanche un’angoletto libero, ricordo il profumo inconfondibile dei formaggi che usava, e ricordo il colore giallo di queste torte, che in cottura grazie al tuorlo d’uovo spennellato sopra, regalava un dorato giallo inconfondibile. Ho ricreato le dosi andando ad occhio, perché purtroppo, non avevo la ricetta della nonna, ma all’assaggio posso dire di essere riuscita ad ottenere lo stesso sapore della pizza che faceva la nonna. Vi  ricordando che potete farla come me, o variare anche in questo caso i formaggi e le proporzioni degli ingredienti a seconda del vostro gusto personale. Oggi passerò questa giornata in compagnia dei miei amici, e siccome mi hanno detto di portare un rustico, questa è la torta che porterò.
Vi lascio augurandovi una buona giornata e buon 1° Maggio a tutti voi. Alla prossima ricetta.

 

Dose: 20/30 porzioni
Preparazione: 30 minuti
Cottura: 50 minuti

 

Ingredienti per la sfoglia:

500 g di farina 00
100 g di vino bianco
100 g di olio e.v.o.
2 uova
1 pizzico di sale
1 rosso d’uovo per spennellare

Ingredienti per il ripieno:

5 uova medie
150 g di formaggio grana grattugiato
100 g di rigatino grattugiato
100 g di pecorino saporito grattugiato
200 g di ricotta di mucca
sale e pepe in polvere q.b.
150 g di mortadella fatta a cubetti.

 

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina a fontana, mettevi l’olio, il vino, le uova e il sale e impastate.

Quando tutti i liquidi si saranno assorbiti trasferite il composto su una spianatoia o un piano di lavoro. Impastate fino a che l’impasto diventerà liscio, fate un panetto.

Stendete con il mattarello il panetto direttamente sulla carta forno, dandogli la forma rettangolare di una teglia, e nel frattempo, preparate il ripieno.

Mescolate in una ciotola la ricotta, le uova, i formaggi, il prosciutto cotto, la mortadella il pepe e il sale q.b.

Versate il ripieno all’interno della pasta.

Rifilate i bordi con una rondella.

Impastatele di nuovo e stendetele con il mattarello e decorate con le strisce di pasta avanzate facendo una griglia. Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto.

Infornate in forno preriscaldato, a 180° per 40/50 minuti.

Sfornate e fate raffreddare completamente prima di mangiare.

Fatela a quadretti e portatela in tavola.

Ecco un particolare visto da vicino.

 

Buon appetito!

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FIADONI ABRUZZESI – RICETTA N° 80 PORTIAMO IN TAVOLA UN PO’ D’ABRUZZO

FIADONI ABRUZZESI – RICETTA N° 80 PORTIAMO IN TAVOLA UN PO’ D’ABRUZZO 

I fiadoni sono dei rustici tipici, che si fanno in tutto l’Abruzzo per le feste di Pasqua. Ogni contrada, città e frazione ha la propria variante. Qui da noi a Pescara il fiadone tipico è fatto come un raviolo, e all’interno il guscio di pasta racchiude un’impasto di formaggi  grattugiati, Rigatino, Pecorino stagionato, e Grana o Reggiano, uova pepe e sale q.b.. Mia nonna quando li cucinava, era in grado di sfornare per ore e ore fiadoni,  pizze di formaggio rustiche e la casa, anzi specialmente il salotto, si riempiva di giallo e di un profumo meraviglioso di formaggio. Ogni famiglia ha la sua ricetta, con dosi e formaggi diversi. Questa è la mia, alla quale sono molto affezionata, e della quale sono orgogliosa. Chiunque abbia assaggiato i miei fiadoni mi ha riempito sempre di grande soddisfazione, con una marea di complimenti, per questo motivo ne vado molto fiera. Se vorrete provare la mia ricetta non ve ne pentirete. Questi che vedete in foto, li ho preparati insieme a mia suocera, sabato pomeriggio, e vi giuro non ne ho mai preparati così tanti, abbiamo fatto 250 fiadoni, dei quali una parte li abbiamo messi nel congelatore e l’altra li abbiamo regalati. Solo un paio di informazioni sugli ingredienti: il Rigatino è un formaggio prodotto con latte di vacca intero pastorizzato a pasta dura semicotta e caglio capretto; aggiungete al ripieno dei fiadoni il pepe solo se assaggiandolo vi accorgete che l’insieme dei formaggi manca di salinità, vi aiuterà a far risaltare l’aroma dei formaggi. Cosa importantissima, nel fiadone non va’ messo il lievito. Usate un sac a poche, per mettere il ripieno sulla pasta, farete più velocemente il lavoro.
Bene, ora vi saluto, e a presto con un’altra ricetta.



Dose: per 30/40 fiadoni
Preparazione: 1 ora e 30 circa
Cottura: 20 minuti

 

Ingredienti per l’impasto:

500 g di farina 00
100 g di olio e.v.o.
100 g di vino bianco
2 uova medie
1 pizzico di sale
rosso d’uovo per spennellare q.b.

Ingredienti per il ripieno:

100 g di pecorino stagionato (semi-salato)
100 g di parmigiano grattugiato
100 g di formaggio rigatino grattugiato
50 g di ricotta di mucca (ben scolata)
5 uova medie
pepe e sale sé sono necessari q.b.

 

PREPARAZIONE:

Su una spianatoia (o in una ciotola prima),  mettete la farina a fontana, e al centro versate l’olio, il vino, le uova e il sale, e impastate fino ad ottenere un panetto. Copritelo con una canovaccio o la pellicola mentre preparate il ripieno.

In una ciotola sgusciate le uova, sbattetele per bene, aggiungete i formaggi e mescolate.

Aggiungete la ricotta e mescolate.

Assaggiate  e aggiustate di sale e pepe solo se necessario.

Con il mattarello o con una macchinetta stendete l’impasto a sfoglia sottile e procedete come per i ravioli, cliccate qui per vedere il procedimento per stendere la pasta alla macchinetta.

Con il sac a poche disponete mucchietti di ripieno di formaggio, distanziateli l’uno dall’altro e poi ripiegateli su se stessi, schiacciando bene i bordi.

Tagliateli a semisfera con un bicchiere o una rondella.

Metteteli distanziati l’uno dall’altro su una leccarda da forno ricoperta di carta forno. Spennellate ogni fiadone con il rosso d’uovo e con le forbici fate un piccolo taglietto al centro, eviterà al fiadone di scoppiare e permetterà al fiadone di gonfiarsi. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.

Sfornate appena sono dorati.

Ed ecco i fiadoni Abruzzesi, ne volete assaggiare uno?

 

Buon appetito!

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PURE’ DI PATATE – RICETTA N° 76

PURE’ DI PATATE – RICETTA N° 76

Il purè di patate, è uno dei miei confort food. Ogni volta che lo mangio mi riporta indietro nel tempo, a quando ero bambina e facevo i capricci perché non volevo mangiare. Ero così difficile che mia mamma si inventava di tutto, e per invogliarmi a mangiare il purè, me lo presentava  in un bicchiere e mi diceva che era il gelato. Ricordo tutt’ora la prima volta che lo fece, è davvero impresso nella mia mente quel ricordo. Ma ricordo anche che al primo assaggio, mi resi conto che mia madre sapeva fare un purè da paura (NEL SENSO BUONO OVVIAMENTE). Il sapore così buono del purè che preparava lei mi ha accompagnato per tutta la mia infanzia. E forse è proprio per questo che amo le patate in tutte le maniere, perché l’amore di mia mamma me lo ha fatto apprezzare in un modo considerato sicuramente da tanti inusuale. Ancora oggi, quando me lo preparo solo per me, mi piace mangiarlo nel bicchiere, ma non mi faccio vedere da nessuno però. Ma lasciamo ora da parte i miei ricordi di bambina. Il purè di patate è considerato da molti, uno dei contorni più golosi che accompagna piatti a base di carne come gulasch, pollo, ossibuchi, brasati e cotechini, ma anche piatti di pesce. Preparare un buon purè sembrare scontato, ma non lo è. Ecco allora alcuni semplici accorgimenti e informazioni per fare un purè dalla consistenza vellutata, e senza grumi. Utilizzate solo patate a pasta bianca e molto farinose, del tipo vecchio, e mai quelle novelle, perché sono acquose. Bollite le patate possibilmente tutte della stessa grandezza, in abbondante acqua, non salata, con tutta la buccia, e dal momento del bollore cuocetele all’incirca 30/40 minuti fino a quando infilando una forchetta nelle patate il cuore risulterà tenero. La cottura con la buccia eviterà di far inglobare alle patate più acqua del necessario, ed inoltre funge da barriera in quanto le proprietà nutritive non verranno disperse nell’acqua. Schiacciate le patate calde, dopo aver tolto la buccia usando dei guanti se volete, per non scottarvi, o usando una forchetta e raschiando con il coltello la buccia. Il latte deve essere bollente, e dovete dosarlo a filo, un po’ alla volta fino ad ottenere la consistenza giusta, vellutata e senza grumi. Aromatizzarlo con la noce moscata gli darà quel non so’ che. Salate solo alla fine.

Bene, siete pronti per realizzare questo contorno dal gusto e sapore vellutato come una nuvola??? Coraggio allora preparate il vostro purè e avrete un piatto da Re’.

 

Dose: per 8 persone
Preparazione: 15 minuti
Cottura: 35/40 minuti

 

Ingredienti:

1 kg di patate farinose
350/400 ml di latte fresco
50 g di formaggio grattugiato o Parmigiano o Grana
40 g di burro
sale e pepe q.b.
noce moscata in polvere q.b.

 

PREPARAZIONE:

Lavate accuratamente le patate sotto il filo dell’acqua corrente, per togliere tutti i residui di terra. Mettetele in una pentola con abbondante acqua, e cuocetele per 35/40 minuti dal momento del bollore.

Quando sono cotte, scolatele, e sbucciatele ancora calde. Mettete il latte a scaldare. All’interno di un’altra pentola  schiacciate le patate con il passaverdura o uno schiaccia patate.

Accendete il fuoco regolando la fiamma al minimo e versateci a filo il latte bollente un po’ per volta, mescolando, fino a raggiungere una consistenza gonfia e vellutata.

A questo punto, aggiungete il burro e mescolate per farlo sciogliere completamente.

Aggiungete il formaggio grattugiato, il sale e la noce moscata.

Continuate a mescolare e tenetelo sul fuoco per 10 minuti. Fino a quando tutto si sarà perfettamente amalgamato, e il purè sarà della giusta consistenza.

Il purè goloso è pronto.

Buon appetito!

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RISOTTO ALLO ZAFFERANO – RICETTA N° 66

RISOTTO ALLO ZAFFERANO – RICETTA N° 66

Buono, semplicissimo da fare, e giallo che più giallo non si può. Come primo piatto per festeggiare la festa della donna, vi propongo il risotto allo zafferano. Un piatto che mia mamma, preparava a me e alle mie sorelle quando eravamo bambine. Adoravamo questo colore giallo intenso, e l’aroma che sapeva sprigionare questa spezia tanto aromatica. Questo è per me uno dei miei Comfort Food, come leggevo oggi sul sito Briciole di Muffin, cioè è uno di quegli alimenti che quando lo mangio mi riporta indietro nel tempo, quando giocavo con le mie sorelle e ai miei cugini della porta accanto, e sognavo e fantasticavo, felice a più non posso. La dose è per 4 persone, aumentatela o diminuitela sapendo che si calcola 80 g di riso a testa se lo si deve cuocere come primo piatto. Inoltre consiglio sempre di aggiungere come riserva, un pochino di brodo in più rispetto alla dose scritta, da aggiungere ( nell’eventuale caso gli ospiti ritardassero) al riso che inesorabilmente si ammassa con il passare dei minuti una volta cotto. Buona giornata, e forza e coraggio, tutte ai fornelli.

Noi ci vediamo alla prossima ricetta.

 

Dose: per 4 persone
Preparazione: 10 minuti
Cottura: 25 minuti

 

Ingredienti:

1 litro di brodo (anche di dado vegetale)
30 g di burro
40 d di olio e.v.o.
1 cipolla media
grana padano grattugiato 150 g
320 g di riso Carnaroli
1 bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano (io ce ne metto 2)

 

PREPARAZIONE:

In una pentola capiente, sciogliete il burro e fatelo scaldare insieme all’olio. Aggiungete la cipolla, mondata, lavata e fatta a pezzettini, e fatela appassire  a fuoco bassissimo per 10 minuti.

Aggiungete il riso e fatelo tostare per 2 minuti a fuoco medio-alto.

Versate il vino e fatelo evaporare completamente.

Quando il vino è completamente evaporato aggiungete poco alla volta un mestolo di brodo.

A metà cottura sciogliete lo zafferano in un pochino di brodo e aggiungetelo nel riso. Portate a cottura.

A cottura finita, aggiungete una noce di burro e la grana padano e mantecate, mescolando energicamente e coprendo con un coperchio per 3 minuti.

Impiattate, ed ecco il risotto allo zafferano.

Ed eccolo visto da vicino.

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RAVIOLI DI RICOTTA E SPINACI – RICETTA N° 58

RAVIOLI DI RICOTTA E SPINACI – RICETTA N° 58

Buongiorno a tutti. Eccoci alla prima ricetta di Carnevale. Qui in Abruzzo il giorno di carnevale sulle tavole di tutte le famiglie ci sono i ravioli. La tradizione li vuole fatti  ripieni  di ricotta, uova, pecorino grattugiato, maggiorana fresca e un pizzico di cannella. Molti li mangiano così, ad altri questo ripieno non piace, e adeguano ai gusti della famiglia il ripieno che preferiscono. A me piacciono di ricotta e spinaci. Ed è così che li mangiamo sempre in famiglia ogni  volta che li prepariamo. Questo piatto è anche legato a un ricordo della mia infanzia. Quando ero piccola,  avevo difficoltà a mangiare. I cibi che mi piacevano erano pochi, facevo molti capricci, nonostante mia madre con molta pazienza era li a cercare di farmi mangiare. I ravioli di ricotta e spinaci erano una di quelle poche cose che mi piacevano. E allora mia madre, per farmi mangiare mi preparava questi ravioli. Me li preparava sempre di sabato. Così quando tornavo da scuola, me li faceva trovare, caldi e fumanti con un buon sugo di pomodoro e tanto formaggio grattugiato. E sì, di mamma c’è né una sola, e io le sarò sempre grata. Da allora le cose sono cambiate, oggi mangio di tutto. Ecco alcune info su questa ricetta: considerate che le dosi che scrivo sono per 8/10 persone, noi siamo in tanti quando mangiamo tutti insieme. Inoltre li prepariamo in anticipo per metterli in congelatore  fino al momento di cuocerli in acqua bollente in ebollizione. Se volete prepararli, potete dimezzare le dosi o usare la dose che scrivo se anche voi siete in tanti. Infine con questa dose potete realizzare 130 ravioli. Io uso la ricotta di mucca, ma se a voi piace di pecora, potete utilizzare questa, o usare metà mucca e metà pecora Bene, ora vi lascio, vi saluto e vi auguro buona giornata. Sono sicura che molte/i di voi saranno alle prese con le maschere di carnevale. Quindi anche in questo caso, buona preparazione.

Domani una ricetta dolce di Carnevale.

 

Dose: per 8/10 persone
Tempo di preparazione: 2/3 ore
Tempo di cottura: 10 minuti circa

 

Ingredienti per la pasta all’uovo:

8 uova medie
400 g di farina 0
400 g di farina di semola rimacinata
2 cucchiaio di olio e.v.o.
2 pizzichi di sale

Ingredienti del ripieno:

1,200 kg di ricotta di mucca ben scolata dal siero ( il giorno prima e mettetela a scolare coperta nel frigorifero)
900 g di spinaci freschi (ricordatevi sempre che in cottura si riducono di molto)
2 rossi d’uovo
3/4 cucchiai di grana padano grattugiato + q.b. da spolverare sopra i ravioli una volta cotti
sale
pepe
noce moscata in polvere quanto basta

Ingredienti per il condimento:

2 litri di passata di pomodoro
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
600 g di carne mista di manzo e di maiale per fare il sugo
1 salsiccia sbriciolata
80 ml di vino bianco

 

PREPARAZIONE:

Preparate il sugo anche il giorno prima, mettendo a soffriggere per 3 minuti la carota sedano e cipolla, mondati, lavati e fatti a cubetti piccoli. Aggiungete la carne e la salsiccia sbriciolata e fate rosolare da entrambe le parti, sfumate con il vino bianco.

Dopo che il vino è evaporato, aggiungete la passata e fate cuocere a fuoco basso, coperto, per 2 ore e mezza circa.

Pulite gli spinaci dalle radici lasciando intere le foglie.

 Lavateli più di una volta in acqua fredda, fino a che non ci sarà più nessun residuo di terra.

Metteteli in una pentola, a cuocere solamente con l’acqua del loro lavaggio.

 Una volta cotti, metteteli a scolare in un colino.

Una volta freddi, spremeteli con le mani per far uscire l’acqua rimasta.
Sminuzzate gli spinaci con forchetta e coltello o con le forbici (anche la cottura degli spinaci potete avvantaggiarvela il giorno prima).

In una ciotola capiente mettete la ricotta, le uova, gli spinaci, il sale, la noce moscata, il pepe nero, 3/4 cucchiai di grana padano grattugiato e mescolate il tutto per avere un composto uniforme. Assaggiate il composto e nel caso aggiustate di sale o di grana grattugiato. Mettete il tutto in frigorifero a riposare.

Nel frattempo, preparate la pasta all’uovo. Per vedere il procedimento cliccate qui. Usate le dosi indicate sopra. Fate riposare la pasta per 30 minuti coperta con un panno umido.

Una volta fatta riposare se la stendete con il mattarello procedete in questo modo: poggiatela sulla spianatoia leggermente infarinata, e cominciate ad allargare il disco.

Il mattarello usato, sempre di legno, deve esser lungo e sottile per  raggiungere ogni punto della sfoglia quando sarà diventata larga.

Rigirate la pasta più volte, in senso antiorario, spolveratela leggermente di farina, e allargatela uniformemente procedendo dal centro verso i bordi. La sfoglia è pronta quando ha raggiunto uno spessore inferiore a 1 millimetro. Sollevandola sulle mani, deve apparire quasi trasparente.

Se usate la macchina stendipasta, invece, procedete così: dividete il panetto in porzioni più piccole. Passate una piccola porzione di pasta fra i rulli allargati al massimo, piegatelo in tre e, leggermente infarinato si ripassa telo tra i rulli.

Ripiegate di nuovo e fate un’altro passaggio, ripetendo questa operazione fino a quando la pasta si presenta liscia. Restringete al massimo i rulli e ripassate la sfoglia senza più ripiegarla su se stessa, fino a quando risulta sottile e pronta da tagliare in due, o in pezzi regolari.

Ora siete pronti per preparare i ravioli.Tirate fuori dal frigorifero il ripieno preparato in precedenza, di ricotta e spinaci. Nelle foto qui di seguito, vedrete che io ho usato le sfoglie fatte dalla stendipasta.
Con un cucchiaino prendete piccole porzioni di ripieno alla ricotta e disponetele a mucchietti sulle strisce di pasta, che poi si ripiegano su se stesse. Disponete i mucchietti a 4 cm di distanza dal bordo e separati tra loro di 5 cm.

Premete la pasta con la punta delle dita, intorno al ripieno, in modo da far uscire bene l’aria e saldare bene i due lembi di sfoglia, in questo modo la pasta aderirà facendo in modo che il ripieno non fuoriesca in cottura.

Potete usare la rondella taglia pasta, tagliandoli su 3 lati e dargli la forma di 1 quadratino regolare.
O potete usare un coppa pasta, o il bordo di un bicchiere, come me, e dargli la forma di mezza luna.

Man mano che li fate, poneteli sopra un vassoio di cartone, ricoperto di carta forno, spolverato con abbondante farina, per non farli attaccare. Procedete fino a che tutti gli ingredienti, pasta e ripieno, saranno finiti.

Se li volete congelare, metteteli, con tutto il vassoio, nel congelatore, in posizione orizzontale, occorreranno 30 minuti circa. Dopo di che, imbustateli nelle buste gelo  apposite, quelle di formato maxi. Riempite ogni busta di circa 15/20 ravioli.
Quando sarà il momento di cuocerli, metteteli come se fossero freschi, nell’acqua bollente salata in ebollizione. Procedete cuocendoli un po’ per volta. Occorreranno circa 10/15 minuti. Per essere sicuri, assaggiatene uno prima di scolare tutti gli altri.

Ed ecco come si presentano i ravioli nel piatto una volta cotti e conditi con il sugo. Aggiungete del formaggio grattugiato a piacere.

Ecco un particolare dell’interno del raviolo.

 

Buon appetito!

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TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 34

TORCINELLI DI NATALE – RICETTA N° 34

Questa ricetta mi ricorda mia nonna Anna. Quando arrivava Natale, cucinavo spesso insieme a lei i torcinelli, tipico dolce natalizio Abruzzese. I torcinelli sono dei dolci di pasta di pane impastati con patate lesse, semi di anice e uvetta, vengono fatti lievitare fino al raddoppiamento del volume, poi con le mani unte di olio si prelevano pezzetti di impasto si allungano leggermente attorcigliandoli e si friggono nell’olio caldo, e appena sono dorati si scolano, si poggiano velocemente su carta assorbente e si tuffano in una mistura di zucchero semolato e cannella. Purtroppo non ricordo la ricetta che facevo insieme a mia nonna e per poterli realizzare ho usato la ricetta della nonna del mio compagno, nonna Antonietta. E così dopo diversi anni che non li cucinavo mi sono messa ai fornelli e ho cominciato a impastare, e con grande soddisfazione e meraviglia dopo averli assaggiati, una volta che li ho fritti, sorridevo compiaciuta dentro di me, perché il sapore era tale e quale al sapore che ricordavo dei torcinelli di mia nonna. Quindi non c’è ricetta più azzeccata di questa. So che molti non gradiscono l’uvetta, quindi se non vi piace, potete ometterla. Inoltre io ho fatto 2 impasti, ho preparato prima la biga eppoi dopo che ha lievitato l’ho aggiunto al secondo impasto. Le giornate scorrono velocemente, piene di impegni e di organizzazioni per le feste natalizie in famiglia, mi sto impegnando ad organizzare al meglio questo evento sia sul blog  con le ricette che vi propongo e sia in famiglia, quindi se riesco entro stasera, vorrei pubblicare l’ultima delle 3 ricette di dolci natalizi che ho fatto susseguire sul blog, dopo di che mi dedicherò a suggerirvi qualche antipasto, qualche primo e secondo per la sera della vigilia, il giorno di Natale e Santo Stefano. Bene per adesso è tutto, vi saluto e spero di riuscire nel mio intento, pubblicare la seconda ricetta di oggi. Un’anticipazione: il dolce che voglio proporvi più tardi è fantastico , e non solo vi accorgerete di quanto è semplice farlo e di quanto è buono, ma il successone è davvero assicurato con i vostri ospiti.

 

Dose: per 30/40 torcinelli
Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo totale di lievitazione: circa 2 ore (sempre in base alla temperatura all’interno della cucina).

 

Ingredienti:

3 patate medie già lessate
1 kg di farina + 130 per fare la biga
1 bicchiere di olio o 40 g di burro sciolto
5o g di olio e.v.o.
1 cubetto di lievito di birra
250 g di latte (1 bicchiere)
semi di anice q.b.
uvetta sultanina q.b.
3 uova
3/4 cucchiai di zucchero
zucchero semolato q.b. dove immergere i torcinelli fritti
cannella in polvere q.b.
1 limone o 1 arancia spremuta

 

PREPARAZIONE:

In un pentolino mettete a bollire 3 patate con la buccia, calcolando 30/40 minuti a partire dal bollore. Una volta cotte spellatele e schiacciatele ancora calde con l’apposito attrezzo. Mettete da parte a freddare.

Scaldate il latte insieme al burro in un pentolino a fuoco molto basso, appena il burro si è sciolto e il tutto si sarà intiepidito, dosatene metà bicchiere e lì scioglieteci quasi tutto il cubetto di lievito, lasciatene appena un po’ da mettere nel secondo impasto. Aggiungete  i 130 g di farina, impastate e fate la biga che sarà il primo impasto, e con essa formate una palla di impasto ben liscia, mettetela a riposare fino al raddoppiamento del volume.

Dopo le ore di lievitazione della biga, su un piano di lavoro, mettete la farina e le patate schiacciate, fate un buco al centro e metteteci l’olio, il restante latte e il restante cubetto di lievito, le uova, lo zucchero, i semi di anice e l’arancia o il limone spremuto e cominciate ad impastare. Appena avrà raggiunto una consistenza morbida, aggiungete la biga che nel frattempo avrà raddoppiato il suo volume.

Prendete la biga e insieme all’uvetta aggiungetela al secondo impasto.

Mettete a lievitare il composto dentro una ciotola al caldo fino al raddoppiamento del volume.

Mettete a scaldare l’olio in una pentola e, per rendervi conto che è caldo prelevate un  pezzettino piccolo di impasto, se appena lo immergete, l’impasto frigge, allora l’olio è pronto. Ungetevi le mani, prelevate un pezzetto di impasto, attorcigliatelo allungandolo un po.

Immergetelo nell’olio caldo, e fate dorare da entrambi i lati per 3/4 minuti per parte.

Scolateli velocemente su carta assorbente.

Immergeteli nello zucchero semolato misto a cannella, fino a che siano ben ricoperti.

Ed ecco un particolare dei torcinelli di Natale.

 

AGGIORNAMENTO AL 03/07/2017

QUESTA RICETTA E’ STATA SELEZIONATA E INSERITA TRA LE MIGLIORI DEL WEB, ALL’INTERNO DI UN’ARTICOLO SUI TORCINELLI DOLCI DALLA REDAZIONE DEL MAGAZINE ONLINE lorenzovinci.it, un magazine dedicato alla gastronomia e alla cucina italiana d’eccellenza, cliccando qui potete leggere l’intero articolo –>> https://lorenzovinci.it/magazine/recipe/torcinelli-dolci-ricetta-storia-come-si-fanno/

Buon appetito!

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